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Carburanti, prezzi benzina e diesel scendono ancora: la situazione oggi

Roma, 11 mag. (Labitalia) - Prosegue da oltre un mese il calo del prezzo del gasolio alla pompa, ormai poco al di sopra dei due euro al litro, mentre la benzina sembra essersi assestata intorno a 1,93, dopo il rialzo delle accise di inizio maggio. Nel fine settimana le aliquote sono state prorogate al livello attuale fino al 22 maggio, con decreto del ministero dell’Economia che ha dato attuazione alla norma del 2007 sull’accisa mobile. Tornano intanto a salire con una certa forza le quotazioni dei prodotti raffinati.

Questa mattina 11 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a venerdì), gasolio a 2,007 euro/litro (-18). Il Gpl è a 0,815 euro/litro (-2), il metano a 1,568 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina self è a 2,000 euro (invariato), il diesel a 2,078 euro (-15), il Gpl a 0,921 euro (-4) e il metano a 1,598 euro (invariato). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ridotto di tre centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio.

Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,935, pompe bianche 1,927), diesel self service a 2,011 euro/litro (compagnie 2,012, pompe bianche 2,008). Benzina servito a 2,069 euro/litro (compagnie 2,109, pompe bianche 1,995), diesel servito a 2,151 euro/litro (compagnie 2,191, pompe bianche 2,077). Gpl servito a 0,822 euro/litro (compagnie 0,834, pompe bianche 0,808), metano servito a 1,568 euro/kg (compagnie 1,569, pompe bianche 1,567), Gnl 1,468 euro/kg (compagnie 1,483 euro/kg, pompe bianche 1,457 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 1,944 euro/litro (2,149 il servito); IP a 1,936 (2,102 servito); Q8 a 1,929 (2,097 servito); Tamoil a 1,922 (2,000 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,997 (2,215 servito); IP a 2,026 (2,193 servito); Q8 a 2,015 (2,191 servito) e Tamoil a 2,005 (2,091 servito). 

Consumi, 'second hand' sempre più praticato dagli italiani, alleato contro l'incertezza economica

Milano, 11 mag. (Adnkronos) - Continua a crescere il numero degli italiani che scelgono la second hand per i loro bisogni e i loro desideri; il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti usati, registrando una crescita di due punti percentuali rispetto al 2024 e proseguendo il trend positivo degli ultimi anni. L'osservatorio 'Second hand economy' di Ipsos Doxa per Subito, giunto alla sua dodicesima edizione, restituisce una fotografia nitida dell’evoluzione di questo mercato sempre più radicato nel comportamento degli italiani che lo scelgono come soluzione affidabile e solido alleato anche e soprattutto in momenti storici dominati dall’incertezza.

Se il valore economico generato rimane sostanzialmente stabile e si attesta sui 27,2 miliardi di euro (era 27 miliardi nel 2024), corrispondenti all’1,2% del Pil, il numero degli italiani che scelgono la second hand continua ad aumentare. Il 65% della popolazione ha dichiarato di aver comprato o venduto usato (+2 punti percentuali rispetto al 2024), 28,2 milioni di italiani solo nel 2025 (+3,7% vs 2024), con una crescita particolarmente significativa sul fronte dell’offerta, con i venditori in crescita di 3 punti percentuali. Guadagno e risparmio appaiono motivazioni fondamentali e veri propri valori che spingono verso l’economia pre-loved, che per circa 7 italiani su 10 (68%) rappresenta la prima opzione nel processo di acquisto, una scelta di campo chiara perché è da qui che parte la ricerca dell’oggetto di cui si ha bisogno.

Nel 2025 la second hand economy si conferma in Italia come un fenomeno ormai strutturale e sempre più una prima scelta di consumo, capace di coniugare vantaggio economico e valore etico. In un contesto in cui il costo della vita appare in costante aumento, il mercato dell’usato viene riconosciuto come alleato concreto del bilancio familiare, rispondendo prima di tutto a un’esigenza di sostenibilità economica, che si traduce poi in benefici sociali e anche ambientali. A quanto emerge dall'osservatorio 'Second hand economy' condotto da Ipsos Doxa per Subito, la percentuale di adoption continua a crescere. Nel 2025 più di 6 italiani su 10 dichiarano di aver comprato o venduto beni usati e inoltre, per la prima volta, la second hand diventa il secondo comportamento sostenibile più diffuso, dopo la raccolta differenziata e prima dell’acquisto di lampadine al Led. La frequenza di utilizzo continua ad aumentare: il 24% di chi acquista e il 23% di chi vende lo fa almeno una volta al mese, mentre oltre la metà dichiara di farlo almeno una volta ogni sei mesi. Un mercato stabile e resiliente, in cui il 78% degli utenti ha mantenuto volumi di compravendita superiori o in linea con l’anno precedente, confermando la second hand come leva concreta di accessibilità, responsabilità e nuova cultura del valore.

