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Usa-Iran, Trump firma l'accordo: "Non è stato facile”

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti ha firmato personalmente una copia dell'accordo con tra Usa e Iran per porre fine alla guerra. La Casa Bianca ha pubblicato il video di Donald Trump, seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte, mentre firma l'intesa. "Non è stato facile", ha detto il tycoon, come si vede nel filmato condiviso sui social dal presidente francese.   

Dopo la firma del documento, Macron celebra il momento chiave esclamando "Bravo, ottimo lavoro". Il tycoon ha formalizzato il memorandum d'intesa  a margine del vertice del G7 per mettere fine al conflitto inziato lo scorso 28 febbraio. Come primo passo, l'Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz e gli Stati Uniti revocheranno immediatamente il blocco navale. In merito al programma nucleare, Teheran riafferma che non acquisirà né svilupperà armi nucleari. La gestione dell'uranio arricchito avverrà tramite un meccanismo che sarà concordato tra i due Paesi. Durante la fase transitoria, l'Iran manterrà l'attuale status quo del suo programma nucleare, gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni e non schiereranno ulteriori forze nella regione. "Il mio accordo è un muro contro le armi nucleari", ha affermato Trump. 

L'accordo che Iran e Stati Uniti hanno raggiunto per mettere fine alla guerra è un documento in 14 punti che illustra le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, l'allentamento di alcune restrizioni finanziarie sull'Iran e definisce come verrà affrontato il programma nucleare iraniano durante prossimi colloqui tecnici. Il titolo ufficiale del testo diffuso dagli Stati Uniti è 'Memorandum d'intesa di Islamabad tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran', anche se il presidente americano lo ha ribattezzato "il mio accordo", "un muro contro le armi nucleari”.

  1. Gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell'Iran e i loro alleati nell'attuale guerra firmano il presente Memorandum d'intesa per dichiarare la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, e si impegnano d'ora in poi a non iniziare alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza l'uno contro l'altro e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano. L'accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e le altre disposizioni del presente paragrafo.

2. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale l'uno dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell’altro.

3. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran si impegnano a negoziare e raggiungere l'accordo finale entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

4. Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d'intesa, gli Stati Uniti d'America inizieranno la rimozione del blocco navale e di qualsiasi disturbo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, e porranno fine al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli di traffico prebellico ripristinati dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni dalla stipula dell'accordo definitivo.

5. A seguito della firma del presente Memorandum d'intesa, la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnerà al massimo per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali, per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mar d'Oman e viceversa. Il traffico delle navi commerciali inizierà immediatamente, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di avviare le operazioni di sminamento da parte della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni. La Repubblica Islamica dell'Iran avvierà un dialogo con il Sultanato dell'Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in accordo con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico, nel rispetto del diritto internazionale vigente e dei diritti sovrani degli Stati costieri dello Stretto di Hormuz.

6. Gli Stati Uniti d'America si impegnano, insieme ai partner regionali, a elaborare un piano definitivo e concordato di comune accordo, del valore di almeno 300 miliardi di dollari, per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica islamica dell'Iran. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito nell'ambito di un accordo finale entro 60 giorni. Tutte le licenze, le deroghe e le autorizzazioni necessarie per le relative transazioni finanziarie saranno concesse dagli Stati Uniti d’America.

7. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a porre fine a tutte le tipologie di sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei governatori dell'Aiea e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie, secondo un calendario concordato nell'ambito dell'accordo finale. La Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America riconoscono l'importanza cruciale della questione della cessazione delle sanzioni sopra menzionata ed esprimono la loro intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.

8. La Repubblica Islamica dell'Iran ribadisce che non si procurerà né svilupperà armi nucleari. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno concordato di risolvere la questione dello smaltimento del materiale arricchito stoccato secondo un meccanismo che sarà concordato di comune accordo in conformità con il calendario menzionato al paragrafo sette, con la metodologia minima di diluizione in loco sotto la supervisione dell'Aiea. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell'arricchimento e altre questioni concordate di comune accordo relative alle esigenze nucleari della Repubblica Islamica dell'Iran, sulla base di un quadro soddisfacente che sarà concordato nell'accordo finale. L'accordo finale confermerà le disposizioni del presente paragrafo. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran riconoscono l'importanza cruciale delle questioni nucleari sopra menzionate. Esprimono la loro intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco in merito.

9. In attesa dell'accordo definitivo, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concordano di mantenere lo status quo. La Repubblica Islamica dell'Iran manterrà l'attuale status quo del suo programma nucleare e gli Stati Uniti d'America non imporranno nuove sanzioni né dispiegheranno ulteriori forze nella regione.

10. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rilasciare, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d'intesa e fino alla cessazione delle sanzioni, deroghe per l'esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, nonché per tutti i servizi associati, comprese le transazioni bancarie, le assicurazioni, i trasporti.

11. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rendere pienamente disponibili i fondi e i beni congelati o vincolati della Repubblica Islamica dell'Iran al momento dell'attuazione del presente Memorandum d'intesa. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi durante i negoziati. Tali fondi, sia che rimangano nel conto originario o che vengano trasferiti, saranno resi pienamente utilizzabili per il pagamento a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rilasciare tutte le licenze e le autorizzazioni necessarie a tal fine.

12. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran concordano sulla creazione di un meccanismo esecutivo per monitorare la corretta attuazione del presente Memorandum d'intesa e il futuro rispetto dell'accordo finale.

13. Dopo la firma del presente Memorandum d'intesa, e subordinatamente all'inizio dell'attuazione dei paragrafi 1, 4, 5, 10 e 11 del presente Memorandum d'intesa, e alla continua attuazione di tali misure, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran avvieranno negoziati riguardanti l'accordo finale esclusivamente sugli altri paragrafi.

14. L'accordo finale sarà ratificato da una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Università di Roma Tor Vergata, nel Qs World University Rankings 2027 compie un balzo in avanti di 13 posizioni

Roma, 18 giu. (Adnkronos/Labitalia) - L’Università degli studi di Roma Tor Vergata consolida e rilancia la sua posizione nel panorama accademico globale. Secondo l'edizione 2027 del QS World University Rankings pubblicata oggi da QS Quacquarelli Symonds, l’Ateneo compie un importante passo in avanti, salendo al 342° posto mondiale e guadagnando ben 13 posizioni rispetto all'anno precedente. "Il risultato di quest'anno non è un caso isolato, ma corona una traiettoria di sviluppo straordinaria nel lungo periodo. Nell'arco dell'ultimo decennio Tor Vergata si è distinta come uno dei progressi più marcati dell’intera top 10 italiana, compiendo un balzo in avanti di ben 137 posizioni e registrando un incremento del +28,6%. Questo slancio certifica l'Ateneo come una delle realtà italiane a più rapida evoluzione e sviluppo nell'impatto della ricerca prodotta. Si tratta di una progressione dalla posizione 479 alla 342: negli ultimi 4 anni Tor Vergata compie un importante avanzamento dal 14 all’8 posto su scala nazionale", si legge in una nota dell’ateneo.

A fare da traino a questo posizionamento d’eccellenza è l’indicatore legato alle Citazioni per docente dove l’Ateneo si posiziona al 252° posto globale, confermandosi il vero e proprio punto di forza di Tor Vergata e testimoniando l'altissimo valore scientifico, l'autorevolezza e l'impatto internazionale delle pubblicazioni firmate dai ricercatori dell’Ateneo.

Accanto al primato nella ricerca, i dati estratti dal report ufficiale evidenziano ottime performance e importanti segnali di crescita sul fronte della reputazione e dell'internazionalizzazione. Si registra infatti un significativo incremento nella Employer Reputation (+44 posizioni), segno di un forte apprezzamento del mercato del lavoro verso i laureati dell'Ateneo, un netto incremento nell'attrattività degli studenti Internazionali (+17 posizioni) e una crescita costante della Academic Reputation (+6 posizioni).

I dati di Tor Vergata si inseriscono in un quadro di eccezionale vitalità per la Capitale e per l'intero Paese. In controtendenza rispetto al resto d'Europa, dove i grandi sistemi universitari di Germania, Francia e Spagna arretrano, l'Italia è l’unico grande sistema dell'Unione europea in netta crescita. In questo scenario, Roma si posiziona come una delle geografie della crescita più competitive, con una variazione media di +35 posizioni che ha visto salire tutti e tre i suoi principali atenei storici.

Il rettore Nathan Levialdi Ghiron commenta: “Questo risultato della classifica QS World University Rankings 2027, che ci vede salire di 13 posizioni e consolidare un trend di crescita decennale straordinario, è il riconoscimento del talento, della dedizione e della passione della nostra intera comunità accademica. Scalare 137 posizioni in dieci anni dimostra che la traiettoria intrapresa da Tor Vergata è solida e orientata costantemente all'eccellenza. Il nostro punto di forza si conferma la qualità della ricerca scientifica, un dato che ci rende orgogliosi". 

"Sapere che Roma traina la crescita del Paese e che il nostro Ateneo è parte attiva di questo motore scientifico ci sprona a fare ancora meglio. La nostra sfida per il futuro sarà quella di tradurre questa crescente reputazione internazionale in una capacità sempre maggiore di attrazione di talenti globali, offrendo ai nostri studenti un ambiente formativo connesso con le migliori reti della conoscenza mondiale”, conclude.

Incendio a Livorno, fiamme in una ditta di stoccaggio di rifiuti: "Chiudete porte e finestre"  

(Adnkronos) - Un incendio è scoppiato oggi giovedì 18 giugno, nelle prime ore di questa mattina, nella zona industriale di Livorno, in via dell’Ecologia, presso una ditta di stoccaggio di rifiuti. "Si è formata una nube di fumo che sta interessando per adesso la zona nord della città", si legge sul sito del comune di Livorno.

La Protezione civile comunale sta seguendo la situazione e ha aperto il Coc, Centro operativo comunale, e sta monitorando l'evoluzione dell'evento. E' attiva Arpat per le valutazioni ambientali ed accertamenti. Saranno sospese le attività didattiche ed educative dei seguenti servizi: educativi scolastici pubblici e privati (nidi e scuole di infanzia ); delle scuole primarie (elementari) e secondarie di primo grado (medie).

Non saranno sospese le attività nelle scuole secondarie di secondo grado limitatamente allo svolgimento della prima prova scritta dell'esame di Maturità e non saranno sospese nelle secondarie di primo grado (medie) in cui sono programmati gli esami, si legge ancora sul sito.

Al momento si raccomanda di: chiudere e mantenere chiuse porte e finestre; disattivare, ove possibile, impianti che prevedano l'immissione di aria dall'esterno; limitare le uscite e la permanenza all'aperto ai soli casi di assoluta necessità; evitare attività lavorative, sportive, ludiche e ricreative all'aperto; mantenere, per quanto possibile, gli animali da affezione e da cortile all'interno di locali chiusi per la sospensione di tutte le attività all'aperto; provvedere al lavaggio di tutti gli ortaggi e della frutta coltivata all'aperto sul territorio comunale, prima del loro consumo.

