Motus-E: con i veicoli elettrici l'Italia può risparmiare fino a 41,5 mln di barili di petrolio all’anno
Roma, 16 giu. (Adnkronos) - L’Italia potrà contare al 2035 su un parco circolante elettrico e plug-in composto da quasi 8 milioni di veicoli, in grado di diminuire le importazioni petrolifere di oltre 34 milioni di barili all’anno rispetto ai livelli attuali, per un valore complessivo stimato nell’ordine dei 2,4-2,9 miliardi di euro annui. È quanto emerge dal nuovo ‘Libro Bianco sulla mobilità elettrica’ di Motus-E, presentato in occasione della conferenza ‘L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità, che ha riunito a Roma istituzioni italiane e internazionali, vertici dell’industria e media, con gli interventi - tra gli altri - dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, e del consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal della presidente Ursula von der Leyen, Philippe Lamberts. Partendo dall’attuale consistenza del circolante elettrico e plug-in italiano - composto da 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion - e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nella Penisola, l’analisi aggiorna in base alle ultime evoluzioni regolatorie e di mercato le previsioni di penetrazione in Italia dei veicoli elettrici e ibridi plug-in, insieme alle stime sulla parallela espansione dell’infrastruttura di ricarica. In considerazione del clima di incertezza normativa che avvolge il settore, l'analisi propone due differenti scenari.
Lo scenario conservativo presuppone la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri, un’attivazione parziale dei finanziamenti Pnrr per l’infrastruttura di ricarica, la conferma dei fondi già previsti per i veicoli elettrici commerciali e pesanti, e un ritardo di quattro anni dell’Italia per raggiungere la quota di mercato media europea delle auto elettriche. Nel primo trimestre del 2026 la market share italiana delle auto elettriche si è attestata all’8%, contro il 20% medio del Vecchio Continente. Con questi assunti, lo scenario conservativo stima che al 2035 circoleranno in Italia 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale si conteranno quasi 133.000 punti di ricarica a uso pubblico, di cui il 53% in corrente alternata, il 30% di tipo veloce fino a 149 kW di potenza e il 17% ultraveloce con potenza dai 150 kW in su. Alla rete di ricarica pubblica si affiancheranno 3,3 milioni di punti di ricarica privati, il 91% dei quali sarà in ambito domestico e il 9% in ambito aziendale.
Lo scenario accelerato considera la possibilità di un incentivo strutturale rivolto ai cittadini per l’acquisto dei veicoli elettrici e plug-in, un mandato 100% a zero emissioni allo scarico per le flotte aziendali, il potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti Ue per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico. Fattori che contribuirebbero insieme a ridurre a 3 anni il ritardo italiano in termini di quota di mercato dei veicoli elettrici rispetto alla media europea. Prendendo le mosse da queste considerazioni, lo scenario accelerato prevede che al 2035 circoleranno nella Penisola 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale sarebbero oltre 164.000 i punti di ricarica a uso pubblico diffusi sul territorio, con una ripartizione di potenza analoga a quella dello scenario conservativo. A questa rete si sommerebbero 3,5 mln di punti di ricarica privati: il 90% in ambito domestico e il 10% in ambito aziendale.
L’incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe in base allo scenario tra i 15,2 e i 17,6 TWh: un livello pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere. Nei due scenari, Conservativo e Accelerato, l’Italia eviterebbe rispettivamente un consumo di circa 34,6 e 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, per un valore orientativo stimato tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di euro annui. "La crisi in Medio Oriente e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica nazionale ed europea”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, ricordando che “la mobilità elettrica rappresenta una risorsa indispensabile per contribuire, insieme alle rinnovabili, a dare corpo in modo serio all’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale”.
"Lo scenario globale indica chiaramente che non solo la competitività della nostra industria automotive, ma anche la tenuta del sistema energetico ed economico del Paese, dipendono dalla capacità di comprendere e cogliere le opportunità della mobilità elettrica”, aggiunge Pressi. "Alla luce di queste evidenze - conclude il presidente di Motus-E - è essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili".
Auto, Urso: "2025 anno orribile, scontato errori strategici Stellantis, ripresa produttiva da 6 mesi”
Roma, 16 giu. (Adnkronos) - "La produzione di auto in Italia ha ripreso finalmente a crescere, è sostanzialmente positiva ormai da sei mesi, dal dicembre dello scorso anno, rispetto appunto a quello che è stato un anno orribile, il 2025, in cui abbiamo scontato gli errori strategici della precedente gestione di Stellantis e in cui finalmente si è potuto calare il piano Italia, che rafforza, anche con le ultime scelte strategiche che sono state illustrate anche ai sindacati poche ore fa, questa tendenza alla ripresa produttiva piuttosto significativa e che mi auguro continui progressivamente nei prossimi mesi, ha contribuito anche alla crescita della produzione industriale registrata negli ultimi tre mesi e di fatto già evidente i quelli dell'ultima parte dello scorso anno.La crisi dell'auto, però, è una crisi europea". E' quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso intervenendo in un video messaggio alla conferenza annuale di Motus-E “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità” a Roma.
Auto, Urso: "2026 sia l'anno della svolta in Ue per il rilancio della produzione”
Roma, 16 giu. (Adnkronos) - "Il 2026 deve essere l'anno delle riforme, della svolta, non si può attendere oggi servono decisioni coraggiose e pragmatiche per difendere e rilanciare la produzione europea dell'auto, piena neutralità tecnologica senza infingimenti, sostegno concreto alla filiera industriale e accelerazione dell'Industrial Accelerator Act la cui esecutività non può attendere 2, 3 anni, deve agire subito. In quell'atto dobbiamo rendere pienamente effettivo il principio del made in Europe, oggi eccessivamente allargato alla sua composizione. Non possiamo più permetterci i rinvii, abbiamo il dovere di cambiare le regole oggi in Europa". Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso intervenendo in un video messaggio alla conferenza annuale di Motus-E “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità” a Roma.
"In questa prospettiva si inserisce il lavoro fatto in casa, il Dpcm automotive, che abbiamo sbloccato con risorse importanti e significative a favore proprio dell'industria dell'automotive che dobbiamo sostenere nella sua riconversione produttiva - ha spiegato il ministro - affinché sia più in sintonia con le esigenze del mercato". Urso ha quindi ricordato che "abbiamo condiviso insieme ai rappresentanti del settore industriale e ai sindacati di spostare l'asse dei sussidi al mercato, a sostegno degli investimenti produttivi, facendo ricerca e innovazione, riconversione industriale, crescita. Con questo Dpcm oltre il 70% delle risorse sarà destinato ad accordi per l'innovazione, contratti di sviluppo, mini contratti di sviluppo più attinenti alle dimensioni delle pmi".
"Accanto agli investimenti industriali, - ha aggiunto - registriamo con soddisfazione il progressivo sviluppo delle infrastrutture di ricarica pubblica ormai prossime alle 80.000 unità su tutto il territorio nazionale. Un risultato importante che accompagneremo proprio con il fondo automotive attraverso incentivi dedicati alle infrastrutture private di ricarica fino al 2030, incentivi continuativi, azioni quindi che confermano l'impegno del governo a mantenere. un confronto costante con il mondo produttivo, ascoltare le esigenze del mondo produttivo e a realizzarne gli obiettivi con tutti gli attori della filiera. In questa direzione si colloca anche il prossimo appuntamento del tavolo automotive del 14 luglio al Mimit, al quale anche la vostra associazione partecipa stabilmente e con un contributo sempre qualificato, per segnare un'altra tappa nel rilancio di un settore fondamentale della nostra industria, dell'industria europea" ha concluso Urso.
Commercio, in evento Federdistribuzione confronto sul retail che cambia
Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - Con quasi un lavoratore su tre over 50 e un'accelerazione sempre più evidente dell'innovazione tecnologica, la Distribuzione Moderna si confronta con due grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il mercato del lavoro: l’invecchiamento della forza lavoro e l'introduzione dell’intelligenza artificiale. Queste sfide e i possibili percorsi utili per le imprese e i lavoratori, sono state al centro dell'incontro che Federdistribuzione ha organizzato a Roma, nell’evento “Il valore della diversità generazionale e l'innovazione tecnologica. Prospettive per il lavoro nel retail di domani”, in cui sono state presentate le evidenze dell’Osservatorio Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata, realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore.
L'appuntamento, aperto dal Presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, e dai saluti del Presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha visto confrontarsi i rappresentanti delle istituzioni, le imprese della Distribuzione Moderna e gli esperti del mondo accademico per approfondire i cambiamenti che stanno interessando il mercato del lavoro e per individuare gli strumenti e le politiche per accompagnare il retail in questa fase di transizione.
Per Buttarelli "la transizione demografica e l'innovazione tecnologica stanno trasformando profondamente il mercato del lavoro e pongono nuove sfide anche alla Distribuzione Moderna. Si tratta di fenomeni che riguardano da vicino le persone che lavorano nelle nostre imprese e che richiedono strumenti adeguati a valorizzare le competenze, favorire il dialogo tra generazioni e accompagnare l'evoluzione delle professionalità. Per questo è fondamentale analizzarli e comprenderli, affinché possano tradursi in opportunità di crescita per i lavoratori e per le aziende. Federdistribuzione considera questi temi una priorità perché rappresenta un settore che occupa decine di migliaia di persone, investe stabilmente sui territori e svolge un ruolo essenziale per l'economia e la vita quotidiana dei cittadini. La nostra Federazione è impegnata a promuovere relazioni industriali solide e una contrattazione collettiva di qualità, contrastando la frammentazione contrattuale e valorizzando il ruolo del CCNL come strumento di tutela e sviluppo. Allo stesso tempo, rappresentiamo le imprese della Distribuzione Moderna sui principali temi che interessano la filiera, dall'innovazione alla sostenibilità, dalla logistica ai consumi, contribuendo al confronto con le istituzioni per costruire condizioni favorevoli alla crescita, all'occupazione e alla competitività del settore".
Francesco Quattrone, Direttore Affari Generali e Area Lavoro di Federdistribuzione, ha quindi presentato una fotografia aggiornata del lavoro nel retail moderno attraverso una ricerca realizzata dalla Federazione insieme a PwC su un campione rappresentativo delle imprese del settore. Con circa 450 mila lavoratori, la Distribuzione Moderna si conferma un settore con un’elevata stabilità occupazionale: l’86,3% dei contratti è a tempo indeterminato, un dato superiore rispetto alla media nazionale, ed è significativo anche il tasso di occupazione femminile, pari al 62,1%, ben al di sopra della media italiana.
La quota di lavoratori over 50 è salita al 30,2%, in linea con l’andamento demografico del Paese, il 18% degli occupati del settore ha meno di 30 anni, mentre il 51,7% si colloca nella fascia tra i 30 e i 50 anni, dimostrando la coesistenza tra diverse generazioni: le imprese sviluppano piani di formazione, sviluppo e comunicazione per i lavoratori per valorizzare le competenze e il potenziale delle persone. La Distribuzione Moderna è inoltre un comparto in crescita e in continua trasformazione, spinto dagli investimenti in innovazione, dalla transizione digitale e dall’introduzione di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale.
Le evidenze emerse dall’Osservatorio Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata sono state presentate da Claudio Lucifora, Professore Ordinario di Economia Politica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e da Michele Faioli, Professore Associato di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lucifora ha approfondito il tema dell’invecchiamento della forza lavoro, il cosiddetto ‘ageing’, conseguenza delle dinamiche demografiche che interessano il Paese: un trend che sta modificando la composizione della forza lavoro, rendendo sempre più strategica la valorizzazione dei lavoratori senior. Esperienza, competenze e capacità di trasferire conoscenze alle nuove generazioni emergono come fattori decisivi per la competitività delle imprese e la continuità organizzativa. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, Faioli ha evidenziato come le aziende della Distribuzione Moderna stiano progressivamente integrando le nuove tecnologie nei processi aziendali, con l'obiettivo di semplificare le attività più ripetitive, migliorare l'organizzazione del lavoro e liberare tempo per mansioni a maggiore valore aggiunto.
“Il retail moderno, settore rilevante sul piano economico e sociale del Paese, rappresenta un osservatorio privilegiato dei cambiamenti che stanno attraversando il mercato del lavoro. Le nostre imprese convivono ogni giorno con una pluralità di generazioni, competenze ed esperienze che costituiscono una risorsa straordinaria per la competitività e la qualità del servizio ai cittadini. La sfida che abbiamo di fronte è valorizzare questo patrimonio accompagnandolo con investimenti in formazione, innovazione e sviluppo delle competenze. L'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non devono essere viste come strumenti di sostituzione delle persone, ma come opportunità per migliorare l'organizzazione del lavoro, sostenere il benessere dei lavoratori e accrescere la produttività. Per questo servono politiche che sostengano la formazione continua, l'active ageing e il trasferimento delle competenze tra generazioni, trasformando le grandi transizioni in corso in opportunità di crescita per imprese e lavoratori”, ha aggiunto Quattrone.
Dalla valorizzazione dei lavoratori senior alle iniziative di reverse mentoring, dagli investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare la salute e la sicurezza fino ai progetti di valorizzazione del patrimonio di competenze maturato dai lavoratori più esperti, nel corso dell’evento i rappresentanti di alcune delle imprese associate a Federdistribuzione - Coin, Despar,Esselunga e Ikea - hanno raccontato esempi di pratiche sperimentate nelle proprie organizzazioni per rispondere alle necessità specifiche dell’ageing e dell’innovazione tecnologica.
I lavori hanno quindi visto uno spazio di confronto con le istituzioni nel quale sono intervenuti Gianfranco Santoro, Direttore Centrale Studi e Ricerche dell'INPS, Walter Rizzetto, Presidente della 11ª Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera e promotore dell’indagine conoscitiva della Commissione Lavoro sul rapporto tra l’AI e il mondo del lavoro, Elena Bonetti, già Ministro per le Pari Opportunità e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto e Annamaria Furlan, membro della 10ª Commissione Lavoro del Senato. Al centro della tavola rotonda alcune delle principali questioni che interesseranno il mondo del lavoro nei prossimi anni: il fenomeno della transizione generazionale, l’impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione, gli strumenti e le politiche a favore di imprese e lavoratori per accompagnare l’evoluzione del mondo del lavoro.
