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Guerra in stallo e niente piano B, Trump come Putin? L’analisi

New York, 15 giu. (Adnkronos) - Mentalità del più forte, guerre senza piani B per il futuro e rifiuto della sconfitta da parte del 'nemico' considerato più fragile: Donald Trump è  come Vladimir Putin? Apparentemente sì, stando almeno all'analisi del New York Times.

Il quotidiano americano sottolinea infatti come il tycoon condivida con lo 'zar' la resistenza all'idea che Paesi che sulla carta si presentavano come più deboli li abbiano costretti a uno stallo. "Entrambi i leader si affidano a negoziati per vincere la capitolazione del nemico che non sono riusciti ad assicurarsi in battaglia". L'Iran e l'Ucraina hanno entrambi respinto con forza questa mentalità del più forte. La loro recalcitranza riflette la realtà di due guerre in stallo, con una profonda mancanza di fiducia intorno a un processo bloccato, si aggiunge. 

"Entrambi i conflitti hanno prodotto un risultato simile: una potenza più debole ha intrappolato una più forte in un confronto costoso", commenta Fiona Hill, a capo del desk Russia ed Europa al Consiglio di sicurezza nazionale durante la prima Amministrazione Trump, in un 'policy paper' scritto per la Brookings Institution nei giorni scorsi. "Come Putin, Trump non aveva un piano per quello che sarebbe potuto succedere dopo". </p>

<p>"La radice della questione è che entrambi i presidenti hanno avviato una guerra con una comprensione della parte opposta limitata. Entrambi hanno proiettato le loro opinioni frutto del ruolo centralizzato che occupano sull'Iran e sull'Ucraina, hanno quindi pensato che se potevano decapitare il sistema, questo sarebbe caduto", ha aggiunto Hill in una intervista al quotidiano americano. 

Intanto  Volodymyr Zelensky ha spiegato di aver proposto un incontro con il presidente russo  a margine del G7 di Évian, in Francia, ma Mosca - dice - non sarebbe "pronta" a partecipare. A riferirlo è stato lo stesso presidente ucraino ai giornalisti durante la visita al Monastero delle Grotte di Kiev, colpito nella notte di ieri da bombardamenti russi.

"Prima dell’inizio del G7, vi dico la verità, avevamo trasmesso il messaggio che eravamo pronti a incontrare Putin", ha spiegato Zelensky, aggiungendo che un eventuale formato con la partecipazione di europei e Stati Uniti rappresenterebbe "un'ottima opportunità per incontrarci tutti insieme", estendendo quindi l'invito anche alla parte russa. Una fonte della presidenza ucraina ha inoltre riferito all'Afp e ad altri media che la proposta era stata avanzata "attraverso canali, intermediari, diplomatici e servizi d'intelligence", senza tuttavia ricevere "una risposta chiara" da Mosca.

"Forse possiamo fare qualcosa per l'Ucraina. Credo che sia Putin che Zelensky siano disponibili", intanto, le parole del presidente americano parlando ai giornalisti da Evian prima del bilaterale con Emmanuel Macron. "Ora che abbiamo chiuso con l'Iran, ci possiamo concentrare su questo", ha aggiunto.

Mondiali 2026: la Tunisia licenzia il ct Lamouchi, al suo posto Renard

Roma, 16 giu. -(Adnkronos/Afp) - Prima vittima in panchina ai mondiali di calcio 2026: l'allenatore della nazionale tunisina, Sabri Lamouchi, è stato infatti esonerato la scorsa notte e sarà sostituito per il resto del torneo da un altro allenatore francese, Hervé Renard. La decisione segue la pesante sconfitta per 5-1 subita domenica dalle 'Aquile di Cartagine' contro la Svezia nella partita d'esordio del torneo. "Il presidente della Federazione calcistica tunisina, Moez Nassari, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo ufficiale con l'allenatore francese Hervé Renard affinché assuma la guida della nazionale di calcio fino alla fine dei Mondiali del 2026", ha comunicato la tv pubblica tunisina. Renard arriverà a Monterrey oggi  dove dirigerà il primo allenamento con la squadra, che si trova in ritiro in Messico . Per quanto riguarda Sabri Lamouchi, che era alla guida della nazionale da gennaio, "è stata concordata di comune accordo la risoluzione del suo contratto" ha aggiunto la tv. 

Il 54enne ex nazionale francese di origini tunisine non è peraltro il primo allenatore nella storia ad essere esonerato durante un Mondiale. Henryk Kasperczak, anch'egli ct della Tunisia, fu licenziato nel 1998 dopo due sconfitte nella fase a gironi. Il Mondiale disputato in Francia quell'anno mieté altre due vittime in corso d'opera: Cha Bum-kun (Corea del Sud) e il brasiliano Carlos Alberto Parreira (Arabia Saudita).

Giappone: Banca centrale alza tasso all'1%, al massimo ultimi 31 anni

Tokyo, 16 giu. (Adnkronos/Jiji Press) - La Banca del Giappone (Boj) ha deciso di alzare il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo dallo 0,75% circa all'1% circa, un livello che non si vedeva da circa 31 anni. Al termine dei due giorni di riunione del suo Comitato di politica monetaria, il Comitato ha votato con sette voti a favore e uno contrario per innalzare il tasso obiettivo per i prestiti interbancari overnight non garantiti, il tasso di riferimento per i prestiti interbancari a breve termine in Giappone, al livello più alto da settembre 1995. 

La decisione segna il primo aumento del tasso di riferimento da parte della banca centrale giapponese da dicembre dello scorso anno, dopo tre riunioni consecutive in cui il tasso era rimasto invariato. Il governatore della BOJ, Kazuo Ueda, attualmente ricoverato in ospedale per un'infezione da cisti epatica, era assente all'ultima riunione e non ha partecipato alla votazione. Nella stessa riunione, la banca centrale ha deciso di interrompere la riduzione degli acquisti di titoli di Stato giapponesi a partire dal prossimo aprile e di fissare l'importo mensile degli acquisti a circa 2 mila miliardi di yen per evitare di destabilizzare il mercato dei titoli di Stato. "L'economia giapponese si è ripresa moderatamente, sebbene in alcune zone si siano osservate alcune debolezze", ha affermato la BOJ in una dichiarazione rilasciata dopo la riunione.

Borsa: Piazza Affari apre ancora sopra i 52 mila punti, Ftse Mib a +0,68%

Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - Nei primi minuti di contrattazioni si conferma l'andamento positivo per le piazze europee con Milano in rialzo: il Ftse Mib rimane sopra quota 52 mila punti, pari a +0,68%. In positivo anche Londra con il Ftse 100 a 10.454 punti (+0,23%). Sul listino milanese i guadagni più forti sono per Fincantieri (+2,23%) e UniCredit (+2,24%). Il rosso più forte è per STMicroelectronics (-2,57%) . Quanto allo spread il differenziale Bund-Btp scende a 72 punti con un rendimento del nostro decennale a 3,676%.

Addio ad Abdullah Ibrahim, morto a 91 anni il pianista che trasformò il jazz in voce libertà contro apartheid

Monaco di Baviera, 16 giu. - (Adnkronos) - Morto a 91 anni Abdullah Ibrahim, pianista, compositore e simbolo della cultura sudafricana,  che ha contribuito a definire un linguaggio musicale unico, capace di fondere le tradizioni africane con il jazz internazionale. Il decesso a Monaco di Baviera, in Germania, dove viveva da tempo. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla famiglia, che ha comunicato che "l'artista si è spento serenamente, circondato dai suoi cari, dopo una breve malattia". La sua carriera ha accompagnato alcune delle pagine più importanti della storia del Sudafrica, diventando una colonna sonora della resistenza contro l'apartheid e un simbolo di identità culturale per intere generazioni.

Nato a Città del Capo il 9 ottobre 1934 con il nome di Adolph Johannes Brand, il futuro Abdullah Ibrahim crebbe in un ambiente ricco di stimoli musicali. Fin da bambino fu immerso in un universo sonoro composto da musica tradizionale africana, inni cristiani, gospel, spiritual e jazz americano. A soli sette anni iniziò a suonare il pianoforte, mostrando un talento precoce che lo portò a diventare musicista professionista già all'età di quindici anni. La varietà delle influenze che caratterizzarono la sua formazione avrebbe segnato per sempre il suo stile. Nelle sue composizioni convivevano infatti il sacro e il profano, l'Africa e l'Occidente, la tradizione e la modernità. Da questo straordinario crogiolo culturale nacque un linguaggio musicale inconfondibile, riconosciuto in tutto il mondo e spesso considerato una delle espressioni più autentiche del jazz africano.

Un momento decisivo della sua crescita artistica arrivò nel 1959, quando incontrò il sassofonista Kippie Moeketsi, figura centrale della scena jazz sudafricana. Fu proprio Moeketsi a convincerlo a dedicarsi completamente alla musica. Nello stesso periodo Ibrahim conobbe anche la cantante Sathima Bea Benjamin, che sarebbe diventata la sua compagna di vita e una collaboratrice fondamentale del suo percorso artistico. Dalla loro unione nacque nel 1976 Jean Grae, destinata a diventare una delle rapper più apprezzate della scena statunitense.

Negli anni Cinquanta e Sessanta il giovane musicista iniziò a farsi conoscere sotto il nome d'arte di Dollar Brand. Suonò in diverse formazioni, dai gruppi swing ai piccoli ensemble jazz, fino a entrare nei Jazz Epistles, una delle band più importanti della storia musicale sudafricana. Tra i membri figurava anche Hugh Masekela, destinato a diventare un'altra leggenda del jazz africano.

Ma mentre il talento di questi musicisti cresceva, il Sudafrica sprofondava sempre più nel sistema dell'apartheid, il regime di segregazione razziale imposto ufficialmente dal governo bianco a partire dal 1948. In quel contesto il jazz veniva spesso considerato una forma di espressione sovversiva. La sua capacità di unire persone di diversa provenienza etnica e culturale contrastava apertamente con l'ideologia segregazionista del regime. La crescente repressione politica contribuì allo scioglimento dei Jazz Epistles e spinse Ibrahim a lasciare il Paese. Prima si trasferì in Svizzera e successivamente negli Stati Uniti, dove avrebbe trovato un ambiente più favorevole alla propria crescita artistica. La svolta internazionale arrivò grazie a un incontro destinato a cambiare la sua vita. Durante un soggiorno europeo fu infatti ascoltato dal leggendario Duke Ellington, uno dei più grandi protagonisti della storia del jazz. Colpito dal talento del giovane pianista sudafricano, Ellington lo aiutò a entrare nel circuito musicale statunitense, aprendo le porte di una carriera internazionale.

Fu negli anni dell'esilio che Abdullah Ibrahim sviluppò pienamente il suo stile. Le sue composizioni iniziarono a evocare sempre più chiaramente i paesaggi sonori della sua terra natale: le melodie delle township, le armonie della tradizione corale africana, i ritmi urbani di Città del Capo e la libertà espressiva dell'improvvisazione jazzistica. Il risultato fu una musica profondamente personale e immediatamente riconoscibile. Nel 1968 la sua vita conobbe anche una trasformazione spirituale. Convertitosi all'Islam, abbandonò il nome artistico Dollar Brand per assumere quello di Abdullah Ibrahim, con il quale sarebbe diventato celebre in tutto il mondo.

Tra le sue numerose composizioni, una occupa un posto speciale nella memoria collettiva sudafricana: "Mannenberg", registrata nel 1974. Il brano, caratterizzato da una melodia semplice ma potentemente evocativa, divenne negli anni uno degli inni non ufficiali della lotta contro l'apartheid. Per milioni di sudafricani rappresentò una forma di resistenza culturale e una speranza di libertà in un periodo segnato da discriminazioni e violenze. Nonostante la lunga permanenza all'estero, Ibrahim non dimenticò mai le proprie radici. Continuò a mantenere un forte legame con il Sudafrica, tornando regolarmente nel paese per esibirsi, registrare nuova musica e sostenere la formazione delle giovani generazioni di musicisti.

Nel 1999 fondò a Città del Capo una scuola di musica, convinto che l'educazione artistica fosse uno strumento fondamentale per la crescita culturale e sociale del paese. Oltre a essere un grande interprete e compositore, fu infatti anche un appassionato insegnante, impegnato a trasmettere il proprio patrimonio musicale ai giovani. La sua ultima apparizione pubblica risale a meno di tre mesi fa, quando salì sul palco del Cape Town International Jazz Festival. Anche in quell'occasione riuscì a conquistare il pubblico con l'eleganza del suo pianismo, la profondità delle sue composizioni e la straordinaria sensibilità artistica che lo aveva reso celebre.