Dalle informazioni riferite da Arpat e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni, l'incendio ha coinvolto rifiuti speciali di per sé non pericolosi. Si tratta di materiali misti post trattamento, contenenti plastiche, metalli ed altro, la cui combustione può però generare sostanze potenzialmente dannose.

Da stamani il vento debole ha ruotato progressivamente, spostando la nube verso le zone di Stagno e la zona Nord di Livorno, poi progressivamente sono state interessate le zone del centro città. Attesa ulteriore rotazione a maestrale nell'arco della mattinata.

A ora le operazioni di spegnimento sono in fase avanzata, i vigili del fuoco hanno soffocato l'incendio con schiuma e l'emissione di fumo si è notevolmente ridotta: l'incendio risulta in fase di contenimento, si attende un sensibile miglioramento dello scenario nelle prossime ore. 

Valentini: "Europa grande fonte di stabilità nello scenario mondiale, può attirare investimenti”

Roma, 17 giu. (Adnkronos) - Perché oggi si può tornare a investire in Europa? "Rappresenta una grande fonte di stabilità nello scenario geopolitico, e vediamo che con le tensioni che abbiamo vissuto c’è la volontà ovunque di stabilire nuovi canali e rafforzare quelli esistenti. Abbiamo una grande capacità tecnologica, manifatturiera e d ricerca: c’è forse maggiore prudenza ma sicuramente valore e capacità di sviluppo”.

Lo ha detto il viceministro alle Imprese e al Made in Italy Valentino Valentini aprendo il livestream che Adnkronos ha dedicato al Fii Priority Europe di Roma il summit europeo del Fii Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita e cresciuta negli ultimi anni come uno dei principali luoghi di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi, imprese globali e innovatori. All’evento hanno partecipato alcuni dei più grandi fondi d’investimento del mondo.

Sull’Italia il viceministro dice che “spesso mi trovo a spostare attenzione dei nostri interlocutori dal Made in Italy tradizionale a un Paese dove c’è una manifattura fantastica, una grande capacità di automazione e imprese di nicchia che possono fare cose che altri non possono fare. Dobbiamo spiegare al resto del mondo che siamo un Paese all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e che concorriamo con il Giappone come quarto esportatore mondiale”.

Casaluci (Pirelli): "Entro metà 2027 primo pneumatico Pirelli prodotto in Arabia Saudita”

Roma, 17 giu. (Adnkronos) - “Il primo pneumatico prodotto in Arabia Saudita da Pirelli arriverà entro metà 2027”. Lo ha detto Andrea Casaluci, Ceo di Pirelli, durante il livestream che Adnkronos ha dedicato al Fii Priority Europe, il summit europeo del Fii Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita e cresciuta negli ultimi anni come uno dei principali luoghi di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi, imprese globali e innovatori. Lo pneumatico, specifica il Ceo di Pirelli, sarà “il primo in assoluto ad essere prodotto nel Paese”.

Nel 2023 il Public investment fund (Pif) dell’Arabia Saudita e Pirelli hanno siglato un accordo di joint venture per la costruzione di una fabbrica di pneumatici in Arabia Saudita. Il Pif ha una quota del 75% della Jv, mentre Pirelli ha il restante 25%.

“Credo che il sistema Italia, e il sistema Europa, sia un bacino straordinario di innovazione. Il nostro progetto di cybertire e pneumatici intelligenti, ad esempio, si sviluppa in Italia e si avvale di partnership europee. Quando invece parliamo di diversificazione geografica, dei rischi della supply chain, di tutti i fattori fondamentali per la competitività in un mondo che è sempre meno prevedibile e sempre più esposto a volatilità o a fenomeni di crisi geopolitica, allora sì, credo che essere con le produzioni vicino ai clienti finali sia un fattore competitivo fondamentale. Pirelli da anni sta investendo per far crescere la capacità produttiva negli Stati Uniti, nell'Arabia Saudita, così come ha fatto in passato in Cina e in tutti i mercati dove vediamo un'opportunità di crescita”, sottolinea Casaluci.

Welfare: rilevazione Adnkronos, più ansia che fiducia nel futuro, 80% vede condizione peggiore tra 20 anni

Roma, 18 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Un Paese che guarda al proprio domani con più ansia che fiducia: sentimenti diffusi di preoccupazione e incertezza, tra timori per il futuro personale e per la sostenibilità del sistema, ma anche indicazioni chiare sulle priorità percepite, dal lavoro alla previdenza, fino al bisogno crescente di strumenti per affrontare il cambiamento in atto. 

E' il ritratto che emerge dai risultati della rilevazione Adnkronos, condotta su un campione non statistico di circa 2.500 rispondenti tra gli utenti del sito e dei canali social del gruppo, che ha offerto una fotografia aggiornata delle percezioni dell'utenza sul tema legate all’effetto combinati di bassa natalità e longevità.

I dati sono stati resi noti in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica e delle sue ricadute su lavoro, welfare e società, in corso oggi a Palazzo dell’Informazione, in piazza Mastai, a Roma. L’evento, dal titolo “La demografia cambia la società, aperto dal direttore di Adnkronos Davide Desario,  riunisce esponenti del governo, parlamentari, associazioni, imprese, accademici ed esperti.

Nel dettaglio, dalla rilevazione emerge che per 8 rispondenti su 10 il futuro sarà peggio. Il dato più netto riguarda le aspettative personali: l'80% di chi ha risposto ritiene che la propria condizione, da qui a vent'anni, sarà peggiore di quella attuale, contro un modesto 20% di ottimisti. Una sfiducia che affonda le radici nel giudizio sull'invecchiamento della popolazione, considerato un problema dal 73% del campione, soprattutto per le generazioni future, mentre solo il 16% lo legge come un'opportunità e appena l'11% lo esclude del tutto.

Sul fronte occupazionale, a guidare la trasformazione dei prossimi dieci anni sarà soprattutto la tecnologia: il 40% individua in una maggiore automazione e nell'intelligenza artificiale la principale conseguenza del calo demografico, il 33% punta sull'immigrazione per sostenere la forza lavoro, il 24% teme una contrazione dei lavoratori qualificati e solo un marginale 3% crede in un aumento dei salari medi. È sul tema della pensione che la preoccupazione raggiunge il picco: l'86% degli intervistati nutre dubbi sul proprio futuro previdenziale, diviso tra chi pensa che l'assegno non sarà sufficiente (48%) e chi teme di non poterne avere affatto (38%), contro un 14% che si sente garantito, tra chi confida in una pensione adeguata (9%) e chi conta su forme di integrazione (5%).

Proprio questa incertezza alimenta la domanda di competenze: il 61% del campione ammette di avere bisogno di un'educazione finanziaria, da introdurre a scuola secondo il 36% o da acquisire anche in età adulta secondo il 25%, mentre il 24% si ritiene già preparato e il 18% dichiara apertamente di non fidarsi della materia.

Il sondaggio fotografa, infine, il fenomeno del caregiving, destinato a crescere proprio per effetto dell'invecchiamento demografico: un intervistato su quattro (24%) si definisce già caregiver di un familiare, ma alla domanda su chi sostenga realmente chi si prende cura di una persona cara la risposta è impietosa, con il 58% che risponde "nessuno", il 35% che indica la sola famiglia come argine, e appena il 5% e il 2% che riconoscono un ruolo, rispettivamente, a Stato e Comuni e alle aziende. Un quadro, dunque, che racconta con chiarezza la percezione di un pubblico consapevole delle proprie fragilità demografiche su lavoro, previdenza e welfare, e che, come emerge dalla rilevazione, chiede risposte concrete a istituzioni, imprese e sistema educativo prima che il cambiamento in corso si trasformi in un'emergenza sociale.

Maturità 2026, la figlia di Saragat: "Magnifica scelta, suo discorso è ancora attuale”

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - "È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica". Così Ernestina Saragat, 98 anni, figlia dell’ex presidente della Repubblica Giuseppe, commentando con l’Adnkronos la scelta ministeriale di proporre tra le tracce della maturità 2026 nell'ambito della prova di italiano una frase del  discorso di insediamento di Giuseppe Saragat alla Costituente, pronunciato il 25 giugno 1946, quando fu eletto presidente dell’Assemblea incaricata di elaborare la nuova Costituzione italiana. “'È senz’altro positivo che un discorso così alto e importante di mio padre, pronunciato agli esordi della Repubblica, sia stato portato all’attenzione degli studenti. Il suo messaggio era importante allora e lo è ancora oggi”, ha aggiunto. 

“Questa scelta è un grande onore per la nostra famiglia, ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno”, hanno detto all’Adnkronos i nipoti dello statista socialdemocratico Augusto, Giuseppina e Pietro Santacaterina, figli di Ernestina Saragat.

“Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento - hanno aggiunto i nipoti - Siamo molto contenti e felici di questa scelta anche per nostra madre, che affiancò il padre nelle visite ufficiali dal 1964 al 1971, dato che quando divenne presidente della Repubblica nostra nonna Giuseppina Bollani era già deceduta da oltre tre anni. Nostro nonno è sempre nei nostri pensieri”. (di Paolo Martini)

Previdenza, Durigon: "Sostenere la spesa pensionistica facendo rimanere in Italia i giovani”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - “Pensare che il sistema pensionistico si possa sorreggere con l’aumento delle persone che permangono nel sistema lavorativo a un’età avanzata, è sbagliato. Credo che serva un efficientamento. Il nostro mercato del lavoro sta cambiando. Abbiamo l’intelligenza artificiale che sta entrando nel nostro sistema economico e lavorativo. Oggettivamente”, evitare che vadano all’estero, “far rimanere in Italia i giovani per dare una forza lavoro più efficiente alle aziende, secondo me, è più importante della spesa pensionistica”. Così Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, partecipando a ‘La demografia cambia la società’ in corso a Palazzo dell’Informazione a Roma.  “La spesa pensionistica è di circa 326 miliardi annui. Abbiamo un tasso di occupazione importantissimo, un record, che vale addirittura 296 miliardi. Anche un bambino delle elementari capisce che il sistema pensionistico non si sorregge”, continua Durigon osservando che “il datore di lavoro dei pensionati è lo Stato. E il reddito pensionistico, la cosiddetta spesa pensionistica, è calcolato al lordo”. L’Irpef del pensionato, “che torna allo Stato è intorno ai 70 miliardi. Quindi, oggettivamente parlando, il nostro sistema pensionistico, che per anni ci hanno raccontato come una piramide destinata a crollare, in realtà si sorregge”.