Stellantis: partnership con Wayve e Uber per robotaxi senza conducente
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Stellantis, Wayve e Uber annunciato una partnership per studiare lo sviluppo e l'implementazione su scala globale di robotaxi con guida autonoma di Livello 4 (ovvero senza conducente) . La collaborazione - si spiega in una nota - unisce le piattaforme L4-Ready di Stellantis, la tecnologia di guida AI di Wayve e il marketplace globale di Uber "per dare impulso a una nuova generazione di veicoli completamente autonomi". L'intesa si basa inoltre sulle relazioni strategiche già esistenti tra le aziende, tra cui il recente accordo L2++ tra Stellantis e Wayve e la partnership tra Wayve e Uber per il varo di corse autonome a Londra, Tokyo e in altre dieci città in tutto il mondo a partire da quest'anno. Il Memorandum d'intesa (MoU) non vincolante - si sottolinea - "definisce il quadro di riferimento per futuri accordi in materia di sviluppo tecnologico, concessione di licenze, produzione e approvvigionamento di veicoli. Ciascuna azienda mantiene la flessibilità di perseguire ulteriori collaborazioni nel settore della guida autonoma”.
Ieg rinnova intesa con Afemo su innovazione e formazione
Roma, 16 giu. (Adnkronos) - Italian Exhibition Group (Ieg) e Afemo, l’associazione fabbricanti esportatori macchine orafe rinnovano la propria collaborazione strategica per il triennio 2026-2028, rafforzando ulteriormente il posizionamento internazionale di T.Gold, il salone per le tecnologie e i macchinari dedicati alla manifattura orafa e gioielliera, organizzato nell’ambito di Vicenzaoro. L’accordo - si legge in una nota - si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo intrapreso da Ieg e sostenuto da un autofinaziamento di circa 60 milioni di euro per l’ampliamento del quartiere fieristico di Vicenza, con la costruzione del nuovo padiglione 2 che sarà inaugurato il prossimo settembre. Un intervento infrastrutturale che consentirà a T.Gold di spostarsi dal padiglione 9 (esterno al perimetro della fiera) al Padiglione 4, favorendo l’integrazione con l’offerta espositiva di Vicenzaoro per creare un ecosistema ancora più efficace per aziende, buyer e professionisti provenienti da tutto il mondo. L’integrazione riguarda anche il calendario: da quest’anno T.Gold si allinea pienamente all’agenda di Vicenzaoro con due appuntamenti annuali, a gennaio e a settembre, ampliando le opportunità di business per il settore orafo attraverso una solida offerta di tecnologie e innovazione. Un contributo allo sviluppo dell’industry, chiamata a gestire mercati in costante e rapida evoluzione.
“La collaborazione con Afemo rappresenta un asset strategico non solo per T.Gold: coinvolgerà tutte le manifestazioni della Jewellery & Fashion Division dedicate alle tecnologie applicate all’oreficeria e alla gioielleria con una solida proiezione internazionale. Oroarezzo, l’appuntamento verticale incentrato sulla manifattura che ogni anno a maggio accende i riflettori sul distretto di Arezzo e, con il progetto Precious Fashion al suo interno, si rivolge anche alla filiera dell’accessorio moda di alta gamma in metallo, ad autunno negli Emirati Arabi Uniti JGDT - Jewellery Gem & Technology in Dubai, a luglio a Singapore SIJE - Singapore International Jewelry Expo. Il nostro obiettivo è costruire, insieme, una piattaforma di innovazione estesa a tutte le nostre manifestazioni B2B, capace di promuovere il trasferimento di competenze e sostenere la competitività internazionale delle imprese della filiera”, dice Global Exhibition Manager a capo delle fiere orafe di Ieg Matteo Farsura.
E Massimo Poliero, presidente Afemo, sottolinea come “in uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo, le nostre aziende dimostrano ogni giorno che visione industriale, qualità e innovazione sono le leve decisive per affrontare le sfide di un settore in cui T.Gold è punto d’incontro privilegiato tra domanda e offerta, l’osservatorio più qualificato sull’andamento e le tendenze di mercati tradizionali ed emergenti. Il rinnovo della partnership con Ieg conferma una collaborazione strategica che consente di monitorare, interpretare e guidare questi mercati, rafforzando la leadership italiana del comparto. Il nostro compito è sostenere il posizionamento internazionale delle imprese creando valore, tutelando le competenze del made in Italy e cogliendo le nuove opportunità globali. Il know-how tecnologico del settore è al servizio della competitività dei brand italiani e Afemo, insieme a Ieg, continuerà ad accompagnare le imprese con un impegno concreto e orientato al futuro”.
Il rinnovo della partnership con Afemo “rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, con l’obiettivo condiviso di rappresentare in fiera lo stato dell’arte delle tecnologie, dei macchinari e dei sistemi di lavorazione per il settore orafo-gioielliero. Una visione che conferma T.Gold come hub mondiale di riferimento per l’innovazione applicata alla manifattura orafa e perno della tech agenda del settore”, viene spiegato. Elemento centrale dell’accordo è il rafforzamento delle attività di internazionalizzazione e business development. Grazie alla collaborazione con Afemo, Ieg potrà “consolidare ulteriormente la propria capacità di intercettare e coinvolgere i principali decision-maker e buyer internazionali del comparto, agendo sia sui mercati storicamente più maturi sia sulle nuove aree produttive emergenti, caratterizzate da elevate prospettive di crescita”. La partnership pone inoltre una forte attenzione all’evoluzione tecnologica del comparto. Afemo e Ieg lavoreranno congiuntamente per identificare e valorizzare i principali macro-trend che stanno trasformando la manifattura orafa, dall’automazione avanzata alle tecnologie additive e binder jetting, dai nuovi materiali alla sostenibilità dei processi produttivi, fino alle più innovative soluzioni per testing e controllo qualità. Questi temi saranno al centro di un articolato programma di incontri, approfondimenti e momenti formativi pensati per favorire la diffusione della conoscenza e l’aggiornamento professionale degli operatori. Un approccio educational che si integra pienamente con la missione di Vicenzaoro e, più in generale, con la strategia della divisione Jewellery & Fashion di IEG, da sempre impegnata a promuovere contenuti ad alto valore aggiunto per l’intera filiera.
Auto, Lamberts: "Spetta ai legislatori decidere cosa fare per la competitività europea”
Roma, 16 giu. (Adnkronos/Labitalia) - "Qual è il futuro dell'industria automobilistica? Dove vogliamo arrivare? Gli ambienti politici hanno un ruolo di leadership da svolgere, ed è proprio quello che la Commissione europea sta cercando di fare. Spero che manterremo la rotta, il mio sentimento è che sì, lo faremo, e credo che non ci sia altra via per la competitività europea se non questa. Aggrapparsi al passato non è un'opzione e so di parlare a Roma, che è una delle più belle testimonianze della storia europea, ma penso che nessun cittadino italiano vorrebbe che questo Paese diventasse un museo". A dirlo il consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal della presidente Ursula von der Leyen, Philippe Lamberts, intervenendo alla conferenza 'Lautomotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità', che ha riunito a Roma istituzioni italiane e internazionali, vertici dellindustria e media.
Parlando come ingegnere ha sottolineato di avere "due poli opposti da osservare: uno sono gli Stati Uniti, aggrappati ai combustibili fossili, alle auto e ai camion di grandi dimensioni, e all'altro estremo c'è la Cina, dove è impensabile fare qualsiasi cosa che non siano veicoli completamente elettrici". "Oggi la migliore opzione tecnologica è effettivamente l'elettrico. Ricordate, quando abbiamo adottato l'obiettivo del 2035, abbiamo detto zero emissioni entro il 2035. Non abbiamo indicato questa o quella tecnologia, ma poi il mercato ha risposto ed è stato in modo schiacciante elettrico", ha aggiunto.
"Eravamo leader - ha affermato - nel mondo dei combustibili fossili. Ora, nel mondo dell'elettrico, ammettiamolo, l'industria automobilistica cinese ha sviluppato tecnologie e prodotti all'avanguardia. Quindi siamo in fase di recupero e dobbiamo rimanere sulla strada giusta per ragioni di competitività strategica, perché il cambiamento climatico e l'inquinamento atmosferico è alle porte, le persone muoiono a causa della qualità dell'aria. Non credo che la decarbonizzazione debba essere sinonimo di deindustrializzazione. E sì, ammettiamolo, forse nelle prime fasi dell'azione europea abbiamo prestato molta attenzione alla dimensione ambientale, ma l'articolazione di tale azione ambientale con una strategia di competitività è stata insufficiente. La prima cosa per riuscire a gestire quel nesso tra competitività e azione ambientale è avere ben chiaro dove vogliamo arrivare".
Bosnia: cecchini a Sarajevo, a indagato sequestrato un silenziatore e una foto
Milano, 17 giu. (Adnkronos) - Un silenziatore e una foto in primo piano con attrezzatura da caccia. E' l'esito del sequestro disposto dalla procura di Milano che stamane ha perquisito l'abitazione in provincia di Alessandria di un 64enne, uno dei quattro indagati dal pubblico ministero Alessandro Gobbis, che nei mesi scorsi si era avvalso della facoltà di non rispondere. I Ros, che hanno effettuato la perquisizione, hanno anche fotografato alcuni oggetti trovati nell'appartamento - come coppe, un poligono di tiro, un taglierino con la svastica - ritenuti "pertinenti" da chi indaga.
Farmaceutica, Wise: Enea tech e Biomerical entra come investitore strategico
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - “Wise Spa, azienda pionieristica nel settore dei dispositivi medici specializzata in elettrodi impiantabili avanzati per neuromonitoraggio, neuromodulazione e interfaccia cervello-computer (Bci), ha annunciato oggi l’ingresso di Enea Tech e Biomedical, fondazione di diritto privato vigilata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero della Salute e orientata all’innovazione e al trasferimento tecnologico nel settore biomedico, come nuovo investitore strategico, portando il round di finanziamento - aperto nel giugno 2024 - a una chiusura definitiva sovra-sottoscritta di 30 milioni di euro”. Lo riferisce Wise in una nota in cui sottolinea che “l’investimento in equity di Enea Tech e Biomedical si aggiunge a quelli di Wallaby Spa - il family office della famiglia Scagliarini (Gvs Spa) - e dei partner finanziari storici New Frontier Srl, Eureka! Venture Sgr e Indaco Ventures SGR, oltre al prestito di venture debt dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei)”.
L’utilizzo prioritario dei fondi raccolti “è lavanzamento dello sviluppo e dell’adozione clinica dell’elettrodo Heron®, il prodotto di punta di Wise per la stimolazione del midollo spinale (Scs) nel trattamento del dolore cronico - continua la nota - Heron® è il primo elettrodo Scs progettato per erogare una stimolazione mirata attraverso una tecnica di impianto percutaneo minimamente invasiva. Questo duplice vantaggio rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento del dolore cronico”. Parallelamente all’elettrodo Heron®, “il round supporta la commercializzazione della Wise Cortical Strip (Wcs®), il primo elettrodo morbido ed adattabile per il monitoraggio intraoperatorio (Ionm) durante interventi per tumori cerebrali ed epilessia in grado di garantire maggiore sicurezza e precisione. La Wcs® ha già ottenuto marchiatura Mdr in Europa, Fda negli Usa e Tga in Australia, dove sta dimostrando un’adozione crescente”.
La chiusura del round vede anche la nomina di Laura Iris Ferro come presidente della società, e l’ingresso di Giuseppe Corvino nel consiglio di amministrazione. Ferro “è una delle figure più autorevoli del biotech italiano ed europeo - precisa Wise - Fondatrice di Gentium, società quotata al Nasdaq e acquisita nel 2014 da Jazz Pharmaceuticals in un’operazione da circa 1 miliardo di dollari, è oggi presidente e co-founder di Bio4Dreams” e ricopre ruoli di leadership. “Il successo di questa chiusura finale sovra-sottoscritta del nostro round di finanziamento testimonia la solidità di ciò che il nostro team ha costruito - in termini di tecnologia, ricerca clinica e relazioni con i clinici e i partner - ha dichiarato Luca Ravagnan, amministratore delegato di Wise - Accogliere Enea Tech e Biomedical nella nostra compagine di investitori rafforza la nostra missione di portare una neurotecnologia davvero trasformativa ai pazienti di tutto il mondo. Con l’elettrodo Heron® stiamo puntando a un mercato multimiliardario, con un prodotto che risponde a un bisogno clinico di lunga data rimasto insoddisfatto. Questo finanziamento ci fornisce le risorse per completare il percorso dal laboratorio al letto del paziente”. Conclude Ferro: “Wise rappresenta una straordinaria convergenza tra scienza dei materiali avanzata, neuroscienze e innovazione clinica.Siamo lieti di avere a bordo Enea Tech e Biomedical a testimonianza della solidità di Wise”.
Melanoma, Adoi: "Bene nuova legge su prevenzione, dermatologo centrale in screening”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - L’Associazione dermatologi venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica accoglie con favore l'approvazione della legge n. 99 del 15 maggio 2026 recante “Disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma e istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma”. In una nota, Adoi afferma che “si tratta di un importante segnale di attenzione verso una patologia la cui incidenza continua a crescere e per la quale la prevenzione primaria e la diagnosi precoce rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre mortalità, costi sanitari e impatto sulla qualità di vita dei pazienti”. L’associazione esprime “particolare apprezzamento per il riconoscimento del valore delle campagne di prevenzione e screening rivolte alla popolazione e ai soggetti a maggior rischio”, condividendo pienamente lo spirito della norma e l'obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione dei tumori cutanei nel nostro Paese. Tuttavia, l'Associazione ritiene necessario evidenziare una criticità rilevante contenuta nell'articolo 4 della legge, dedicato alle campagne di screening dermatologico. Pur prevedendo il coinvolgimento di dipartimenti di prevenzione, medici di comunità, medici di medicina generale e farmacie, “il testo - riferisce la nota - non menziona la figura del dermatologo, ovvero lo specialista che possiede le competenze professionali indispensabili per la diagnosi, la valutazione e la gestione delle lesioni cutanee sospette”.
Adoi ritiene pertanto che l'articolo 4 debba essere modificato prevedendo esplicitamente la presenza del dermatologo all'interno dei percorsi di screening e delle attività di prevenzione del melanoma. "La diagnosi - esplicita la nota- precoce del melanoma e degli altri tumori cutanei non può prescindere dal ruolo del dermatologo. Escludere o non menzionare lo specialista dermatologo in una norma che disciplina lo screening dermatologico rappresenta una contraddizione che merita di essere corretta". L’Associazione, inoltre, richiama l'attenzione sul ricorso ai servizi di telemedicina, teleconsulto e teledermatologia previsti dalla normativa anche attraverso il coinvolgimento delle farmacie e riconosce il potenziale di tali strumenti nel migliorare l'accesso ai servizi sanitari, ma ritiene ‘indispensabile' che le attività di teleconsulto dermatologico siano sottoposte a rigorosi controlli di qualità, a standard organizzativi definiti e alla supervisione di specialisti qualificati.