Numerosi i messaggi di cordoglio giunti da tutto il mondo. Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha ricordato come le sue opere abbiano saputo celebrare il Sudafrica che aveva alimentato il suo impegno politico e la sua genialità musicale. "Ha arricchito le nostre vite con i suoi doni musicali e con il suo contributo alla costruzione di un mondo migliore", ha dichiarato il capo dello Stato. Particolarmente toccanti anche le parole della compagna Marina Umari, che ha sottolineato come Ibrahim abbia portato il Sudafrica nel cuore fino all'ultimo giorno della sua vita. "Il suo amore per il suo Paese non è mai venuto meno, ovunque si trovasse nel mondo", ha affermato. (di Paolo Martini)

Addio provocazioni, Achille Lauro arriva da cavaliere e riscrive la sua storia a San Siro

Milano, 16 giu. (Adnkronos) - C’era un tempo in cui San Siro era il traguardo finale di carriere lunghe una vita. Negli ultimi anni è diventato un palco in cui la musica italiana si è dovuta adattare al passaggio generazionale, fatto di nuovi linguaggi e nuovi volti. Ma è ormai rituale che quando un artista annuncia uno stadio, si riaccende il dibattito. È successo lo scorso anno con Elodie, nei giorni scorsi con Geolier, e con l’annuncio di Annalisa ancora prima di salire sul palco. Ed è in mezzo a questa polemica - su cosa significhi meritare uno stadio oggi - che si inserisce, come Mosè che apre le acque, il primo San Siro di Achille Lauro. La ricordano ancora tutti quella prima apparizione sul palco del Festival di Sanremo nel 2019: la tutina aderente ricoperta di paillettes, il bacio con Boss Doms durante l’esibizione di ‘Rolls Royce’ e l’immagine di un artista pronto a sfidare giudizi ed etichette. Non fu l’esibizione che cambiò la sua vita o la traiettoria della sua carriera. Fu, piuttosto, quella che lo rese riconoscibile, diverso dagli altri. Per alcuni era un solo provocatore con l’aria da bad boy, per altri un possibile Renato Zero della nuova generazione. E anche negli anni successivi, la storia non è cambiata. Nel 2022 con ‘Domenica’; e l’auto-battesimo sul palco dell’Ariston, Lauro venne nominato più per le polemiche, accusato di aver profanato un sacramento, che per la sua musica. Per molti era solo l’artista che cercava il titolo da prima pagina del giorno dopo.

Poi qualcosa è cambiato. Lauro De Marinis, il vero nome dietro quello d’arte, ha tracciato una linea netta: c’era un prima e poi, un dopo. Ha ridefinito la sua immagine, e con questa, il suo linguaggio musicale. Ha capito che la provocazione, da sola, non bastava più e che il pubblico cercava qualcosa di diverso. Così sono arrivate le ballad romantiche, brani che parlavano per tutti, quelli capaci di trovare spazio nel cuore di chi fino a quel momento lo aveva giudicato, o osservato con indifferenza. 

È qui che Achille Lauro nasce una seconda volta. Pubblica ‘Amore disperato’ e poi arriva il Sanremo del 2025. Con ‘Incoscienti Giovani’ abbandona definitivamente l’aria da cattivo ragazzo e si trasforma in un'immagine diversa. Diventa il cavaliere romantico, tormentato, dannato. Una metamorfosi che convince. Achille ora piace al pubblico e alla critica. Il cattivo ragazzo non esiste più, ora c’è l’artista sentimentale, quello che le nonne aspettano di vedere nei salotti televisivi della domenica. De Marinis spicca il volo, per davvero, e nessuno lo ferma più. 

Il 2025 segna così la nascita di un Achille Lauro 2.0. Non migliore, ma diverso. Le polemiche, che lo avevano accompagnato fino a quel momento, danno spazio alle sue canzoni, lasciando che il pubblico arrivi alla parte più intima della sua storia. Le tutine e i gesti di provocazione cedono ora il posto a un’immagine elegante, quasi cinematografica, quella di un artista che abbandona le maschere per far prevalere la sua vulnerabilità. E con questo, arriva il paradosso: quello che un tempo veniva dipinto come un cattivo esempio è diventato improvvisamente il ragazzo che le madri vorrebbero vedere accanto alle figlie.

Forse è così che costruisce tassello dopo tassello, il passo verso il suo primo San Siro. Perché uno stadio va costruito e conquistato. Non arriva mica per caso. E quello di Milano rappresenta il sogno che accompagna ogni artista che vuole essere, semplicemente, un artista. Achille Lauro ci è arrivato. Ma attraverso un percorso fatto di trasformazioni e scelte, attraverso strade cieche. E per farlo è servito coraggio. 

Guardandolo su quel palco, nello show che ha messo in piedi, viene quasi naturale pensare che San Siro fosse per lui una destinazione inevitabile. Non perché fosse già scritto, o perché ormai è diventato un palco ‘per tutti’. Ma perché, ogni passo compiuto negli ultimi due anni lo ha portato verso quella direzione. Il 2025 gli ha spalancato un portone, il 2026 gli è servito per capire come deve attraversarlo. E Lauro lo sta facendo, non abbandonando la sua natura, quella di non essere mai soltanto una cosa, di non essere mai un solo unico genere musicale.

Per il palco di San Siro ha scelto l’essenzialità. Nessuna scenografia imponente, solo luci e fiamme che abbracciano lo stadio. Il resto lo fanno la voce, l’orchestra e una discografia che attraversa pop, punk e canzone d’autore. Un viaggio che dedica anche alla sua Roma, la città che lo ha cresciuto e che lo ha reso, a suo modo, un erede di Antonello Venditti.

Oggi il pubblico sembra guardare oltre i tatuaggi sul volto che per anni lo hanno rappresentato come l’artista ‘peccatore’. Oggi nota piuttosto quei ricciolini, quello sguardo intenso, e quella trasformazione più umana e autentica. Ha cantato, si è raccontato, ha sfilato per il suo debutto come direttore creativo di ‘Dondup’ con la collezione ‘Erotica’ - un progetto di cui si è detto particolarmente orgoglioso - ha emozionato e si è emozionato. Non un passo falso, non una nota sbagliata, non una frase fuori posto. E se allo Stadio Olimpico aveva accolto sul palco Antonello Venditti, a Milano, per quella che considera "la sua seconda casa", ha voluto al suo fianco Laura Pausini, l'artista "eccellenza della musica italiana". 

Il pugno dritto al cuore arriva quando le luci si abbassano, e Lauro lascia sul palco Valentina Gargano, la voce soprano che l’aveva già accompagnato quel 25 febbraio 2026, quando sul palco del Festival di Sanremo ha reso omaggio alle vittime di Crans-Montana. E questa sera lo ha rifatto. “E se bastasse una notte, sì, per farci sparire/ Cancellarci in un lampo come un meteorite”. ‘Perdutamente’ è il brano che Achille porta sulle sue spalle da ormai diversi mesi, diventato simbolo della tragedia che ha coinvolto le 47 vittime dell’incendio avvenuto la notte di Capodanno. Una canzone diventata un rifugio nel dolore delle famiglie rimaste coinvolte. È la canzone che la mamma Erica Didone intonò durante il funerale del figlio Achille Barosi. Una ferita che nessuno può mai rimarginare. Esistono però ricordi e canzoni che, anche solo per pochi minuti, riescono a creare un ponte immaginario tra chi resta e chi non c’è più. ‘Perdutamente’ è diventato tutto questo da quella maledetta notte del primo gennaio. E Achille Lauro questa sera ha voluto restituire, ancora una volta, quell’abbraccio simbolico a tutte quelle mamme che non possono più stringere i loro bambini.

La verità è che la polemica sugli stadi non gli è mai appartenuta davvero. Il suo percorso, fatto di cadute, trasformazioni e rinascite, lo ha portato fino a qui: dentro San Siro, per una notte. Forse questo palco sacro della musica italiana non è più il traguardo assoluto, che arriva solo dopo decenni. È un passaggio, un punto di svolta, un inizio di qualcosa di grande. E Achille sembra averlo capito. La strada resta lì, già disegnata ma ancora da scrivere. Ma questa sera San Siro lo ha riempito, e se lo è preso. E chissà se il ragazzo irriverente di ‘Rolls Royce’ lo aveva, anche solo un pò, immaginato. (di Marica Di Giovanni).

Club del Sole inaugura Primero Waterland, nuovo cuore acquatico di Tenuta Primero family resort

Gorizia, 12 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Club del Sole ha inaugurato a Grado Primero Waterland, il nuovo cuore acquatico di Tenuta Primero Family Resort, alla presenza del sindaco e delle autorità locali. L'apertura del nuovo parco rappresenta una tappa significativa nel percorso di sviluppo della struttura e rafforza il ruolo di Tenuta Primero come una delle destinazioni Open Air più complete e innovative dell'Alto Adriatico, dove l'acqua diventa il filo conduttore di un'esperienza di vacanza unica. Mare, laguna, marine, golf, Houseboat Waterdream, Splash Bay, spiaggia privata e ora Primero Waterland: a Tenuta Primero l'acqua è molto più di un elemento del paesaggio; è parte integrante dell'esperienza di soggiorno, una presenza che accompagna gli ospiti in modi diversi, trasformando ogni momento della vacanza in un'occasione di benessere, scoperta e divertimento. Con oltre 6.000 mq complessivi dedicati all'acqua, al relax e all'intrattenimento, Primero Waterland rappresenta una delle principali novità dell'estate 2026 e un nuovo tassello della visione Full Life Holidays, il modello di ospitalità sviluppato da Club del Sole che unisce comfort e natura in un'unica esperienza.

A Tenuta Primero l'acqua non è soltanto una presenza naturale: è un elemento identitario che caratterizza l'intera esperienza di soggiorno. Dal mare e dalla laguna che circondano il Resort alle due marine attrezzate, dalle esclusive Houseboat Waterdream, che permettono di vivere l'esperienza unica di soggiornare direttamente sull'acqua, fino a Primero Splash Bay, il parco acquatico sul mare inaugurato nel 2025, ogni progetto nasce per valorizzare il rapporto autentico tra ospiti, territorio e natura. A rendere ancora più distintiva l'esperienza di Tenuta Primero contribuisce anche la sua spiaggia privata, che si sviluppa per oltre mezzo chilometro affacciato sul mare Adriatico. Per la stagione 2026 l'area è stata ulteriormente valorizzata con un importante ampliamento dei servizi che comprende oltre 150 ombrelloni, nuovi gazebo deluxe, ombrelloni premium dedicati alle famiglie e l'attivazione del servizio di noleggio pedalò e SUP.

La spiaggia ospita inoltre due punti di ristoro fronte mare, il Kite Bar e l'Afen Bar, diventando un luogo da vivere durante tutto l'arco della giornata. Da quest'anno l'accesso alla spiaggia e ai suoi servizi sarà disponibile anche agli ospiti esterni, rafforzando ulteriormente il legame tra il Resort e il territorio. Con Primero Waterland questo percorso si arricchisce di un nuovo capitolo, ampliando ulteriormente le opportunità di divertimento, relax e benessere per famiglie, bambini e adulti.

La stagione 2026 segna una vera evoluzione dell'offerta acquatica del Resort. Il nuovo parco acquatico passa infatti da circa 500 mq a oltre 2.000 mq di superficie d'acqua, affiancati da ulteriori 4.000 mq di solarium attrezzato. Pensato per ospiti di tutte le età, Primero Waterland offre una grande laguna con morbidi scivoli acquatici, una piscina dedicata esclusivamente ai bambini con profondità di appena 50 centimetri, un innovativo spray park con giochi d'acqua interattivi, una piscina benessere con getti massaggianti, una vasca dedicata al nuoto e una suggestiva piscina river che attraversa l'area regalando momenti di relax immersi nel verde. L'intero progetto è stato sviluppato per offrire agli ospiti un'esperienza sempre più completa, in cui divertimento, sport e benessere convivono armoniosamente in un contesto naturale unico tra mare e laguna.

L'investimento di Primero Waterland si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo portato avanti da Club del Sole attraverso la propria divisione Real Estate, una struttura interna specializzata nella progettazione, realizzazione e riqualificazione di destinazioni turistiche Open Air. Per il Gruppo, ogni investimento rappresenta una visione di lungo periodo: creare luoghi sempre più attrattivi, sostenibili e integrati con il territorio. Un approccio che unisce competenze progettuali, capacità realizzativa e attenzione all'ambiente, dando vita a destinazioni in grado di evolvere nel tempo mantenendo una forte coerenza con la propria identità.

Come sottolinea Raffaele Giondi, Real Estate chief executive officer di Club del Sole: "Ogni nuovo progetto racconta la nostra identità. Il nostro compito è accompagnare l'evoluzione delle destinazioni nel rispetto del territorio e delle comunità che le vivono. Primero Waterland rappresenta un esempio concreto di questa visione. Desidero inoltre ringraziare tutti i professionisti, gli studi, le imprese e i collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento. Dietro ogni progetto ci sono competenze, passione e un grande lavoro di squadra: è grazie a queste persone che una visione può trasformarsi in un luogo reale, capace di creare valore per gli ospiti e per il territorio”.