Questo “non significa dire che allora abbiamo i soldi per mandare tutti in pensione prima, anzi - avverte il sottosegretario - Secondo le proiezioni, andando avanti negli anni, avremo pensioni sempre più povere. Il Governo ha potenziato quella che è stata una grande invenzione della contrattazione collettiva: il secondo pilastro previdenziale. Il Tfr deve diventare un investimento del lavoratore, finalizzato a garantire un reddito pensionistico più congruo rispetto alle necessità future. Dobbiamo continuare a sviluppare il mercato dei fondi previdenziali. E, per non impattare ulteriormente sulla sanità del futuro, questi fondi, come tutte le forme di sostegno al reddito, devono investire sulla rendita che percepirà il lavoratore e non semplicemente sulla velocità o sulle modalità di utilizzo del Tfr. In questo contesto - aggiunge - c’è un altro tema sul quale io insisto ogni giorno: la long term care, cioè l’assicurazione sanitaria per i futuri pensionati. Se riusciremo a costruire un sistema in cui questi elementi si integrano e si completano a vicenda, credo che potremo dare un respiro importante ai pensionati di domani”. 

Come Governo, “dobbiamo fare in modo che ci sia un vero investimento pensionistico: mirato, selezionato e capace di favorire quel ricambio generazionale di cui oggi abbiamo bisogno - conclude Durigon - Allo stesso tempo dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri giovani rimangano in Italia. Questo sarà un compito fondamentale. Perché, oggettivamente, vedere 350 mila giovani che lasciano il Paese è un colpo al cuore. Ed è anche un investimento sprecato, perché si tratta di ragazze e ragazzi formati nelle nostre università”.

“Questo Governo ha fatto tanto per le famiglie, ha messo in campo molte azioni. Il salario giusto è sicuramente un aspetto sul quale questo Governo è intervenuto. Il taglio del cuneo da 10 miliardi, credo, sia stato un intervento molto consistente da parte di questo Governo. Ma credo che non sia sufficiente per il cambio culturale che serve oggi in Italia per affrontare la questione demografica. Invece del salario minimo, che avrebbe portato a una deflagrazione della contrattazione e quindi avrebbe avuto un effetto di abbattimento verso il basso, noi abbiamo bisogno di un aumento salariale costante, che vada verso l’alto e non verso il basso, sia un presupposto importante”. 

In particolare, “con il Pnrr - continua Durigon - gli investimenti sono stati importanti, anche al Sud. Abbiamo investito molto sulla formazione, sugli incentivi e anche sulla preparazione dei nostri lavoratori - illustra - Oggi abbiamo bisogno di continuare questo percorso, indirizzando le risorse che abbiamo a disposizione su temi che ancora, purtroppo, non hanno avuto una ricaduta concreta attraverso il Pnrr. Quindi occorre reincentivare queste risorse e far capire anche all’Europa che abbiamo bisogno di un pò più di flessibilità, perché oggettivamente, altrimenti, non usciremo con la marcia giusta da questa fase”.

Alimenti, il futuro delle carni suine oggi all'assemblea Assica

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - In occasione dell'Assemblea annuale di Assica, che quest'anno celebra 80 anni, l'Associazione riunirà Istituzioni, economisti e imprese per analizzare le dinamiche dell'export, le sfide in campo e dibattere sulle prospettive di crescita di un settore che, con un fatturato di oltre 10 miliardi di euro e un export di 2,5 miliardi, rimane uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare. I lavori avranno inizio con gli interventi di Lorenzo Beretta, Presidente di Assica, Pietro Paganini, Professore alla Temple University di Philadelphia e Presidente del policy institute Competere, Thanawat Tiensin, Direttore produzione e salute animale FAO. Ha confermato la partecipazione anche Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di esponenti del mondo imprenditoriale e delle Istituzioni, dedicata all’analisi dello scenario geoeconomico internazionale, delle ricadute che questo ha sull’export e sul futuro delle imprese. 

Edilizia, Berardo (Velux): "Riqualificare puntando a qualità ambienti”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) -  "Lavorare insieme per definire un futuro sostenibile delle abitazioni, sia in termini di qualità della vita e degli ambienti - attraverso la ventilazione e la luce naturale - sia in termini di efficienza energetica e di valorizzazione degli immobili stessi. Oggi la maggior parte delle costruzioni in Italia risale dagli anni '60 in poi e ha bisogno di essere rivista". A dirlo è stata Raffaella Berardo, vice-president del Gruppo Velux, partecipando all'incontro 'Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', nella sala Caduti di Nassiriya del Senato. Un incontro che si è fatto promotore di un confronto istituzionale, scientifico e industriale sul futuro della riqualificazione edilizia in Italia, ponendo al centro il tema della qualità degli ambienti interni e della salubrità degli edifici.

"Come Velux siamo molto orgogliosi di far parte di questo evento al Senato - sottolinea Berardo - perché si parla di una tematica importante: come i vari interlocutori che intervengono sugli ambienti possano e debbano lavorare insieme. Non si tratta soltanto di lavorare sull'efficienza energetica, ma di migliorare la qualità degli ambienti per le persone che ci vivono, partendo dal patrimonio edilizio esistente". Per la vice-president del Gruppo Velux "è importante mettere insieme interlocutori chiave come l'industria, i professionisti del mondo della progettazione, come gli architetti, e ovviamente le istituzioni. In quanto Velux - conclude - sentiamo di avere un ruolo rilevante in termini di innovazione e sostenibilità”.

Edilizia, Di Francesco (Velux): "Luce e ventilazione naturale elementi di un unico sistema progettuale”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) -  "Negli ultimi anni l'efficienza energetica è stata posta al centro delle politiche edilizie. L'idea attuale è invece quella di promuovere un approccio integrato che vada oltre questo singolo aspetto. Sicurezza, efficienza energetica, adattabilità climatica e salubrità, intesa come luce e ventilazione naturale, comfort termico e acustico, devono essere considerate come elementi di un unico sistema progettuale". Sono le parole di Lorenzo Di Francesco, public affairs manager di Velux Italia, durante la conferenza 'Oltre l'efficienza. Qualità degli ambienti interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', che si è tenuta nella Sala Caduti di Nassirya al Senato della Repubblica.

Un’occasione per presentare lo studio preliminare sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) realizzato dalla Sima proprio in collaborazione con Velux Italia. "Un edificio salubre è un edificio efficiente - riprende Di Francesco - ma non è sempre vero il contrario: un immobile di nuova costruzione o riqualificato può avere ottime prestazioni energetiche senza garantire automaticamente il benessere per le persone e la qualità degli ambienti interni. Riteniamo fondamentale che anche le normative e i processi autorizzativi e burocratici migliorino, ponendo la qualità degli ambienti interni come una leva per il mercato immobiliare e per lo sviluppo economico. Un edificio salubre è, a tutti gli effetti, un immobile che ha una maggiore capacità di generare valore nel tempo", conclude.

Farmaceutica: 80 anni di Bms in Italia, 42 molecole in sviluppo e 120 studi clinici in corso

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Sono 42 le molecole di Bristol Myers Squibb in sperimentazione in Italia e spaziano dall’oncologia all’ematologia, dalle malattie cardiovascolari fino all’immunologia e alle neuroscienze. Negli ultimi 5 anni, l’azienda ha investito oltre 90 milioni di euro nella ricerca clinica nel nostro Paese, e oggi è impegnata con più di 120 studi in oltre 700 centri ospedalieri e il coinvolgimento di più di 2200 pazienti. Questi numeri testimoniano la partnership consolidata di Bristol Myers Squibb con l’Italia. È una storia di successo e di continua innovazione a favore dei pazienti, iniziata esattamente 80 anni fa. Il ruolo centrale del nostro Paese nella strategia globale dell’azienda è evidenziato in una conferenza stampa oggi a Roma, al Centro Studi Americani, con gli interventi di Marta Costanzo Youth (Deputy Chief of Mission US Embassy) e Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e il videomessaggio del ministro della Salute  Orazio Schillaci. 

"Da 80 anni la nostra ricerca si concentra dove c’è più bisogno, in aree terapeutiche che hanno segnato passaggi decisivi nell’evoluzione della medicina. Dalla disponibilità degli antibiotici alle terapie in virologia, dalle soluzioni per le patologie cardiovascolari e neurodegenerative fino alle più recenti innovazioni in immuno-oncologia, abbiamo ridefinito il paradigma di trattamento di molte malattie gravi - spiega Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia -. Nel corso dei decenni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il contributo di Bristol Myers Squibb in Italia non si misura solo nell’innovazione terapeutica resa disponibile, ma anche nel nostro ruolo di partner industriale del Paese. Nel triennio 2023/2025 l’azienda, come media annua, ha infatti contribuito a generare in Italia 369 milioni di euro di Pil, secondo l’impact assessment report redatto da PwC. La nostra responsabilità è continuare a costruire, insieme alla comunità scientifica e alle Istituzioni, un percorso fatto di ricerca, innovazione e progresso”.

"A livello globale, il punto di forza della pipeline di Bristol Myers Squibb risiede nella sua ampiezza e profondità, sostenute da piattaforme innovative e da un impegno costante nelle aree terapeutiche a più elevato bisogno medico insoddisfatto - afferma Cristian Massacesi, Executive Vice President, Chief Medical Officer and Head of Development, Bristol Myers Squibb -. L’Italia riveste un ruolo strategico per la ricerca e lo sviluppo clinico di Bristol Myers Squibb. Siamo orgogliosi della solidità dell’ecosistema clinico e accademico italiano e del contributo che i ricercatori e i centri italiani apportano ai nostri programmi globali di sviluppo clinico”. “Guardando al futuro - continua Cristian Massacesi - la nostra ambizione è continuare a elevare gli standard di cura per i pazienti in tutto il mondo affetti da alcune delle patologie più difficili da curare”.

In oncologia, Bristol Myers Squibb  - informa una nota - "ha introdotto terapie che hanno segnato tappe fondamentali nella storia del trattamento dei tumori, molte delle quali sono ancora oggi ampiamente utilizzate. Tra queste, un farmaco appartenente alla classe dei taxani, sviluppato in collaborazione con il National Cancer Institute statunitense. Successivamente, l’azienda ha contribuito alla rivoluzione dell’immunoterapia, con l’introduzione nella pratica clinica dei checkpoint inhibitors, che ha trasformato la prognosi del melanoma metastatico: se dieci anni fa la sopravvivenza a cinque anni era inferiore al 10%, oggi supera il 50%”.

"I taxani hanno rivoluzionato le cure contro il cancro e costituiscono ancora oggi capisaldi della chemioterapia – afferma Carmine Pinto, direttore Oncologia medica Ausl-Irccs di Reggio Emilia -. Nel 2025, in Italia, sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore e, negli ultimi 10 anni, vi è stata una riduzione del 9% dei decessi oncologici. L’innovazione, insieme alla prevenzione e all’adesione agli screening, ha contribuito a questo risultato. Oltre al melanoma, l'immunoterapia ha modificato l’algoritmo terapeutico di numerose neoplasie solide. In alcuni casi, i risultati ottenuti nei pazienti affetti da malattia avanzata rappresentano il razionale per l’utilizzo anche negli stadi più precoci, aumentando così le possibilità di guarigione. Le sfide della ricerca passano attraverso la comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia e la definizione della corretta sequenza di terapie". 