"Le nuove tecnologie - si legge nella nota - possono rappresentare una straordinaria opportunità per la salute pubblica, ma soltanto se inserite all'interno di percorsi clinici appropriati e controllati. È fondamentale garantire che i servizi di teledermatologia erogati ai cittadini siano validati scientificamente e realmente in grado di tutelare la salute della popolazione". Infine, Adoi rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e con tutti gli attori coinvolti nei programmi di prevenzione per contribuire alla costruzione di modelli di screening efficaci, sicuri e basati sulle migliori evidenze scientifiche, nei quali il dermatologo sia riconosciuto come figura centrale e imprescindibile.
Farmaceutica, Wise: Enea tech e Biomerical entra come investitore strategico
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - “Wise Spa, azienda pionieristica nel settore dei dispositivi medici specializzata in elettrodi impiantabili avanzati per neuromonitoraggio, neuromodulazione e interfaccia cervello-computer (Bci), ha annunciato oggi l’ingresso di Enea Tech e Biomedical, fondazione di diritto privato vigilata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero della Salute e orientata all’innovazione e al trasferimento tecnologico nel settore biomedico, come nuovo investitore strategico, portando il round di finanziamento - aperto nel giugno 2024 - a una chiusura definitiva sovra-sottoscritta di 30 milioni di euro”. Lo riferisce Wise in una nota in cui sottolinea che “l’investimento in equity di Enea Tech e Biomedical si aggiunge a quelli di Wallaby Spa - il family office della famiglia Scagliarini (Gvs Spa) - e dei partner finanziari storici New Frontier Srl, Eureka! Venture Sgr e Indaco Ventures SGR, oltre al prestito di venture debt dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei)”.
L’utilizzo prioritario dei fondi raccolti “è l’avanzamento dello sviluppo e dell’adozione clinica dell’elettrodo Heron®, il prodotto di punta di Wise per la stimolazione del midollo spinale (Scs) nel trattamento del dolore cronico - continua la nota - Heron® è il primo elettrodo Scs progettato per erogare una stimolazione mirata attraverso una tecnica di impianto percutaneo minimamente invasiva. Questo duplice vantaggio rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento del dolore cronico”. Parallelamente all’elettrodo Heron®, “il round supporta la commercializzazione della Wise Cortical Strip (Wcs®), il primo elettrodo morbido ed adattabile per il monitoraggio intraoperatorio (Ionm) durante interventi per tumori cerebrali ed epilessia in grado di garantire maggiore sicurezza e precisione. La Wcs® ha già ottenuto marchiatura Mdr in Europa, Fda negli Usa e Tga in Australia, dove sta dimostrando un’adozione crescente”.
La chiusura del round vede anche la nomina di Laura Iris Ferro come presidente della società, e l’ingresso di Giuseppe Corvino nel consiglio di amministrazione. Ferro “è una delle figure più autorevoli del biotech italiano ed europeo - precisa Wise - Fondatrice di Gentium, società quotata al Nasdaq e acquisita nel 2014 da Jazz Pharmaceuticals in un’operazione da circa 1 miliardo di dollari, è oggi presidente e co-founder di Bio4Dreams” e ricopre ruoli di leadership. “Il successo di questa chiusura finale sovra-sottoscritta del nostro round di finanziamento testimonia la solidità di ciò che il nostro team ha costruito - in termini di tecnologia, ricerca clinica e relazioni con i clinici e i partner - ha dichiarato Luca Ravagnan, amministratore delegato di Wise - Accogliere Enea Tech e Biomedical nella nostra compagine di investitori rafforza la nostra missione di portare una neurotecnologia davvero trasformativa ai pazienti di tutto il mondo. Con l’elettrodo Heron® stiamo puntando a un mercato multimiliardario, con un prodotto che risponde a un bisogno clinico di lunga data rimasto insoddisfatto. Questo finanziamento ci fornisce le risorse per completare il percorso dal laboratorio al letto del paziente”. Conclude Ferro: “Wise rappresenta una straordinaria convergenza tra scienza dei materiali avanzata, neuroscienze e innovazione clinica.Siamo lieti di avere a bordo Enea Tech e Biomedical a testimonianza della solidità di Wise”.
Poste Italiane, al via dai Navigli a Milano la sperimentazione con cargo e-bike
Milano, 16 giu. (Adnkronos) - Poste Italiane avvia a Milano, nella zona dei Navigli, la sperimentazione delle nuove cargo e-bike per il recapito di posta e pacchi. Si tratta di un progetto dedicato alla logistica urbana sostenibile, pensato per rendere le consegne ancora più efficienti, sicure e a basso impatto ambientale nei contesti cittadini più complessi.
La sperimentazione milanese - spiega il gruppo in una nota - si inserisce in un percorso avviato da Poste Italiane in collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt, con partner tecnologici del settore automotive e finanziato coi fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, coinvolge Italian Aluminium Technology, Pirelli e ricercatori dell’Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Dopo una prima fase di test in Puglia e Toscana, il progetto prosegue ora anche a Milano, dove la nuova bicicletta elettrica viene impiegata quotidianamente nel quartiere dei Navigli.
Il veicolo è dotato di un vano modulare con capacità fino a 700 litri e 100 chilogrammi di carico. La configurazione a tre ruote garantisce maggiore stabilità e consente di operare in sicurezza anche in presenza di traffico intenso o pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari, come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. Le cargo e-bike integrano inoltre sistemi avanzati di supporto alla guida, sensori e radar per il rilevamento degli ostacoli, monitoraggio dello stato degli pneumatici, antibloccaggio delle ruote, rigenerazione energetica attraverso la frenata e pannelli fotovoltaici, oltre a dispositivi per il monitoraggio di alcuni parametri ambientali come qualità dell’aria, temperatura e umidità. Soluzioni che puntano a rafforzare la sicurezza del recapito e a raccogliere dati utili allo sviluppo di modelli di mobilità urbana sempre più evoluti.
La sperimentazione delle cargo e-bike si inserisce nel più ampio percorso di rinnovo della flotta green di Poste Italiane che conta 30 mila veicoli a basse emissioni di cui oltre 6.200 elettrici. In Lombardia i mezzi a basse emissioni sono 1.005, mentre a Milano sono oltre 300 e rappresentano più della metà dei veicoli circolanti in città.
Engineering, accordi con Accenture per la cessione di Alfahealth e del gruppo Industries eXcellence
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Il Gruppo Engineering annuncia di avere sottoscritto due accordi vincolanti con Accenture per la cessione dell’intero capitale sociale di Alfahealth, operante nella trasformazione della sanità italiana, e del Gruppo Industries eXcellence, attivo nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni digitali per i settori industriali, con principale focus negli Usa e in alcuni mercati europei. I due asset rappresentano complessivamente circa il 18% dei ricavi consolidati e il 25% dell’Ebitda adjusted del Gruppo Engineering nel 2025. Queste operazioni - si sottolinea - "rappresentano un passo significativo nel percorso di trasformazione strategica in corso, volto a rafforzare il focus di Engineering sui propri segmenti core e ad accelerare ulteriormente l'offerta AI in forte crescita”.
Aldo Bisio, Ceo del Gruppo Engineering: sottolinea che “gli accordi rappresentano un passo importante nel percorso di rifocalizzazione del business di Engineering: accelerare sull’AI, riacquistare nuovi gradi di libertà strategica nei segmenti a più alta crescita anche attraverso la riduzione della leva finanziaria, investire nelle principali piattaforme proprietarie e rafforzarci nei segmenti tecnologici e industriali più attrattivi, per consolidare un vantaggio competitivo sostenibile per i nostri clienti”.
Le operazioni sono soggette alle consuete condizioni sospensive, tra cui, a titolo esemplificativo, le autorizzazioni Antitrust e Golden Power, e si prevede che si concludano nel quarto trimestre del corrente esercizio. I proventi netti della cessione, interamente su base cassa, rafforzeranno la struttura patrimoniale del Gruppo, offrendo maggiore flessibilità per proseguire nel percorso di trasformazione strategica in corso. "A seguito dei positivi risultati finanziari registrati negli ultimi trimestri, il Gruppo - continua la nota - prosegue nella direzione intrapresa, puntando sul rafforzamento di un modello industriale incentrato su mix di business a maggior valore e sul ruolo centrale della GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa). In questo quadro si inserisce il recente lancio di IS-IA (Italy's Sovereign Intelligence Architecture), architettura modulare che si fonda sull’LLM (Large Language Model) proprietario EngGPT 2 per offrire a Pubbliche Amministrazioni e aziende un'Intelligenza Artificiale sovrana: governabile, efficiente, aperta e in grado di integrarsi con altri modelli generalisti". Engineering è stata assistita da Rothschild & Co, Banca IMI, Morgan Stanley & Co. International plc ed Equita quali advisor finanziari, e da Legance - Avvocati Associati e Ropes & Gray Studio Legale quali advisor legali.
Imprese, Manageritalia: "Conflitti, Ia e benessere, il futuro aziende si gioca sulle relazioni”
Firenze, 17 giu. (Adnkronos) - Come costruire organizzazioni più sane, inclusive e capaci di affrontare le grandi trasformazioni del lavoro contemporaneo? È stata questa la domanda al centro di “Conflitti & Benessere nelle Organizzazioni - Dalla gestione dei conflitti alla salute organizzativa: leadership, benessere e relazioni di qualità”, l’incontro promosso da Manageritalia Toscana e Aleteia Ets, con il patrocinio del Comune di Firenze, Confcommercio Toscana, Cida e Aidp svoltosi questa mattina a Palazzo Vecchio.
L’evento ha riunito istituzioni, manager e imprenditori per confrontarsi sulle strategie necessarie a favorire benessere, inclusione e qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro. Sono intervenuti Laura Sparavigna, Assessora a Organizzazione e Personale, Smart City e Innovazione del Comune di Firenze - Marco Zuffanelli, Presidente di Manageritalia Toscana e Simone Stefani, presidente di Aleteia Ets .
“Ringrazio Manageritalia e Aleteia Ets per aver scelto la casa dei fiorentini per la presentazione di questa importante ricerca. Come Comune di Firenze abbiamo deciso di intervenire sul benessere organizzativo e sulle condizioni di lavoro dei nostri dipendenti: abbiamo rivisto i criteri di maturazione dei buoni pasto, istituito un nuovo regolamento per lo smart working e avviato le prime misure di welfare culturale e sportivo e sperimentazioni di mobilità sostenibile. E abbiamo attivato un welfare aziendale di 1.000 euro per dipendente, utilizzabile anche per il pagamento di utenze e canoni d’affitto. Perché vogliamo una pubblica amministrazione moderna, capace di attrarre e trattenere giovani competenti. E investire sul personale significa investire nel futuro della comunità”, ha dichiarato Laura Sparavigna, assessora a Organizzazione e personale, smart city e innovazione del Comune di Firenze.
Il dibattito ha preso avvio dalla presentazione della ricerca nazionale ‘Obiettivo Benessere’, commissionata da Manageritalia e realizzata da AstraRicerche, illustrata da Cosimo Finzi.Tra le principali sfide individuate dai manager emerge la digitalizzazione dei processi e l’utilizzo dell’AI, indicata dal 72,3% degli intervistati e considerata la priorità assoluta dal 21,3%. Seguono il controllo dei costi operativi (65%) e la difficoltà nel reperire personale qualificato. Rimangono inoltre centrali la gestione del cambiamento generazionale e l’integrazione della Generazione Z, indicate dal 46% del campione.
La ricerca evidenzia come il 75% dei manager percepisca la propria organizzazione in fase di trasformazione per adeguarsi ai nuovi scenari economici e sociali. Tuttavia, nelle PMI italiane prevalgono ancora modelli gerarchici; di tutte le aziende 30% adotta una struttura piramidale tradizionale e il 40% una gerarchia snella. Una tendenza particolarmente diffusa nelle imprese più piccole, che rappresentano il 94,8% del tessuto produttivo nazionale.
Significativa la correlazione tra modelli organizzativi e smart working. Nelle aziende che non prevedono lavoro agile, i modelli gerarchici tradizionali raggiungono l’84%, mentre scendono al 58% nelle organizzazioni che consentono almeno tre giorni di smart working alla settimana. Rispetto agli anni post-pandemia, però, il lavoro agile registra una contrazione: il 41% delle aziende ne ha ridotto l’utilizzo e solo il 14,5% lo ha aumentato.
Dal rapporto emerge anche il ruolo strategico del welfare aziendale, considerato utile per offrire vantaggi economici ai lavoratori (69%), migliorare il clima interno (62%) e favorire il benessere e l’equilibrio tra vita professionale e privata (58%). Per oltre la metà dei manager rappresenta inoltre uno strumento efficace per trattenere i talenti e ridurre il turnover. Fondamentale anche la formazione, che coinvolge tutti i lavoratori nel 73,6% delle organizzazioni. Le competenze tecniche restano prioritarie (65,5%), ma cresce l’attenzione verso le soft skill (57%) e le competenze digitali avanzate (57,9%).
Ampio spazio è stato dedicato alla conflittualità organizzativa. Le principali cause individuate sono i carichi di lavoro e la distribuzione delle attività (49%), seguiti dai cambiamenti organizzativi (46,4%), dalle relazioni interpersonali (36%) e dalla definizione di ruoli e percorsi di carriera (31%). Solo il 21% attribuisce i conflitti principalmente a questioni economiche o retributive.
Quando non vengono gestiti correttamente, i conflitti producono conseguenze rilevanti: il 73,4% degli intervistati indica il peggioramento del clima aziendale come principale effetto negativo, seguito dal calo della produttività (38,7%).
Un focus specifico è stato dedicato all’AI. Se da un lato le nuove tecnologie vengono riconosciute come strumenti capaci di aumentare efficienza e velocità dei processi, dall’altro emergono timori significativi. Il 64% dei manager segnala il rischio di non riuscire a comprendere quando l’IA sbaglia o potrebbe fornire risultati migliori; il 62% evidenzia la necessità di maggiore formazione e i rischi legati alla gestione dei dati sensibili. Preoccupa inoltre il possibile impoverimento delle capacità cognitive delle persone: il 60,2% teme che un uso eccessivo dell’IA possa ridurre l’abitudine all’analisi critica, alla valutazione autonoma e al problem solving.