Nel 2025 la second hand online consolida il proprio ruolo di motore di crescita e di creazione di valore, confermandosi come canale di riferimento per i consumatori. Il tasso di adoption digitale supera per la prima volta la soglia del 70%, raggiungendo il 71% degli italiani, a fronte di appena il 30% di dieci anni fa, e genera oltre la metà del valore complessivo del mercato, raggiungendo quota 14,7 miliardi di euro (54%). Una leadership costruita su motivazioni tipicamente economiche e funzionali: la rapidità del canale (55%), la possibilità di gestire l’intero processo comodamente da casa (53%), l’ampiezza della scelta (50%) e la disponibilità del servizio 24 ore su 24 (48%). In questo scenario matura ulteriormente il modello 'e-commerce like' della second hand, oggi adottato dal 75% degli utenti, insieme a una crescente fiducia verso i processi di acquisto interamente digitali: sceglie il canale online per evitare le truffe il 35% degli acquirenti (vs 31% nel 2024) e ben il 41% dei venditori (vs 31% nel 2024), segnale di un ecosistema sempre più strutturato, affidabile e competitivo.

Concentrandoci sulla dimensione online e analizzando le categorie per numero di acquisti, la classifica è rimasta invariata rispetto alla precedente rilevazione. Le categorie in cui si compra di più online sono: Casa & Persona (76%), Sports & Hobby (52%), Elettronica (41%) e Veicoli (24%). Nella Top 3 dei prodotti più comprati online troviamo: Abbigliamento & Accessori (39%), Libri & Riviste (28%) e Arredamento & Casalinghi (22%) a parimerito nel 2025 con il mondo dell’Abbigliamento e Accessori Vintage. Anche per la vendita, la fotografia rimane pressoché stabile rispetto all’anno scorso sia in fatto di categorie che di prodotti. Tra le categorie, Casa & Persona mantiene il primo posto con il 76%, seguita da Sports & Hobby (45%), Elettronica (35%) e Veicoli (14%). Nella Top 3 dei prodotti più venduti, anche in questo caso troviamo Abbigliamento &Accessori al primo posto (49%), Libri & Riviste (25%) e Arredamento & Casalinghi (21%).

Anche nel 2025 la second hand economy si conferma un pilastro solido dell’economia nazionale, mostrando una stabilità strutturale tangibile anche solo guardando al valore complessivo generato: 27,2 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2024 (27 miliardi di euro). Resta invariata anche la predominanza dell’online, che rappresenta il 54% del mercato con 14,7 miliardi di euro generati che evidenziano come la second hand sia una componente matura e integrata dell’economia quotidiana. Guardando all’impatto delle diverse categorie merceologiche sui risultati economici del 2025, la più significativa per valore resta quella dei Veicoli, con 11,1 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto al 2024. Segue Casa & Persona, che genera 7,4 miliardi di euro, stabile sull’anno precedente. Cresce leggermente, in terza posizione, il settore dell’Elettronica che raggiunge i 5,5 miliardi, mentre chiude la classifica la categoria Sport e Hobby a 3,2 miliardi.

L'affermarsi della second hand come prima scelta di consumo nel 2025 è netto: il 68% degli intervistati ha dichiarato di partire proprio dall’usato nel proprio percorso di acquisto, con una crescita di 9 punti percentuali rispetto al 2024. In uno scenario di incertezza economica e sul futuro, l’economia dell’usato si posiziona come alleato strategico e affidabile per le famiglie e per i singoli. Un vero cambio di paradigma, quindi: non più alternativa, ma scelta di campo consapevole soprattutto in fasi della vita dove l’attenzione alle entrate e alle uscite deve essere più elevata del solito, se non per ridotta capacità di spesa probabilmente per le preoccupazioni sul futuro incerto.

In questo contesto di instabilità e costo della vita in costante aumento, guadagno e risparmio emergono come driver dominanti - primo per chi acquista (62%) e secondo per chi vende (42%), dopo la necessità di fare spazio - evolvendo in un valore etico, riconosciuto soprattutto dalle generazioni più giovani: al primo posto per Gen Z e Millennial, e al secondo per la Gen X. Parallelamente, gli elementi legati alla sostenibilità ambientale e sociale, pur restando rilevanti, perdono centralità, con una tenuta più marcata solo tra i più giovani, a conferma di un approccio sempre più pragmatico a queste tematiche.