In ematologia - riferisce la nota -  Bristol Myers Squibb "ha contribuito in modo determinante alla definizione degli standard di cura, a partire dal mieloma multiplo, ambito in cui un farmaco immunomodulante ha rappresentato per anni il cardine del trattamento. La ricerca dell’azienda ha portato alla prima terapia cellulare Car-T approvata in Italia nel mieloma multiplo e ad un’altra Car-T, disponibile per i pazienti con linfoma a grandi cellule B, la forma più frequente di linfoma non Hodgkin". "Le neoplasie ematologiche spesso hanno rappresentato l’apripista di trattamenti innovativi, come le target therapies, che poi sono stati utilizzati anche nei tumori solidi - spiega Armando Santoro, direttore Cancer Center Irccs Humanitas Research Hospital (Rozzano) -. L’innovazione terapeutica nel mieloma multiplo negli ultimi 25 anni è stata rappresentata dall’introduzione di farmaci con azione diretta verso le plasmacellule e verso il 'microambiente midollare', primi tra tutti gli immunomodulatori. Le Car-T, linfociti del paziente modificati geneticamente, sono il risultato dello straordinario lavoro svolto in laboratorio e nella pratica clinica e costituiscono la frontiera più avanzata dell’immunoterapia. Le terapie Car-T sono approcci 'chemio-free', che non prevedono l’impiego della chemioterapia in associazione, offrendo così potenziali vantaggi significativi per i pazienti. La ricerca è orientata verso lo sviluppo di trattamenti sempre più tollerabili, con l’obiettivo di preservare al meglio la qualità di vita dei pazienti”.

Nelle malattie cardiovascolari - dettaglia la nota - Bristol Myers Squibb ha introdotto il primo ACE-inibitore, che ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento dell’ipertensione arteriosa e ha lanciato un antiaggregante che, per decenni, è rimasto lo standard globale nella prevenzione degli eventi tromboembolici. Successivamente un anticoagulante orale di nuova generazione ha contribuito a ridefinire la prevenzione degli eventi cardiovascolari. A novembre 2025, un altro importante traguardo raggiunto, con l’approvazione della prima terapia che agisce sui meccanismi all’origine della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

"In Italia, oltre 350mila persone sono colpite da cardiomiopatia, di cui più di 100mila presentano forme ipertrofiche - sottolinea Gianfranco Sinagra, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic) -. La forma ipertrofica, causata da ispessimento del muscolo cardiaco, presenta una forte componente genetica. Si stima, infatti, che circa il 50% dei pazienti abbia una conclamata predisposizione ereditaria. Il nostro Paese vanta una cultura decennale nella cura delle cardiopatie genetiche e i centri di riferimento per questa patologia sono diffusi su tutto il territorio. I ricercatori italiani, inoltre, hanno offerto un contributo decisivo allo sviluppo di questa terapia innovativa in grado di offrire risposte concrete ai bisogni dei pazienti, perché può migliorare la loro qualità di vita, riducendo l’entità dei sintomi ed il ricorso all’intervento chirurgico in più dell’80% dei casi e condizionando favorevolmente l’espressività biologica di malattia”.

In neurologia, la ricerca di Bristol Myers Squibb ha sviluppato una terapia orale innovativa per la cura della sclerosi multipla, disponibile in Italia dal 2021. Ogni anno, nel nostro Paese, si stimano circa 3.600 nuove diagnosi, con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti. "La sclerosi multipla è una delle patologie neurologiche croniche più diffuse nelle persone giovani adulte - afferma Eleonora Cocco, direttrice Sc Centro Regionale Sclerosi multipla, Asl Cagliari/Università di Cagliari -. I sintomi più frequenti riguardano, tra gli altri, la vista, la sensibilità, le capacità motorie e il controllo sfinterico. I deficit cognitivi sono presenti in una percentuale significativa di persone fin dagli stadi precoci e sono correlati all’atrofia cerebrale che si instaura nel tempo. È fondamentale, quindi, disporre di terapie in grado di modificare il decorso della malattia fin dalle fasi iniziali, prevenendo la progressione della disabilità fisica e cognitiva. Preservare la riserva cerebrale fin da subito è il presupposto essenziale per garantire l'efficacia di un approccio integrato, mirato a proteggere la qualità di vita e l’autonomia delle persone”.

La ricerca di Bristol Myers Squibb  - riferisce la nota - "è focalizzata anche nello sviluppo di una molecola in grado di controllare i sintomi e stabilizzare il declino cognitivo nell’Alzheimer e schizofrenia, aree terapeutiche in cui persiste un elevato bisogno clinico insoddisfatto".  "Sono orgogliosa di quanto abbiamo costruito in questi 80 anni - conclude Regina Vasiliou -. Questo anniversario non rappresenta un traguardo ma una tappa del nostro percorso, per continuare a generare valore nel lungo periodo. Stiamo vivendo una fase di straordinaria accelerazione scientifica. In questo contesto, il settore farmaceutico rappresenta una leva strategica fondamentale per rafforzare la competitività e il futuro del nostro Paese. Investire in salute significa prima di tutto ampliare le opportunità di cura per i pazienti e generare un beneficio concreto per la comunità, ma anche contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia”.

Ricerca, Bellotti (San Matteo): "Qui più discipline, un obiettivo comune”

oma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - "Una caratteristica distintiva del San Matteo è quella di aver voluto unire discipline diverse attorno alla missione della ricerca. Penso che il segreto del successo e della competitività della nostra realtà nel panorama nazionale sia proprio questo: coniugare competenze molto differenti tra loro. Nel corso della mia carriera, ho lavorato in importanti ospedali di ricerca negli Stati Uniti e soprattutto nel Regno Unito. Questa esperienza mi ha permesso di confrontare da vicino realtà scientifiche considerate tra le migliori al mondo e di constatare direttamente lo straordinario valore dei ricercatori del San Matteo e delle ricerche che qui vengono sviluppate". Lo ha detto il direttore scientifico della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Vittorio Bellotti, in occasione del lancio della campagna per il 5xmille a sostegno della ricerca.

Nell'istituto "lavorano più di cento giovani ricercatori, sono figure forse poco visibili al pubblico, ma fondamentali per la ricerca - sottolinea Bellotti - Non sono tutti medici, alcuni sono specialisti in discipline come la fisica, la matematica, l'ingegneria e la chimica. Solo grazie all'integrazione del loro lavoro con quello del personale sanitario, medici e infermieri, possiamo affrontare sfide complesse. Conosco questi ricercatori - afferma il direttore scientifico - li frequento e vedo ogni giorno la loro passione e la loro soddisfazione anche di fronte a un piccolo progresso, ma ne vivo anche le frustrazioni, un aspetto che va ricordato. Donare il 5xmille al San Matteo significa aiutare questi giovani ricercatori, non lasciarli soli davanti alle difficoltà, costruendo una vera alleanza tra i cittadini e queste figure così importanti". 

"Sempre di più ci troviamo di fronte a patologie complesse: malattie per le quali la diagnosi è molto difficile, le terapie non sono completamente efficaci o, in certi casi, non abbiamo ancora cure disponibili - prosegue Bellotti - L'approccio interdisciplinare del San Matteo permette di affrontare queste tematiche difficili. Così, accanto a un'eccellenza in ematologia, ne troviamo ad esempio una in ostetricia, fondamentale per affrontare una malattia rara ematologica in corso di gravidanza. Direi che è proprio la sinergia tra le tante discipline eccellenti a fare del San Matteo una realtà davvero unica nel panorama nazionale e territoriale”.

Il direttore scientifico del Policlinico San Matteo di Pavia si sofferma poi sull'importanza di riunire ricerca e cura in un unico istituto: "La medicina ha ancora molti limiti. Esistono situazioni nelle quali non abbiamo tutte le risposte ed è per questo che bisogna svolgere un'attività di ricerca di frontiera, al limite delle conoscenze - osserva - Questo approccio ha un impatto ovvio sulla possibilità di sviluppare nuove cure più efficaci, ma incide anche sulla sostenibilità, consentendo di evitare trattamenti non appropriati”.

"Un altro tema centrale - aggiunge Bellotti - è quello di rendere le cure accessibili al maggior numero di persone, un ambito in cui il San Matteo svolge un'attività molto importante. La ricerca, infatti, non si focalizza solo sulla patologia, ma riguarda anche il miglioramento dell'organizzazione e della presa in carico del paziente, considerato non solo per il suo problema medico, ma anche per il suo vissuto rispetto alla malattia. Per questo motivo offriamo un supporto psicologico dedicato alle patologie più complicate e difficili. Al San Matteo il paziente è al centro, insieme ai suoi diritti: il modo migliore per garantire la sua individualità e identità è la necessità di lavorare per la sua cura", conclude.

Tomassini (Age-It): "Continuare a studiare l'invecchiamento che cambia”

Roma, 18 giu. (Labitalia) - Il progetto Age-It, “finanziato con il Pnrr è un progetto fondamentale sull’invecchiamento, che ha avuto un forte investimento sia in termini economici sia di personale. Abbiamo più di mille ricercatori e oltre 2mila pubblicazioni. Abbiamo fatto veramente tantissime cose. Questo non è solo un progetto, ma un programma. Non vogliamo che, finito il Pnrr, tutto si chiuda, perché altrimenti sarebbe un investimento sprecato. L’idea è continuare a lavorare e portare nel dibattito pubblico una visione di demografia positiva: l’invecchiamento è una sfida, non un problema. Noi dobbiamo pensare che esiste una nuova fase della vita, dopo quella che consideriamo età pensionabile, intorno ai 65 anni, c’è una fase in cui le persone sono istruite, ancora in buona salute, si dedicano al volontariato e possono continuare a dare molto”. Così Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It, intervenendo al dibattito istituzionale 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, in corso al Palazzo dell'Informazione di Roma.

L’invecchiamento “non è tutto uguale e i nuovi anziani sono più istruiti - aggiunge Tomassini - e questo significa che fanno maggiore prevenzione, hanno uno stato di salute migliore e vivono più a lungo. In Italia, un uomo con una laurea vive in media sei anni in più rispetto a chi non ha un titolo di studio alto: quando pensiamo alle pensioni c’è anche questo elemento da considerare. I nuovi anziani, inoltre, sono più digitali rispetto al passato, quindi hanno maggiori possibilità di intervenire su vari aspetti: la salute, la telemedicina, l’accesso alle conoscenze attraverso internet. Sono tutti elementi che migliorano rispetto al passato. Le famiglie quindi sono più povere in termini di componenti orizzontali, meno fratelli, sorelle, cugini, ma con più interazioni verticali, con figli, nipoti e probabilmente anche pronipoti”.

