12:55:28 Quello dell’Emilia-Romagna è diventato da poco il nuovo GP ambientato ad Imola, che un tempo prendeva in prestito il nome di San Marino.
L’autodromo Enzo e Dino Ferrari tradisce già nella propria denominazione un forte legame con una scuderia nello specifico.
Correva l’anno 1950 quando Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi decisero di realizzare vicino ad a Imola una pista automobilistica, coinvolgendo i maggiori costruttori automobilistici della zona, ossia Ferrari e Maserati. Nacque così un circuito destinato a scrivere pagine di storia della Formula 1, che Enzo Ferrari etichettò come un “piccolo Nurburgring italiano”.
Solo nel 1980 il Mondiale vide tenersi una delle proprie tappe a Imola, contemplando nel 1994 anche un evento tragico quale la morte di Ayrton Senna. Fino al 2025, Imola farà sicuramente parte del calendario della Formula 1. Che sia di buon auspicio per la Ferrari? Il “cavallino” ha vinto 8 volte a Imola, 6 delle quali con Michael Schumacher.
Proprio Michael Schumacher è il pilota che ha vinto di più il GP di Emilia-Romagna (Imola) nella storia del circuito, ben sette volte, la prima volta al volante della Benetton, nel 1994. Era l’anno del primo titolo mondiale del fuoriclasse tedesco.
Il Gran Premio di San Marino iniziò ad essere chiacchierato nel 1982, quando la Ferrari di Villeneuve andò incontro a una squalifica per aver impiegato un presunto alettone posteriore asimmetrico. Il “cavallino” stava per abbandonare la competizione in segno di protesta, in quanto molte altre vetture erano ricorse a degli espedienti per partecipare alle gare sotto il peso minimo. La Ferrari non rimase inascoltata e la FIA ne accolse il ricorso squalificando inoltre la Brabham di Piquet e la Williams di Rosberg. Le scuderie inglesi boicottarono dunque la corsa di Imola.
Indimenticabile, nella mente degli appassionati, fu il testa a testa tra Gilles Villeneuve e Didier Pironi, compagni di squadra alla Ferrara. I due erano ormai certi della doppietta, tanto che il box Ferrari espose un cartello con la scritta “Slow” invitando i due piloti a rallentare per evitare i guasti al motore che avevano interessato molte delle scuderie rivali su quel tracciato. Villeneuve obbedì, mentre Pironi ne approfittò per superare il compagno, che a sua volta riprese la prima posizione al 49° giro. Nonostante un secondo cartello, Pironi ingaggiò nuovamente un duello col compagno, beffandolo al 52° giro. Villeneuve riuscì a superarlo di nuovo, ma all’ultimo giro Pironi sfruttò la curva del Tamburello per superare definitivamente il canadese e tagliare il traguardo per primo.
Primo successo con la Ferrari e secondo in carriera per il francese, mentre Villeneuve, in preda alla furia, minacciò persino di voler lasciare la scuderia, ma Pironi si difese affermando di aver inteso il cartello “SLOW” come una raccomandazione per non rovinare i motori e non come un’imposizione sul mantenimento delle posizioni.
Il podio condiviso tra Pironi e Villeneuve ruppe l’amicizia tra i due e fece discutere media e tifosi per parecchi giorni. Villeneuve ottenne la comprensione di Enzo Ferrari, che intanto gongolava per la doppietta, ma l’episodio non ebbe più un vero seguito. L’8 maggio del 1982, infatti, Villeneuve perse la vita a Zolder, in Belgio, nel corso di una sessione di qualifica.
Ironia del destino volle che una manciata di settimane più tardi, il 7 Agosto, Pironi avesse un pesante incidente durante le prove del Gran Premio di Germania a Hockenheim, dove si scontrò con la Renault di Prost. Il francese fu operato per scongiurare la perdita delle gambe e la sua carriera terminò lì.
Nel 1987, appena 5 anni dopo, anche Pironi passò a miglior vita, ma a causa di un incidente motonautico all’Isola di Wight. Villeneuve e Pironi non hanno mai avuto modo di chiarirsi e i tifosi non hanno più rivissuto un duello avvincente come quello tra i due compagni di squadra, ma le imprese dei due ferraristi riecheggiano ancora oggi tra le curve di Imola, che aspetta di sentir parlare di nuove leggende.