"In un contesto economico fortemente incerto, la second hand si dimostra un alleato concreto nel bilancio familiare. I numeri parlano chiaro: chi vende ricava in media 834 euro all’anno, mentre chi acquista percepisce un risparmio medio del 44% rispetto al nuovo, che in alcune categorie arriva al 50%, come nel caso dell’abbigliamento e degli accessori, del vintage, delle biciclette, dei libri o ancora degli articoli per bambini - commenta Giuseppe Pasceri, ceo di Subito -. L'usato è modello di consumo intelligente, accessibile e che viene scelto consapevolmente perché sostenibile a livello ambientale, sociale e soprattutto economico. Noi di Subito lo vediamo dalla crescita delle persone che ogni giorno visitano la nostra piattaforma, oltre 2,8 milioni, con una crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente". Un impatto economico tangibile quindi che si traduce in un contributo concreto al bilancio familiare annuale per il 59% di chi acquista e, dato particolarmente significativo, per il 26% di chi vende, in netta crescita (+12 punti percentuali) rispetto al 2024, a dimostrazione di come la second hand economy stia assumendo un ruolo sempre più attivo e di supporto nella gestione delle risorse economiche delle famiglie italiane.

Torna a Riva del Garda 'Rebuild', riflettori su piano casa ed emergenza abitativa

Milano, 11 mag. (Adnkronos) - La questione abitativa è oggi una delle principali criticità socio-economiche europee e, per la prima volta, è entrata nell'agenda politica continentale. Negli ultimi anni, i costi dell’abitare sono cresciuti molto più rapidamente dei redditi, mettendo sotto pressione equilibri fondamentali: lavoro, mobilità, accesso allo studio, sviluppo urbano e coesione sociale, anche tra generazioni.

"Oggi la casa si configura sempre più come un’infrastruttura economica e sociale, il perno di un sistema complesso di relazioni, servizi e opportunità che incide direttamente sulla competitività dei territori e sulla qualità della vita delle persone -spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi- Rebuild 2026 metterà al centro il tema dell'abitare, affrontando una delle sfide più urgenti del nostro tempo attraverso il confronto tra tutti gli attori della filiera. L'obiettivo è contribuire a costruire una nuova agenda dell’abitare, che unisca accessibilità, sostenibilità, innovazione e impatto sociale per sviluppare soluzioni concrete e condivise”.

È da questa consapevolezza che Rebuild (12/13 maggio 2026, Riva del Garda-Tn), con il titolo 'Housing remix. Nuove soluzioni per l'abitare', riunirà da domani istituzioni, finanza, industria e ricerca per affrontare organicamente una sfida ormai strutturale: rendere l’abitare accessibile, scalabile e sostenibile nel tempo. L’obiettivo è costruire un confronto concreto tra tutti i livelli della filiera - industriale, istituzionale, finanziaria e dell’innovazione - mettendo in relazione competenze, strumenti, esperienze.

La sessione inaugurale dell’evento organizzato da Riva del Garda Fierecongressi evidenzierà la centralità della questione abitativa e il suo impatto trasversale. Nel confronto tra i vertici di Rebuild, il presidente del comitato scientifico Ezio Micelli (Università Iuav di Venezia), Simone Marchiori (Provincia autonoma di Trento), Augusto dell'Erba (Federcasse) e Sergio Anzelini, (Itea e Patrimonio del Trentino), emergerà la necessità di una risposta coordinata. Al centro del dibattito: patrimoni inutilizzati, strumenti finanziari ancora poco sfruttati, tecnologie disponibili e competenze diffuse. Elementi concreti su cui costruire un cambio di paradigma non più rinviabile e con una consapevolezza chiara: nessun attore, da solo, è in grado di offrire soluzioni efficaci.

Proprio da questo confronto muoverà i primi passi il laboratorio 'Orizzonti dell'abitare in Trentino', l'innovativo modello partecipativo per la nuova legge provinciale sulla casa voluto dalla Provincia e sviluppato con Rebuild. A seguire, 22 conferenze in programma con oltre 80 speaker, affiancate da 3 workshop e 5 side event, 6 appuntamenti di networking e più di 200 incontri b2b in agenda che contribuiranno a sviluppare una visione complessiva del tema 'casa' nel corso della due giorni di Riva del Garda. Un evento quest'anno ancora più ricco di contenuti e costruito su cinque filoni tematici, cinque 'pilastri' attorno ai quali si articolerà una lettura sistemica della questione abitativa: Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare.

