10:35:31 Quattro medici sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. L’inchiesta, aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, riguarda la morte del piccolo Raffaele, nato senza vita il 24 aprile scorso presso la Clinica Pineta Grande di Castel Volturno a seguito di un parto cesareo d’urgenza.
Secondo quanto emerso, la madre del bambino, una donna di 34 anni, si era presentata alla clinica accusando forti dolori addominali. Dopo alcune ore di osservazione fu dimessa, ma il giorno successivo le sue condizioni peggiorarono, costringendola a ritornare in ospedale. La situazione clinica continuò ad aggravarsi fino al 26 aprile, quando, intorno alle ore 13, i sanitari decisero di procedere con un parto cesareo d’urgenza. Il piccolo Raffaele, però, nacque già senza vita.
L’autopsia, disposta dal pm Giacomo Urbano della Procura sammaritana, sarà eseguita martedì 12 dal medico legale Luigi Mastroianni, nominato dalla Procura, che avrà 90 giorni di tempo per consegnare i risultati. L’esame dovrà chiarire le cause del decesso e ricostruire quanto avvenuto nelle ore precedenti al parto.
Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Casal di Principe, paese d’origine della famiglia del neonato. I genitori si sono affidati agli avvocati Salvatore Capasso e Francesco Petito dello studio legale Metis di Aversa, che hanno nominato come consulenti di parte il professor Alessandro Feola, medico legale, e il professor Andrea Ronchi, anatomopatologo.
Per la difesa dei quattro medici indagati sono invece impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato, che hanno designato come consulenti Giovanni Lodato, medico legale, Giulio Benincasa, anatomopatologo, ed Emanuele Fiore, ginecologo.
L’inchiesta è al centro dell’attenzione locale. Gli inquirenti stanno analizzando con attenzione le cartelle cliniche e le manovre assistenziali prestate alla madre nelle ore precedenti al parto. L’autopsia rappresenterà un passaggio centrale dell’indagine e dovrà fornire risposte determinanti per accertare eventuali responsabilità e chiarire se il decesso del neonato potesse essere evitato.
La Procura procede con il massimo riserbo. La comunità attende con apprensione i risultati degli accertamenti irripetibili disposti dalla magistratura.





