10:18:52 Una fitta rete di collusioni tra clan dei Casalesi e imprenditoria negli appalti pubblici, con il fine ultimo di riciclare denaro e sottrarsi ai vincoli antimafia: è questo il quadro agghiacciante emerso ieri mattina alle 10.30, in aula 30 del Tribunale penale di Santa Maria Capua Vetere, nel processo a carico dell'ex sindaco di Calvi Risorta, Giovanni Rosario Lombardi, e di altre dodici persone.
Al centro dell'udienza la deposizione fiume di Vincenzo D’Angelo, collaboratore di giustizia, marito di Teresa Bidognetti e dunque genero del boss Francesco Bidognetti alias “Cicciott' e’ mezzanotte”. Il pentito, escusso dinanzi alla terza sezione del Tribunale, presieduta da Luciana Crisci, ha svelato i meccanismi con cui il clan si infiltrava nelle commesse pubbliche, indicando con precisione ruoli e società.
«Il clan si serviva di Iorio e Pezzella nel settore degli appalti pubblici», ha esordito D'Angelo, delineando il ruolo dei due imprenditori, Raffaele Pezzella e Tullio Iorio, ritenuti "legati al clan dei Casalesi". Il collaboratore ha puntato il dito in particolare contro la Cgs Costruzioni, società che, pur risultando formalmente amministrata da Carmine Perrillo, era di fatto gestita dai due.