Gli studi portati avanti con Age-It “misurano come contrastare il declino cognitivo, ma anche le disuguaglianze: territoriali, generazionali - sottolinea Tomassini - Abbiamo creato indici che cercano di capire se gli anziani, in termini di risorse e di peso politico, abbiano lo stesso peso dei giovani. Lo facciamo anche rispetto al carico di cura, perché le donne passano circa il 30% della loro vita in condizioni di maggiore carico rispetto agli uomini. Sono tutti aspetti che ci aiutano a comprendere meglio la sfida dell’invecchiamento e - conclude - a prendere decisioni politiche più consapevoli e più sagge”.

Ricerca, Bellotti (San Matteo): "Qui più discipline, un obiettivo comune”

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - “Una caratteristica distintiva del San Matteo è quella di aver voluto unire discipline diverse attorno alla missione della ricerca. Penso che il segreto del successo e della competitività della nostra realtà nel panorama nazionale sia proprio questo: coniugare competenze molto differenti tra loro. Nel corso della mia carriera, ho lavorato in importanti ospedali di ricerca negli Stati Uniti e soprattutto nel Regno Unito. Questa esperienza mi ha permesso di confrontare da vicino realtà scientifiche considerate tra le migliori al mondo e di constatare direttamente lo straordinario valore dei ricercatori del San Matteo e delle ricerche che qui vengono sviluppate”.

Lo ha detto il direttore scientifico della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Vittorio Bellotti, in occasione del lancio della campagna per il 5xMille a sostegno della ricerca.

Nell’istituto “lavorano più di cento giovani ricercatori, sono figure forse poco visibili al pubblico, ma fondamentali per la ricerca - si sofferma Bellotti - Non sono tutti Medici, alcuni sono specialisti in discipline come la fisica, la matematica, l'ingegneria e la chimica. Solo grazie all'integrazione del loro lavoro con quello del personale sanitario - medici e infermieri - possiamo affrontare sfide complesse. Conosco questi ricercatori - afferma - li frequento e vedo ogni giorno la loro passione e la loro soddisfazione anche di fronte a un piccolo progresso, ma ne vivo anche le frustrazioni, un aspetto che va ricordato. Donare il 5xMille al San Matteo significa aiutare questi giovani ricercatori, non lasciarli soli davanti alle difficoltà, costruendo una vera alleanza tra i cittadini e queste figure così importanti”.

“Sempre di più ci troviamo di fronte a patologie complesse: malattie per le quali la diagnosi è molto difficile, le terapie non sono completamente efficaci o, in certi casi, non abbiamo ancora cure disponibili - prosegue il direttore scientifico - L’approccio interdisciplinare del San Matteo permette di affrontare queste tematiche difficili. Così, accanto a un'eccellenza in ematologia, ne troviamo ad esempio una in ostetricia, fondamentale per affrontare una malattia rara ematologica in corso di gravidanza. Direi che è proprio la sinergia tra le tante discipline eccellenti a fare del San Matteo una realtà davvero unica nel panorama nazionale e territoriale”.

Il Direttore Scientifico si sofferma poi sull’importanza di riunire ricerca e cura in un unico istituto: “La medicina ha ancora molti limiti. Esistono situazioni nelle quali non abbiamo tutte le risposte ed è per questo che bisogna svolgere un'attività di ricerca di frontiera, al limite delle conoscenze - osserva - Questo approccio ha un impatto ovvio sulla possibilità di sviluppare nuove cure più efficaci, ma incide anche sulla sostenibilità, consentendo di evitare trattamenti non appropriati”.

“Un altro tema centrale - aggiunge - è quello di rendere le cure accessibili al maggior numero di persone, un ambito in cui il San Matteo svolge un'attività molto importante. La ricerca, infatti, non si focalizza solo sulla patologia, ma riguarda anche il miglioramento dell’organizzazione e della presa in carico del paziente, considerato non solo per il suo problema medico, ma anche per il suo vissuto rispetto alla malattia. Per questo motivo offriamo un supporto psicologico dedicato alle patologie più complicate e difficili. Al San Matteo il paziente è al centro, insieme ai suoi diritti: il modo migliore per garantire la sua individualità e identità è la necessità di lavorare per la sua cura”, conclude.

Malattie rare: Zecca (San Matteo), ‘La terapia genica rappresenta una svolta per talassemia e anemia falciforme’

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - “La talassemia e l’anemia falciforme sono due malattie genetiche del sangue. Oggi disponiamo di diverse strategie per affrontarle. La prima è rappresentata dalle terapie mediche di supporto, che mirano, da un lato, a correggere l’anemia attraverso le trasfusioni e, dall’altro, a ridurre gli episodi acuti e le complicanze dell’anemia falciforme.

Fino a oggi, l’unica terapia consolidata con la potenzialità di portare a una guarigione completa e definitiva era il trapianto allogenico di midollo osseo. Si tratta di un trattamento efficace, supportato da un’esperienza di oltre quarant’anni, che presenta però un limite importante: la necessità di disporre di un donatore compatibile. Per questo motivo, non tutti i pazienti affetti da talassemia o anemia falciforme hanno potuto beneficiare del trapianto.

Fortunatamente, negli ultimi anni si è resa disponibile una procedura estremamente avanzata: la terapia genica. Questa tecnica consente di partire direttamente dalle cellule del paziente, prelevarle e correggerle in laboratorio, rendendole nuovamente capaci di funzionare in modo adeguato e di produrre emoglobina corretta”.

Sono le parole di Marco Zecca, direttore della SC Oncoematologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Nel 2025, Zecca è stato tra i primi specialisti in Europa e in Italia a trattare con una nuova terapia genica due giovani pazienti, entrambe ventenni: una affetta da anemia falciforme e l’altra da talassemia.

Si tratta di malattie che hanno un impatto molto rilevante sulla qualità di vita dei pazienti.

“Nel caso della talassemia, si osserva un difetto nella produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi. Nell’anemia falciforme, invece, vengono prodotti globuli rossi ed emoglobina alterati. Il risultato finale è molto diverso, ma in entrambi i casi la malattia condiziona profondamente la vita quotidiana.

Nella talassemia, il paziente dipende dalle trasfusioni fin dai primi mesi di vita e per tutta la vita: deve infatti ricevere trasfusioni di globuli rossi ogni due o tre settimane per sopravvivere. Nell’anemia falciforme, invece, i globuli rossi difettosi possono causare complicanze a carico di diversi organi - scheletro, cervello, polmoni, reni, milza e fegato - e provocare frequenti crisi dolorose, che rendono molto difficile svolgere le normali attività quotidiane”, spiega Zecca.

Grazie alla terapia genica, le due pazienti trattate al San Matteo hanno potuto intraprendere un percorso terapeutico con l’obiettivo di liberarsi dal peso della malattia e recuperare una vita il più possibile ordinaria.

Ma, nello specifico, che cosa accade quando le cellule ‘riparate’ in laboratorio vengono nuovamente infuse nel paziente?

“Dopo essere state corrette in laboratorio, le cellule vengono reinfuse nel paziente, a seguito di un breve ciclo di chemioterapia preparatoria. Una volta rientrate nell’organismo, riprendono progressivamente a funzionare e si dimostrano in grado di modificare in modo sostanziale il quadro clinico delle due malattie, fino ad azzerarne le principali manifestazioni e complicanze”, spiega Zecca.

La terapia genica è il risultato di un lungo e prezioso lavoro scientifico.

Sono convinto che investire nella ricerca sia la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi ma, soprattutto, per i nostri figli. La ricerca rappresenta il futuro”, conclude Zecca.

Anemia falciforme e talassemia, paziente: "La ricerca ha riscritto la mia storia”

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - “e ha conseguenze reali. Fino a pochi anni fa, una terapia come quella che ho ricevuto sembrava impensabile. Oggi rappresenta una possibilità concreta per tanti pazienti. Essere stata la prima persona in Italia e in Europa ad affrontare questo percorso mi fa sentire ancora più forte e consapevole della responsabilità di testimoniare quanto la ricerca possa fare la differenza”.

Sono le parole di Shrika che nel 2025 ha ricevuto una nuova terapia genica. Si tratta del primo caso in Italia ed Europa.

“Quando i medici mi hanno parlato della terapia genica ho pensato che la mia vita potesse davvero cambiare - racconta la giovane - Dopo anni trascorsi tra ricoveri, crisi, trasfusioni e complicanze, ero abituata a convivere con la malattia e a gestirne le conseguenze. Per la prima volta, mi sono trovata davanti a una cura, alla possibilità di poter riscrivere la mia storia. È stato, al tempo stesso, un momento molto delicato: non avevo punti di riferimento, essendo la prima persona in Italia e in Europa a intraprendere questo percorso. Non potevo parlarne con qualcuno che lo avesse già vissuto o che potesse dirmi cosa aspettarmi. Ho avuto paura, è impossibile negarlo - ammette - Ma quella paura era accompagnata da una speranza ancora più grande. Pensavo a tutto ciò che la malattia mi aveva tolto e alla possibilità di riconquistare quello che avevo sempre desiderato: una vita meno condizionata”.

Di fatto “convivere con l’anemia falciforme e la talassemia significa affrontare una malattia che non concede pause”, spiega Shrika che fin da bambina ha dovuto imparare “a convivere non solo con il dolore, ma anche con ricoveri frequenti, terapie continue e l’;incertezza costante di non sapere come mi sarei sentita il giorno successivo”. “Nel mio caso - continua - la malattia ha avuto un impatto importante sulla vita quotidiana. Le crisi dolorose hanno richiesto spesso il ricovero ospedaliero e l'uso di terapie molto forti, fino alla morfina. Ho subìto complicanze ossee significative, come infarti ossei, che hanno limitato i miei movimenti e reso difficili anche le attività che per molte persone sono normali”.

Oltre alla sofferenza fisica, quella emotiva: “La fase più difficile non è solo quella fisica, è convivere con la consapevolezza che ogni progetto, ogni viaggio, ogni scelta deve tenere conto della malattia - riflette - Bisogna imparare a essere forti anche quando si è stanchi e continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà. Questa esperienza mi ha insegnato molto: a non dare nulla per scontato, ad apprezzare i momenti di benessere e a trovare la forza anche nei periodi più complessi”.

Poi una luce ha acceso la speranza. La terapia genica ha cambiato la vita di Shrika: a un anno dalla prima infusione, “riesco a guardare al futuro in un modo che prima non mi era possibile - racconta - Per anni, la mia vita è stata composta solo da trasfusioni, visite e dalle paure indotte dalla malattia, che era sempre presente e influenzava ogni decisione. Oggi continuo il percorso di controlli, ma sento di aver acquisito una libertà che non avevo mai conosciuto: la possibilità di vivere senza essere costantemente in attesa della prossima complicanza. Questo ha cambiato profondamente il mio modo di vedere la vita. Ora riesco a fare progetti con maggiore serenità, a immaginare un futuro con fiducia e a dedicarmi alle cose che amo. Il cambiamento più importante non è solo fisico, ma anche emotivo: dopo tanti anni trascorsi a combattere contro la malattia, oggi sento di poter finalmente dare più spazio alla persona che sono, non solo alla paziente che sono stata”.