Il tema delle politiche per l'abitare si sviluppa su due piani strettamente connessi. Da un lato, emerge il ruolo dell'Europa nel portare la questione casa al centro del dibattito, definendo indirizzi strategici e strumenti per migliorare l'accessibilità abitativa e coordinare le politiche tra Paesi. Su questo fronte interverranno anche Francesco Amodeo (Eu housing task force) e Maria José Piccio-Marchetti Prado (Comunidad de Madrid). Dall'altro, il focus si sposta sulla capacità di tradurre queste linee guida in azioni concrete. Il piano casa diventa così un banco di prova per istituzioni e territori, chiamati a costruire risposte efficaci attraverso un lavoro coordinato tra diversi livelli di governo, con l'obiettivo di sviluppare modelli sostenibili e replicabili. Tra le testimonianze, quelle di Simone Marchiori (Provincia autonoma di Trento), Cristina Amirante (Regione Friuli-Venezia Giulia) e Fabio Bottero, assessore all’edilizia residenziale pubblica del Comune di Milano.

Gli incontri sui capitali mettono al centro una questione strutturale: come finanziare in modo stabile ed efficace l’abitare. In assenza, in Italia, di un canale consolidato, il confronto guarda all'Europa e agli strumenti già attivi -come quelli della Bei e di InvestEu- per capire come sostenere operazioni capaci di integrare rigenerazione urbana, sostenibilità economica e impatto sociale. Su questo fronte interverranno Massimiliano Pulice e Simona Camerano (Cdp), Stefano Gatti (Elti) e Martín Larroque Gancedo (Instituto de crédito oficial). Accanto alla finanza istituzionale, cresce il ruolo della finanza sociale, fondata su capitali pazienti e orizzonti di medio-lungo periodo, in grado di accompagnare i progetti di housing lungo tutto il loro ciclo di vita. Ne discuteranno Giordana Ferri (Fondazione Housing Sociale), Rossana Zaccaria (Legacoop Abitanti) e Marco Buttieri (Federcasa).

Il coinvolgimento del mercato rappresenta un ulteriore passaggio chiave: operatori immobiliari e investitori sono chiamati a misurarsi con la sfida dell’affordable housing, ridefinendo modelli e condizioni di investimento. A confrontarsi saranno Davide Albertini Petroni (Assoimmobiliare), Antonio Fuoco (Near Sgr), Gloria Brocchi (Rics Italy e Generali real estate) ed Eugenio Kannès (Brioschi sviluppo immobiliare e Inco association). Infine, dove il mercato non riesce ad arrivare, emergono nuovi modelli ibridi e architetture finanziarie innovative, basate su una più efficace gestione dei rischi e sulla misurazione dell’impatto. Interverranno Giovanni Litt (Sinloc), Aron Tait (Cassa centrale) e Federico Disegni (homes4all).

A Rebuild il tema delle regole riporta l’abitare al centro della pianificazione urbana, mettendo in evidenza come, a livello internazionale, il ruolo pubblico continui a essere determinante nel governare le trasformazioni e garantire accesso alla casa. Il confronto parte da esperienze estere, dove politiche e strumenti innovativi hanno mantenuto una regia pubblica forte, come testimonierà l’architetto Michael Obrist (feld72), offrendo spunti utili anche per il contesto italiano. In Italia, dopo anni di marginalità nei piani urbanistici, la casa torna progressivamente al centro delle politiche locali. Alcune città e territori stanno rivedendo strumenti e approcci per rafforzare la pianificazione e superare i limiti di un modello troppo sbilanciato sul mercato. Ne discuteranno Paolo Mazzoleni (Comune di Torino), Giovanni Gardelli (Provincia Autonoma di Trento) e Roberto Corbia (Comune di Alghero). Infine, il focus si sposta sui modelli operativi: la sfida è individuare format replicabili e sostenibili nel lungo periodo, capaci di integrare rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio pubblico e investimento a impatto. In questo quadro, emergono nuove strategie che puntano a rendere l’housing accessibile una componente strutturale delle politiche urbane. Tra le testimonianze, le voci di Costanza De Stefani (C40), Gianluca Capri (Agenzia del Demanio) e Andrea Vecci (Near).

Tra digitalizzazione, industrializzazione e sostenibilità, il filone dedicato al costruire racconta una trasformazione profonda del settore edilizio. Le tecnologie digitali stanno ridefinendo il rapporto tra città, infrastrutture e dati, andando oltre il concetto di edificio smart e incidendo direttamente su processi, gestione e uso degli spazi urbani. Di questo nuovo scenario parleranno Barbara Cominelli (Uli Italia), Carlo Costa (Autostrada del Brennero), Walter Cugno (Thales Alenia Space) e Fabrizio Capaccioli (Gbc Italia). All’interno di questo cambiamento si inserisce anche il tema della produttività delle costruzioni, oggi messa alla prova da costi elevati, tempi lunghi e dalla necessità di aumentare l’efficienza del settore a livello europeo. Il confronto punta a individuare nuove soluzioni organizzative e di filiera per rendere il sistema più competitivo. Ne discuteranno Joël Schons (Fiec – European construction industry federation) e Piero Petrucco (Ance).