Primero Waterland rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita di Tenuta Primero Family Resort, una destinazione che negli ultimi anni ha visto importanti investimenti dedicati all'innovazione dell'esperienza di soggiorno. Oggi il Resort si presenta come una delle destinazioni Open Air più complete dell'Alto Adriatico. Accanto alle esperienze legate all'acqua, gli ospiti possono vivere una vacanza che combina sport, natura, gastronomia e relax in una location unica tra mare e laguna. Il Resort ospita un prestigioso campo da golf a 18 buche, tra i più apprezzati del Nord Adriatico, e due marine attrezzate che offrono servizi dedicati ai diportisti, rendendo Tenuta Primero un punto di riferimento anche per il turismo nautico.

Negli ultimi anni la struttura ha inoltre ampliato significativamente la propria offerta ricettiva con l'introduzione di moderne Lodge di design, sempre più apprezzate da chi desidera vivere il contatto con la natura senza rinunciare al comfort. Solo nel 2026 sono state installate circa 150 nuove unità, contribuendo a rafforzare ulteriormente la qualità e l'attrattività della destinazione. Grande attenzione è stata dedicata anche allo sport e alle attività outdoor, con 3 campi da calcio a 5, 3 campi da tennis, 1 campo da padel, 1 campo da basket, 1 campo da volley, uno skate park e 2 campi da beach volley sulla spiaggia, oltre a un ricco programma di attività che comprende scuola calcio, corsi di tennis ed escursioni guidate alla scoperta del territorio.

L'offerta dedicata alle famiglie è completata da spazi e servizi pensati per i più piccoli, tra cui il Mini Club completamente rinnovato e un moderno playground indoor dedicato alle attività ricreative e di intrattenimento. Come tutte le strutture Club del Sole, anche Tenuta Primero Family Resort conferma la propria forte vocazione pet-friendly, con servizi dedicati a chi sceglie di trascorrere le vacanze insieme al proprio animale domestico. Con Primero Waterland, Club del Sole consolida il percorso di evoluzione di Tenuta Primero Family Resort, trasformando una straordinaria location tra mare e laguna in una destinazione iconica dell'ospitalità Open Air italiana, dove acqua, natura, sport e benessere si integrano in un'unica esperienza di vacanza.

Mondiali 2026, Neymar diventerà papà per la quinta volta, in arrivo una bambina

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Il brasiliano Neymar diventerà padre per la quinta volta, come annunciato dal campione della nazionale verdeoro e la sua compagna Bruna Biancardi in un video pubblicato su YouTube e sui social, in cui la coppia ha anche rivelato il sesso del nascituro, confermando di aspettare un'altra bambina. 

L'attaccante della nazionale di Ancelotti, impegnato ai Mondiali 2026 ha scherzato sul fatto di essere diventato padre di quattro figlie: "Ho intenzione di formare una band e, da oggi in poi, si chiamerà Spice Girls". Nel video il numero 10 della nazionale brasiliana, l'influencer e i figli Davi Lucca, Mavie e Mel si sono bendati gli occhi e si sono dipinti il corpo di rosa per rivelare il sesso del bambino.

Il calciatore è anche padre di Davi Lucca, nato dalla sua relazione con Carol Dantas, oltre a Mavie e Mel, avute con Bruna Biancardi, e di Helena, nata dalla relazione con l'influencer Amanda Kimberlly. Lo scorso luglio hanno festeggiato la nascita di Mel, la quarta figlia dell'attaccante del Santos. Neymar ha dovuto saltare l'esordio mondiale con il Marocco perchè sta ancora recuperando dall'infortunio al polpaccio e si sta preparando per le prossime gare. 

Tumori dell'endometrio, Picardo (Acto Piemonte): "Con dostarlimab trattamenti più efficaci per più donne”

Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - “L'estensione dell’indicazione di dostarlimab rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nella cura del carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, oggi possiamo associare l’immunoterapia alla chemioterapia fin dall’inizio del percorso offrendo un trattamento più efficace a un numero molto maggiore di donne". Così Elisa Picardo, ginecologa oncologa dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente Acto (Alleanza contro il tumore ovarico) Piemonte. A quattro anni dallo studio Ruby, pubblicato nel 2023 sul New England Journal of Medicine, l’immunoterapia è entrata stabilmente nella pratica clinica modificando la gestione della malattia. “Per noi clinici significa avere uno strumento in più per controllare il tumore e migliorare la sopravvivenza, per le pazienti significa nuove prospettive”, sottolinea Picardo, evidenziando come non sia più un’opzione per pochi ma una possibilità concreta per la maggior parte delle donne.

"Inizialmente i maggiori benefici dell’immunoterapia erano stati osservati nelle pazienti con alterazioni molecolari specifiche, le cosiddette dMMR/MSI-H. I dati successivi dello studio Ruby hanno però dimostrato un beneficio anche nelle pazienti pMMR/MSS, cioè quelle con un sistema di riparazione del Dna funzionante, che rappresentano la quota più numerosa dei tumori dell’endometrio - prosegue l’esperta -. I risultati pubblicati nel 2024 su Annals of Oncology mostrano una riduzione significativa del rischio di morte con dostarlimab associato a carboplatino e paclitaxel rispetto alla sola chemioterapia - spiega la ginecologa oncologa -. Nella pratica clinica emergono segnali coerenti con gli studi: “osserviamo risposte più durature e un controllo della malattia che in molti casi si mantiene nel tempo, anche se serviranno dati real life più maturi". 

In questo scenario diventa centrale il ruolo delle reti oncologiche. "La vera sfida oggi non è solo avere farmaci innovativi ma garantire che tutte le pazienti possano accedervi in modo tempestivo e uniforme", afferma Picardo, ricordando il valore di una gestione multidisciplinare e specializzata. In Piemonte, aggiunge, "la rete oncologica rappresenta un modello consolidato che aiuta a ridurre le disuguaglianze" con il supporto anche delle associazioni di pazienti nell’orientamento e nell’informazione. Guardando al medio termine le priorità sono diagnosi precoce, accesso alla profilazione molecolare, rafforzamento dei percorsi multidisciplinari e gestione delle tossicità immuno-correlate. "Infine, dobbiamo continuare a investire nella ricerca. Studi come Ruby e Nrg-Gy018 hanno dimostrato che l’integrazione dell’immunoterapia in prima linea cambia gli esiti clinici, ora dobbiamo portare questi risultati nella pratica quotidiana per tutte le donne", sottolineando come la vera innovazione sia oggi la possibilità di puntare a un controllo a lungo termine della malattia e a una migliore qualità di vita. "Come medico vedo il valore di questi risultati nei numeri e nelle curve di sopravvivenza. Come presidente di Acto Piemonte lo vedo negli occhi delle donne e delle loro famiglie. Ogni nuova opportunità terapeutica - conclude Picardo - significa più tempo, più progetti, più vita. È questo il vero significato dell’innovazione”.

Ulivieri in ospedale per una polmonite: "Sto bene e il 22 sarò alle elezioni Figc”

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Il presidente dell'Aic Renzo Ulivieri non sta seguendo i Mondiali di calcio del 2026 ma non perchè non ci sia l'Italia ma per un problema di salute. L'ex tecnico, 85enne, è in ospedale per una polmonite. "I mondiali non li sto seguendo, ma l'assenza dell'Italia non c'entra nulla. Sono in ospedale per la polmonite ma mi dimettono domani dopo dieci giorni, sto bene", ha spiegato Ulivieri al telefono con l'Adnkronos. 

"Sono rimasto a quando hanno mandato a casa l'arbitro somalo -ha raccontato il numero uno dell'Assoallenatori-. La Tunisia ha cambiato l'allenatore a Mondiali in corsa? Ho sentito, Sabri Lamouchi è stato un mio giocatore al Parma, mi dispiace molto. E' una cosa curiosa ma non si può entrare nel merito di certe scelte che spettano alla Federazione o alle società", ha aggiunto Ulivieri. Lamouchi, infatti, è stato esonerato come ct della Tunisia la scorsa notte dopo la pesante sconfitta con la Svezia e sarà sostituito per il resto del torneo da un altro allenatore francese, Hervé Renard. 

"Ho visto la preparazione alla prima partita del Mondiale, il calcio sta diventando più spettacolo che altro. Bisognerà parlarne anche di questo. Il 22 le elezioni della Figc? Il 21 arriverò a Roma e il 22 sarò all'Assemblea", ha concluso Ulivieri.

Accredia, Simona Quinzi è il nuovo direttore generale

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Simona Quinzi è il nuovo Direttore Generale di Accredia, l’Ente italiano di accreditamento, designato dal Governo italiano per attestare la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza degli organismi e dei laboratori che verificano la conformità di prodotti, servizi, processi, sistemi e persone agli standard di riferimento. Il Consiglio Direttivo dell’Ente, accogliendo la proposta del Presidente prof. Massimo De Felice, ha deliberato all’unanimità la sua nomina con decorrenza dal prossimo 7 settembre, prendendo così il posto dell’attuale Direttore Generale Filippo Trifiletti.

Simona Quinzi proviene dal mondo confindustriale, nel quale ha maturato oltre 25 anni di esperienza all’interno di Federazioni nazionali attive nei servizi innovativi, professionali e tecnologici ad alto valore aggiunto e nei settori regolamentati. Dal 2017 ricopre l’incarico di Direttore Ge-nerale di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Federazione che rappresenta 22 Associazioni di categoria, 33 Sezioni territoriali e oltre 5.000 imprese. In passato ha ricoperto l’incarico di Segretario Generale di Sistema Gioco Italia, Federazione della filiera del Gioco e dell’Intrattenimento ed è stata Direttore della Federazione Italiana del Terziario Avanzato e dei Servizi Professionali. Nel corso della sua carriera ha affiancato Presidenze e Organi di vertice nella gestione organizzativa, istituzionale e strategica, acquisendo una consolidata esperienza nel governo di strutture associative complesse, nella mediazione tra interessi diversi e nella conduzione di processi di riorganizzazione. Ha inoltre coordinato attività di rappresentanza, policy e comunicazione istituzionale in ambiti caratterizzati da un’elevata complessità normativa.

''Assumere la Direzione Generale di Accredia è per me un grande onore e una responsabilità importante. Metterò a disposizione dell’Ente l’esperienza maturata nel sistema Confindustria e nel confronto con imprese, associazioni, istituzioni e Pubblica Amministrazione, per consolidare ulteriormente il ruolo dell’accreditamento quale infrastruttura di fiducia per il Paese. Insieme agli Organi dell’Ente, alle professionalità di Accredia e agli stakeholder coglieremo le opportunità delle trasformazioni tecnologiche e digitali e le sfide della sostenibilità, accompagnando l’evoluzione dei mercati e supportando imprese e amministrazioni pubbliche nei processi di innovazione e crescita'', ha dichiarato il nuovo Direttore Generale di Accredia, Simona Quinzi.

Accredia, con i suoi Organi e l’intera struttura, rivolge un sentito ringraziamento a Filippo Trifiletti, che lascia la Direzione Generale dopo 17 anni, per la competenza, la dedizione e il contributo determinante offerto alla nascita, alla crescita e all’affermazione dell’Ente nel sistema nazionale ed europeo dell’accreditamento. “Desidero - afferma Trifiletti - augurare alla Dott.ssa Quinzi tutto il meglio per il suo nuovo incarico confermando il pieno supporto nella delicata fase di avvio della nuova Direzione”.

Comparto Ambientale Ravenna, progetto di Eni e Hera sull'area di Ca' Ponticelle

Roma, 16 fiu. (Adnkronos) - Il Comparto Ambientale Ravenna, polo dedicato all'economia circolare e alla gestione dei rifiuti industriali, è realtà. Il progetto di Eni e Hera, e in particolare delle società controllate Eni Rewind e Herambiente, rappresenta un modello improntato alla rigenerazione industriale e alla transizione ecologica: grazie agli interventi di risanamento ambientale realizzati da Eni Rewind, proprietaria dell’area, e a un investimento complessivo di 100 milioni di euro, un’area dismessa di 26 ettari situata all’interno del distretto ravennate è stata recuperata e riutilizzata per una nuova progettualità di sviluppo produttivo. Gli impianti del Comparto Ambientale Ravenna contribuiranno a ridurre la strutturale carenza di impianti per la gestione dei rifiuti speciali in Italia e a massimizzare il recupero di materia, riducendo il ricorso alle discariche. In particolare, la piattaforma di Hea - società paritetica tra Hasi (Herambiente Servizi Industriali) ed Eni Rewind - rappresenta uno dei progetti più rilevanti a livello nazionale nella gestione integrata dei rifiuti industriali: un impianto polifunzionale dedicato al pretrattamento di rifiuti speciali, solidi e liquidi, provenienti da attività produttive e di bonifica. Sostituirà la storica piattaforma di stoccaggio Hasi di Ravenna, introducendo tecnologie più evolute, maggiore capacità e maggiore flessibilità operativa per gestire sia i fabbisogni delle attività del gruppo Eni, sia quelli del mercato industriale. 