La terapia ha avuto un impatto tale su Shrika che la giovane ha potuto finalmente assecondare un desiderio prima inesaudibile: “Sono sempre stata un’amante della montagna, ma non potevo fare lunghe camminate. Uscita dall’ospedale, sono andata a fare due settimane di trekking in montagna e sono arrivata in cima, un traguardo che fino a due anni fa non avrei mai immaginato. La terapia mi ha aperto a una vita diversa - sottolinea - non solo fisicamente ma anche mentalmente: quando sono arrivata fin su, ho pensato a quante cose mi ero persa e a quante attività adesso ho la possibilità di recuperare”.

“Ho scelto di fidarmi della ricerca, dei medici che mi seguivano e di tutto il lavoro che aveva reso possibile questa opportunità - si sofferma ancora - È stata una delle decisioni più importanti della mia vita e oggi sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di fare questo passo. Se ho avuto l’opportunità di accedere a una terapia innovativa - conclude - è grazie a decenni di studio, al lavoro dei ricercatori e dei medici e a chi ha creduto nella ricerca scientifica”.

Tenerini (Fi): "Non fermarsi a dato economico, famiglia è infrastruttura del Paese”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - “Non possiamo più, come Governo, ragionare sulla denatalità solo dal punto di vista numerico o grafico. Nella storia sono nati tanti figli e le condizioni economiche non sono state l’unico freno. Il dato economico non è l’unico elemento da guardare. Dobbiamo iniziare a ragionare davvero su quale modello di società costruire”. Lo ha detto Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia, intervenendo al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.

“Il modello del lavoro del futuro, con l’impatto dell’intelligenza artificiale - afferma Tenerini - ridisegnerà completamente anche i nostri modelli di vita, di sedi e di luoghi di vita: non bastano le politiche attive del lavoro, non basta l’assistenza, il welfare, non bastano gli asili nido, non basta il bonus nati, che comunque è un modo per dire che il Paese è vicino quando si affronta questo problema. La famiglia e i figli sono un’infrastruttura del Paese. Ci sono le strade, ci sono i ponti, e poi c’è il futuro, che passa attraverso questo". 

"E allora credo  - rimarca - che la risposta più bella, o quella che più si avvicina alla mia cultura politica, sia la libertà. Quando avremo riconsegnato al futuro di questo Paese la libertà per cui una donna non debba scegliere tra carriera e famiglia, tra carico di cura e lavoro, allora avremo fatto un passo decisivo. E questa libertà - conclude Tenerini - si conquista in modo multisettoriale, non concentrando lo sguardo in modo verticale, ma aprendo l’orizzonte e mettendo in relazione tanti aspetti diversi, partendo però da una domanda di fondo: quale modello di stile di vita, di società e di Paese vogliamo costruire”.

Caso Garlasco: madre Sempio resta in rianimazione, difesa 'tentato suicidio’

Milano, 18 giu. (Adnkronos) - Resta in rianimazione Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. La donna si trova ricoverata da ieri, mercoledì 17 giugno, all'ospedale di Vigevano (Pavia) dopo "un'overdose di farmaci". I legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Catalliotti, sono stati autorizzati dalla famiglia a confermare che "si è trattato di un tentativo di suicidio". Una scelta - spiegano i difensori all'Adnkronos - dettata "dalla paura che altri possano fornire dati medici sensibili e per provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social".

Odone (Css): "Prevenzione con vaccini e prossimità per invecchiare in salute”

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Il tema della prevenzione, che poi arriva anche alla prevenzione delle malattie infettive e quindi ai vaccini, “è cruciale rispetto agli strumenti per far fronte a questi trend demografici. L’aumento dell’aspettativa di vita è un successo della medicina, ma chiaramente ha un peso sociale ed economico e anche un impatto sulla salute. Se l’aspettativa di vita in Italia è quasi a 85 anni, quella in buona salute si ferma a 58-60 anni. Per cui gli obiettivi di sanità pubblica sono preservare la buona salute, non solo diagnosticare e curare le patologie e le comorbidità che, chiaramente, grazie al driver dell’età, aumentano. E qui entra il tema della prevenzione”. Lo ha detto Anna Odone, professore ordinario di Sanità pubblica all'Università di Pavia, presidente sezione 3 Consiglio superiore di sanità, partecipando al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell'appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.

La prevenzione primaria “si occupa di preservare la salute - spiega Odone - Si riferisce alla vaccinazione, agli screening, agli stili di vita corretti perché si guadagna in salute e, in una prospettiva di popolazione, ha un impatto economico molto importante. Nell’ambito della prevenzione delle malattie infettive, siamo abituati a parlare di vaccinazioni pediatriche, ma con questi numeri demografici la prevenzione diventa uno strumento di invecchiamento in salute e attivo anche per la popolazione adulta, anziana e fragile. Abbiamo a disposizione straordinari strumenti di vaccinazione nei confronti di patologie diffuse nella popolazione anziana, per le quali l’età rappresenta un fattore di maggiore rischio per forme complicate o gravi”.

Sul tema della prevenzione di prossimità, “legato al Pnrr, il monitoraggio dell’implementazione - illustra Odone - mostra, nei diversi contesti territoriali, alcune criticità importanti, che vengono affrontate dai diversi servizi regionali, e riguarda anche la prevenzione vaccinale. Pensare una prevenzione che si allontana dai luoghi tradizionali, ospedali e dipartimenti di prevenzione, e abbraccia modelli sperimentati in contesto emergenziale, come la vaccinazione nelle farmacie, significa costruire un sistema che resta e può essere utilizzato anche a regime. Sono modelli di prevenzione che avvicinano il cittadino. La medicina di prossimità - conclude - integra farmacisti, medicina di famiglia e servizi territoriali, e unisce le necessità sanitarie con quelle sociali, in un’ottica di integrazione sociosanitaria e promozione della salute”.

Assica, nel 2025 +5,3% export salumi italiani

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - Il 2025 si chiude con un nuovo risultato positivo per l'export dei salumi italiani, che supera per la prima volta la soglia dei 2,5 miliardi di euro e raggiunge 231.645 tonnellate esportate, registrando una crescita del 5,3% sia in volume sia in valore rispetto all'anno precedente. Questi i dati emersi durante l’Assemblea annuale di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), che si è tenuta oggi a Roma nell’ambito del progetto europeo ‘Trust Your Taste, Choose european quality’. Un risultato che conferma il ruolo strategico dei mercati internazionali per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore a oltre 2,18 miliardi di euro (+5,5%). A trainare la crescita sono stati soprattutto i mercati dell'Unione Europea, che hanno assorbito 163.810 tonnellate di salumi italiani per un valore di 1,695 miliardi di euro, con incrementi rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024.

Più contenuta, invece, la crescita nei Paesi Terzi, dove le esportazioni hanno raggiunto 67.835 tonnellate per un valore di circa 811 milioni di euro, in aumento rispettivamente del 2,9% e del 2,6%. Tra i principali mercati europei si segnalano le performance particolarmente positive di Spagna 11.304 ton (+30,7%) per un valore di 71,8 milioni di euro (+18,1%), e Regno Unito, +7,6% in quantità e +6,6% in valore, con invii per 18.919 ton e 240,6 milioni di euro, mentre Francia e Germania si confermano i primi due mercati di destinazione in termini assoluti, con un valore complessivo di circa 867 milioni di euro.

Sul fronte extra europeo restano positivi i risultati ottenuti in Canada, mentre gli Stati Uniti, primo mercato extra UE per i salumi italiani, hanno registrato una flessione sia in volume (-3,8%) sia in valore (-5,8%), risentendo dell'incertezza del quadro commerciale internazionale e delle difficoltà legate all'accesso ai mercati. Dal punto di vista dei prodotti, i prosciutti crudi stagionati si confermano la principale voce dell'export italiano con oltre 1,035 miliardi di euro di fatturato e 72.720 tonnellate esportate. 

Particolarmente dinamica la crescita di alcune categorie ad alto valore aggiunto. La pancetta stagionata registra l'incremento più significativo, con un aumento del 20,3% in volume e del 16,6% in valore, raggiungendo 82,9 milioni di euro. Ottime performance anche per la bresaola, che con 4.293 ton e 103,2 milioni di euro hanno registrato nel 2025 un +4,4% in quantità e un +13,8% in valore. Da segnalare anche il prosciutto cotto, che aumenta del 9,2% in volume e del 5,3% in valore raggiungendo 230,5 milioni di euro. Continuano a crescere infine salami e mortadelle, che confermano il progressivo ampliamento dell'apprezzamento internazionale verso l'intera gamma delle produzioni della salumeria italiana. Risultati positivi, quindi, anche se nel quarto trimestre le esportazioni complessive hanno confermato la tendenza di crescita, pur mostrando una moderazione rispetto ai trimestri precedenti. Questo rallentamento ha destato preoccupazione, specialmente analizzando gli scambi con i Paesi terzi.

“I dati dell'export 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del nostro settore. Superare la soglia dei 2,5 miliardi di euro di esportazioni rappresenta un risultato importante che testimonia il grande valore riconosciuto ai salumi italiani dai consumatori dei mercati internazionali. Allo stesso tempo, i risultati dell'ultima parte dell'anno suggeriscono prudenza. Lo scenario internazionale sta diventando sempre più complesso e le tensioni geopolitiche, commerciali e sanitarie richiedono grande attenzione da parte delle nostre imprese”. Preoccupazione dovuta anche al costante pericolo rappresentato dalla diffusione della Peste Suina Africana (PSA), che limita totalmente o parzialmente l'accesso a numerosi mercati ad alto potenziale commerciale. “La PSA continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle nostre esportazioni” prosegue Beretta. “E’ necessario proseguire con determinazione nelle attività di contenimento e controllo della malattia ed anche intensificare il lavoro diplomatico e sanitario per superare le barriere che oggi penalizzano l'accesso dei nostri prodotti in numerosi mercati internazionali”.

La competitività internazionale della salumeria italiana dipenderà sempre più dalla capacità di garantire stabilità alle imprese, favorire l'accesso ai mercati e ridurre i fattori di svantaggio che penalizzano il sistema produttivo nazionale. “Ci auguriamo una rapida normalizzazione degli scenari internazionali e un forte impegno delle Istituzioni a sostegno della competitività del Sistema Paese”, conclude Beretta. “Le nostre imprese hanno dimostrato di saper competere sui mercati mondiali grazie alle competenze, alla grande qualità, alla sicurezza e all'unicità delle nostre produzioni italiane. Per continuare a investire, innovare e crescere hanno però bisogno di condizioni che consentano di competere ad armi pari con i principali concorrenti internazionali”.