In questa direzione si colloca anche l'innovazione off-site, con la prefabbricazione che si afferma come leva per accelerare la produzione di housing accessibile, migliorando al tempo stesso qualità, controllo dei processi e scalabilità delle soluzioni (interventi di Andrea Basso, Ance Trento, Alessandro Vitale, Dva, Floriana Marotta, Mab architettura e Giovanni Spatti, Wood beton - Camuna). Il tema dell’efficienza costruttiva assume poi una valenza sociale sempre più evidente: industrializzare i processi edilizi significa anche lavorare sulla riduzione del costo finale dell’abitare. Su questo aspetto si confronteranno Patrycja Haupt (Politecnica di Cracovia), Christian de Nacquard (Bouygues) e Lorenzo Robuschi (PlanRadar Italia). A completare il quadro è la decarbonizzazione dell'edilizia, letta come leva strategica capace di coniugare sostenibilità ambientale e creazione di valore economico, orientando gli investimenti verso edifici a basse emissioni. Ne parleranno Sergio Andreis (Kyoto Club), Andrea Branca (Gresb), Alessandro Bonatta (Itas Mutua) e Francesco Babich (Eurac). Infine, materiali e ciclo di vita degli edifici introducono il tema della circolarità e della durabilità come nuovi paradigmi del costruire, basati su riuso, adattabilità e riduzione dell’impatto lungo l'intero ciclo di vita. Ne discuteranno Marco Caffi (Gbc Italia), Raimondo Da Col (Waugh Thistleton Architects), Patrizia Bernardi (Università di Parma) e Maria Luisa Zerilli (Domodry).

Il percorso dedicato all'abitare parte dalla necessità di leggere in modo più accurato la domanda abitativa contemporanea, caratterizzata da nuovi bisogni sociali e profondi mutamenti demografici. L’Italia si confronta con un inverno demografico e con forti squilibri territoriali tra aree interne e grandi città, rendendo centrale una lettura sociologica dei fenomeni in atto grazie alla partecipazione del sociologo Massimiliano Panarari. In questo scenario di trasformazione, la rigenerazione del patrimonio esistente diventa una delle principali risposte possibili: edifici e spazi dismessi vengono riconvertiti per dare forma a modelli abitativi più flessibili, inclusivi e attenti alla diversità dei percorsi di vita. Cohousing e coliving si affiancano a nuove soluzioni progettuali capaci di rispondere a fenomeni come l’invecchiamento della popolazione, la trasformazione delle famiglie e la solitudine abitativa. Intervengono Beatriz Ramo (Star), Francesca Serrazanetti (Politecnico di Milano), Luciano Malfer (Fondazione Bruno Kessler) e Marco Jacomella (Iter).

A questo si collega il tema dell’innovazione tecnologica applicata all’abitare, sempre più rilevante nella cosiddetta aging society: la casa diventa un’infrastruttura di benessere in grado di adattarsi ai bisogni che cambiano nel tempo, tra autonomia, sicurezza e relazioni. Le tecnologie devono però restare strumenti discreti e realmente utili alle persone. Ne parla Andy Miller (AgeTech collaborative from Aarp). Un ulteriore passaggio riguarda la casa come ecosistema integrato, dove qualità dell’aria, salute e servizi di prossimità contribuiscono al benessere complessivo degli abitanti. L’abitare si collega così a sistemi più ampi di gestione e servizi per la comunità. Ne parleranno Alessandro Miani (Sima) e Francesco Burrelli (Anaci). Chiude il quadro l’innovazione emergente, con startup e nuovi business model che stanno ridefinendo progettazione, costruzione e gestione della casa. Il settore dell’abitare diventa così terreno di sperimentazione per soluzioni digitali e modelli di comunità alternativi. Introdotte da Federico Menna (28digital), spazio alle startup Alpinvision, InnoItaly, Tulou e Dwelly.