Con una capacità di trattamento fino a 60.000 tonnellate annue e una dotazione impiantistica articolata in più linee, questa piattaforma consente lo svolgimento di molteplici operazioni - dallo stoccaggio e riconfezionamento alla triturazione e alla miscelazione - con l’obiettivo prioritario di massimizzare il recupero di materia e ridurre il ricorso allo smaltimento, con conseguenti efficienze operative ed economia di scala. Per il territorio di Ravenna, uno dei principali distretti industriali del Paese e tra i maggiori produttori di rifiuti speciali, la piattaforma rappresenta un’infrastruttura strategica: rafforza la capacità impiantistica locale, riduce i flussi verso impianti extra-regionali o esteri e mette a disposizione delle imprese servizi di prossimità più efficienti, contribuendo alla competitività, alla continuità operativa e allo sviluppo di nuove filiere circolari. 

Sempre all’interno del comparto, l’impianto di biorecupero di Eni Rewind ha una capacità annua di 80.000 tonnellate per trattare i terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività di risanamento. Attraverso un processo biologico di biodegradazione aerobica, l'impianto tratterà i terreni che potranno essere riutilizzati come reinterro nei siti in bonifica per minimizzare l’utilizzo di materiale vergine. Il monitoraggio e la conformità dei processi saranno garantiti da un laboratorio chimico dedicato, gestito Labanalysis Environmental Services, leader nazionale nel settore, partecipata da Eni Rewind.

La riqualificazione dell’ex area industriale di Ca’ Ponticelle comprende anche un importante impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, realizzato da Plenitude, società controllata da Eni. Entrato in funzione nel 2024, l’impianto fotovoltaico ha una potenza di 6 MWp e si estende su 11 ettari, con oltre 10.000 pannelli installati. I moduli, in grado di captare la luce su entrambi i lati, sono montati su strutture mobili che seguono il percorso del sole durante la giornata, ottimizzando così la produzione di energia. Le strutture poggiano su appositi supporti collocati direttamente sulla copertura impermeabile realizzata nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza permanente dell'area. 

Nello stesso sito, nell’aprile 2026, è stato inoltre completato un impianto sperimentale di accumulo energetico basato su una nuova generazione di batterie a flusso di vanadio, collegato all’impianto fotovoltaico già esistente. Il percorso di riqualificazione complessiva dell'area di Ca’ Ponticelle è stato avviato nel 2019 con gli interventi di bonifica eseguiti da Eni Rewind, mentre nel 2021 sono state realizzate le opere per la messa in sicurezza permanente dell’area, che un tempo era a servizio del petrolchimico. Nel 2023, a valle dell’adeguamento del Piano Urbanistico del Comune di Ravenna, sono stati avviati i cantieri per la realizzazione delle nuove infrastrutture ambientali che saranno in marcia dal prossimo mese di luglio. 

"Il Comparto Ambientale Ravenna nasce dove sono le radici della storia di Eni. Qui abbiamo trasformato l’area dismessa di Ca’ Ponticelle in una piattaforma ambientale, capace di coniugare insieme risanamento, riqualificazione produttiva e competitività industriale. In una posizione logistica ottimale per soddisfare i fabbisogni di mercato, integriamo i primi due impianti di Eni Rewind nel trattamento dei rifiuti che si affiancano agli oltre 40 impianti che gestiamo in Italia per la depurazione delle acque", sottolinea Paolo Grossi, Amministratore Delegato di Eni Rewind. "La nostra offerta di servizi ambientali si arricchisce con gli impianti di bioremediation per il recupero dei terreni e con la piattaforma di pretrattamento di rifiuti industriali realizzata in partnership con Herambiente. Il Comparto Ambientale Ravenna è un esempio concreto di sviluppo sostenibile, e auspichiamo possa essere un modello replicabile in altre regioni per ridurre il deficit impiantistico e l’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti”.

"Con la nuova piattaforma polifunzionale Hea inserita nel Comparto Ambientale di Ca’ Ponticelle, il Gruppo Herambiente compie un ulteriore passo nel rafforzamento del proprio posizionamento nella gestione dei rifiuti industriali, nell’ambito di un percorso di sviluppo di un sistema impiantistico unico in Italia, che contribuisce a colmare il divario infrastrutturale del Paese e a ridurre i flussi di rifiuti esportati all’estero” ha dichiarato Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente. “Frutto della joint venture con Eni Rewind, l’impianto Hea è dotato delle migliori tecnologie disponibili ed è progettato per massimizzare il recupero di materia ed energia, gestendo in modo efficiente sia i flussi legati alle attività del Gruppo Eni sia quelli del mercato, con benefici concreti per la competitività e la continuità operativa del sistema produttivo locale. Il progetto consolida inoltre il ruolo strategico di Ravenna, da cui Herambiente ha avviato le proprie attività, e che oggi si rafforza come hub di riferimento per la circolarità al servizio del sistema industriale del Centro Nord”.

“Il Comparto Ambientale Ravenna è il risultato di una visione che affonda le proprie radici nel percorso avviato nel 2019, quando insieme a Eni, Hera e a tutti i soggetti coinvolti abbiamo iniziato a lavorare alla riqualificazione di un’area strategica come quella di Ca’ Ponticelle. Oggi vediamo concretizzarsi un progetto che dimostra come la rigenerazione ambientale possa diventare motore di sviluppo industriale, innovazione e occupazione qualificata. Ravenna conferma così la propria vocazione di grande polo energetico e industriale nazionale, ma con uno sguardo sempre più orientato all’economia circolare e alla sostenibilità”. ha dichiarato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “La capacità di recuperare aree dismesse, sviluppare impianti tecnologicamente avanzati e creare nuove filiere legate al recupero di materia rappresenta una leva fondamentale per la competitività futura del territorio. Questo investimento rafforza il ruolo di Ravenna come uno dei principali laboratori italiani della transizione ecologica e industriale e offre nuove opportunità di crescita economica e lavorativa per la città, per il sistema produttivo regionale e per le nuove generazioni”. 

“Oggi da Ravenna si lancia un messaggio forte al Paese con un progetto che tiene insieme riconversione industriale e tutela ambientale e che rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per la nostra città, ma anche per l’Italia. Questo è il modello che vorremmo segnasse la strada per il futuro: meno discariche, più recupero, più lavoro qualificato, investimenti sul fotovoltaico, nell’ottica di implementazione dell’economia circolare” ha dichiarato il Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni. “Grazie ad un investimento di 100 milioni di euro un’area dismessa di 26 ettari accoglierà una nuova progettualità a supporto della rigenerazione industriale e transizione ecologica, nel segno di una competitività che tiene insieme produttività e rispetto dell’ambiente”.

Global day Sla, al via iniziative Aisla Toscana a sostegno di 360 famiglie

Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Con la tradizionale serata benefica ‘Festeggiando il solstizio d’estate', giovedì 18 giugno, Aisla Firenze avvia il percorso verso la Giornata mondiale sulla Sla-Sclerosi laterale amiotrofica, promossa dall'International Alliance of Als/Mnd Associations, che si celebra il 21 giugno, giorno appunto del solstizio d'estate, segno luce, speranza e del progresso della ricerca. "C'è un filo azzurro che attraversa la Toscana e unisce il mare di Piombino con le città di Firenze e Pistoia - informa l’associazione in una nota - È il fiordaliso, simbolo internazionale della lotta alla Sla e, soprattutto, di una comunità che ogni giorno sceglie di stare accanto alle persone e alle famiglie che convivono con una delle malattie più complesse del nostro tempo. Oggi sono circa 360 le famiglie toscane che convivono con la Sla e che trovano nelle sedi territoriali dell’Associazione italiana sclerosi alterale amiotrofica un punto di riferimento fatto di servizi, ascolto, orientamento, supporto domiciliare e tutela dei diritti. Aisla - precisa la nota - rappresenta l'Italia all'interno dell'International Alliance ed è presente nel Board of Directors dell'organizzazione mondiale che riunisce le associazioni impegnate nella lotta alla Sla”.

“Il Global Day non è una semplice ricorrenza internazionale. È un invito a ricordare che nessuna persona dovrebbe affrontare la Sla da sola - afferma Alessandro Porcelli, consigliere nazionale Aisla e presidente per la Toscana Nord Ovest - La Toscana risponde con il linguaggio che conosce meglio: quello delle comunità che si prendono cura delle persone. Dal mare alla cultura, fino alla solidarietà concreta, vediamo territori che scelgono di esserci. È questo il significato più profondo del nostro impegno”. Come osserva Cathy Cummings, Chief Executive Officer dell'International Alliance of Als/Mnd Associations: “La Sla non conosce confini geografici, culturali o linguistici. Per questo la nostra risposta deve essere globale. Nessun Paese, nessuna organizzazione e nessuna comunità possono affrontare questa sfida da soli. Dobbiamo condividere conoscenze, dati, ricerca e innovazione per garantire a ogni persona che vive con la Sla, e a chi se ne prende cura, gli stessi diritti, le stesse opportunità e la stessa dignità, ovunque nel mondo. In questo percorso Aisla rappresenta una voce autorevole e preziosa della nostra comunità internazionale”.

A dare il via alle iniziative per il Global day Sla, il 18 giugno, la tradizionale serata benefica a Villa Chellini (Firenze) dedicata al sostegno dei servizi domiciliari gratuiti di sostegno psicologico, gruppi di aiuto e interventi di specialisti, fisioterapisti e logopedisti per le persone con Sla del territorio. ‘Ritrovarsi anno dopo anno’ in questo “luogo meraviglioso con tante famiglie, soci, collaboratori e amici è un segno concreto del fare rete - sottolinea Barbara Gonella, presidente di Aisla Firenze - È la testimonianza di una comunità che condivide obiettivi comuni e che, attraverso il dialogo e la collaborazione, continua a essere un punto di riferimento autorevole e competente per le persone con Sla, le loro famiglie e i professionisti sanitari”.

Nel dettaglio, le iniziative proseguono, sabato 20 giugno, alla Marina di Salivoli che ospiterà lo spettacolo del campione mondiale di magia Francesco Fontanelli, appuntamento aperto alla cittadinanza che anticiperà il grande abbraccio sul mare del giorno successivo. La mattina di domenica 21 giugno - riferisce la nota - il Porto Turistico Marina di Salivoli ospiterà la diciottesima edizione di ‘Thalas Mare & Vento - Il grande abbraccio’, la storica veleggiata solidale che ogni anno trasforma il Golfo di Piombino in uno spazio senza barriere. “Vent'anni fa questa iniziativa nacque insieme a mia moglie Stefania - racconta Stefano Cavicchioli, volontario Aisla - Da allora il mare ci ricorda una verità semplice: nessuno naviga davvero da solo. Ogni barca che prende il largo rappresenta una comunità che sceglie di esserci, condividendo il cammino delle persone con SLA e delle loro famiglie. È questa l’anima più autentica di Thalas’.

Sempre il 21 giugno, ad Agliana, in provincia di Pistoia, è in calendario il concerto ‘Opificio all’opera', organizzato dalla Famiglia Nerozzi, con il soprano Claire Nesti, il tenore Emanuele Pellegrini e il maestro Massimo Salotti. “La cultura ha una straordinaria capacità di creare legami - evidenzia Daniela Morandi, referente Aisla Pistoia - Con ‘Opificio all’opera' abbiamo voluto mettere la musica al servizio di una causa che riguarda tutti. Perché la Sla non interpella soltanto il sistema sanitario: interroga la capacità di una comunità di restare vicina alle persone e alle famiglie nel tempo”.

Accanto agli eventi pubblici continua ogni giorno il lavoro delle sezioni territoriali Aisla, impegnate nell'accompagnamento delle famiglie, nel sostegno psicologico, nell'orientamento ai servizi, nella tutela dei diritti e nella costruzione di una rete di prossimità capace di rispondere ai bisogni concreti delle persone. Per AISLA la Giornata Mondiale sulla SLA non rappresenta un punto di arrivo, ma un'occasione per ricordare che la fragilità riguarda tutti e che la qualità di una comunità si misura dalla capacità di restare accanto alle persone quando la vita diventa più difficile. “La vera sfida non è esserci in una giornata speciale. È esserci il giorno dopo - conlcude Lucia Mealli, presidente Aisla Arezzo - Ogni famiglia ha bisogno di sapere che esiste una comunità pronta ad ascoltare, orientare e accompagnare. È questa continuità della cura che dà sostanza a tutto ciò che facciamo”.