''I dati della ricerca confermano che il benessere organizzativo non è un tema accessorio, ma una leva strategica per la competitività delle imprese», ha dichiarato Marco Zuffanelli, presidente di Manageritalia Toscana. ''In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche, nuove esigenze delle persone e crescente complessità gestionale, le organizzazioni devono investire nella qualità delle relazioni, nella formazione e nella capacità di gestire i conflitti. Creare ambienti di lavoro inclusivi e orientati all’ascolto significa migliorare non solo il clima aziendale, ma anche produttività, innovazione e capacità di attrarre e trattenere talenti’'.
Per Simone Stefani presidente di Aleteia Ets: "Per noi, migliorare la qualità delle relazioni e la vivibilità degli ambienti di lavoro e della società significa contribuire alla costruzione di organizzazioni più sane, inclusive e sostenibili. È da qui che nasce la possibilità di coniugare benessere individuale, efficacia organizzativa e prosperità collettiva. Ed è proprio con questa prospettiva che abbiamo sviluppato la nostra certificazione Conflict-Positive Organization per aiutare le imprese a riconoscerele tensioni, leggerle e trasformarle in occasioni di apprendimento, fiducia e corresponsabilità. Un cambio di sguardo che mette al centro la qualità delle relazioni”.
L’incontro ha visto anche la partecipazione di numerosi manager del territorio che hanno portato le loro personali esperienze come: Silvia Bucciarelli, HR director El.En. - Elena Cipollini, chief HR & Quality Officier Lungarno Collection - Maria Micheletti, responsabile Ufficio del Personale Enegan - Nicola Perini, presidente Publiacqua - Luisa Zuffo, HR manager Mirror moderati nella tavola rotonda conclusiva da Lapo Tasselli, Vicepresidente vicario Aidp Toscana.
Leucemia linfatica cronica, rimborso per acalabrutinib con venetoclax in prima linea
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Lo standard di cura in prima linea per alcune neoplasie del sistema linfatico si amplia. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (Llc) in combinazione con venetoclax. L’approvazione riguarda anche il trattamento del linfoma mantellare precedentemente non trattato in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato in monoterapia.
Nello studio Amplify - informa una nota - l’88,5% dei pazienti con leucemia linfatica cronica trattati in prima linea con acalabrutinib in combinazione con venetoclax, un nuovo regime completamente orale a durata fissa, non necessita di una nuova terapia di seconda linea dopo 3 anni, rispetto al 75,2% dei pazienti trattati con chemio-immunoterapia. Nello studio Echo, acalabrutinib in combinazione con chemio-immunoterapia, nel trattamento di prima linea dei pazienti con linfoma mantellare, ha dimostrato una riduzione del 32% del rischio di progressione della malattia o di morte. Alle nuove frontiere della cura dei tumori del sistema linfatico è dedicata oggi a Milano una conferenza stampa promossa da AstraZeneca.
La leucemia linfatica cronica - riferisce la farmaceutica - è la forma più comune di leucemia negli adulti (30% di tutte le diagnosi). In Italia, sono stimati circa 2.750 nuovi casi ogni anno. ‘È una patologia linfoproliferativa’, spiega Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla Llc all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Oncologia medica all’Università Vita-Salute San Raffaele. Si tratta di “una neoplasia del sistema linfatico caratterizzata da un accumulo di un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti B, nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici. Incremento dei linfociti, anemia, ingrossamento dei linfonodi, piastrinopenia - chiarisce - sono le principali manifestazioni di questa neoplasia. La chemio-immunoterapia, che un tempo rappresentava lo standard di cura in prima linea, oggi è superata dalle terapie mirate, costituite dagli inibitori di Btk e di Bcl-2”.
Nello studio Amplify, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ - precisa la nota - la sopravvivenza libera da progressione a 36 mesi è stata pari al 76,5% con acalabrutinib più venetoclax, inibitore di Bcl-2, rispetto al 66,5% con chemio-immunoterapia. “Il nuovo regime è a durata fissa, pari a 14 cicli da 28 giorni: 2 con acalabrutinib, seguiti da 12 con acalabrutinib più venetoclax - illustra Ghia - Sono state osservate risposte globali profonde e durature, che hanno raggiunto il 92,8% con acalabrutinib più venetoclax, rispetto al 75,2% con chemio-immunoterapia. Altro aspetto cruciale è l’elevato profilo di tollerabilità di acalabrutinib più venetoclax, che consente di preservare la qualità di vita dei pazienti. Gli effetti collaterali, in particolare quelli di tipo cardiovascolare, come fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa e sanguinamenti - continua - si sono verificati in una minima percentuale di pazienti, caratterizzati da una lieve entità e facilmente gestibili. Sono dati particolarmente rilevanti, se si considera che i pazienti con Llc sono, nella maggior parte dei casi, anziani, spesso con comorbidità determinate dall’età avanzata”.
Passi avanti significativi si registrano anche nella cura del linfoma mantellare, un altro tumore del sistema linfatico. Questa neoplasia rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin. Si stimano, in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. “Il linfoma mantellare è una forma di linfoma non Hodgkin B linfocitario, caratterizzato da una particolare resistenza ai trattamenti - afferma Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e professore associato di Ematologia alla Statale di Milano - L’età mediana di incidenza è pari a circa 70 anni, ma può colpire anche persone più giovani. Può presentarsi in diverse forme, ad esempio con l’ingrossamento di un linfonodo del collo, dell’ascella o dell’inguine e può localizzarsi a livello del midollo osseo e a livello gastroenterico. Storicamente, rappresenta uno dei linfomi più difficili da curare perché lo standard di cura in prima linea, costituito dalla chemio-immunoterapia con bendamustina e rituximab, nei pazienti over 65 o non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali, consente di ottenere remissioni complete, ma la malattia resta caratterizzata da molteplici recidive”.
Lo studio Echo ha dimostrato che l’aggiunta di acalabrutinib alla chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), in prima linea, migliora in modo sostanziale i risultati clinici in questi pazienti non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali. “Vi è stata una riduzione del rischio di progressione di malattia o morte del 32% e il tasso di remissioni complete ha raggiunto il 67% rispetto al 53% con la sola chemio-immunoterapia standard, con risposte più profonde - sottolinea Derenzini - Inoltre, è stato ridotto del 24% il rischio di iniziare una terapia di terza linea, a dimostrazione dei benefici a lungo termine della nuova combinazione. A questi risultati - aggiunge - si associa una tendenza favorevole, non significativa dal punto di vista statistico, ma importante clinicamente, nella sopravvivenza globale. Inoltre, al recente congresso della Società europea di ematologia, è stata presentata una sottoanalisi dello studio Echo, relativa al rischio infettivo, da cui non sono emerse differenze significative tra i 2 bracci di trattamento per quanto riguarda le infezioni non-Covid, confermando così il buon profilo di sicurezza e tollerabilità del regime con acalabrutinib”.
L’approvazione al rimborso di Aifa riguarda anche acalabrutinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario non precedentemente trattati con un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (Btk). “Nel linfoma mantellare, le recidive possono avvenire anche a distanza di 6-7 anni -puntualizza Derenzini - e dunque continueremo a vedere pazienti in recidiva, non precedentemente trattati con inibitore di Btk. Per questo, è importante avere a disposizione un inibitore di Btk di seconda generazione, come acalabrutinib, caratterizzato da elevata efficacia e tollerabilità. Nello studio di fase 2 Ace-Ly-004, i pazienti con malattia recidivante o refrattaria sono rimasti liberi da progressione per una mediana di 22 mesi. Il tasso di risposta completa ha raggiunto il 48%, con una sopravvivenza globale a 5 anni del 50%. Si tratta di evidenze scientifiche solide, che hanno portato all’approvazione in questa popolazione di pazienti”.
“Vogliamo trasformare lo scenario terapeutico in ematologia, sviluppando farmaci che offrano un cambio di paradigma - conclude Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca - Lavoriamo ogni giorno per rendere disponibili trattamenti sempre più mirati, efficaci e con il miglior profilo di tollerabilità possibile. Abbiamo compiuto progressi significativi nel trattamento della leucemia linfatica cronica. Acalabrutinib, inibitore di Btk di seconda generazione, associato a venetoclax, migliora la sopravvivenza libera da progressione e rende 9 pazienti su 10 liberi dal trattamento a 3 anni. L’approvazione di Aifa segna un cambiamento dello standard di cura di prima linea anche nel linfoma mantellare, perché offre ai pazienti l’opportunità di trarre beneficio dall’efficacia e dal solido profilo di sicurezza osservato con acalabrutinib”.
Mondiali 2026, quote Repubblica Ceca-Sudafrica: per Sisal.it avanti i cechi a 1,75
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Seconda giornata per il Gruppo A del Mondiale e già il match tra Repubblica Ceca e Sudafrica è da dentro o fuori. Entrambe sconfitte all’esordio, con Corea del Sud e Messico, le due squadre devono vincere per non rischiare l’eliminazione. Nonostante abbia deluso nel match con i coreani, la Repubblica Ceca sembra avere più chance di successo per gli esperti Sisal che la favoriscono a 1,75, si sale a 4,75 per la vittoria sudafricana, il pareggio è a 3,60. Ci si aspetta una gara povera di spettacolo, con l’Under 2,50 a 1,72 e l’1 a 0 come finale più probabile, a 6,50. Tra i cechi, è sempre Patrik Schick il giocatore più pericoloso: 30 anni e 26 reti in 53 presenze con la maglia della nazionale, il centravanti del Bayer Leverkusen è il primo candidato al gol, a 2,40. Il Sudafrica, la cui prestazione con il Messico è stata segnata da ben due espulsioni, punta su Apollis per invertire la tendenza che la vede poco prolifica, ma la rete del centravanti è a 6,00. In campo anche le capoliste del Gruppo A, Messico e Corea del Sud, che si sfidano per il primato del girone. I padroni di casa sono favoriti, a 2,00, ma la nazionale asiatica ha stupito nella gara di esordio e vincere per i messicani potrebbe essere più difficile del previsto: la Corea del Sud è comunque indietro, a 4,00, a 3,25 il segno X. Tra i motivi per cui il Messico può sorridere, ci sono gli attaccanti Quinones e Raul Jimenez, entrambi in rete con il Sudafrica e rispettivamente a 3,00 e 3,50 per la seconda marcatura consecutiva. In casa coreana il più pericoloso è il capitano Son Heung Min, a 3,75, ma occhio a Hwang In-Beom, autore di un gol e un assist nel match di esordio, che potrebbe ripetersi a 6,00.
Nel Gruppo B regna il totale equilibrio con tutte e quattro le squadre appaiate a un punto, e con la stessa differenza reti: un gol segnato e uno subito. La seconda giornata vede sfidarsi la Svizzera con la Bosnia Erzegovina e, per gli esperti di Sisal, gli elvetici, dopo aver mancato la vittoria conto il Qatar, la più debole del raggruppamento, faranno lo scatto da tre punti, a 1,55 contro il 6,00 dei bosniaci e il 4,00 del pareggio. Nell’altra gara del Gruppo, il Canada potrebbe prendersi il primato visto che è nettamente avanti con il Qatar, a 1,28. Nonostante gli arabi abbiano fermato la Svizzera, ripetersi sembra un’impresa, con il segno X a 5,50 e la vittoria a 11 volte la posta. Il Qatar resta la squadra meno attrezzata a passare il turno, ipotesi a 33, mentre la Svizzera, nonostante il mezzo passo falso con la Cenerentola del girone, rimane la favorita, a 2,00, con il Canada in seconda posizione, a 2,50 e la Bosnia underdog che potrebbe sorprendere con il passaggio turno a 6,00.
Ismea: bilancio 2025, ente solido e utile in crescita, approvati nuovi criteri Banca nazionale delle Terre Agricole
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione di Ismea ha approvato oggi il Bilancio di esercizio 2025, che registra risultati economici e finanziari positivi, confermando la solidità patrimoniale dell'Istituto e la sua capacità di sostenere gli investimenti e lo sviluppo del sistema agroalimentare nazionale. L’esercizio 2025 si chiude con un valore della produzione superiore a 88 milioni di euro e un utile netto di oltre 8 milioni di euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente. Positivo anche l’andamento degli altri principali indicatori economico-finanziari dell’Istituto, in un quadro che ha visto Ismea mobilitare risorse a favore del sistema agricolo e agroalimentare per oltre 4,5 miliardi di euro, tra fondi Pnrr e i diversi strumenti dell’Istituto.
Si tratta di volumi di intervento mai stanziati in precedenza per il settore agricolo e agroalimentare, resi possibili grazie all’impegno costante di questo Governo e del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, guidato dal ministro Francesco Lollobrigida. Tutto ciò conferma la capacità di Ismea di coniugare equilibrio gestionale, solidità economico-finanziaria e sostegno concreto agli investimenti delle imprese del settore.
Nella stessa seduta, il CdA ha approvato alcune rilevanti novità della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), la cui nona edizione aprirà i battenti a luglio, volte a rafforzare i principi di legalità, inclusione sociale e ricambio generazionale che ispirano l'azione dell'Istituto. Tra queste l'introduzione, tra le cause di esclusione dalla procedura di acquisto dei terreni, della condanna per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis del Codice penale), comunemente noto come reato di caporalato.
La nuova previsione estende ai soggetti condannati per questo grave illecito le condizioni di esclusione già previste per altri reati particolarmente rilevanti sotto il profilo della legalità e della tutela dei diritti fondamentali. I nuovi criteri introducono inoltre il diritto di prelazione a favore degli Enti del Terzo Settore iscritti al Runts ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita. La misura riconosce e valorizza il ruolo svolto da tali soggetti nella gestione e nella salvaguardia del patrimonio fondiario agricolo, favorendo percorsi di inclusione sociale e di restituzione produttiva dei beni.
Ulteriore novità riguarda i giovani agricoltori che acquistano terreni attraverso la Banca delle Terre Agricole avvalendosi della rateizzazione ISMEA: per coloro che sottoscriveranno una polizza assicurativa è prevista una riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse applicato al finanziamento. "La legalità rappresenta un valore imprescindibile per lo sviluppo dell'agricoltura italiana. Con l'introduzione dell'esclusione per il reato di caporalato vogliamo fornire un contributo concreto alle politiche di contrasto che il Governo Meloni sta portando avanti, riaffermando con chiarezza che chi sfrutta il lavoro non può accedere agli strumenti pubblici destinati alla crescita e allo sviluppo del settore", dichiarano congiuntamente il presidente di Ismea, Livio Proietti, e il direttore generale, Sergio Marchi.