Il programma dei workshop di Rebuild si configura come un percorso corale e parallelo alle conferenze, volto alla definizione di un Manifesto per l'housing accessibile, con l'intento di trasformare idee, esigenze e proposte emerse in azioni concrete e scalabili per il futuro dell’abitare in Italia. Questo cammino partirà dall'analisi tecnica della sostenibilità economica delle iniziative, dove Livio Cassoli (Cdp real asset Sgr) dibatterà su come strutturare finanziariamente un'operazione di housing sociale, integrando circuiti europei, finanza locale e partenariati tra pubblico e privato (Ppp). Parallelamente, la riflessione si sposterà sulla pianificazione urbana e territoriale con Sara Verones (Provincia autonoma di Trento) ed Eleonora Righetto (Università Iuav di Venezia e Rebuild), che parteciperanno al confronto sulle strategie per rispondere alla domanda abitativa. In questo ambito, il focus principale rimarrà il rispetto del vincolo del non consumo di suolo, cercando soluzioni che valorizzino il patrimonio 'green' e rendano i processi amministrativi e costruttivi più rapidi ed efficienti. Infine, il tema dell'innovazione costruttiva sarà affidato a Thomas Miorin (Edera) con l’intervento di Fabio Bottero (assessore all'edilizia residenziale pubblica Comune di Milano) per esplorare il potenziale dell'edilizia offsite. In linea con il piano casa italiano e le direttive europee, questo approccio mira a trasformare il settore attraverso modelli industriali in grado di abbattere i costi e accelerare i tempi di realizzazione, garantendo un abitare che sia realmente sostenibile, inclusivo e accessibile per le comunità locali.

Il quadro di fondo su cui si articolerà l’edizione 2026 di Rebuild è complesso ma chiaro: la questione abitativa non si risolve con approcci settoriali o temporanei, ma richiede una reale integrazione tra politiche pubbliche, strumenti finanziari, industria delle costruzioni e lettura dei cambiamenti sociali. È in questa convergenza che si gioca la possibilità di generare risposte durature. In questo scenario, il tema casa diventa un vero e proprio banco di prova non solo per l’intero settore immobiliare, ma per la capacità complessiva di un Paese di governare trasformazioni profonde che attraversano economia, società e territori. Rebuild, con Housing remix, si inserisce in questo scenario come spazio privilegiato di incontro tra visioni e pratiche, dati e strategie, contribuendo a condurre il tema dell’abitare da una dimensione frammentata, tecnica ed emergenziale a una prospettiva strutturale e condivisa.

È possibile registrarsi all’evento al link https://rebuilditalia.it/it/ottieni-il-biglietto. Le iscrizioni prevedono tariffe agevolate per diverse categorie di partecipanti: Pubblica amministrazione, università e ricerca possono accedere gratuitamente all'evento; i professionisti iscritti agli Albi professionali del settore beneficiano di tariffe ridotte. Inoltre, è prevista la possibilità di ottenere crediti formativi per ingegneri, architetti, geometri e periti industriali. Programma completo sul sito https://rebuilditalia.it/it/programma

Wolters Kluwer, nuove capacità d’integrazione per Arca Evolution

Roma, 11 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia presenta Arca Evolution Connect, un nuovo modulo di Arca Evolution, il software di gestione aziendale di Wolters Kluwer sviluppato per supportare le piccole e medie imprese italiane nella gestione delle loro funzioni operative principali. Arca Evolution Connect offre un approccio all’integrazione più aperto, nativo e standardizzato, rendendo semplicissimo collegare Arca Evolution a software e applicazioni di terze parti.

Le varie funzioni aziendali potranno così ampliare i propri ecosistemi digitali riducendo ogni complessità e rischi operativi, mantenendo contemporaneamente un solido controllo e la totale sicurezza e governance dei dati. “L’integrazione e l’automazione dei flussi di lavoro sono al giorno d’oggi requisiti fondamentali per le aziende che operano in ambienti digitali sempre più interconnessi”, sottolinea Tomàs Font, vice president & general manager, Wolters Kluwer Tax & Accounting Europe South Region. “Grazie ad Arca Evolution Connect, offriamo alle piccole e medie imprese la possibilità di integrare i propri sistemi in modo più efficiente, di ridurre i costi di integrazione e di concentrare gli investimenti lì dove più generano valore". 

I principali vantaggi per le pmi riguardano: integrazioni più rapide e semplici: le connessioni native sostituiscono interventi personalizzati, riducendo il time-to-market; maggiore automazione operativa: connessioni più semplici con crm, piattaforme di e-commerce, strumenti di business intelligence, marketplace e applicazioni verticali; sicurezza e controllo dei dati: l’accesso controllato alle informazioni garantisce integrità, tracciabilità e protezione dei dati; costi inferiori e maggiore predittività: tempistiche più chiare e nessuna rielaborazione tecnica rispetto alle integrazioni personalizzate; una piattaforma costruita per evolversi: un approccio aperto e scalabile che supporta la crescita a lungo termine nell'ecosistema digitale delle pmi. Con Arca Evolution Connect, Wolters Kluwer consolida la posizione di Arca Evolution in quanto piattaforma di gestione aziendale moderna e integrabile, progettata per supportare le pmi italiane in un contesto nel quale l'interoperabilità, la sicurezza e la velocità di integrazione rappresentano sempre di più le fondamenta per una vera ed efficace competizione. In questo modo, i clienti possono lavorare più rapidamente e prendere decisioni più informate, basate su contenuti affidabili e verificati.