Novara, nasce 'Caffè AUTentico', primo bar aziendale con persone autistiche

Novara, 16 giu. (Adnkronos) - Andrea si considera l’esperto di caffè, ma c’è chi è il 'maestro' di cappuccini e chi prepara focacce e brioche che riscuotono gran successo. In comune hanno un bancone, quello di un bar che ogni giorno rende piacevoli le pause di centinaia di persone che lavorano in Novamont, la società di Versalis (Eni) con sede a Novara, tra i leader nella produzione di biopolimeri e bioprodotti. E' 'Caffè AUTentico', un progetto unico nel suo genere e realizzato dall’azienda novarese insieme all’associazione per l’autismo Enrico Micheli e da Angsa Novara e Vercelli (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e alla Cooperativa Gerico di Novara, partner attraverso il progetto 'L'Orto in Cucina' che integra ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile. A essere coinvolte sono persone autistiche ed è nato per creare opportunità reali a coloro che ancora oggi sono fortemente penalizzati dal mondo del lavoro. A renderlo possibile è stato il progetto 'Autismo al Lavoro', inserito nel programma Interreg 2021-2027 Italia-Svizzera cofinanziato dall'Unione Europea.

In Europa il tasso di occupazione delle persone autistiche resta sotto il 10%, mentre in Italia si attesta intorno al 20%. Da qui l’idea di costruire un contesto protetto ma autentico, capace di coniugare formazione, autonomia e partecipazione attiva. “L'inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico - spiega Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di Angsa Novara Vercelli - rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie nei contesti occidentali. Nonostante molte persone autistiche possiedano competenze cognitive e operative significative, i dati evidenziano una forte sottorappresentazione nel mercato. Il progetto di Caffè AUTentico favorisce l’inclusione lavorativa, sviluppa autonomia e competenze, migliora la qualità della vita e favorisce la partecipazione sociale. I primi risultati confermano l’efficacia del modello, con un aumento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti”.

"Il Caffè Sociale AUTentico - afferma Giulia Gregori, responsabile Systemic Pmo, comunicazione e collegamento relazioni istituzionali di Novamont - non è solo un bar aziendale, ma un vero e proprio percorso verso l'inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità, in dialogo con le comunità locali. Con Caffè AUT abbiamo voluto creare uno spazio per le persone Novamont che rendesse concreta la nostra visione di bioeconomia circolare, responsabilità sociale e collaborazione. Un luogo capace di offrire ai ragazzi e alle ragazze nello spettro autistico un contesto protetto e strutturato, in cui sperimentarsi, valorizzare le proprie competenze e sviluppare capacità relazionali e operative". 

Sei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, sono coinvolti in un percorso graduale e personalizzato: affiancati da tutor professionali o terapisti, possono acquisire competenze operative e relazionali in un contesto reale. Fondamentale è il ruolo della formazione interna: anche i dipendenti Novamont sono stati preparati per interagire in modo più consapevole, contribuendo a creare un clima inclusivo e collaborativo. La supervisione clinica dell’associazione Enrico Micheli, inoltre, garantisce un monitoraggio costante dei progressi e del benessere dei partecipanti. Caffè AUTentico si propone come un esempio concreto e replicabile di inclusione, dimostrando che un diverso approccio al lavoro non solo è possibile, ma genera valore per tutta la comunità.

Transizione energetica: da sfida ambientale a leva di crescita

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Nonostante la percezione di un rallentamento della transizione energetica, alimentata dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza economica degli ultimi anni, i dati mostrano una realtà diversa. Il percorso verso la decarbonizzazione, infatti, continua a rafforzarsi, sostenuto sempre più dalle dinamiche di mercato. A confermarlo sono gli investimenti: secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), gli investimenti globali nel settore energetico nel 2026 dovrebbero raggiungere i 3.400 miliardi di dollari, di cui 2.200 circa destinati alle fonti rinnovabili, alle reti elettriche e all’efficienza energetica. Una quota quasi doppia rispetto ai combustibili fossili. 

La sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie aziendali. Se, infatti, sino ad oggi era un tema prevalentemente legato alla compliance e alla reputazione aziendale, ora si sta trasformando in un fattore di competitività, innovazione e catalizzatore di capitali. Oggi circa 10 mila aziende hanno adottato obiettivi climatici basati sulla scienza, rappresentando quasi il 40% della capitalizzazione di mercato globale. Secondo Marco Duso, EY-Parthenon Global Leader Sustainability and Decarbonization: “Esiste oggi una evidente dissonanza tra la percezione di rallentamento e l’andamento reale della transizione: i numeri mostrano una prosecuzione del percorso e una progressiva accelerazione guidata dal mercato. La transizione è ormai inevitabile e la vera sfida riguarda la capacità di competere in un contesto sempre più low-carbon”.

La decarbonizzazione, inoltre, ha una portata strategica in ottica sicurezza energetica. Le recenti crisi, infatti, hanno evidenziato la vulnerabilità delle economie dipendenti dalle importazioni di energia e di combustibili fossili - come l’Italia - mentre gli investimenti in rinnovabili, elettrificazione ed efficienza energetica contribuiscono a rafforzare resilienza e stabilità dei costi. In questo contesto, le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale diventano un fattore abilitante nella trasformazione della decarbonizzazione in un vantaggio competitivo duraturo. 

Hunziker a 'Zelig' e Canalis a 'Tu sì que vales', Mediaset scalda i motori

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Michelle Hunziker è pronta a prendere il timone di 'Zelig' insieme ad Ale & Franz. Secondo quanto apprende l'Adnkronos è questa una delle novità che verranno svelate nella presentazione dei palinsesti Mediaset per la prossima stagione. La conduttrice, reduce dal successo di 'Super Karaoke', si cimenterà con il duo comico nella conduzione di uno dei marchi storici dell'intrattenimento Mediaset (quest'anno ha compiuto 30 anni), prendendo il testimone da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, che hanno guidato in coppia le ultime edizioni.  

In attesa di capire quando verranno svelati i palinsesti della prossima stagione a Cologno Monzese (si parla insistentemente della sera dell'8 luglio ma la data non è ancora confermata), iniziano a circolare diverse anticipazioni e indiscrezioni.  

Tra queste c’è quella, anticipata da Giuseppe Candela su 'Chi', che riguarda uno dei titoli più forti del sabato sera di Canale 5. ‘Tú sí que vales’ tornerà da fine settembre con Elisabetta Canalis alla conduzione, chiamata a prendere il posto di Giulia Stabile, impegnata nel tour mondiale della star spagnola Rosalía. Per la Canalis si tratta di un ritorno in scena dopo un periodo lontano dalla tv italiana: negli ultimi due anni è apparsa solo in una puntata di 'GialappaShow' con il Mago Forest, ha partecipato come concorrente al game show di Enrico Papi 'Tilt - Tieni il tempo' e ha avuto un ruolo nel film 'Come far litigare mamma e papà’.

Canalis sarà affiancata nella conduzione e nel dietro le quinte da Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara, mentre la giuria resterà invariata con Maria De Filippi, Paolo Bonolis, Luciana Littizzetto, Rudy Zerbi e la giurata del popolo Sabrina Ferilli. 

Wimbledon, le sorelle Williams tornano insieme in doppio

Londra, 16 giu. (Adnkronos) - Serena Williams e Venus Williams hanno ricevuto una wild card per il torneo di doppio femminile di Wimbledon. Nessuna delle due sorelle figura nell'elenco delle wildcard per il torneo di singolare, sebbene ci sia ancora un posto disponibile. Williams, 44 anni, è tornata in campo la scorsa settimana al Queen's, quattro anni dopo aver disputato quella che molti si aspettavano fosse l'ultima partita della sua carriera agli Us Open del 2022.

La 23 volte campionessa di singolare del Grande Slam, che vanta anche sette titoli a Wimbledon, giocherà in doppio a Berlino questa settimana con Karolina Muchova e proseguirà il suo ritorno sul palcoscenico del Grande Slam insieme a Venus all'All England Club che ha annunciato i destinatari delle wildcard, in quello che è stato uno degli annunci di wildcard più attesi degli ultimi tempi. 

Mondiali 2026: quote, in Argentina-Algeria Messi batterà il figlio d'arte Zidane

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Il conto alla rovescia per la prima al Mondiale 2026 di Lionel Messi è quasi terminato. Questa notte, a Kansas City, l'Argentina, campione del mondo uscente, affronterà l'Algeria - che ritorna a competere in una Fifa World Cup dopo 12 anni di assenza - nella prima gara del Gruppo J. Ma accanto alla stella più attesa del torneo, c'è un altro nome che sta catturando l'attenzione di tifose e tifosi: è quello di Luca Zidane. 

Il portiere della nazionale algerina, figlio della leggenda Zinedine Zidane è tra i volti più affascinanti di questa World Cup non soltanto per il peso del cognome che porta, ma anche per il crescente seguito che sta raccogliendo fuori dal campo. Il suo fascino mediterraneo ha contribuito, infatti, a incoronarlo come uno dei ‘sex symbol’ più discussi del torneo. Tra eventi ufficiali, photobooth e contenuti social legati ai protagonisti del Mondiale, Zidane è ormai stabilmente tra i profili più fotografati e seguiti di questa edizione, con un’immagine che unisce sport, lifestyle e notorietà globale.

Per Luca, però, il momento dei riflettori coincide anche con una delle prove più difficili della sua carriera, tentare ‘l’impresa impossibile’contro l’Argentina di Messi: secondo gli esperti Sisal, le Volpi del Deserto hanno infatti poche chance di trionfare contro l’Albiceleste, la cui vittoria è offerta a 1,42. Il successo della squadra di Zidane oggi invece è dato a 8,50. Serviranno, quindi, tutte le abilità del portiere più sexy del Mondiale 2026 per tener testa ai campioni in carica: il fascino e il talento di Luca saranno sufficienti?

Mondiali: Argentina e Portogallo favorite su Sisal.it, è l'ultima volta per Messi e CR7

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Tocca ai Campioni del Mondo in carica fare il debutto al Mondiale 2026. L’Argentina, per il Gruppo J, esordisce contro l’Algeria che torna a disputare una Coppa del Mondo a distanza di 12 anni dall’ultima volta. La squadra di Petkovic può sorprendere ma, per gli esperti Sisal, il successo dell’Albiceleste è l’esito più probabile, a 1,42, la vittoria algerina si gioca a 8,50, a 4,50 il pareggio. La nazionale di Scaloni ha dimostrato una solidità impressionante, in tutto il 2026 ha subito infatti solo tre reti in dieci gare, ecco perché si può assistere a un successo argentino senza prendere gol, ipotesi a 2,05. Nell’unico precedente tra le due squadre del 2007, fu protagonista un Messi ventenne, che segnò due gol. Questa notte La Pulce taglierà il traguardo delle 200 presenze in Nazionale, diventando il primo calciatore della storia a partecipare a sei edizioni diverse della Coppa del Mondo: i riflettori saranno tutti su di lui, al suo ultimo Mondiale, e anche stavolta l’argentino non dovrebbe deludere le attese con una rete a 1,80 e un assist a 2,25. Davanti dovrebbe essere schierato l’interista Lautaro Martinez, il cui biglietto da visita da capocannoniere della Serie A, con 17 gol in 30 partite, lo rende uno dei pericoli maggiori, in gol a 2,00, con l’ipotesi doppietta a 6,00. 

Ultima passerella mondiale anche per Cristiano Ronaldo, che con il suo Portogallo scende in campo contro il Congo per la prima del Gruppo K. Pronostico a senso unico su Sisal.it, con i lusitani nettamente avanti a 1,28 contro l’11,00 degli africani e il 5,50 del pareggio. Il peso dell’attacco ruota tutto attorno a Ronaldo - 143 reti in 228 presenze - decisivo con un gol o un assist a 1,57. Il CT Roberto Martinez può però contare su tanti altri campioni, Bruno Fernandes, per esempio, che con un assist a 3,00, può proseguire sulla scia dei 21 realizzati in stagione in Premier League, o Joao Neves e Vitinha freschi campioni d’Europa con il Psg, in gol rispettivamente a 4,50 e 6,00. Nel Congo, Wissa e Bakambu a 6,00, sono i principali pericoli in attacco. Prima gara anche per l’Inghilterra che, per il Gruppo L, trova la Croazia, da anni spina nel fianco degli inglesi. Su Sisal.it la squadra britannica è favorita, a 1,72, si sale a 5,00 per il successo croato, il pareggio è a 3,60. Da segnalare poi, la storica prima volta in un Mondiale dell’Uzbekistan allenato da Fabio Cannavaro, che trova la Colombia. Esordio in salita per il difensore Campione del Mondo del 2006, Los Cafeteros sono infatti nettamente avanti, a 1,38 contro il 9,00 della vittoria dell’Uzbekistan.

