08:54:13 MADDALONI. Chiude l’edicola di Ciciotto. E con essa cala il sipario su un palcoscenico quotidiano dove, per decenni, si è recitata la vita della comunità. Ne aprirà un’altra. Ma quel vuoto non consola, perché il vuoto è già qui. Silenzioso. Doloroso. Reale.
Non è solo una serranda che si abbassa: è un frammento del nostro vivere che si spegne, senza clamore. I cambiamenti più profondi arrivano così.
Non avvisano, non bussano. Entrano nelle nostre giornate di soppiatto, come il vento che gira le pagine di un giornale dimenticato su una panchina. E poi un giorno, all’improvviso, ci si ferma in piazza e si capisce che manca qualcosa. Manca un odore. Manca un sorriso. Manca un “ciao Ciciò”.
L’edicola non era solo un punto vendita. Era un rituale. Un presidio di normalità e calore. Era quel posto dove ci si aggiornava, ma anche ci si ritrovava. Dove si parlava di tutto: del tempo, del Napoli, della politica locale, del funerale del giorno prima, della felicità di un neonato. Bastava poco: una battuta al volo, una testata piegata sul bancone, un’occhiata complice.