16:44:10 CASERTA. Stefano Lombardi, segretario provinciale del Pd di Caserta, replica al deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano sul caso Carditello. Il dem contesta la versione del parlamentare e chiama in causa direttamente il Ministerodella Cultura.
“Chi vive su Marte è Cangiano. Nessuno ha fondato la denuncia sulle dimissioni dei revisori. Il punto è un altro e sta scritto negli atti. Il Partito Democratico ha chiesto il commissariamento della Fondazione perché la relazione dei revisori, nominati dal Ministero della Cultura del governo Meloni, segnala nell’ultima pagina una situazione ormai non più sostenibile” - attacca il segretario Lombardi -.”
“Il trucco è chiaro. Cangiano cambia la parola e spera di cambiare il fatto, ma gli organi di controllo descrivono una situazione finanziaria al collasso”.
“Il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori sono scaduti il 27 aprile 2026” - incalza il segretario dem - “Erano stati nominati con decreto ministeriale n. 286 del 27 aprile 2023, durata triennale. Dal 28 aprile chi sta gestendo lo fa in prorogatio. E la prorogatio non può diventare possesso politico di Carditello. Onorevole Cangiano, la Reggia di Carditello non è proprietà di Fratelli d’Italia!”.
“Anche sulla trasparenza - continua il dem Lombardi - Cangiano mistifica la realtà delle cose. Controlli il sito, se sa che esiste, e le pagine su consulenze e personale non a tempo determinato: sono ferme al 10 ottobre 2023. Addirittura nell’organigramma mancano i documenti. ‘Amministrazione trasparente’ solo nel nome”.
“Dove sono i bandi? Dove sono gli atti sulle collaborazioni? Dove risultano pubblicati incarichi e procedure per professionisti? Con quali criteri sono stati scelti? Con quali verbali? Con quali compensi?
“Al ministro Giuli chiediamo molto semplicemente di fare il ministro. Davanti a organi scaduti e conti fuori controllo non c’è altra scelta che commissariare subito la Fondazione” - conclude Lombardi.
Ecco il testo integrale del passaggio chiave della relazione dei revisori a cui fa riferimento Lombardi:
Oltre a tale sensibile deficit durante l’esercizio 2026, vi è da evidenziare che al 31.12.2026, vi sono i seguenti ulteriori debiti/accantonamenti per complessivi euro 225.230,08 per i quali ad oggi non vi è copertura finanziaria: TFR euro 100.138,89 – Irap 2018/2023 euro 72.158 - fondo imposte 13.362,19 – debito fondi previdenziali euro 30.949 – debito verso Agrorinasce euro 8.622.
Tale situazione di incapacità di far fronte ai propri debiti maturati in esercizi precedenti, nonostante le azioni di efficientamento gestionale sopra indicate, che non si incrementerà in futuro in virtù della struttura di costi e ricavi ad oggi in equilibrio, determina, come già evidenziato in atti dal Collegio, in mancanza di immediati e adeguati interventi da parte dei soci con immissione di risorse finanziarie adeguate tali da superare definitivamente la incapacità della Fondazione di far fronte ai propri debiti, il venir meno delle condizioni economico – finanziarie necessarie per la esistenza della continuità della attività della Fondazione. Pertanto, in mancanza di azioni immediate da parte dei Soci, a parere del Collegio dei Revisori, l’Organo di Amministrazione al fine di non aggravare la incapacità di far fronte ai propri debiti, deve porre in liquidazione la Fondazione interrompendo le attività ordinarie ed iniziando in condivisione con i soci le attività di dismissione e la restituzione dei beni in uso gratuito ricevuti dalla Fondazione in sede di costituzione della stessa.
In virtù delle considerazioni sopra esposte, Il Collegio dei Revisori dei Conti, ribadendo, sia le criticità sopra evidenziate in merito alla incapacità della Fondazione a far fronte ai propri debiti, sia l’urgenza e la necessità dell’intervento dei soci indispensabile al fine di evitare la messa in Liquidazione della Fondazione stessa, esprime all’unanimità parere favorevole alla approvazione del Progetto di Bilancio Preventivo dell’esercizio 2026.
Tale verbale consta di numero 12 pagine.
San Tammaro, 08.04.2026