Lavoro, Buttarelli (Federdistribuzione): "Servono nuove politiche per affrontare la transizione”

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - “Le imprese che rappresentiamo sono medie e grandi realtà che occupano decine di migliaia di lavoratori. Il tema del cambiamento del lavoro è centrale e oggi vogliamo aprire un confronto per sensibilizzare anche le istituzioni su una trasformazione che riguarda l’intera società”. Ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, in occasione dell’evento “Il valore della diversità generazionale e l'innovazione tecnologica. Prospettive per il lavoro nel retail di domani”, a Palazzo Wedekind, a Roma, durante il quale sono state presentate le evidenze dell’Osservatorio Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata”, realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

“L’evoluzione tecnologica è un tema trasversale rispetto alle attività delle imprese, così come la transizione demografica. La sfida è valorizzare le relazioni tra generazioni: da una parte l’esperienza e le competenze delle persone più mature, dall’altra la maggiore familiarità con la tecnologia dei lavoratori più giovani. Serve costruire un percorso armonico che accompagni questo cambiamento”, ha aggiunto Buttarelli.

“Per il nostro settore è un tema particolarmente rilevante, perché riguarda grandi numeri occupazionali e un forte impegno delle imprese. Le aziende stanno già investendo, ma riteniamo importante il confronto con le istituzioni per favorire un quadro normativo che permetta di sostenere ulteriormente questi percorsi di innovazione e sviluppo delle competenze”, ha spiegato il presidente di Federdistribuzione.

Buttarelli ha poi sottolineato il ruolo delle relazioni sindacali: “Le nostre imprese considerano il confronto sociale un elemento fondamentale. Vogliamo contrastare i contratti pirata e per questo riteniamo necessario arrivare a un riconoscimento della rappresentanza del settore, così da costruire un percorso condiviso anche con il mondo sindacale”.

La rivista 'La vita in movimento' premiata agli Hermes Creative Awards 2026

Milano, 16 giu. (Adnkronos) -  La rivista del Gruppo Fnm 'La vita in movimento' si è aggiudicata il Gold Award del premio internazionale 'Hermes Creative Awards 2026' per la categoria 'Creative Design Publications'. Si tratta di un nuovo importante attestato ricevuto dalla pubblicazione che già a gennaio di quest’anno ha ricevuto il Bronze Award degli 'International Creative Media Award 2026' per la categoria Customer Magazines B2C Print. Gli Hermes Creative Awards (https://hermesawards.com/) premiano i professionisti creativi che danno vita a progetti innovativi nelle piattaforme tradizionali e digitali. Ogni anno entrano in concorso pubblicazioni, siti web, video, oltre a progetti di marketing e comunicazione. La giuria è composta dai professionisti dell’Association of Marketing and Communication Professionals (Amcp). Quest’anno ha valutato oltre 6.000 candidature ricevute da 31 Paesi, in rappresentanza di tutto il panorama globale della creatività. La statuetta del premio raffigura le ali di Hermes, il dio messaggero greco, a simboleggiare il ruolo vitale dei comunicatori per la società contemporanea.

'La vita in movimento' è la rivista del Gruppo Fnm pensata per dare spazio al dibattito, stimolare la circolazione di idee e il confronto su temi di interesse pubblico. Ogni numero affronta un argomento specifico e ospita delle rubriche fisse. Uno sguardo ampio sul mondo possibile grazie ai contributi di personalità di spicco del mondo accademico, culturale ed economico. 'La vita in movimento' nasce, infatti, dalla convinzione che ogni azienda, per sua natura, svolga un ruolo culturale nei territori in cui opera. "Il Gruppo Fnm - si legge in una nota - ha scelto di dare forma concreta a questa vocazione attraverso la rivista, concepita come una piattaforma di diffusione di idee, approfondimenti e nuovi linguaggi, capace di promuovere un confronto schietto e privo di preconcetti su temi di interesse pubblico e di offrire contenuti di qualità e stimolare un dialogo autentico”.

La rivista è un progetto ideato e realizzato sia nei contenuti sia nella parte grafica dal team interno di comunicazione del Gruppo Fnm. Esce tre volte all’anno e viene stampata e spedita a una mailing list mirata e diffusa gratuitamente al pubblico in occasion

Professioni, Lcd-Lega: "Una legge su responsabilità civile per valorizzare quelle tecniche”

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Bilancia rischi e responsabilità tra professionisti e imprese, delimita le ricadute patrimoniali sugli eredi del tecnico e ridisegna il perimetro d’intervento delle polizze assicurative, che i professionisti iscritti agli albi sono obbligati a contrarre. Oltre, naturalmente, a tutelare il danneggiato che può rivalersi direttamente nei confronti della compagnia di assicurazione anche se i danni sono accertati successivamente alla cessazione dell’attività o morte del professionista stesso. Sono questi i confini della proposta di legge a prima firma Andrea de Bertoldi sulla responsabilità civile in capo alle professioni tecniche (tra gli altri, ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti, agronomi, agrotecnici). Un testo, come spiega lo stesso presidente di Lcd (Liberali cristiano democratici) e deputato della Lega, “che nasce proprio con l’intento di valorizzare le professioni tecniche, offrendo loro un sistema più chiaro, equilibrato, equo e coerente con i principi costituzionali. Solo in un contesto di questo tipo, infatti, si possono liberare le giuste energie per rilanciare le opere pubbliche e private, le infrastrutture e il governo del territorio”. 

Il provvedimento è stato presentato in occasione dell’evento >”Responsabilità civile ed equo compenso. Le professioni tecniche per la crescita del Paese”, promosso da Lcd-Lega, presso la Sala della Regina della Camera dei deputati. Sette articoli in tutto che, senza gravare sulle casse dello Stato, chiariscono meglio innanzitutto, in caso di danno, difformità o difetti, il confine della responsabilità solidale tra professionista e impresa esecutrice, contemplando i casi di fallimenti o cessata attività da parte delle aziende stesse e quindi delimitando l’accountability del professionista alla quota parte della condotta colposa accertata che lo riguarda. “Mentre oggi - evidenzia il parlamentare di Lcd-Lega - troppo spesso i professionisti si trovano a pagare per conto d’imprese che nel frattempo sono appunto state chiuse o dichiarate fallite”. La legge poi offre tutela e certezza del diritto agli eredi del tecnico, limitando il loro coinvolgimento nell’azione risarcitoria solo in relazione all’attivo ereditario e salvaguardando invece il patrimonio personale. 

L’articolato ribadisce inoltre che la responsabilità del professionista si estende per dieci danni dal momento della fine del suo lavoro. Mentre la copertura assicurativa deve essere adeguata all’entità della prestazione, ma soprattutto deve allungarsi (ultrattività) almeno di dieci anni oltre la cessazione dell’attività o il decesso del professionista. Infine, le imprese devono offrire, per ogni tipologia di opera, una copertura indennitaria decennale postuma a beneficio del committente. “È evidente - tira le somme de Bertoldi - che oggi qui gettiamo delle basi. Proviamo a costruire le fondamenta sulle quali possa reggersi in maniera più solida la crescita del Paese. Questo è l’obiettivo”. Con lo stesso scopo, annuncia il deputato, “ho intenzione di presentare un emendamento per ridare ossigeno all’equo compenso che va allargato a tutti i clienti ed anche agli appalti pubblici. La norma c’è, infatti, ma non è mai decollata. Ed è l’altra gamba che può aiutare i professionisti che, a loro volta, aiuteranno il Paese”.

“Con questa iniziativa legislativa viene finalmente portato all'attenzione del Parlamento un tema che gli ingegneri segnalano da tempo: la necessità di garantire un sistema di responsabilità professionale più equilibrato, che assicuri piena tutela ai cittadini danneggiati e, al tempo stesso, eviti effetti distorsivi e forme di responsabilità patrimoniale potenzialmente illimitate nel tempo per i professionisti e per i loro eredi. È un primo importante passo verso una disciplina più moderna, fondata sulla proporzionalità della responsabilità e sulla certezza del diritto”. Saluta così la norma Carla Cappiello, vicepresidente vicaria del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni). “La proposta affronta con lucidità la sproporzione tra il rischio a carico dei tecnici e il valore della loro prestazione. Limitare la responsabilità degli eredi al solo patrimonio ereditato è un principio di giustizia civile, che richiama la tutela finora sostenuta da Cngegl: un equo compenso da estendere a ogni attività, condizione perché il sistema di responsabilità funzioni davvero”, commenta Paolo Biscaro, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati. 

“Si tratta di una proposta di legge lungimirante che, come Cnpi, appoggiamo con forza. Finalmente viene riconosciuto il ruolo strategico delle professioni tecniche nello sviluppo infrastrutturale del Paese. Il tema della responsabilità, in caso di condotta colposa accertata, per i professionisti impegnati nelle attività di progettazione - tra cui i periti industriali - è centrale da tempo. Finalmente si potranno inserire tutele chiare e proporzionate”, aggiunge Giovanni Esposito, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati. Presente all’iniziativa anche il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Alessandro Panci: “I professionisti svolgono una funzione sociale e di pubblica utilità, distinta dalle logiche di profitto proprie delle imprese. La qualità delle competenze specialistiche e dell’esperienza incide direttamente sull’efficacia degli interventi. È quindi necessario distinguere la responsabilità civile del professionista da quella dell’impresa, chiarendo i rispettivi ruoli e definendo un limite temporale alla responsabilità professionale”.

Plaude all’iniziativa legislativa Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi: “Dopo la norma sull’equo compenso, la proposta di legge per delimitare la responsabilità civile dei professionisti rispetto alle imprese esecutrici, nelle attività tipiche del settore, rappresenta per i liberi professionisti dell’area tecnica un ulteriore passo in avanti nella tutela dei propri diritti e della propria attività professionale”. Infine, il presidente della Cassa Geometri Diego Buono, che afferma: "Chi esercita una professione tecnica deve poter contare su regole che garantiscano responsabilità, ma anche proporzionalità e certezza del diritto. La proposta di legge dell’Onorevole De Bertoldi va nella direzione di un sistema più equilibrato, che rafforza le tutele per i cittadini senza scaricare sui professionisti e sulle loro famiglie rischi non coerenti con le responsabilità effettivamente accertate. È un tema di grande importanza per il futuro delle professioni tecniche e per la sostenibilità del loro esercizio”.

Molise, torna 'Termoli Comics & Games' e punta a 100mila presenze

Termoli, 16 giu. (Adnkronos) - Torna, dal 19 al 21 giugno, il 'Termoli Comics &amp; Games' by Qdss, l'evento passato in quattro anni da scommessa locale a manifestazione nazionale. Con oltre 40 artisti, 15 content creator, ospiti dal gaming internazionale e una nuova area universitaria per gli sviluppatori indipendenti, l'edizione 2026 punta a superare quota 100mila presenze, dopo le 90mila registrate lo scorso anno. Un traguardo enorme per una cittadina di circa 33 mila abitanti. Il merito va a Nicola Palmieri e Mario Palladino, fondatori del canale YouTube 'Quei Due Sul Server' e ideatori di una fiera che non prevede padiglioni e biglietti ma che trasforma Termoli nella fiera, diventando un unico grande set pop, accessibile e vivo. 

Il cartellone 2026 conferma il salto di qualità: oltre 40 artisti nazionali e internazionali e 15 content creator, con una portata stimata in circa 15 milioni di follower aggregati. Tra gli ospiti del fumetto spiccano Marco Soldi, autore legato a Lanciostory, Skorpio, Splatter, Mostri e Dylan Dog, e Paolo Altibrandi, art director e cofondatore di Bugs Comics. Sul fronte gaming, uno degli annunci più forti è l’arrivo di Tom McKay e Luke Dale, per la prima volta in Italia. I due attori inglesi sono tra i volti più amati dai fan di Kingdom Come: Deliverance e Kingdom Come: Deliverance II. Il tema 2026 sarà l’horror: Palmieri e Palladino stanno lavorando a un cortometraggio ambientato in una città invasa dagli zombie e la zombie walk prevista durante la fiera diventerà parte del set, trasformando il pubblico in protagonista. Una novità importantissima riguarda l’università. L’ateneo era già parte del percorso, ma nel 2026 la sede universitaria ospiterà un’area dedicata agli sviluppatori indipendenti: una ventina di developer presenteranno videogiochi ancora in produzione. È un passaggio che rafforza la dimensione formativa dell’evento: orientamento, competenze digitali, industria creativa e dialogo con il recente percorso universitario legato all’intelligenza artificiale.

Il programma prevede attività dalle 16 alle 23, con due palchi in parallelo, incontri con creator, sessioni gaming, gara cosplay, area indie developer e chiusura affidata a Luca Dirisio. Il pubblico resta soprattutto tra i 20 e i 35 anni, ma la presenza di creator per i più piccoli garantisce una partecipazione trasversale. Il 'Termoli Comics & Games' by Qdss ha dimostrato che una regione raccontata come periferia può diventare centro, che una città di 33 mila abitanti può reggere l’urto di 90 mila persone in tre giorni e che la cultura pop non è un passatempo minore ma una lingua capace di muovere turismo, economia e appartenenza. Nel 2025 l’evento avrebbe contribuito a un incremento del 12% delle presenze ricettive nel mese di giugno; per il weekend 2026, circa il 95% dei bed&amp;breakfast risulterebbe già prenotato da molte settimane precedenti all’evento. Non è solo entusiasmo: è turismo, economia, visibilità.