“Allo stesso tempo, il riconoscimento del diritto di prelazione agli Enti del Terzo Settore testimonia l’attenzione dell’Istituto verso quelle realtà che operano quotidianamente per la coesione sociale, la valorizzazione dei territori e il recupero dei beni agricoli. In questo quadro si conferma e si rafforza anche l’impegno di Ismea a favore del ricambio generazionale in agricoltura, - concludono i vertici di Ismea - con particolare attenzione all’accesso dei giovani agricoltori alla terra e alla creazione di nuove opportunità di investimento e sviluppo. Le novità approvate oggi si inseriscono in un più ampio percorso di rafforzamento degli strumenti a sostegno dell’agricoltura italiana, reso possibile dai positivi risultati economici e finanziari conseguiti dall’Istituto”.
Malattie rare, 'Quello che non vedi': storie e scatti per dare volto alla miastenia gravis
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - L’invisibilità catturata dall’obiettivo. La quotidianità complessa di una patologia rara colorata di bianco e nero. Si presenta così 'Quello che non vedi', il progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti. Angelo, Antonia, Barbara, Filippo e Mariangela sono i protagonisti di questi scatti realizzati da Francesca Bolla e Tommaso Lusena de Sarmiento e raccolti nell’omonimo book fotografico d’autore. Un’iniziativa presentata alla stampa e all’opinione pubblica nel mese dedicato alla sensibilizzazione sulla miastenia gravis e che vede pazienti, associazioni e istituzioni accendere i riflettori su una malattia rara spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente impattante nella vita quotidiana delle persone.
"Il progetto - spigano da OMaR - nasce con ‘obiettivo di raccontare la miastenia gravis oltre la dimensione clinica della patologia, dando spazio anche al suo impatto psicologico, relazionale, sociale e lavorativo. I volti e le storie di Angelo, Antonia, Barbara, Filippo e Mariangela, di diversa età, provenienza e professione, raccolti attraverso le immagini e le testimonianze di questo progetto hanno un chiaro intento, ossia trasformare la conoscenza in comprensione superando stereotipi, stigma e semplificazioni che spesso accompagnano le malattie invisibili".
"La miastenia gravis non sempre si vede, ma questo non significa che pesi meno sulla vita delle persone - sottolinea Mariangela Pino, vicepresidente Aim e protagonista del book -Troppo spesso chi convive con questa patologia è costretto a spiegare continuamente la propria stanchezza, le difficoltà motorie o respiratorie, l’impossibilità di sostenere ritmi considerati normali. L’invisibilità dei sintomi rischia di trasformarsi in invisibilità sociale, lavorativa e sanitaria". Nel corso del confronto è emersa con forza anche la necessità di garantire percorsi assistenziali multidisciplinari e un accesso sempre più equo alla medicina personalizzata e all’innovazione terapeutica.
"Le persone con malattie rare hanno diritto a cure appropriate e costruite intorno ai loro bisogni reali - ribadisce Antonia Occhilupo, vicepresidente dell’Associazione Miastenia Aps - Parlare oggi di medicina personalizzata significa garantire accesso uniforme ai percorsi diagnostici, ai centri di riferimento, ai trattamenti innovativi e a una presa in carico che consideri non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli psicologici, sociali e lavorativi". "Fare rete tra associazioni, istituzioni, clinici e mondo della comunicazione è fondamentale per trasformare la consapevolezza in cambiamento concreto - conclude Barbara Maccanico, segretario dell’Associazione Miastenia Odv - Progetti artistici e narrativi come 'Quello che non vedi' non sono soltanto strumenti di sensibilizzazione: possono contribuire a rendere visibili bisogni reali, abbattere stereotipi e creare le condizioni culturali necessarie per migliorare diritti, presa in carico e accesso alle cure per le persone che convivono con la miastenia gravis".
Durante l’evento, che ha coinvolto rappresentanti del mondo istituzionale e parlamentare, è stato inoltre sottolineato il valore della comunicazione e della consapevolezza pubblica nel migliorare il riconoscimento delle malattie rare invisibili. "Le malattie rare invisibili rappresentano ancora oggi una sfida importante non solo sul piano sanitario, ma anche culturale e sociale - dichiara la senatrice Elisa Pirro, componente della Commissione Bilancio del Senato - È fondamentale promuovere iniziative capaci di dare voce alle persone e di rendere visibili bisogni troppo spesso sottovalutati. Qualità della vita, inclusione e accesso uniforme alle cure devono restare al centro dell’agenda istituzionale".
"La voce dei pazienti è essenziale per costruire politiche sanitarie più vicine ai bisogni reali delle persone - afferma la deputata Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari Sociali della Camera -. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare consapevolezza e attenzione verso patologie ancora poco conosciute e verso l’importanza di garantire accesso all’innovazione e percorsi di cura personalizzati. Quando si parla di malattie rare non si può guardare soltanto all’aspetto clinico: patologie come la miastenia gravis hanno un impatto profondo sulla salute psicologica, sulla vita familiare, lavorativa e relazionale delle persone. Per questo è fondamentale promuovere modelli di presa in carico globale, capaci di accompagnare pazienti e caregiver lungo tutto il percorso di cura, integrando competenze sanitarie, supporto psicologico e attenzione alla qualità della vita".
La conferenza stampa ha rappresentato anche un momento di ascolto e confronto tra pazienti, associazioni e istituzioni sul tema delle malattie rare invisibili e della necessità di rafforzare la consapevolezza pubblica e sanitaria rispetto al loro impatto complessivo sulla vita delle persone. La miastenia gravis è una patologia autoimmune rara caratterizzata da debolezza muscolare fluttuante e sintomi che possono compromettere attività essenziali della vita quotidiana: parlare, sorridere, mangiare, respirare, lavorare, mantenere relazioni sociali. Nonostante ciò, la malattia resta ancora poco conosciuta e frequentemente sottovalutata, anche a causa della sua dimensione "invisibile".
Il progetto e l'incontro online di presentazione di 'Quello che non vedi' - informa una nota - sono stati promossi da OMaR in collaborazione e con il patrocinio di Aim - Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative amici del Besta Odv, Associazione miastenia gravis Aps, Am - Associazione miastenia Odv, e con il contributo non condizionante di Alexion AstraZeneca Rare Disease, Argenx e Ucb.
Miastenia gravis, Antonia: "La sedia a rotelle ha reso visibile la mia patologia”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - La miastenia gravis "è una malattia invisibile: oggi mi vedono solo perché sono in sedia a rotelle, ma per anni nessuno riusciva a capire cosa stessi vivendo". Così racconta la sua esperienza Antonia Occhilupo, psichiatra e paziente con Miastenia gravis e volto di 'Quello che non vedi', progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti e presentato oggi durante una conferenza stampa online.
La malattia "si è manifestata all'improvviso nel 2005, quando aveva 50 anni - racconta Antonia Occhilupo che è vicepresidente di Amg - Associazione miastenia gravis Aps - La diagnosi non è stata immediata perché i sintomi erano facilmente confondibili con quelli di altre patologie. Alla miastenia si è poi aggiunto un timoma, con recidiva dopo pochi mesi, che ha richiesto interventi e radioterapia. I primi segnali sono stati la mancanza di forza e l'estrema affaticabilità dei muscoli. Con il riposo miglioravo, come se il corpo avesse bisogno di ricaricare una batteria". A differenza di molti pazienti, Antonia non ha presentato "inizialmente i sintomi oculari più tipici, come ptosi palpebrale (abbassamento palpebra) e diplopia (visione doppia), fattore che ha ulteriormente complicato il percorso diagnostico. Con il tempo sono comparsi disturbi della parola, della masticazione e della deglutizione, fino al coinvolgimento dei muscoli del collo, degli arti e della respirazione. Gesti semplici come parlare, mangiare, bere, ridere o salire le scale possono diventare imprese enormi. Vivo con il timore costante delle crisi di soffocamento legate alla disfagia”.
Nonostante il tentativo di continuare a lavorare, nel 2011 Antonia ha dovuto lasciare il suo incarico di psichiatra presso un Centro di salute mentale e andare in pensione anticipata: "Ascoltavo i pazienti cercando di sostenere con una mano la mandibola che cedeva". Occhilupo definisce la miastenia ‘la malattia dei 'fiocchi di neve': ogni paziente presenta sintomi, decorso e bisogni diversi. Oltre alle limitazioni fisiche, la patologia incide profondamente sulla vita sociale, familiare e psicologica, coinvolgendo spesso anche i caregiver. La miastenia è una malattia cronica e invalidante, ma mi ha insegnato ad accettare la lentezza del mio corpo e a vivere il presente. Mi ripeto spesso una frase che mi dà forza:’Vado lenta, ma niente mi spaventa’, conclude.
Miastenia gravis, Pirro (M5S): "Serve garantire diagnosi rapide e cure uniformi su tutto il territorio”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - "Questo progetto e queste foto sono molto toccanti e rappresentative delle cose di cui stiamo discutendo questa mattina. È sempre difficile riuscire a far capire agli altri quanto possa essere dolorosa, ma non solo in senso di dolore fisico, una patologia che non è immediatamente visibile e riconoscibile da chi ci circonda". Così la senatrice del M5S Elisa Pirro è intervenuta durante la presentazione di 'Quello che non vedi', progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti e presentato oggi durante una conferenza stampa online. Pirro ha sottolineato l'importanza di "aumentare la conoscenza sulle malattie rare”.
"Dal punto di vista politico c'è sicuramente un'attenzione particolare per chi si occupa di salute riguardo al tema delle malattie rare in generale e poi delle singole patologie che si possono incontrare nei nostri percorsi parlamentari e di approfondimento", ha sottolineato. Per la senatrice, una delle priorità è garantire equità nell’assistenza: "Quello che deve essere fondamentale per noi politici è quello di garantire dei percorsi diagnostico terapeutici il più possibile uniformi su tutto il territorio nazionale, garantire una velocità di accesso alle cure, che vuol dire ovviamente anche una facilità di arrivare a una diagnosi in tempi il più possibile precoci", ha aggiunto.
Un altro aspetto centrale riguarda la ricerca e l’accesso alle nuove terapie: "Il tema dei farmaci disponibili, dell'innovazione farmaceutica, diventa un tema molto più grande e difficile quando parliamo di terapie per le malattie rare. Possiamo fare molto", ha spiegato. La senatrice ha poi evidenziato come le malattie rare possano diventare un banco di prova per nuove soluzioni: "Il campo delle malattie rare può essere un terreno anche di sperimentazione e di test di strumenti che la legislazione mette a disposizione innovativi, sia per garantire l'uniformità di accesso alle cure sia per garantire un accesso più rapido alle nuove terapie". "Ci sono temi che riguardano un po' tutte le patologie rare e che possono essere un punto di test di legislazione innovativa e di procedure semplificate che, a maggior ragione quando stiamo parlando di patologie di questo tipo, necessitano di un occhio di riguardo anche da parte del legislatore", ha aggiunto. Infine, Pirro ha ricordato l’importanza della collaborazione istituzionale: "C'è un'interlocuzione con il ministero della Salute, per cui speriamo in tempi ragionevolmente brevi di mettere a disposizione una serie di strumenti che servono a semplificare la vita a persone che hanno delle difficoltà legate alla loro patologia e ai loro familiari, in modo da raggiungere davvero quei livelli di inclusione e di adeguata presa in carico che la nostra Costituzione declama", ha poi concluso.
Miastenia gravis, Pino (Aim): "Difficile spiegare stanchezza che non si vede”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - "La parte più difficile è spiegare una stanchezza che non si vede. Per anni mi sono chiesta se fosse giusto espormi. Poi ho deciso di metterci la faccia per superare lo stigma e contribuire a far conoscere una malattia ancora poco compresa". È questo il messaggio che Mariangela Pino, vicepresidente di Aim - Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative Amici del Besta, ha voluto affidare al progetto fotografico 'Quello che non vedi', promosso da OMaR per raccontare l'impatto nascosto della miastenia gravis e presentato oggi durante una conferenza stampa online.
La miastenia gravis è spesso definita una malattia invisibile perché molti dei suoi sintomi non sono immediatamente percepibili dall'esterno. "Le persone mi vedono sorridere e pensano che stia bene - racconta Mariangela Pino - In realtà è molto difficile spiegare cosa significhi convivere con una fatica estrema che può rendere complicati anche i gesti più semplici". Mariangela ricorda di aver vissuto anche "una crisi respiratoria, una delle manifestazioni più gravi della patologia". Da allora convive con la "consapevolezza che la malattia possa cambiare improvvisamente il corso delle giornate, influenzando lavoro, relazioni e progetti personali. Anche organizzare una vacanza richiede attenzioni e precauzioni che gli altri non immaginano", fa notare.
Oltre al peso fisico della malattia, la vicepresidente di Aim sottolinea le difficoltà legate al riconoscimento dei diritti e delle tutele: "L'invisibilità della miastenia spesso penalizza i pazienti anche nei percorsi di valutazione dell'invalidità e dell'accesso ai benefici previsti dalla legge". Per questo ha scelto di partecipare alla campagna: "Spero che questa iniziativa contribuisca a far conoscere la nostra realtà, aumentando non solo la consapevolezza sulla malattia, ma anche l'attenzione verso i bisogni e i diritti delle persone che ne sono colpite", conclude.
Miastenia gravis, Rettore (Am): "Calvario inizia prima della diagnosi, serve più consapevolezza”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - "La miastenia è una malattia che spesso non si vede, e proprio per questo può essere difficile da comprendere. Le immagini e le testimonianze riescono a spiegare ciò che a volte le parole non riescono a raccontare: la fatica, la fragilità e il senso di incomprensione che molti pazienti sperimentano ogni giorno". Così Marco Rettore, presidente di Am - Associazione miastenia OdV e paziente, commenta il progetto fotografico 'Quello che non vedi', realizzato da OMaR (Osservatorio malattie rare) e associazioni di pazienti per richiamare l’attenzione su invisibilità della malattia rara, diritti e accesso a percorsi di cura personalizzati. L'iniziativa, nata per raccontare l'impatto reale della miastenia gravis sulla vita quotidiana, è stata presentata questa mattina durante una conferenza stampa online.
Rettore sottolinea come "il vero calvario inizi spesso prima della diagnosi. Molti pazienti trascorrono mesi o anni da uno specialista all'altro, sentendosi dire che è stress o che il problema è psicologico. Una diagnosi tardiva non significa soltanto ritardare le cure, ma vivere un vero trauma, mentre la malattia continua a progredire". La sua esperienza ne è un esempio. "Prima di ricevere una diagnosi corretta ho affrontato un lungo percorso, fino all'arrivo in un centro specializzato per le malattie neuromuscolari, dove finalmente è stato possibile dare un nome ai miei sintomi e avviare le cure appropriate" ricorda.