Assica, "Nel 2025 stabili produzione e consumo di salumi”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - L’Assemblea di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) che si è tenuta oggi a Roma, nell’ambito del progetto europeo ‘Trust Your Taste, Choose european quality’, è stata anche l’occasione di divulgare i dati di produzione e consumi del settore del 2025, che - nonostante il contesto incerto - hanno confermato una situazione di lieve crescita nel mercato interno. Nel 2025 la produzione nazionale si è attestata a 1,173 milioni di tonnellate, + 0,6% rispetto all'anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). La disponibilità al consumo sul mercato nazionale ha raggiunto 989.200 tonnellate (+0,5%), mentre il consumo apparente pro capite si è attestato a 16,6 chilogrammi annui, confermando il ruolo importante che i salumi continuano a occupare nelle abitudini alimentari degli italiani. La ripartizione dei consumi evidenzia una preferenza per il prosciutto cotto, che rappresenta il 28,1% del totale dei salumi consumati in Italia. Seguono il prosciutto crudo stagionato con il 21%, la categoria mortadella e wurstel con il 19,6%, il salame con l'8,3% e la bresaola con il 2,4%. 

“Il consumatore oggi è sempre più consapevole ed esigente rispetto al passato. Questa evoluzione positiva ha spinto le imprese ad investire sempre di più in innovazione, sicurezza alimentare, qualità e informazione. Tuttavia, che questa crescente attenzione non sempre si traduce in una piena valorizzazione del prodotto al momento dell’acquisto", ha commentato Lorenzo Beretta, Presidente di Assica. Uno dei principali obiettivi dei prossimi anni sarà infatti proprio quello di rafforzare la percezione del valore delle produzioni italiane presso il consumatore finale.

“La vera sfida che ci attende è riuscire a comunicare e far comprendere il grande valore delle nostre produzioni. Dietro ogni salume italiano ci sono storia, tradizioni, competenze, professionalità, investimenti, controlli, ricerca e innovazione. Si tratta di un patrimonio che spesso non è immediatamente percepito e che merita di essere raccontato con maggiore efficacia. Per questo motivo abbiamo deciso di creare l’Osservatorio Assica, che quest’anno vedrà la sua seconda edizione il prossimo 7 ottobre a Milano. Si tratta di un momento di dialogo e attento confronto con la distribuzione italiana, che ha lo scopo di condividere studi economici, dati prospettici ed elementi di preferenza del consumatore, per valorizzare al meglio la salumeria italiana” ha concluso il Presidente.

Marcantonio (Cno Consulenti lavoro): "Organizzare lavoro su longevità e governare tecnologia”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - “La possibilità per un’azienda di integrare la retribuzione con trattamenti come fondi sanitari integrativi permette un certo benessere e un controllo sanitario anche per i lavoratori più longevi. 

Se i lavoratori attivi non godono anche di buona salute e non sono in grado di contribuire in maniera piena al sistema previdenziale, questo va in crisi non solo perché quel soggetto andrà in pensione a 70 anni, ma anche perché durante la carriera lavorativa non avrà la possibilità di contribuire in modo pieno e, si spera, incrementale. Sotto questo profilo, la contrattazione collettiva potrebbe essere una chiave importante, ma credo vada fatto anche un focus sull’organizzazione del lavoro in ottica di longevità” Così Giovanni Marcantonio, vicepresidente Consiglio nazionale ordine Consulenti del lavoro (Cno), intervenendo a’La demografia cambia la società’, dibattito organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma.

“Non si può pensare  - osserva Marcantonio - che l’organizzazione del lavoro di un cinquantenne o di un sessantenne sia identica a quella di un giovane che entra nel mercato del lavoro. Parimenti, le misure di sicurezza devono essere assolutamente declinate anche in base a questo aspetto. Quindi abbiamo un panorama molto importante che coinvolge anche la formazione. E qui la contrattazione collettiva può ancora intervenire, perché i fondi interprofessionali, decisi dalle organizzazioni sindacali e dalla contrattazione, possono orientare meglio anche i temi legati ai lavoratori più longevi.

Per governare la digitalizzazione e affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale, bisogna ragionare in “termini antropocentrici, cioè mettere la persona al centro della tecnologia", afferma l’esperto, che prosegue: "Spesso si dice che la tecnologia può eliminare attività ripetitive e aumentare quelle più cognitive e valutative. Però, se liberiamo tempo dalle attività ripetitive, dobbiamo anche chiederci come impiegare quel tempo liberato. E questo è particolarmente importante quando parliamo di lavoratori più longevi. Credo che l’intelligenza artificiale e le tecnologie - sottolinea - possano aiutare questi processi, ma soprattutto dovrebbero favorire un aspetto di cui si parla troppo poco nell’invecchiamento: il trasferimento delle competenze. C’è una grande opportunità di integrazione tra intelligenza artificiale e possibilità di trasferire il bagaglio di esperienza, cultura e competenze tra un lavoratore più anziano e uno che entra nel mercato del lavoro e che, spesso, andrà a sostituirlo. Questa staffetta generazionale va letta oggi anche in chiave tecnologica. E possiamo farlo solo se ci poniamo le domande giuste: non quelle dell’attesa - conclude - ma quelle del governo del cambiamento”.

Mondiali 2026, quote: Messi già da record, Mbappé, Kane e Haaland inseguono, CR7 delude

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - La prima giornata del Mondiale 2026 è andata in archivio e a mettersi in mostra sono stati i protagonisti annunciati. Su tutti, Leo Messi che, con la tripletta all’esordio dell’Argentina con l’Algeria, si è subito preso lo scettro eguagliando il record di miglior marcatore nella storia dei Mondiali di Miroslav Klose, a quota 16. Mbappè, uomo copertina nella gara della Francia con il Senegal con una doppietta, è a soli due gol da entrambi e ha ottime chance di raggiungerli, ma non è stato da meno nemmeno il debutto di Erling Haaland e Harry Kane, protagonisti anche loro con una doppietta, rispettivamente ad Iraq e Croazia. Tutti vanno a caccia del nuovo record e puntano a battere quello di Just Fontaine che, ancora oggi, detiene il primato di maggior numero di gol segnati in una singola edizione dei Mondiali: 13 reti in sole sei partite. Per gli esperti di Sisal è a 16,00 l’ipotesi che questo record venga infranto in questa edizione della Coppa del Mondo.

La lotta per il titolo di capocannoniere è appena cominciata e, per gli esperti Sisal, vede favorito Mbappé, a 3,75: nelle ultime due edizioni del torneo iridato il francese è stato il giocatore che ha segnato più reti (12) e partecipato a più gol (14), è lui il primo candidato a vincere il titolo di miglior marcatore del torneo e lo farebbe per la seconda volta consecutiva, dopo quello del Mondiale 2022. Come allora, anche oggi la sfida sarà soprattutto con Leo Messi, a 4,50, alla pari con Harry Kane, forte dei suoi 61 gol realizzati in tutte le competizioni con il Bayern di Monaco in stagione. Dietro il terzetto dei favoriti c’è Erling Haaland, l’attaccante della Norvegia ha dominato le qualificazioni con 16 reti in appena 8 incontri, il doppio di qualsiasi altro giocatore europeo, senza dimenticare che la sua stagione al Manchester City racconta di 38 reti in 52 partite: l’eventualità di vederlo capocannoniere è a 9,00. La sfida Messi vs Mbappè si ripropone anche nelle quote sul Miglior Giocatore del Mondiale, con La Pulce che in questo caso comanda, a 5,00 contro il 5,50 del francese.

E Cristiano Ronaldo? Il fuoriclasse portoghese, a secco nella prima partita con il Congo, ha deluso le attese e non è riuscito a stare al passo del suo rivale di sempre, Messi. CR7 vanta il primato di essere l’unico calciatore ad aver segnato in cinque diverse edizioni dei Mondiali, ma il suo cammino in questa edizione è partito in salita tanto che, al momento, vederlo capocannoniere è un’ipotesi a 50 volte la posta.

'Dietro la tua firma c'è tutto questo', al via campagna 5x1000 Fondazione Irccs Policlinico San Matteo Pavia

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - Una firma che non costa nulla, ma che può contribuire a sviluppare nuove cure, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la vita di migliaia di pazienti. 

Con questo messaggio la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo lancia la campagna 5xmille 2026 'Dietro la tua firma c'è tutto questo', invitando cittadini e contribuenti a sostenere uno dei principali centri italiani di ricerca e cura. Dietro una firma c'è molto più di un nome - sottolineano dall'Irccs - Ci sono medici, infermieri, ricercatori e professionisti della salute che ogni giorno lavorano per offrire diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e nuove opportunità di cura. Ci sono laboratori, studi clinici, tecnologie avanzate e progetti di ricerca che contribuiscono a migliorare concretamente la vita delle persone. La campagna - si legge in una nota - nasce per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: l'impatto concreto che una semplice firma può generare. Un gesto che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma che può trasformarsi in ricerca, innovazione e progresso medico. Al Policlinico San Matteo la cura nasce dall'incontro continuo tra assistenza clinica e ricerca scientifica. Le nuove terapie, i trattamenti più avanzati e i progressi della medicina sono il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, pazienti e comunità. Un percorso che può continuare a crescere anche grazie al sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000.

Dietro ogni firma ci sono storie concrete. Come quella di Shrika che, grazie a una terapia genica innovativa, oggi conduce una vita pienamente attiva. Un risultato che dimostra come la ricerca possa trasformarsi in nuove possibilità di vita quando trova le risorse necessarie per diventare cura. Per dare volto a questo messaggio, la campagna sceglie come protagonisti alcuni professionisti che ogni giorno operano all'interno del Policlinico San Matteo. Medici impegnati in diversi ambiti specialistici, accomunati dalla stessa missione: trasformare la conoscenza scientifica in opportunità concrete per i pazienti. A rafforzare il racconto contribuisce anche il video istituzionale della campagna, che accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla ricerca e arriva alla vita delle persone - descrivono dall'Irccs - evidenziando il ruolo fondamentale dei cittadini nel sostenere il progresso della medicina. La campagna è inoltre accompagnata da una serie di videointerviste che approfondiscono il valore della ricerca, attraverso le testimonianze di professionisti e pazienti. Tra queste quella di Vittorio Bellotti, direttore scientifico della Fondazione, che racconta il ruolo distintivo di un Irccs nel mettere in relazione attività di ricerca e attività di cura, accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica. Un esempio concreto di questo percorso è raccontato da Marco Zecca, direttore della Sc di Oncoematologia pediatrica, che ripercorre i risultati ottenuti grazie alle più recenti terapie geniche. Proprio al San Matteo due giovani pazienti hanno potuto accedere a trattamenti innovativi che hanno aperto nuove prospettive di vita, dimostrando come la ricerca possa offrire risposte anche quando non esistono altre opzioni terapeutiche, ricorda l'ospedale. 