Solidarietà, Fondo Filantropico Italiano: "Cresce filantropia strategica in Italia”

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Donare, ma seguendo una strategia. E' questa la nuova frontiera della filantropia, sempre più orientata a una pianificazione di lungo periodo capace di garantire alle donazioni un valore concreto e duraturo. Un’evoluzione dell’approccio che riflette un più ampio cambiamento culturale e significative trasformazioni socio-demografiche: la maggiore propensione alla donazione e al coinvolgimento nelle cause sociali da parte delle donne e delle generazioni più giovani, cui fa capo una quota sempre maggiore della ricchezza finanziaria complessiva; l’aumento dei 'patrimoni senza eredi', che in assenza di specifiche disposizioni testamentarie vengono destinati a parenti lontani o devoluti allo Stato. Secondo le stime della Fondazione Cariplo tali patrimoni supereranno i 20 miliardi di euro entro il 2030 e raggiungeranno gli 88 miliardi entro il 2040 a causa dell’invecchiamento della popolazione e a fronte del significativo calo delle nascite. Come emerge dalla ricerca del 2025 realizzata da Finer Finance Explorer con il Fondo Filantropico Italiano, la filantropia, in particolare per i 'wealthy people' o gli 'High Net Worth Individuals' (Hnwi), non è più soltanto un gesto generoso, ma una scelta strategica per chi desidera creare valore in vita o lasciare un’impronta duratura nella società anche 'dopo di sé’.

È nato così nel 2022, sul modello di fondazioni che già operano con grande successo all'estero, Fondo Filantropico Italiano ETS, fondazione del terzo settore creata per diffondere e semplificare la filantropia nel Paese, gestendo grandi donazioni e, grazie all’esperienza di chi ha già realizzato iniziative filantropiche e alla professionalità di esperti che da oltre vent’anni lavorano nel non-profit, dando avvio a progetti che possano creare benessere sociale. Il Fondo Filantropico Italiano è nato all’interno delle attività filantropiche dell’imprenditore Enzo Manes che oltre vent’anni fa ha portato in Italia, grazie a un importante impegno economico, la realtà di Dynamo Camp che accoglie ogni anno 2.000 bambini e adolescenti affetti da patologie gravi e croniche per assisterli con terapie ricreative che aiutino ad affrontare la malattia e la convalescenza. Fondo Filantropico Italiano è stato costituito, oltre che da Fondazione Dynamo, anche da Fondazione Vita Società Editoriale. "Siamo tra i pochi enti indipendenti in Italia - spiega Marcello Gallo, presidente del Fondo Filantropico Italiano - a condividere una visione della filantropia non concepita come gesto episodico e d’impulso, ma come leva strutturale di cambiamento sociale, che richiede metodo, competenze e strumenti specifici. Inoltre, Fondo Filantropico Italiano conosce in profondità il contesto nazionale, le sue peculiarità normative e culturali, ed opera inoltre da sempre con uno sguardo sovranazionale, dialogando con donatori e organizzazioni su scala globale. Questa duplice prospettiva ci permette di leggere il contesto italiano all’interno di un quadro comparativo più ampio". 

"La filantropia sta attraversando un momento di grande trasformazione - sottolinea Simonetta Schillaci, vice presidente esecutivo, con una lunga esperienza in Unicef Italia nella gestione di grandi donatori privati e corporate -: cresce il numero di donne con patrimoni significativi, aumentano i patrimoni senza eredi mentre le nuove generazioni mostrano una maggiore sensibilità verso il dono. Sono grandi opportunità, ma anche sfide complesse che richiedono competenze specifiche per donare bene, in modo più consapevole e strutturato. Fondo Filantropico Italiano nasce proprio per rispondere a questa complessità - aggiunge Schillaci -. Il nostro team unisce prospettive complementari: ci sono donatori, persone che hanno costruito iniziative sociali di successo in prima persona e professionisti che hanno lavorato nel settore e ne conoscono le dinamiche interne e le specificità. Questa combinazione unica ci permette di capire ogni punto di vista, e di supportare chi vuole generare un impatto concreto e duraturo". 

Il Fondo Filantropico Italiano svolge quattro principali attività: philanthropy advisory o consulenza strategica per supportare il donatore nella scelta della causa da sostenere e della modalità di donazione più conforme alle sue esigenze, accompagnandolo poi in ogni fase del proprio percorso filantropico; l’istituzione di Fondi filantropici personalizzati (Donor-Advised Fund, Daf), strumenti flessibili ed alternativi alla costituzione di una fondazione, finalizzati ad aumentare l’efficacia delle donazioni e trasformarle in esperienze di vita di grande ricchezza. Ancora, la costituzione e la gestione di nuove fondazioni, dalle fasi preliminari e formali a quelle operative di start-up e, infine, la gestione di donazioni internazionali, per sostenere chi dona da e verso ‘estero, garantendo un’attenta due diligence del progetto sostenuto e il trattamento fiscale del paese del donatore. Fondo Filantropico Italiano, infatti, è l’unico ente di riferimento per l'Italia del network Giving Europe, una rete che facilita le donazioni cross-border in modo trasparente ed efficiente. Grazie ad esso, sia donatori stranieri che vogliono sostenere enti in Italia, sia donatori italiani che voglio supportare progetti all’estero, possono farlo in un contesto fiscale riconosciuto, con partner di rilievo e il monitoraggio della donazione.

Come si istituisce un fondo filantropico? I fondi filantropici personalizzati sono istituiti attraverso una donazione modale in favore di una 'fondazione ombrello', come Fondo Filantropico Italiano, già operante con la propria struttura. I Daf sono strumenti caratterizzati da grande flessibilità: dalla scelta del nome, alla riservatezza, qualora chi dona desideri rimanere anonimo, al livello di coinvolgimento nel progetto sostenuto. Il donatore potrà così vivere l’esperienza filantropica  liberandosi degli oneri amministrativi e operativi che vengono gestiti dalla fondazione ombrello. Ogni Daf ha un team dedicato, che offre supporto in tutte le fasi, dalla pianificazione alla realizzazione, fino alla rendicontazione. L’attività della fondazione 'ombrello' non si limita, quindi, alla mera operatività bancaria e amministrativa, ma si tratta di una nuova modalità di filantropia, strategicamente indirizzata.

Tra i fondi istituiti nell’ambito del Fondo Filantropico Italiano c'è il 'Fondo WE Dream' nato per volontà di Emilia, imprenditrice italoamericana di origini calabresi, e del marito Wycliffe Grousbeck, che ha l’obiettivo di sostenere ragazze provenienti dalla Calabria nell'accesso ad alcune fra le migliori università italiane attraverso l’assegnazione di borse di studio, affinché il talento e il potenziale delle giovani donne calabresi non sia inibito da difficoltà economiche. E poi ancora il Fondo Luciana, un’iniziativa nata per volontà di un benefattore anonimo per contribuire allo sviluppo della sanità pubblica del proprio territorio (Lugo di Romagna), intitolato a una persona cara al donatore. Il Fondo Women for Women, nato per aiutare le donne in condizione di svantaggio a conquistare o riacquisire la propria autonomia, offrendo loro tutela e supporto e aiutandole ad entrare, o reinserirsi, nella società e nel mondo del lavoro dopo episodi di violenza fisica, psicologica o economica. Dalla sua istituzione, il Fondo ha raggiunto circa 200 beneficiarie in situazione di bisogno e conta di raddoppiare questo numero entro il 2027 con i progetti già attivati. 

'La demografia cambia la società', torna l'appuntamento con Adnkronos  Q&A

 Roma, 16 giu. (Adnkronos) - L’Italia fa i conti con una trasformazione demografica senza precedenti: sempre meno nascite, una popolazione che invecchia e vive più a lungo, nuove pressioni sul mercato del lavoro, sul sistema pensionistico e sui servizi di welfare. Di fronte a queste sfide, giovedì 18 giugno, a partire dalle ore 9.30, Adnkronos promuove la sesta edizione dell’appuntamento annuale, per il ciclo Adnkronos Q&A, dedicato ai grandi temi del cambiamento demografico del Paese con il titolo ‘La demografia cambia la società’. 

L’evento si terrà presso Palazzo dell’Informazione, in Piazza Mastai a Roma. L’incontro sarà aperto dal direttore di Adnkronos Davide Desario e presenterà i risultati di una rilevazione condotta da Adnkronos sulla percezione degli italiani di fronte alle trasformazioni demografiche in corso.

Al dibattito istituzionale parteciperanno Eugenia Maria Roccella, ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, e Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali. Sono attesi anche Francesco Zaffini, presidente della commissione Affari sociali del Senato, Massimo Garavaglia, Presidente Commissione Finanze e tesoro del Senato, Chiara Tenerini, Deputata Forza Italia, Susanna Camusso, senatrice Partito Democratico e Gabriele Fava, presidente dell’INPS. 

I lavori si articoleranno in tre panel tematici, moderati dai vicedirettori di Adnkronos Fabio Insenga e Giorgio Rutelli, a cui prenderanno parte i principali stakeholder del settore: associazioni di rappresentanza, aziende, università ed esperti. Il primo, 'Longevità: salute, costi e sfide dell’invecchiamento'. La longevità non è solo vita più lunga: è anche un'opportunità di sviluppo sociale, finanziario e di pianificazione patrimoniale. L’obiettivo è promuovere un invecchiamento attivo, in buone condizioni di salute, con un impatto positivo per la collettività. 

Il secondo, 'Natalità, fertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini'. L’aumento dell’infertilità maschile e l’età della maternità sempre più alta fanno crescere il numero dei prematuri. Cosa è cambiato e come si può intervenire, a livello pediatrico, di organizzazione sanitaria, di produzione e di supporto sociale. Qual è la rete a tutela? 

Il terzo, 'Welfare: ripensare i servizi e sostenere le persone'. Il trend demografico trasforma le esigenze dei cittadini e la domanda di servizi. Dall’assistenza alla previdenza, dal sostegno ai caregiver all’inclusione, il welfare - pubblico e aziendale - è chiamato a rispondere a sfide sempre più complesse e multigenerazionali. Al termine dei lavori è previsto un networking lunch. Demografica è il format annuale di approfondimento di Adnkronos dedicato ai temi dell’evoluzione demografica e delle sue ricadute su lavoro, welfare e società. Ogni edizione è pensata come uno spazio di confronto aperto tra istituzioni, mondo economico e accademico, con dati, analisi e testimonianze per alimentare il dibattito pubblico e offrire spunti concreti per l’azione. 

Mirabilandia presenta 'Paranormal Activity: Next of Kin’

Ravenna, 16 giu. (Adnkronos) -  Mirabilandia sta per alzare il sipario su una nuova attrazione all’insegna del brivido. Una novità assoluta destinata a diventare un punto di riferimento per l’intrattenimento horror nei parchi divertimento italiani. Dall’11 al 16 agosto, in occasione dell’immancabile appuntamento con l’Halloween estivo, il Suburbia Summer Nightmare, Mirabilandia presenterà una nuova, spettacolare horror house con un percorso mai visto prima: un’esperienza immersiva che promette adrenalina pura e coinvolgimento totale.

“Paranormal Activity: Next of Kin” è ispirata all’omonimo film di Paramount Pictures e porta per la prima volta in Italia un format di successo internazionale. I visitatori saranno catapultati nella storia di Margot, una giovane donna alla ricerca della verità sulla scomparsa della madre, in un remoto e inquietante villaggio Amish. Un viaggio oscuro in cui ogni ospite sarà chiamato a scoprire segreti nascosti” sempre che abbia il coraggio di arrivare fino in fondo.

Con i suoi 350 mq e una durata di oltre 10 minuti di visita, questa horror house rappresenta la più lunga esperienza immersiva mai realizzata nella storia di Mirabilandia. Un vero e proprio viaggio multisensoriale (odori, suoni, movimento) che si snoda attraverso 16 stanze, popolate da oltre 15 personaggi inquietanti, pronti a sorprendere i visitatori. Il percorso sarà caratterizzato da un ritmo serrato, effetti speciali e un’atmosfera estremamente realistica, il tutto accompagnato dalla colonna sonora originale del film.

“Dopo The Walking Dead, abbiamo voluto portare in Italia una nuova esperienza di livello internazionale, capace di coinvolgere tutti i sensi grazie a un approccio immersivo a 360°. Questa attrazione conferma la nostra vocazione all’innovazione e al divertimento di qualità, consolidando il nostro ruolo di punto di riferimento nel panorama dei parchi divertimento europei. Allo stesso tempo, rafforza ulteriormente la collaborazione con Paramount, dopo il grande successo della nuova area dedicata alle famiglie con bambini, dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia. 