Tumori, '72mila morti evitabili l'anno': accordo Aiom e Tennis&Friends su prevenzione

Roma, 11 mag. (Adnkronos Salute) -  In Italia fino al 45% di tutti i decessi per cancro potrebbero essere evitati. Bisogna intervenire su fattori di rischio modificabili come il fumo, l’abuso di alcol, il grave eccesso di peso, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà e anche l’esposizione ad alcune sostanze nocive. Sono oltre 72mila i decessi ogni anno potenzialmente evitabili promuovendo stili di vita corretti e programmi periodici di controllo. Per raggiungere questo obiettivo, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Tennis & Friends - Salute e Sport siglano un nuovo protocollo di collaborazione. Per i prossimi due anni promuoveranno insieme iniziative rivolte ai cittadini di tutte le fasce d’età per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione primaria, secondaria e terziaria del cancro. Saranno inoltre avviati progetti dedicati alla ricerca oncologica nell’ambito della prevenzione e della diagnosi precoce. 

L’accordo unisce le competenze scientifiche degli oncologi Aiom allesperienza maturata da Tennis & Friends - Salute e Sport nelle campagne di prevenzione e promozione della salute rivolte alla popolazione. La firma dellntesa è avvenuta a Roma, in piazza del Popolo, in occasione degli Internazionali Bnl dItalia, durante la seconda giornata dellevento Tennis & Friends - Salute e Sport. La prima iniziativa prevista nell’ambito del protocollo - informa una nota -  è stata la diffusione, durante le due giornate di Tennis & Friends - Salute e Sport nelc entro di Roma, di survey dedicate a uomini e donne, finalizzate a raccogliere dati sui livelli di consapevolezza della popolazione rispetto alla prevenzione oncologica, agli screening e agli stili di vita. Le informazioni raccolte contribuiranno allo sviluppo di future attività di sensibilizzazione e ricerca.

"Nel nostro Paese il numero di persone che vivono con una diagnosi di cancro continua a crescere anche a causa dell’invecchiamento generale della popolazione - sottolinea Rossana Berardi, presidente eletto Aiom -. Nel 2010 i pazienti erano poco più di 2,6 milioni mentre oggi ammontano a oltre 3,7 milioni. Dalla metà degli anni ’90 abbiamo assistito a una progressiva riduzione dei tassi di mortalità, soprattutto per neoplasie molto diffuse come il tumore della prostata e della mammella. Per altre forme di cancro i miglioramenti sono stati più contenuti, anche se la ricerca ha comunque prodotto risultati importanti. Registriamo però un incremento dei casi annuali in tutta Europa e i tumori solidi rappresentano ancora la seconda causa di morte in Italia”.

“L'innovazione e la crescente personalizzazione dei trattamenti stanno migliorando in modo significativo le terapie oncologiche - sottolinea Berardi - La diffusione degli screening resta però insufficiente: il programma mammografico raggiunge il 56% della popolazione interessata, con importanti differenze territoriali, mentre per lo screening del tumore della cervice uterina e di quello colon-rettale i tassi di adesione si fermano rispettivamente al 39% e al 38%. Rimangono inoltre troppo diffusi comportamenti scorretti come il fumo, che interessa un adulto su quattro. A questo si aggiunge la sedentarietà, che rappresenta un ulteriore fattore di rischio modificabile: promuovere uno stile di vita attivo e sensibilizzare sull’importanza dell’attività fisica regolare significa investire concretamente nella prevenzione oncologica e nel miglioramento della qualità di vita dei cittadini. Rafforzare la prevenzione primaria e promuovere diagnosi sempre più precoci significa ridurre l’incidenza della malattia e migliorare le prospettive di cura. È con questo obiettivo che abbiamo deciso di proseguire e rafforzare la collaborazione con gli amici di Tennis & Friends - Salute e Sport". 

"I trattamenti anticancro, la riabilitazione dei pazienti e, più in generale, l’assistenza a chi affronta un tumore rappresentano sfide sempre più rilevanti per il nostro Servizio sanitario nazionale - aggiunge Giorgio Meneschincheri, ideatore e presidente di Tennis & Friends - Salute e Sport, medico specialista in Medicina preventiva al Policlinico Gemelli -. Il cancro ha un impatto crescente in quasi tutti i Paesi occidentali e solo in Italia le nuove diagnosi annuali superano i 395mila casi. Molti di questi potrebbero essere evitati intervenendo in modo efficace sui numerosi fattori di rischio individuali e collettivi. Tennis & Friends - Salute e Sport lavora da sempre per diffondere corretti stili di vita e favorire le diagnosi precoci delle principali malattie. Attraverso queste azioni possiamo contribuire concretamente al miglioramento del benessere collettivo". 