Per il presidente di Am, una maggiore conoscenza della patologia da parte dei medici e della popolazione può fare la differenza: "Più consapevolezza significa diagnosi più rapide e interventi tempestivi". Ma la diagnosi è solo l'inizio. "Pazienti e famiglie hanno bisogno di informazioni chiare, supporto pratico e confronto con chi vive la stessa esperienza". È qui che, secondo Rettore, il ruolo delle associazioni diventa fondamentale: "creare reti di sostegno, offrire orientamento e ricordare ai pazienti che non sono soli" aggiunge. Infine, Rettore richiama l'attenzione su alcuni aspetti ancora critici, come il rinnovo della patente di guida per le persone con miastenia. "Molti pazienti in remissione o con sintomi ben controllati sono costretti a sottoporsi a frequenti visite di idoneità, con procedure lunghe, costose e stressanti. Sarebbe auspicabile una maggiore flessibilità, come già avviene per altre patologie croniche. Dietro ogni diagnosi c'è una persona, una famiglia e una storia. Iniziative come questa aiutano a rendere visibile una malattia che troppo spesso resta nascosta agli occhi degli altri", conclude.
Menù light e tavolo riservato, nasce al ristorante 'Costanza' il programma del centrosinistra
Roma, 17 giu (Adnkronos) - Menù light e conto alla romana per i leader del centrosinistra che si sono ritrovati a pranzo da 'Costanza', storico ristorante nel cuore di Roma a due passi da Campo de' fiori. "Non è la prima volta che vengono politici qui, di destra, di sinistra, di centro", spiegano dal locale che ha ospitato il leader del M5s con Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni martedì. 'Costanza' si propone come "osteria romana tipica" e può vantare una location suggestiva: le sue sale sono ricavate dai resti del teatro di Pompeo, costruito intorno al 61 a.C. e 'scenario' di uno degli episodi più celebri della storia della città eterna: l'assassinio di Giulio Cesare e le di di marzo del 44 a.C.
I leader di M5s, Pd e Avs però, hanno avuto a disposizione una saletta riservata, attigua agli spazi 'storici' del ristorante e quindi maggioramente frequentati. Come è stato possibile? "Hanno prenotato loro, non certo dei collaboratori", ammettono da Costanza senza aggiungere altro per non violare la privacy di chi frequenta il locale. Ma "Giuseppe Conte è un cliente abituale, da un po' di tempo", aggiungono. Quello di Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni è stato però un pranzo light. Niente eccessi: pesce e una verdura di contorno. Zero vino. Niente dolce. Per capirsi, il menù di Costanza può dare grande soddisfazione agli amanti del pesce, a partire dalle ostriche e dal sautè di cozze di antipasto. Tra le portate principali, tagliolini con i moscardini e bottarga, fusilloni ai frutti di mare, friutto di calamari, scampi alla griglia, spiedino di mazzancolle alla griglia, calamari alla grigila e pescato del giorno. Nella carta anche diversi piatti di carne, così come i contorni come carciofi alla giudia e verdure di stagione. Chi ha pagato? "Per il conto facciamo a rotazione", ha rivelato all'AdnKronos l'ex premier, Giuseppe Conte, intervistato dal direttore Davide Desario, ospite di AdnTalks.
Anche se leggero, il pranzo dei leader del centrosinistra potrebbe comunque essere ricordato come un momento chiave nel percorso di costruzione del programma della coalizione in vista delle prossime elezioni: "Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto", ha scritto Nicola Fratoianni sui social immortalando in un selfie il tavolo dei leader.
Assogasliquidi, consumi Gnl a +11% trainati da industria e nuovi usi, il navale accelera
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Il mercato italiano del Gas Naturale Liquefatto (Gnl) si attesta nel 2025 su circa 231 mila tonnellate di consumi complessivi, segnando una crescita del +11% rispetto al 2024 con dinamiche differenziate tra i principali segmenti di utilizzo. È quanto emerge dal report “Il mercato del Gnl nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”, realizzato da BIP per conto di Assogasliquidi-Federchimica.
“I dati Bip rilevano una stabilizzazione dei consumi - commenta Matteo Cimenti presidente di Assogasliquidi - sebbene si registrino una significativa crescita nel settore industriale e prospettive eccellenti nel navale. Il settore del trasporto stradale risulta invece stabile sui consumi dell’anno precedente ma con un trend di crescita rallentato, nonostante le prospettive di sviluppo di assoluto rilievo''.
“A tal proposito, Assogasliquidi indica le misure di policy necessarie. “Attendiamo novità positive dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispetto al Piano incentivi per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto - ricorda Costantino Amadei presidente del Gruppo Gnl dell’Associazione - e anche rispetto alla nostra richiesta di estendere il credito di imposta per le imprese anche in favore del Gnl/BioGnl”.
“Grazie all’intraprendenza delle nostre imprese e alla posizione geografica, abbiamo opportunità di crescita enormi - spiega Amadei - ma il margine dipende soprattutto dalle decisioni di politica energetica nazionali ed europee. Occorre sostenere la domanda nell’autotrasporto per ridurre il gap di Tco (acquisto e gestione) rispetto ai carburanti tradizionali e favorire il rinnovo delle flotte. Poi, dobbiamo accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo: semplificare e standardizzare le procedure autorizzative, dare piena attuazione alle linee guida nazionali, aumentare l’attrattività dei porti italiani”.
“Va inoltre definito un quadro normativo stabile per il BioGnl - prosegue Amadei - la cui penetrazione è sfavorita oggi da incertezze regolatorie e sugli strumenti adatti a comprovare le caratteristiche di sostenibilità del prodotto (Go, PoS, PoC), nonché da sistemi di certificazione non armonizzati. A livello normativo va rafforzata la valorizzazione di questo biocaburante prevendendo, nel decreto nazionale di recepimento della Red III, ulteriori maggiorazioni per il BioGnl in fase di attribuzione dei Certificati di immissione in Consumo, in linea con i modelli più avanzati adottati in Europa (es. sistema Thg tedesco, che consente in Germania una importante competitività del BioGnl), oltre alla possibilità di attribuire i certificati anche agli operatori che immettono il prodotto in consumo”.
“Last but not least - conclude Amadei - ribadiamo la necessità di utilizzare i proventi Ets e FuelEU per sostenere investimenti e diffusione di combustibili a minore intensità carbonica come il Gnl/BioGnl. La traiettoria futura dipenderà in modo decisivo da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale”.
“Il report ci restituisce la fotografia del mercato del Gnl nel 2025, che mostra un consolidamento accompagnato da una crescita di circa il 10%. L’autotrazione resta il principale segmento, coprendo circa il 75% dei consumi complessivi, ma evidenzia un rallentamento, con una crescita limitata al 3%”, ha dichiarato Federico Buccetti di Bip, intervenendo alla presentazione del report.
“Osserviamo invece una crescita interessante nel comparto industriale, in particolare nell’off-grid, trainato soprattutto dalla Sardegna, e segnali molto positivi arrivano dai primi bunkeraggi navali”, ha spiegato Buccetti. “È proprio nel settore marittimo che vediamo le maggiori opportunità di sviluppo: gli scenari che portano il mercato oltre quota 450 mila tonnellate entro il 2028 sono infatti sostenuti principalmente dalla crescita del navale, che potrebbe consentire quasi di raddoppiare il volume complessivo del mercato italiano nel giro di tre anni”. Secondo Buccetti, per trasformare queste prospettive in realtà sarà però necessario intervenire su diversi fronti.
“Servono maggiore chiarezza normativa sulle Proof of Sustainability, fondamentali per garantire trasparenza e valorizzazione del biometano, regole operative più uniformi per i rifornimenti nei porti e nuovi investimenti infrastrutturali”, ha sottolineato. “Se guardiamo la mappa del Paese, il Sud Italia presenta ancora una copertura limitata delle infrastrutture dedicate al Gnl. Per questo il mercato appare oggi in crescita moderata, ma con le condizioni giuste potrebbe compiere un importante salto dimensionale nei prossimi anni”.
Il comparto dell’autotrazione continua a rappresentare il principale mercato del Gnl, con circa il 75% dei consumi complessivi, ma registra un rallentamento nella crescita (+3%). Un rallentamento legato a dinamiche di rinnovo delle flotte e fine vita dei veicoli esistenti. Nel corso del 2025, le immatricolazioni di veicoli industriali a Gnl si attestano a 326 unità, segnalando una ripresa limitata e non sufficiente a sostenere una domanda strutturale. Sebbene il GNL rappresenti ancora una quota marginale sul dato complessivo (0,5%), i mezzi immatricolati in Italia raggiungono quota 4.202 (5.400 il parco circolante).
Il comparto industriale conferma una traiettoria espansiva, con consumi pari a circa 50 kton, quota crescente sul totale (circa 22%). Il numero di impianti industriali alimentati a GNL sale a 78 nel 2025, dai 67 dell’anno precedente (+16%). La crescita è sostenuta da: diffusione di contratti di fornitura a lungo termine, maggiore competitività rispetto agli oli combustibili e benefici legati alla riduzione di emissioni locali e dei costi Ets. Il segmento si conferma quindi il più stabile, soprattutto in aree off-grid.
Il 2025 segna l’avvio delle prime operazioni di bunkeraggio navale ship-to-ship, con il comparto ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita. Sul fronte infrastrutturale sono operative 3 navi bunker, con una quarta prevista nel 2026. Cresce la flotta Gnl nei mari italiani (RoPax, crociere e cargo): a livello globale, le navi alimentate a Gnl raggiungono 894 unità nel 2025, con prospettive di superare le 1.600 entro il 2030. Il report individua nel settore marittimo il principale driver di domanda futura, potenzialmente in grado di passare in tre anni dai 5,9 kton del 2025 a 190 kton al 2028 nello scenario più favorevole.
Il report analizza tre scenari evolutivi del mercato: dallo scenario Low (contrazione marcata dell’autotrazione, crescita limitata del navale, assenza di strumenti incentivanti, volumi complessivi in moderata crescita fino a circa 303 kton nel 2028) allo scenario High (piena valorizzazione del BioGnl, sviluppo infrastrutturale e incentivi strutturali, forte crescita dei comparti) in cui il mercato può raggiungere circa 460 kton/anno nel 2028, raddoppiando i volumi attuali.
Leucemia linfatica cronica, Morosini (AstraZeneca): "Acalabrutinib porta innovazione’
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Nei pazienti con leucemia linfatica cronica "la terapia a base di acalabrutinib e venetoclax per una durata fissa di tempo - 14 cicli, circa 14 mesi - permette di avere una terapia efficace che controlla la malattia - dopo 36 mesi, 9 pazienti su 10 sono ancora liberi da un secondo trattamento - con una migliore qualità della vita perché la terapia permette delle pause”. Lo dice Paola Morosini, medical affairs head oncology di AstraZeneca, in occasione dell’incontro con la stampa sulle nuove frontiere del trattamento dei tumori del sistema linfatico organizzato, oggi a Milano dalla farmaceutica, in occasione del via libera di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, al rimborso di acalabrutinib, in combinazione con venetoclax in Llc, in prima linea, che "ha un altissimo valore strategico", oltre ad aprire alla "possibilità di portare l'innovazione in Italia".
“La terapia è orale - spiega Morosini - con effetti collaterali limitati e non gravi, senza quella parte di rischio cardiovascolare che, per questa tipologia di pazienti, è sicuramente rilevante". Il rimborso, inoltre, rigurda "anche l'indicazione di acalabrutinib nel linfoma mantellare sia in prima linea, con bendamustina rituximab, sia in seconda linea in monoterapia, fino a progressione”. Il linfoma mantellare, forma rara e aggressiva di linfoma non-Hodgkin che origina dai linfociti B nella zona del linfonodo chiamata mantello “è una patologia con un alto medical need - precisa - perché i pazienti hanno una prognosi decisamente difficile. Dopo anni, possiamo offrire un’opzione che cambia la storia naturale della malattia, associata a un minor rischio di eventi avversi e a una buona qualità di vita. Per noi è importante poter dare soluzioni che davvero fanno la differenza sia per il paziente che per tutti quelli che gli stanno intorno”, conclude Morosini.
‘L'immenso dell’immensità', alla Piramide 38° Parallelo torna il Rito della Luce 2026
Messina, 17 giu. (Adnkronos) - La Piramide 38° Parallelo torna a illuminarsi. Nel cuore dei Nebrodi, l’opera monumentale simbolo di Fiumara d’Arte ideata da Antonio Presti apre ancora una volta le sue porte al pubblico per il Rito della Luce 2026, consacrato quest’anno al tema ‘L’immenso dell’immensità’. Un titolo che diventa visione collettiva, meditazione e atto poetico: un invito a riconoscersi parte dell’infinito, a superare i confini dell’ego per entrare in una dimensione universale di ascolto, contemplazione e appartenenza.
L’esperienza, come sempre, inizia dal buio. Il visitatore attraversa l’unico punto d’accesso alla Piramide: un lungo cunicolo oscuro, rischiarato appena dalla luce che filtra dall’ingresso. È un passaggio simbolico dentro sé stessi, dove ogni certezza si dissolve e rimane soltanto il ritmo dei propri passi. Attraverso il buio si compie il rito: l’abbandono del superfluo, la perdita dell’orientamento, il silenzio necessario per tornare a percepire l’essenziale. L’approdo alla luce del solstizio d’estate diventa così un gesto di rinascita, un’apertura verso ‘l’immensità dell’immenso’. Tra canti, danze e musiche, il Rito della Luce si trasforma in una celebrazione corale della bellezza e della spiritualità, dove arte e natura si fondono in un’unica esperienza di elevazione.
La manifestazione rappresenta anche un importante processo di divulgazione dell’arte contemporanea e della cultura come bene condiviso. Attraverso la Piramide 38° Parallelo, il progetto di Fiumara d'Arte continua a dimostrare come l’arte possa diventare strumento concreto di rigenerazione dei borghi, valorizzazione del territorio e sviluppo turistico sostenibile. I piccoli centri dell’entroterra siciliano tornano così a essere luoghi di incontro, visione e futuro, capaci di attrarre visitatori e artisti da tutto il mondo grazie a un modello che unisce spiritualità, paesaggio, identità e bellezza.
“La vera immensità non è fuori da noi, ma nella capacità di riconoscere il divino che abita ogni essere umano. Solo attraversando il buio possiamo comprendere l’immenso”, afferma Antonio Presti, che rinnova la missione del Rito: restituire all’arte una funzione spirituale, civile e sociale, trasformando la Piramide in un luogo di coscienza e rinascita collettiva.
