MADDALONI. Avere un parente o un amico gravemente ammalato e trovarsi a Maddaloni, alla luce della tendenza a chiudere la struttura ospedaliera, e dover decidere dove poterlo ricoverare è come azzeccare un terno a lotto.
Nel nostro sud gli episodi di malasanità non sempre però hanno a che fare con l'errore diretto dell'operatore: spesso questi episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate, inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti dal paziente da un 'ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere.
Nell'ospedale di Caserta, all'interno del quale (come rivela ai più Raffaele Cantone nel suo ultimo libro) ha avuto un suo ufficio da cui dispensare favori un noto boss dei casalesi, il nostro parente Egidio D’aiola è stato vittima di uno dei tanti episodi di malasanità. Quella subita dalle tante persone (fuori dal coro dei questuanti) che si trovano soli ad affrontare carenze e disservizi: per ore, al pronto soccorso, in condizioni gravi, in attesa di un posto che l'ospedale di un capoluogo non è stato in grado di garantire e il trasferimento in autoambulanza su una sedia e in coabitazione con un altro malato steso sulla barella in dotazione.