"Tuttavia, l’educazione sanitaria e la promozione della salute devono essere rafforzate al più presto su tutto il territorio nazionale - avverte Meneschincheri -  come dimostrano i dati ancora poco confortanti sulla prevenzione oncologica. Siamo molto contenti e orgogliosi di poter collaborare con la Società scientifica che rappresenta gli oncologi italiani. Nel prossimo biennio prenderanno il via progetti innovativi pensati per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. Avvieremo inoltre collaborazioni con istituzioni sanitarie, enti pubblici, associazioni di pazienti e stakeholder, per ampliare l’impatto delle iniziative su tutto il territorio nazionale”.

‘Career day Luiss, orientamento professionale per migliaia di laureandi e neolaureati

Roma, 11 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Il campus di viale Romania accoglie la 30esima edizione del Career day Luiss, lo storico appuntamento dell’ateneo intitolato a Guido Carli che quest’anno celebra tre decenni di successi nel connettere talenti e mercato del lavoro. Sotto il claim 'Connections that matter', l’evento trasformerà gli spazi di viale Romania in un hub dinamico dedicato al networking e all'orientamento professionale per migliaia di laureandi e neolaureati.  

L'evento consiste in una due giorni - oggi e domani - che vede la partecipazione di 161 employer, con un’offerta trasversale che spazia dal consulting al finance, fino al legal e ai public affairs. Ad arricchire questa edizione - accanto ai partner storici - 32 nuovi brand di prestigio, tra cui Chanel, Ferrero, Barilla Group, Stellantis e Toyota.  

Per tradurre il confronto in opportunità dirette, all’interno del Dome 2 gli studenti hanno modo di approfondire con i recruiter circa 100 posizioni aperte, trasformando il momento dell'incontro in una reale occasione di occupazione. Un dialogo, quello tra giovani e imprese, che si farà ancora più stretto con il Best employer award, dove in un rovesciamento di ruoli, sono gli studenti a valutare e premiare le aziende capaci di distinguersi per visione e capacità di coinvolgimento.

Università, Carisano (Luiss): "Career day da 30 anni ponte tra studenti e imprese”

Roma, 11 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Celebriamo un anniversario importante: trent'anni di Career days. Questo è uno dei diversi appuntamenti che l'ateneo organizza per mettere in contatto i propri studenti con le aziende. E' un lavoro quotidiano che il nostro Career service svolge appunto da trent'anni come una parte importante del processo di formazione". Lo afferma Rita Carisano, direttore generale dell'Università Luiss Guido Carli, intervenendo a Roma, nel campus di viale Romania, per la trentesima edizione dell'evento intitolato 'Connections that matter'. La manifestazione vede la partecipazione di 2.000 studenti e 161 employer, con l'ingresso di 32 nuovi brand tra cui Chanel, Ferrero, Barilla Group, Stellantis e Toyota.

"Per questi ragazzi  - sottolinea Carisano - indipendentemente da come andrà, è un appuntamento cruciale nella loro carriera perché per la prima volta si trovano davanti a qualcuno che li giudicherà professionalmente. Quello del Career day è uno dei numerosi appuntamenti che la Luiss organizza: abbiamo eventi su Milano, Strasburgo e Bruxelles, oltre a incontri verticali. Questa iniziativa corona l'attività che si svolge quotidianamente nell'immaginare il futuro di questi giovani accanto alla loro preparazione". Nel corso della rassegna, all'interno del Dome 2, i laureandi hanno la possibilità di approfondire circa 100 posizioni aperte con i recruiter.

Il modello della Luiss punta su un tasso di placement che raggiunge il 95%. Come spiega il direttore: "Il risultato lo si ottiene accompagnando i ragazzi fin dall'inizio, conoscendoli ed essendo sempre a disposizione. I nostri studenti hanno la frequenza obbligatoria, quindi vivono il campus tutti i giorni a contatto con i tutor che li seguono per orientarli a scegliere la strada più conforme alle loro aspettative. La Luiss è l'università delle aziende. In questi trent'anni siamo cresciuti insieme alle imprese e loro sono cresciute insieme a noi. E' un'osmosi continua per formare i ragazzi nel modo migliore, affinché trovino il loro spazio e la loro realizzazione nel mondo del lavoro”.


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