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani sottolinea come il patrimonio costruito da Fiumara d’Arte rappresenti “un bene che la Sicilia ha il dovere di preservare e valorizzare, riconoscendo nell’arte contemporanea integrata nei territori un motore di sviluppo culturale e turistico”. Sulla stessa linea il sindaco di Motta d’Affermo, Sebastiano Adamo: “Sosteniamo direttamente questa grande manifestazione culturale nella consapevolezza che essa rappresenta una grande occasione di sviluppo culturale e turistico dell’intero comprensorio. Speriamo che il Rito possa tornare ad essere un appuntamento fisso”.
Un sostegno condiviso anche dal sindaco di Mistretta, Sebastiano Sanzarello, che commenta: “Sosteniamo con convinzione l’avvio dei lavori di restauro, frutto di un impegno autentico. Il Comune crede nella visione di Antonio Presti e nella forza simbolica della Fiumara. Qui si sprigiona un’energia profonda, legata al Genius Loci. Le istituzioni hanno il dovere di accompagnare questo percorso, affinché diventi patrimonio vivo e condiviso”.
Il programma si articola in due giornate. Sabato 20 giugno, dalle 11, a Villa Margi, frazione marina di Reitano, saranno previste visite guidate alle nuove opere dell’Atelier sul Mare - Asteroide 20049 Antonio Presti - con un tour condotto dallo stesso artista alla scoperta del ‘Monumento per un poeta morto (Finestra sul Mare)’ di Tano Festa, del ‘Cavallo Eretico: Guardiano di Luce’ di Antonello Bonanno Conti e di ‘Ammonite: Gli scudi ribelli - omaggio a Giusto Sucato’ di Pablo Sucato e Giacomo Noyà, oltre alle Suite d’Autore dell’Atelier.
Domenica 21 giugno, dalle 15.30 fino al tramonto, appuntamento a Motta d’Affermo per il Rito della Luce alla Piramide 38° Parallelo, con performance artistiche e la partecipazione degli artisti coinvolti. Il raduno è previsto alle 15 nel piazzale della scultura ‘Energia Mediterranea’ di Antonio Di Palma, da cui partirà il servizio gratuito di navette per raggiungere la Piramide. In alternativa sarà possibile percorrere a piedi il tragitto di circa tre chilometri immersi nel paesaggio dei Nebrodi.
Un rito che, anno dopo anno, continua a trasformare un luogo in un’esperienza, un’opera in un cammino, un territorio in una comunità che si riconosce nella luce.
Sumai Assoprof: "Ok medici Ssn in Case comunità, ora investire su specialisti ambulatoriali”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - "Accogliamo con favore le dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci e la posizione espressa da Forza Italia tramite l'europarlamentare e responsabile della Consulta di FI, Letizia Moratti, sulla necessità di rafforzare le Case della Comunità attraverso un maggiore degli specialisti del Servizio sanitario nazionale. È una direzione condivisibile che va nella prospettiva di aumentare l’offerta di prestazioni e rendere finalmente operative le strutture previste dal DM 77". Lo dichiara in una nota Antonio Magi, Segretario generale Sumai Assoprof.
"Accanto alla possibilità di svolgere attività aggiuntive su base volontaria da parte degli specialisti ospedalieri - prosegue Magi - occorre però valorizzare prioritariamente una risorsa che il Ssn possiede già: la specialistica ambulatoriale convenzionata interna, presente da oltre cinquant’anni sul territorio, che ogni giorno garantisce milioni di prestazioni istituzionali nelle Asl, nei poliambulatori, nei distretti, nelle Case della Comunità già attive e nei servizi territoriali". "Gli specialisti ambulatoriali interni - sottolinea - operano nell’orario istituzionale, senza ricorrere a prestazioni aggiuntive, assicurando un rapporto costo-beneficio estremamente favorevole per il Servizio sanitario nazionale. Potenziare questo settore significa aumentare rapidamente la capacità produttiva del sistema con costi significativamente inferiori rispetto ad altre modalità organizzative, utilizzando personale già formato, immediatamente disponibile e profondamente integrato nella rete territoriale".
"Per rendere realmente operative le Case della Comunità - aggiunge Magi - servono soprattutto cardiologi, diabetologi, pneumologi, neurologi, geriatri, endocrinologi, fisiatri, reumatologi, nefrologi, dermatologi, oculisti, otorinolaringoiatri, ginecologi, psichiatri e tutte quelle branche specialistiche indispensabili per la presa in carico della cronicità e della fragilità. Queste professionalità sono già presenti nella specialistica ambulatoriale convenzionata interna e rappresentano il pilastro naturale dell’assistenza specialistica territoriale". Per questo "il Sumai ribadisce la necessità di un piano straordinario di incremento delle ore di specialistica ambulatoriale convenzionata, eliminando le rigidità che ancora ne limitano lo sviluppo e superando le incompatibilità ormai non più giustificate. È questa la strada più rapida, sostenibile ed economicamente vantaggiosa per ridurre le liste d’attesa, dare piena attuazione al DM 77 e offrire ai cittadini una sanità territoriale realmente vicina ai loro bisogni" conclude Magi.
Derenzini (Ieo): "Nuova terapia aumenta remissioni nel linfoma mantellare”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - “Grazie all'approvazione di acalabrutinib in combinazione con bendamustina e rituximab in prima linea nel linfoma mantellare non eleggibile al trapianto, il trattamento cambierà in modo radicale. La combinazione ha dimostrato un'efficacia superiore rispetto allo standard con bendamustina e rituximab, riducendo del 30% il rischio di progressione e aumentando il tasso di remissioni complete fino al 67%". Lo ha detto Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e professore di Ematologia all'università degli Studi di Milano, oggi a Milano, intervenendo all’incontro con la stampa organizzato da AstraZeneca in occasione del via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) alla rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica in combinazione con venetoclax, nonché del linfoma mantellare precedentemente non trattato, in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato, in monoterapia.
“Un altro effetto generato dall’aggiunta di acalabrutinib in prima linea - ha spiegato Derenzini - lo si vede anche nel medio e lungo termine. Questa combinazione riduce del 25% circa la probabilità di dover eseguire una terza linea di trattamento. È molto vantaggioso utilizzare fin dall'inizio un inibitore di Btk di seconda generazione in combinazione con bendamustina e rituximab nei pazienti anziani affetti da linfoma mantellare. Il fatto che la tossicità sia maneggevole e non presenti differenze significative rispetto alla terapia standard - ha concluso - è un dato importante, considerato che si tratta di pazienti che possono avere comorbidità”.
Llc, oncologo Ghia: "Acalabrutinib con venetoclax migliora qualità della vita”
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - “Da pochi giorni è rimborsata una nuova combinazione di farmaci - acalabrutinib, un inibitore di Btk, e venetoclax, un inibitore di Bcl-2 - per il trattamento di pazienti con leucemia linfatica cronica in prima linea. Il vantaggio di questa combinazione è che si tratta di un trattamento a durata fissa, 14 mesi, poi il paziente smette la terapia e viene seguito nel tempo. È molto efficace e anche molto ben tollerata. Questo è un vantaggio enorme per la qualità di vita dei nostri pazienti che sono soprattutto anziani con altre comorbidità”. Così Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore di Oncologia medica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenendo, oggi a Milano, all’incontro con la stampa, promosso da AstraZeneca, per illustrare le nuove possibilità di cura di queste patologie a pochi giorni dall’approvazione dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco.
“Per quanto riguarda l’efficacia - sottolinea Ghia - dobbiamo pensare che il 90% dei pazienti non avrà bisogno di un'altra terapia nei successivi 3 anni. Si tratta di una combinazione ben tollerata anche dal punto di vista cardiovascolare con basse frequenze di effetti collaterali a livello del cuore, come aritmie e aumento della pressione arteriosa, che di solito sono problemi già presenti in una popolazione anziana”, conclude Ghia.
Giornata cancro del rene, al via campagna Ipsen-Anture
Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Ogni anno, in Italia, circa 13.2821 persone ricevono una diagnosi di tumore del rene. L’incidenza è rimasta stabile negli ultimi anni e, oggi, sette su dieci sono vivi a cinque anni dalla diagnosi. A livello globale, il numero sale a 435.000 nuove diagnosi annuali. Secondo i risultati della Global patient survey dell’International Kidney Cancer Coalition (Ikcc) - l’unica indagine che fotografa l’esperienza delle persone con tumore del rene a livello mondiale e nazionale - oltre l’85% dei pazienti riferisce un impatto significativo anche sul benessere emotivo. Nello specifico, il 50% soffre d'ansia e il 36% riporta episodi di depressione. Questi disagi, tuttavia, non sempre vengono espressi o condivisi con i familiari, caregiver e personale sanitario. Ad esempio, un paziente su tre - informa una nota - non confessa al proprio medico, la paura di una possibile recidiva di malattia. Per questo, il World Kidney Cancer Day 2026 - che quest’anno si celebra il 18 giugno - è dedicato al tema dell' 'emotional wellbeing'.
In occasione di questa giornata Ipsen promuove la campagna video di sensibilizzazione "Reno e Rina lo sanno: le emozioni contano", con il patrocinio di Anture (Associazione nazionale tumore del rene) e di Ikcc (Coalizione internazionale per il tumore del rene). Protagonisti del video sono Reno e Rina, due reni di lana inseparabili, che si aiutano e si sostengono ogni giorno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Un racconto sensibile e coinvolgente, capace di toccare le corde emotive dello spettatore. Una metafora che richiama il valore della condivisione, del supporto e della vicinanza, elementi fondamentali nel percorso di cura.
"La diagnosi è spesso tardiva e in circa il 30% dei casi si presenta già in fase avanzata o metastatica - sottolinea Daniele Santini, ordinario di Oncologia, Sapienza Università di Roma -. Negli ultimi anni, sopravvivenza e guarigione sono migliorate grazie soprattutto a terapie mirate e all’immunoterapia, persino per i casi più gravi e insidiosi. Inoltre, anche i pazienti operati per un tumore renale convivono per diversi anni con una malattia cronicizzata, mantenendo una buona qualità di vita e svolgendo le mansioni quotidiane, inclusa una corretta attività sportiva, senza particolari limitazioni. Resta fondamentale la prevenzione primaria, poiché quella secondaria è difficile, intervenendo su tre dei principali fattori di rischio: eliminando il fumo di sigaretta, contrastando l’obesità e mentendo una normale pressione arteriosa. Con l’aumento dell’aspettativa di vita cresce anche l’importanza della comunicazione medico-paziente e caregiver, una vera alleanza terapeutica, che può migliorare l'accettazione delle terapie, la qualità di vita del paziente e ridurre disturbi come l'ansia e la depressione".
Il World Kidney Cancer Day, la giornata mondiale di sensibilizzazione sul tumore del rene, si celebra ogni anno il secondo giovedì di giugno su iniziativa di Ikcc, una rete indipendente che riunisce associazioni di pazienti attive in oltre 45 Paesi. In Italia, è promossa da Anture con l’obiettivo di accrescere una corretta informazione su questa neoplasia di cui si parla ancora troppo poco. "È una malattia che ha un impatto sul benessere emotivo del paziente ma anche dei familiari, che molto spesso si trasformano automaticamente in caregver. - dichiara Tonia Cinquegrana, presidente di Anture -. E’ motivo di ansia, induce a cambiamenti nelle relazioni personali, causa isolamento, limita le attività quotidiane comprese quelle lavorative e determina preoccupazioni per il futuro. Anche quest’anno come Associazione abbiamo deciso di sostenere in Italia la giornata internazionale. È infatti fondamentale fornire informazioni attendibili a tutta la popolazione, anche quella non coinvolta direttamente dalla neoplasia. I pazienti, dal canto loro, devono sapere che non sono soli e vanno incentivati a parlare più apertamente dei problemi indotti dal tumore".
Il claim della giornata di quest’anno, "Kidney Cancer and Emotional Wellbeing", è stato scelto da Ikcc per puntare i riflettori sul ruolo fondamentale del benessere psicologico lungo tutto il percorso di malattia, dalla diagnosi alle fasi di cura e follow-up; promuovendo una maggiore attenzione ai bisogni emotivi non soltanto dei pazienti ma anche dei familiari. "Abbiamo scelto di porre l’attenzione su un aspetto troppo spesso trascurato dell’assistenza oncologica - sottolinea Claudia Ungarelli, vicepresidente di Ikcc -. Il benessere emotivo influisce sulla qualità di vita, sull’aderenza alle terapie e sul coinvolgimento attivo del paziente nel percorso di cura. La nostra indagine globale, condotta su oltre 2.600 pazienti e caregiver in 46 Paesi, ha evidenziato quanto sia ancora difficile accedere a un adeguato supporto psico-oncologico. Per questo è fondamentale superare l’idea che il supporto psicologico sia un elemento accessorio e riconoscerlo come parte integrante della cura".
Il video dal titolo 'Reno e Rina lo sanno: le emozioni contano' sarà disponibile a partire dal 18 giugno sul sito web e sui canali social di Ipsen - Facebook, Instagram e LinkedIn - e su quelli di Anture. L’iniziativa è stata inoltre anticipata, dall’1 giugno, sempre sugli stessi canali, da una campagna teaser con l’obiettivo di incuriosire svelando alcune scene del video e messaggi legati all’importanza della condivisione.
“Campagne come questa possono sensibilizzare tutta la popolazione e dimostrare che veicolare messaggi utili, anche attraverso spazi virtuali come i social network, è attuabile e utile - commenta Sarah Scagliarini , Oncologia medica Aorn 'A. Cardarelli' di Napoli - . Per assicurare la diffusione di informazioni corrette, accessibili e vicine ai bisogni dei cittadini, noi medici dovremmo trovare dei contenitori digitali per comunicare ed essere presenti, non come alternativa o sostituzione della relazione medico-paziente, ma come estensione della nostra responsabilità di prevenzione e cura. La comunicazione medico-scientifica non può ignorare l’ecosistema digitale al quale si rivolgono i pazienti ed i familiari in cerca di informazioni sulla salute".
Il 18 giugno - riferisce la nota - è, inoltre, prevista una campagna di guerrilla marketing. Circa 60 coppie di Reno e Rina, realizzate all’uncinetto con la tecnica giapponese amigurumi, saranno posizionate in alcune zone di Milano, da Piazza Leonardo Da Vinci ai Giardini Indro Montanelli (Porta Venezia) fino ai Navigli. Ogni coppia sarà accompagnata da un cartellino esplicativo dell’iniziativa, con l’invito a scattare una foto e condividerla sui social con l&’hashtag #RenoeRinaLoSanno, per contribuire a sensibilizzare sulla conoscenza del tumore del rene.