Paranormal Activity: Next of Kin rimarrà aperta durante il Suburbia Summer Nightmare come grande anticipazione, per poi tornare disponibile durante la tematizzazione Halloween del Parco. L’ingresso richiede un biglietto aggiuntivo ed è aperta a tutti i visitatori dai 12 anni. 

e di eventi e manifestazioni organizzati dal Gruppo Fnm. È anche disponibile in versione digitale all’indirizzo: https://www.fnmgroup.it/rivista/. Il Gruppo Fnm è un operatore attivo nei servizi di mobilità sostenibile, nella gestione e sviluppo di infrastrutture autostradali e ferroviarie oltre che nei settori dell’energia rinnovabile e della logistica. 

Fara (Eurispes): "La devianza giovanile è fenomeno complesso e delicato della società”

Roma, 16 giu. (Adnkronos) - ''La devianza giovanile - spiega il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara - è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. La complessità del problema rende indispensabile un approccio multidisciplinare, che tenga conto dell’attività di contrasto, esplori dinamiche e tendenze, si interroghi su origini e motivazioni, per rispondere al diffuso allarme sociale senza cadere in facili semplificazioni. Il mondo giovanile non è un gruppo sociodemografico omogeneo, ed è bene non cadere nella tentazione di trattarlo come se lo fosse, anche quando si prendono in esame gli episodi di devianza e criminalità. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia. Ma anche i contesti apparentemente meno problematici possono generare comportamenti antisociali o criminali: una devianza 'borghese', 'normalizzata', che si esprime con vandalismo, bullismo, comportamenti autodistruttivi. Per molti ragazzi la devianza esprime il disagio derivante dal confronto con una società di cui non si sentono realmente parte, né tantomeno protagonisti. L’attività di ricerca ed analisi conferma un diffuso malessere giovanile che si manifesta, in alcuni casi, in una silenziosa esclusione sociale, in altri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi’'.

''I Social Network - conclude il presidente dell’Eurispes - si rivelano spesso strumenti che amplificano i comportamenti devianti, facendone modelli accattivanti, diffondendone l’esempio, disumanizzando le vittime e desensibilizzando gli autori, normalizzando condotte violente e abusanti. Occorre, infine, tenere presente che una parte del fenomeno rimane ‘sommerso’, in quanto frenato dalle resistenze delle famiglie e dalla chiusura dei ragazzi stessi. Anche questa è una sfida che non può non essere accolta’'.

L’indagine campionaria presso la popolazione realizzata dall’Eurispes contribuisce a delineare il quadro delle opinioni prevalenti tra i cittadini italiani, indagando sia le interpretazioni sociali del fenomeno delle bande giovanili sia le rappresentazioni più diffuse: dai gruppi ritenuti maggiormente coinvolti o vulnerabili, alla distribuzione territoriale del fenomeno, fino alla valutazione delle strategie più efficaci per contrastarlo. Tra gli obiettivi dell’indagine sul territorio vi è anche quello di mettere a confronto i dati forniti dalle Forze di Polizia sui giovani denunciati e le opinioni ed esperienze dei cittadini, per indagare la corrispondenza o meno tra numeri e percezioni diffuse. L’insieme delle risposte fornite dai cittadini risulta nel complesso in linea con i dati relativi agli ultimi anni e con la loro recente evoluzione. L’aumento dei reati compiuti da giovani, ed in particolare da minori, in tipologie che causano un forte allarme sociale appare coerente con poco meno della metà degli italiani che considerano per niente o poco sicura in relazione alla criminalità giovanile la località in cui vivono, che definiscono la diffusione di comportamenti devianti/illeciti da parte di giovani aumentata rispetto al passato, che sono a conoscenza della presenza di bande giovanili nella città/località in cui vive. Secondo il giudizio dei cittadini, i mass media rappresentano in modo realistico o addirittura in modo meno grave rispetto alla realtà il problema della criminalità giovanile, anziché amplificarlo. Non siamo dunque di fronte ad un divario tra realtà e percezione sociale.

La percezione della sicurezza riguardo alla violenza giovanile divide quasi a metà la popolazione: il 46% giudica positivamente la situazione della città o località in cui vive, mentre il 44,5% esprime un giudizio negativo. La diffusione di comportamenti devianti o illeciti da parte dei giovani rispetto al passato è aumentata secondo il 46,7% dei cittadini.Le cause alla base dei comportamenti devianti tra i giovani Il fattore più rilevante nella diffusione della criminalità giovanile riguarda, secondo i cittadini, l’inadeguatezza della famiglia (19%), a seguire la mancanza di una cultura della legalità (18,9%), la carenza di opportunità lavorative (13%), il disagio economico (12,2%),l’influenza esercitata dal mondo del Web (9,4%), la limitata presenza delle Istituzioni statali nei territori (6,6%), il potere delle organizzazioni criminali (6,4%), la mancata integrazione sociale (5,3%), l’inadeguatezza del sistema scolastico (3,6%).

Su quali fattori scatenanti occorre mettere attenzione I fattori che influiscono negativamente sui giovani contribuendo a favorire comportamenti violenti sarebbero l’assenza o la distrazione della famiglia, giudicata influente nell’85,5% dei casi. Seguono il contesto sociale degradato (77,4%), un’educazione troppo permissiva (75,3%), la mancanza di autorevolezza delle Istituzioni (73,1%), l’esclusione sociale (70,9%), il fallimento educativo della scuola (69,2%). Il desiderio di ribellione giovanile rappresenta l’elemento con la quota più contenuta di attribuzioni di responsabilità (60,1%). In relazione ai fattori che contribuiscono alla devianza giovanile (intesa come insorgenza di comportamenti illeciti o violenti) si osservano variazioni nei livelli di incidenza attribuiti alle diverse forme di influenza. Il cattivo esempio di amici o conoscenti raccoglie la quota più alta di giudizi di incidenza medio-alta con l’85,5% delle risposte. Segue il cattivo esempio di genitori, fratelli o altri familiari (79,5%), l’incidenza significativa dei modelli negativi trasmessi da influencer o celebrità (65,5%) o veicolati da serie, film o videogiochi (63,2%), ma anche, sebbene in misura minore, dalla musica (53,8%).

Sul piano della sicurezza, il 36,9% dei cittadini si stente minacciato dalla microcriminalità. La criminalità organizzata, inclusa la mafia, è indicata nel 26,1% dei casi come seconda fonte di minaccia più rilevante, mentre le gang giovanili sono menzionate dal 17,4%. La presenza di bande giovanili sul territorio I dati raccolti offrono un’indicazione del grado di consapevolezza dichiarata rispetto alla presenza di bande giovanili nei contesti locali. Il 52% dei cittadini dichiara di non avere alcuna informazione in merito.

Il 33,5% riferisce di aver appreso dell’esistenza di bande giovanili in modo indiretto, tramite racconti di parenti, amici o conoscenti. Il restante 14,5% afferma di essere a conoscenza del fenomeno per esperienza diretta, avendolo vissuto personalmente o attraverso un contatto concreto. L’analisi delle risposte per area geografica restituisce un quadro articolato dei livelli di conoscenza, diretta o indiretta, riguardo alla presenza di bande giovanili nella propria città o località di residenza. Nel Nord-Ovest il 33,6% riferisce di averne sentito parlare tramite conoscenti, e il 14,2% segnala un’esperienza personale. Una distribuzione simile si riscontra nel Nord-Est, dove il 36,9% riferisce di averne sentito parlare attraverso parenti, amici, conoscenti, mentre il 14% segnala un’esperienza diretta. Anche nel Centro e nel Sud, la conoscenza indiretta è riportata rispettivamente dal 34,9% e dal 29,9%, mentre le esperienze dirette sono indicate dal 17,9% e dal 13,1%. Infine, nelle Isole, il 32% degli abitanti fa riferimento a racconti di terzi e il 12,8% segnala un’esperienza personale.

Le condotte più frequentemente associate alle bande giovanili sono i gli episodi di insulti e derisione (68,5%) e gli atti di vandalismo (67,3%), seguiti dalle minacce (60,8%) e dalle aggressioni fisiche (46,8%). Percentuali non trascurabili riguardano anche i reati minori: il 43,4% dei cittadini segnala scippi e borseggi, mentre il 42,6% cita furti di automobili o motorini. Meno frequente, ma comunque elevata, è l’associazione con episodi di molestie o violenza sessuale, indicata dal 25,4% del campione. La composizione delle bande giovanili Secondo il 42,4% degli interpellati le bande giovanili sono formate da ragazzi italiani e stranieri insieme, a indicare una visione del fenomeno come realtà eterogenea e mista. L’idea di gruppi composti esclusivamente da stranieri è indicata nel 25,4% dei casi, mentre nel 16,6% si fa riferimento a bande formate solo da italiani. Tra gli intervistati, la quota più elevata (70,9%) afferma di essere a conoscenza dell’esistenza di bande composte esclusivamente da ragazzi. Il 41,1% segnala la presenza occasionale di una o due ragazze in contesti prevalentemente maschili. Una minoranza (30,8%) dichiara di conoscere bande a composizione equilibrata tra ragazzi e ragazze, mentre solo il 9,4% riferisce di aver appreso dell’esistenza di bande composte interamente o prevalentemente da ragazze. Quasi quattro cittadini su dieci hanno conoscenza indiretta dell’operato di gang giovanili, mentre un terzo ne ha avuto esperienza diretta Il 37,4% dei cittadini riferisce di essere a conoscenza di situazioni problematiche vissute da conoscenti a causa di bande giovanili. Tra coloro che dichiarano invece un’sperienza diretta (in totale il 33,7%), il 17% riferisce episodi di minacce o insulti, il 9% ha subìto un furto e il 7,7% è stato aggredito fisicamente.

In presenza di problemi legati al fenomeno delle bande giovanili, oltre la metà del campione (57,5%) dichiara di non aver mai sporto denuncia. Tra coloro che invece dichiarano di aver sporto denuncia, il 26% lo ha fatto una sola volta, mentre il 16,5% lo ha fatto in più occasioni, configurando un coinvolgimento più reiterato o una maggiore propensione ad affidarsi alle Forze dell’ordine. Quasi sette cittadini su dieci (69%) dichiarano di aver evitato, almeno una volta, alcune aree del proprio territorio perché considerate frequentate da gang giovanili. Nel dettaglio, il 34,6% afferma di aver evitato tali zone in modo occasionale, mentre il 25% riferisce di farlo con frequenza. Un ulteriore 9,4% adotta sistematicamente questa strategia, evitando sempre determinati spazi urbani.

La quota più consistente dei cittadini (47,2%) considera le norme attuali troppo indulgenti, mentre il 32,9% dichiara di non avere un’opinione precisa sul tema. Infine, il 16,2% ritiene che l’impianto normativo sia adeguato, mentre solo una minoranza (3,7%) lo giudica eccessivamente severo.  Secondo i cittadini, per affrontare il fenomeno occorrerebbe soprattutto rafforzare la presenza delle Forze dell’ordine sul territorio nazionale (15,5%), seguita dall’inasprimento delle pene anche nei confronti dei minori (15,2%). Quasi con la stessa incidenza, il 14,7% propone di promuovere l’educazione alla legalità all’interno delle scuole, mentre il 14% ritiene utile incentivare la creazione di spazi di aggregazione giovanile positivi, come centri sportivi, culturali o ricreativi. Interventi di tipo sociale trovano espressione nel 13,6% delle risposte, che individuano nel sostegno all’occupazione giovanile una possibile leva di prevenzione, e nell’8,8% che menziona il supporto alle famiglie in difficoltà. Inoltre, l’8,7% attribuisce efficacia alla limitazione dell’accesso degli immigrati. Molto contenute le indicazioni relative alla promozione di un uso corretto del Web (6%) e di chi fa riferimento ad altre misure non comprese tra quelle proposte (3,5%).

Secondo quasi la metà dei cittadini (46,1%), la copertura mediatica rispecchia in modo realistico la gravità del fenomeno. Di contro, il 27,4% ritiene che i media tendano a ridimensionare la portata del problema, sostenendo che la rappresentazione offerta è meno grave rispetto alla realtà. Infine, il 26,5% sostiene che i mass media trasmettono un’immagine eccessivamente allarmistica della criminalità giovanile.

I dati evidenziano che la metà degli interpellati dichiara di non aver mai assistito né di essere venuto a conoscenza di comportamenti violenti da parte di ragazzi in tali contesti. Tuttavia, una porzione altrettanto rilevante della popolazione riferisce almeno un episodio: il 28,3% afferma che è successo più di una volta, mentre il 21,7% riporta di aver avuto un’esperienza simile almeno una volta.


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