09:47:41 Un'altra tragedia inaccettabile colpisce il nostro territorio, un'altra vita spezzata sulle strade, durante una giornata di lavoro che avrebbe dovuto concludersi con il ritorno a casa.
La morte di Paola Russo, dipendente a tempo determinato di Poste Italiane, in un incidente con lo scooter durante l'orario di lavoro, impone dolore, ma soprattutto impone verità. Perché non si può parlare di questa tragedia senza interrogarsi sulle condizioni nelle quali operano quotidianamente migliaia di lavoratrici e lavoratori del recapito postale e, in particolare, sui tanti Contratti a Tempo Determinato che continuano a garantire il funzionamento del servizio postale in condizioni di estrema precarietà.
«Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio. Dobbiamo avere il coraggio di porci domande scomode sulle condizioni materiali in cui si lavora oggi. La precarietà non è soltanto una forma contrattuale: è una condizione che spesso aumenta la fragilità delle persone, ne riduce il potere di rivendicazione e le espone maggiormente alle pressioni organizzative», dichiara Sonia Oliviero, segretaria generale della CGIL Caserta.
Da anni la CGIL e la SLC CGIL denunciano come il settore del recapito sia attraversato da processi di riorganizzazione che hanno determinato carichi di lavoro sempre più pesanti, organici insufficienti, estensione delle zone di recapito e una crescente difficoltà nel garantire condizioni di lavoro adeguate e sicure.
«I lavoratori e le lavoratrici del recapito svolgono un'attività complessa e usurante.