"La delicatezza espressa da Reno e Rina richiama in modo potente la sensibilità vissuta dalle persone con patologie oncologiche e sottolinea l’importanza di non affrontare la malattia in solitudine. Aprirsi e condividere il proprio vissuto rappresenta un passo fondamentale, ma non semplice, per alleggerire il carico emotivo - dichiara Irina Zotova, Presidente e Amministratore delegato di Ipsen Italia -. Ogni anno, come Azienda, scegliamo di unire le forze con Anture e Ikcc in questa importante giornata, che ci ricorda come anche le forme più complesse di tumore renale possano oggi essere affrontate grazie a trattamenti efficaci, frutto del costante progresso della ricerca scientifica. Allo stesso tempo, è essenziale garantire un supporto adeguato alla persona nella sua interezza, elemento determinante per accompagnarla lungo tutto il percorso".
Ai, Rizzi (ServiceNow): "Portiamo questa rivoluzione nelle aziende”
Milano, 17 giu.(Adnkronos) - “Negli ultimi anni c’è stata la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale, però l’IA ha un problema: è generica, non conosce come funziona il business specifico di un’azienda, e quindi ha bisogno di essere consapevole dei dati e dei processi. Questo è ciò che fa ServiceNow: porta l’Intelligenza artificiale nel contesto operativo di ogni azienda”. A dirlo è Antonio Rizzi, VP Solution Consulting di ServiceNow, a margine del ServiceNow AI Summit. L’evento, ora in corso negli East End Studios di Milano, rappresenta un’occasione per scoprire le soluzioni più innovative e confrontarsi con gli esperti del settore. Un modo per esplorare le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nelle pratiche aziendali e nel lavoro di tutti i giorni. L’incontro è stato organizzato da ServiceNow, società di software statunitense attiva da oltre vent’anni che, come ricorda Rizzi, offre una piattaforma per ‘semplificare e digitalizzare i processi lavorativi in azienda’. Per fare questo ha sviluppato una ‘AI control tower’, racconta il manager, ‘cioè un meccanismo di controllo che permette all’Ia di agire in sicurezza e con precisione’.
E più nel concreto, “ServiceNow mette a disposizione quello che chiamiamo ‘autonomous workforce”, aggiunge Rizzi, “cioè dei veri e propri impiegati digitali che grazie all’IA possono prendere in carico i processi portandoli a termine in autonomia, sfruttando i dati, le regole e tutta la storia decisionale che ServiceNow ha accumulato all’interno dell’azienda”.
Sostenibilità, Viridis Energia Spa inaugura l'impianto solare di Poviglio da 12 Mwp, valore per il territorio
Poviglio, 17 giu. - (Adnkronos) - Viridis Energia S.p.A., società del Gruppo Fnm, produttore indipendente di energia da fonti rinnovabili, annuncia l’inaugurazione del nuovo impianto fotovoltaico di Poviglio, da 12 MWp, che rappresenta un importante traguardo nel percorso di crescita dell’azienda. L’impianto, connesso alla rete elettrica nazionale, è stato autorizzato da Arpae Emilia-Romagna in sinergia con il Comune di Poviglio e il Comune di Boretto, contribuendo alla valorizzazione di un’area ricadente in un Ambito Produttivo Specializzato e precedentemente non valorizzata. Il progetto si distingue per innovazione tecnologica, efficienza e sostenibilità ambientale. L’infrastruttura integra moduli fotovoltaici ad alta efficienza, sistemi tracker e inverter di ultima generazione, garantendo elevate performance e affidabilità operativa. Particolare attenzione è stata dedicata alla permeabilità del suolo e alla reversibilità delle opere, a tutela del territorio nel lungo periodo. La sostenibilità ambientale è un elemento centrale del progetto anche attraverso opere compensative che coinvolgeranno il tessuto sociale, creando valore per la comunità locale e promuovendo comportamenti virtuosi e uno sviluppo sostenibile duraturo.
Claudio D’Amico, presidente di Viridis Energia S.p.A., ha dichiarato che “l’impianto di Poviglio rappresenta un esempio concreto di come innovazione, sostenibilità e riqualificazione territoriale possano convivere. La transizione energetica deve generare valore per i territori, non solo attraverso la produzione di energia pulita e la riduzione delle emissioni, ma anche con interventi capaci sia di creare benefici tangibili per la comunità locale, sia di promuovere consapevolezza ambientale e sviluppo sostenibile nel lungo periodo. Desidero inoltre sottolineare che la nostra è una società interamente italiana che con questi investimenti, su terreni di proprietà, contribuisce al raggiungimento del fabbisogno energetico italiano con fonti interne in modo da essere sempre meno soggetti alla volatilità ed indeterminatezza dei mercati energetici mondiali”.
Andrea Gibelli, presidente di Fnm S.p.A., ha affermato che “la crescita nel settore delle energie rinnovabili è un pilastro fondamentale del Piano strategico 2024-2029 del Gruppo Fnm. Vogliamo contribuire attivamente alla transizione energetica del Paese, diventando un operatore di riferimento nella produzione di energia fotovoltaica ed eolica oltre che nello sviluppo dell'offerta di idrogeno per supportare le reti di trasporto. L’impegno e gli investimenti nella produzione di energia pulita contribuiscono in modo concreto alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dei territori in cui operiamo, dando sostanza ai principi che ispirano la nostra azione: innovazione, sicurezza, sostenibilità economica, sociale e ambientale”.
ServiceNow AI Summit, evento con 500 decision maker dei principali mercati pubblici e privati
Milano, 17 giu.(Adnkronos) - Le aziende oggi si trovano sommerse da applicazioni frammentate e AI pilot che non apportano benefici. È necessaria una piattaforma intelligente unificata che monitori, supporti le decisioni, agisca sulla base di dati e governi in ambito It, Crm, Hr e oltre, generando risultati concreti in ogni area di business. Questo il messaggio chiave che emerge da ServiceNow AI Summit Milano, il principale evento dedicato alla business community in Italia di ServiceNow.
Il keynote della manifestazione si è focalizzato sull’Ai Control Tower di ServiceNow, una dashboard intelligente in grado di abilitare guardrail per agenti AI e processi. Questo permette ai responsabili aziendali di controllare il proprio business, assicurando governance, compliance, security e linee guida chiare per tutti i casi d’uso.
L'evento ha approfondito anche il concetto di Autonomous Workforce. I responsabili IT aziendali trascorrono troppo tempo in attività operative di routine per risolvere problemi, gestire aggiornamenti e capacità, mentre innovazione e progetti strategici restano in attesa. Gli agenti AI possono essere addestrati per svolgere queste attività ripetitive, permettendo alle organizzazioni di concentrarsi sulle priorità più importanti.
questo ServiceNow impiega agenti AI in tutti i processi di business per aumentare l’efficienza operativa e avvicinarsi a obiettivi come Zero-touch Support, Zero interruzioni del servizio, Zero problemi sugli asset, Zero violazioni gravi e Zero investimenti non allineati agli obiettivi.
Inoltre, molti progetti AI si arrestano perché i dati sottostanti non sono connessi, affidabili o contestualizzati. Per questo è fondamentale connettere qualsiasi fonte di dati, per garantire governance e sicurezza in modo continuativo e fornire agli agenti AI il contesto specifico di business, rendendo gli insight disponibili direttamente nel workflow e permettendo loro di agire.
L'evento ha coinvolto 500 decision maker dei principali mercati pubblici e privati e ha visto la partecipazione e l'intervento di importanti partner come Microsoft, Accenture, Deloitte, Capgemini e Devoteam. Tra le aziende clienti presenti Costa Crociere, Iren, Nexi Group, Terna, Bancomat, Brightstar Lottery ed Eutelsat, che hanno raccontato come stanno utilizzando l'intelligenza artificiale e i risultati che hanno ottenuto.
Mazzon (Iren): "Con ServiceNow ottimizziamo il ticketing”
Milano, 17 giu.(Adnkronos) - “Ad oggi con ServiceNow abbiamo già introdotto strumenti di Intelligenza artificiale come l’Ai Assist, che ci consente di ottimizzare ulteriormente l’ambito del ticketing e di automatizzare l’indirizzamento dei ticket stessi”. Così Luca Mazzon, Head of Ict Solutions - Corporate and Energy Management di Iren, a margine del ServiceNow AI Summit. L’evento, ora in corso negli East End Studios di Milano, rappresenta un’occasione per approfondire i temi legati all’Intelligenza artificiale, per scoprire le soluzioni più innovative e confrontarsi con gli esperti del settore, esplorando le modalità con cui è possibile adottare questo strumento nelle pratiche aziendali e nel lavoro di tutti i giorni.
L’incontro è stato organizzato da ServiceNow, società di software statunitense che ha sviluppato una piattaforma di cloud computing per aiutare le imprese a gestire le operazioni e i flussi di lavoro digitali. “L’avventura di ServiceNow in Iren inizia nel 2020”, racconta Mazzon, “apportando fin da subito benefici su processi come quello dell’Itsm, dunque nella gestione del ticketing, efficientando processi aziendali che in quel momento erano molto critici perché non strutturati e bisognosi di una piattaforma.
Con ServiceNow abbiamo fatto un passo in avanti”, continua il manager, “arrivando a un sistema in grado di guidarci nella gestione dell’incident, del change e delle service request”. Quanto al futuro, “pensiamo di incrementare ancor più questo contributo”;, conclude Mazzon, “integrando ulteriormente questa piattaforma nei nostri processi aziendali. E non più solo nel mondo dell’Itsm, ma anche nell’Hr e nel risk management”.
Giannelli (ServiceNow): "E' rivoluzione che richiede volontà di tutti”
Milano, 17 giu.(Adnkronos) - “È una rivoluzione che porterà sicuramente dei grandissimi vantaggi, ma bisogna farla insieme, perché non esiste un ecosistema in grado di evolvere in un modo così trasformativo senza la volontà di tutti”. Ad affermarlo Filippo Giannelli, Vp Italy & Israel, Country Leader Italy di ServiceNow, a margine del ServiceNow Ai Summit. Levento, ora in corso negli East End Studios di Milano, rappresenta un momento di apprendimento e di confronto con gli esperti del settore dell’Intelligenza artificiale, un’occasione per comprendere come implementare questo strumento nella propria organizzazione e nel lavoro di tutti i giorni.
Come spiega Giannelli, “oggi siamo qui perché insieme ai nostri clienti, ai nostri partner e ai nostri testimonial stiamo scambiando idee, stiamo cercando di capire qual è la via migliore per realizzare questa rivoluzione”. In questo contesto, sottolinea Giannelli, ServiceNow ha “la responsabilità di tracciare una via, di mettere a fattor comune le varie esperienze”.
La società di software statunitense ha infatti sviluppato una piattaforma di cloud computing per aiutare le aziende a gestire le operazioni e i flussi di lavoro digitali. “ServiceNow è l’Ai control tower per la business reinvention”, racconta il manager. “Con l’AI stiamo ritrasformando il modo di lavorare. Siamo la piattaforma migliore per realizzare questa trasformazione perché noi i processi li facciamo da più di vent’anni: a livello mondiale”, conclude Giannelli, ‘ci sono più di cento miliardi di workflow costruiti su ServiceNow’.
AAA assistenti bagnanti cercasi, presidente balneari lancia allarme: "Spiagge a corto di personale”
Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Spiagge a corto di personale. La carenza di lavoratori stagionali, in particolare di assistenti bagnanti, diventa un nodo cruciale per il settore balneare, messo a dura prova dai rischi sulla piena operatività degli stabilimenti. Come spiega all'Adnkronos Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib-Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio, "alla base c'è un problema demografico: ci sono sempre meno ragazzi, i quali tendono a preferire un'occupazione di tipo continuativo", oltre al fatto che "lavorare d'estate, mentre gli altri coetanei magari vanno a divertirsi, certamente non aiuta". Si tratta, secondo Capacchione, di una criticità ormai diffusa nel turismo stagionale, ma che "raggiunge livelli drammatici" nel caso degli assistenti bagnanti, una "figura fondamentale" per gli stabilimenti balneari perché "senza assistente bagnanti non si può neanche aprire".
Tra coloro che scelgono di 'fare la stagione', poi, ci sono mansioni più appetibili, come quella del cameriere, "che può anche contare sulle mance", mentre sull'assistente bagnanti "pesa anche una maggiore responsabilità". Il nodo, secondo il presidente del Sib, non è comunque di natura retributiva: "Non si tratta di un problema economico, perché generalmente quel tipo di figure viene pagato bene", piuttosto "servirebbero degli incentivi". E in questo senso, Capacchione richiama la necessità di un intervento normativo: "Da tempo -dice- abbiamo proposto al governo di incentivare questi ragazzi", anche perché "svolgono una funzione di interesse pubblico" e "il loro lavoro consente alle persone di godersi il mare in tutta sicurezza". Un elemento, questo, confermato dai dati dell'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, istituito dal ministero della Salute e coordinato dall'Istituto superiore di sanità, secondo cui in Italia si registrano circa 350 decessi per annegamento all'anno. E che, ricorda, "nelle spiagge libere si registra il doppio degli annegamenti rispetto alle spiagge in gestione che sono sempre presidiate".
"L'assistente bagnanti -ricorda poi il presidente Sib- è una figura specializzata, che richiede un'abilitazione rilasciata sotto il controllo delle Capitanerie di Porto dopo corsi di almeno 100 ore con prove teoriche e fisiche". Per far fronte alla carenza, il settore ha iniziato anche a guardare all'estero, anche se con delle criticità: "Ci stiamo rivolgendo anche ai lavoratori stranieri -conferma- ma il fatto è che ci sono difficoltà burocratiche, oltre al rischio che, una volta terminata la stagione, queste persone possano finire in un circuito di clandestinità". Proprio per questo "abbiamo proposto al governo l'introduzione di un titolo di preferenza nei concorsi pubblici per chi svolge questa attività di pubblico servizio", ma la proposta, "purtroppo finora è rimasta senza esito". Da qui l'appello all'Esecutivo: "Ci auguriamo che la questione venga presa in considerazione e che si valuti l'introduzione degli incentivi". Del resto, conclude, "ragazzi che scelgono di lavorare d'estate, svolgendo un lavoro di pubblica utilità come salvare vite umane, meriterebbero di essere premiati". (di Cristina Livoli)