La Fondazione Irccs Policlinico San Matteo - conclude la nota - rappresenta uno dei principali poli italiani della ricerca biomedica e della medicina ad alta specializzazione. Tra le numerose eccellenze cliniche, assistenziali e scientifiche del Policlinico San Matteo, riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nella presa in carico delle patologie complesse e rare, integrando cura, ricerca e innovazione. Per destinare il proprio 5x1000 alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato al finanziamento della ricerca sanitaria e indicare il codice fiscale della Fondazione. Codice fiscale: 00303490189.

Fii: Saudi ConTech-Redcon, accordo a Roma per portare tecnologia nei cantieri sauditi

(Adnkronos) - Saudi ConTech e Redcon Construction hanno annunciato la firma di un memorandum of understanding strategico durante Fii Priority Europe 2026, a Roma, per accelerare l’adozione delle tecnologie applicate alle costruzioni in Arabia Saudita. 

L'intesa punta a individuare e implementare soluzioni innovative nei progetti di Redcon nel Regno, sostenendo i programmi di trasformazione digitale, la collaborazione con fornitori tecnologici e il rafforzamento dell’ecosistema saudita dell’innovazione nel settore delle costruzioni.

Attraverso la partnership, le due organizzazioni definiranno un quadro di lavoro comune per valutare tecnologie emergenti, sviluppare iniziative di digital transformation e creare nuove opportunità di collaborazione tra leader industriali e startup innovative. Il memorandum prevede anche la possibilità di esplorare future opportunità di investimento nel settore delle construction technology, subordinatamente alla definizione di accordi vincolanti e alle autorizzazioni regolatorie eventualmente necessarie.

La collaborazione si inserisce nel percorso di Saudi Vision 2030, con l’obiettivo di aumentare produttività, sostenibilità e innovazione in un comparto centrale per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Regno.

Saudi ConTech è la piattaforma saudita dedicata all’ecosistema delle tecnologie per le costruzioni e mette in connessione leader industriali, innovatori, investitori e fornitori tecnologici per accelerare la trasformazione digitale del settore. Redcon è una delle principali società di costruzioni della regione, attiva in Arabia Saudita e Medio Oriente nella realizzazione di grandi progetti, con un focus su innovazione, qualità e sostenibilità.

Insurtech Days 2026 il 3 luglio, il settore assicurativo guarda a salute, vita e longevità

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - L’Italia è oggi uno dei Paesi più longevi al mondo. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 la speranza di vita ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, e quasi un quarto della popolazione italiana ha più di 65 anni. Questo cambiamento demografico rappresenta una delle principali trasformazioni economiche e sociali dei prossimi decenni e sta ridefinendo in profondità il settore assicurativo e sanitario. L’aumento della longevità, insieme alla crescita dei costi sanitari e alla crescente centralità della prevenzione, sta accelerando il passaggio da un modello di protezione reattivo a un ecosistema integrato di servizi continuativi legati a salute, assistenza e benessere. In questo scenario si inserisce la seconda giornata degli Insurtech Days 2026, l’evento organizzato da Italian Insurtech Association (IIA) in programma il 3 luglio presso Le Village by CA Milano, dal titolo “From Insurance to Health & Wealth Partner”. La giornata sarà dedicata all’evoluzione del settore assicurativo nei segmenti vita, salute e longevità, con un focus sui nuovi modelli di ecosistema che integrano assicurazione, tecnologia, dati e servizi, abilitando un ruolo sempre più attivo delle compagnie come partner di prevenzione, cura e pianificazione del benessere.

Secondo Ania, nel 2024 la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto i 185 miliardi di euro, di cui circa 47 miliardi sostenuti direttamente dalle famiglie. Un dato che evidenzia la crescente centralità della salute nel sistema di welfare e il ruolo sempre più rilevante che il settore assicurativo è chiamato a svolgere nel supportare cittadini e imprese lungo tutto il ciclo di vita, attraverso soluzioni di prevenzione, monitoraggio e presa in carico. Tali fattori stanno accelerando la trasformazione del settore. Il valore dell'assicurazione oggi non risiede più esclusivamente nella capacità di intervenire quando si verifica un evento avverso, ma sempre più nella possibilità di aiutare clienti e famiglie a prevenirlo, gestirlo e affrontarlo nel tempo. La diffusione di tecnologie come Intelligenza Artificiale, wearable device, analisi predittiva e piattaforme digitali sta rendendo possibile un nuovo approccio alla protezione, basato sulla capacità di anticipare i bisogni, monitorare i rischi e favorire comportamenti più virtuosi. Un’evoluzione che sta progressivamente trasformando il ruolo delle assicurazioni, sempre meno focalizzate esclusivamente sull’indennizzo e sempre più orientate alla prevenzione e alla gestione attiva del rischio.

“L’allungamento della vita media, l’aumento dei costi sanitari e la crescente attenzione al benessere stanno modificando profondamente le aspettative dei cittadini. Le persone non cercano più soltanto una copertura assicurativa, ma strumenti che le aiutino a prevenire i rischi, gestire la propria salute e pianificare il futuro con maggiore serenità. Per le compagnie assicurative si apre quindi una sfida nuova: evolvere da semplici provider di polizze a partner capaci di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo della vita, integrando protezione, servizi, tecnologia e consulenza. La sfida dei prossimi anni sarà costruire modelli in grado di coniugare salute, longevità e benessere finanziario, offrendo risposte sempre più personalizzate ai bisogni delle persone”, dichiara Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association. Nel corso della giornata saranno presentate due ricerche realizzate da IIA e dedicate ai temi della salute e della longevità, che offriranno una fotografia dell'evoluzione dei bisogni di protezione e delle opportunità di sviluppo per il settore assicurativo. 

Il cuore del dibattito vedrà alternarsi sul palco di alcuni dei principali player del settore. Reale Mutua porterà una riflessione sull’evoluzione dei modelli assicurativi verso logiche di ecosistema salute, con particolare attenzione ai temi della prevenzione e longevità, della continuità di relazione e dell’integrazione tra servizi e coperture. AXA Italia indagherà il tema "Life Insurance 2.0", analizzando come l’IA stia trasformando la customer experience e, sulla longevity, il ruolo chiave dell’innovazione continua in prevenzione e protezione lungo tutto l’arco della vita e la necessità di un impegno in logica di ecosistema, che metta al centro la salute e il benessere delle persone.. Generali illustrerà come i nuovi canali digitali siano un abilitatore della relazione con i clienti per facilitare la gestione delle richieste, favorire la sinergia tra servizi, aumentare l’ingaggio del cliente con contenuti personalizzati capaci di connettere in un unico network compagnie assicurative, strutture ospedaliere e soluzioni di sanità digitale. Alleanza Assicurazioni, compagnia del Gruppo Generali, si focalizzerà sull' evoluzione del proprio modello, che integra protezione, previdenza, risparmio, investimento e servizi bancari per offrire una consulenza patrimoniale a 360°. Un approccio che abilita soluzioni personalizzate lungo tutte le fasi della vita, valorizzando modelli flessibili e il ruolo centrale del consulente. Infine, Visa, tra i leader globali nei pagamenti digitali, approfondirà il ruolo dei pagamenti innovativi e della fiducia nell’utilizzo degli strumenti digitali quali abilitatori chiave di un'esperienza assicurativa personalizzata e progettata a partire dalle esigenze del cliente. 

Al termine della giornata saranno, inoltre, assegnati gli Insurtech Awards 2026, i riconoscimenti promossi da Italian Insurtech Association per valorizzare le realtà che stanno contribuendo alla trasformazione del settore assicurativo attraverso tecnologia, dati, intelligenza artificiale e nuovi modelli di servizio.

Ansuini (Bankitalia): "Risparmio cambia con longevità, serve educazione finanziaria”

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - L’allungamento della vita ‘ha un effetto anche sul risparmio’, per questo serve anche “l’educazione finanziaria”. Negli ultimi anni di vita, ci sono esigenze di long-term care che dobbiamo prevedere. Questo è un elemento nuovo che entra nel nostro portafoglio. Un secondo aspetto, altrettanto importante e molto umano, è che, considerato il quadro complessivo, siamo spesso chiamati a prenderci cura molto più a lungo di figli e nipoti. Inoltre, in una società che invecchia, le pensioni pubbliche saranno sempre più insufficienti a fronteggiare ogni esigenza e questo impatterà sul risparmio privato che ciascuna famiglia o individuo riesce ad accumulare”. Lo ha detto Paola Ansuini, responsabile comunicazione cultura finanziaria e tutela della clientela Banca d’Italia, nel suo intervento al dibattito ‘La demografia cambia la società’, organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma. Come far fronte a queste sfide? “Una strada è quella di adattarsi e affrontare questi temi con uno stile di vita più sobrio, quindi spendere di meno e far durare di più i propri risparmi - suggerisce Ansuini - Un secondo strumento può essere il prolungamento della vita lavorativa: si lavora di più per guadagnare di più e accumulare un monte contributivo più significativo. Un terzo aspetto, su cui si sta concentrando anche la comunicazione e le esortazioni della politica e delle autorità, compresa la Commissione Europea nel suo piano strategico, è quello di investire meglio, con maggiore oculatezza”.

Tra gli strumenti utili c'è sicuramente “l'iniziare presto a risparmiare: una persona che a trent’anni inizia a versare regolarmente in un fondo pensione arriva alla fase senior molto più tranquilla - chiarisce l’esperta - Il secondo strumento riguarda l’informazione. Occorre informarsi bene e avere la certezza che le informazioni siano affidabili. La cosa fondamentale - avverte - non è decidere in astratto quali strumenti utilizzare, ma essere consapevoli delle proprie necessità, che variano in base al tempo disponibile, al rischio che si è disposti ad affrontare e alla familiarità con gli strumenti di investimento”.

Recentemente  “il legislatore ha introdotto l’obbligatorietà dell’educazione finanziaria nella scuola - ricorda Ansuini - Ci sono strumenti rivolti a specifiche fasce di popolazione. La vulnerabilità e la condizione di ‘senior’ sono cambiate come concetto negli ultimi anni, soprattutto con il rapido progresso tecnologico: rischiamo tutti di essere un pò più vulnerabili. La Banca d’Italia mette a disposizione il sito ‘L’economia per tutti’ - illustra - con strumenti pratici, simulatori e calcolatori che aiutano a prendere decisioni consapevoli. C’è anche un programma molto strutturato di educazione finanziaria nelle scuole, attivo da molti anni. Inoltre - precisa - ci sono iniziative rivolte ai nuovi vulnerabili, tra cui una collaborazione con Caritas che coinvolge una rete territoriale su tutto il Paese per affrontare temi come il sovraindebitamento e le sue conseguenze”. In questo contesto “un altro aspetto centrale è la digitalizzazione: solo un italiano su 4 conosce l’uso dell’home banking. Sembra incredibile, ma è così. I punti di ‘digitale facile’ - conclude - servono proprio a entrare in contatto diretto con cittadini e utenti e spiegare come la digitalizzazione possa essere davvero al servizio delle persone e delle imprese”.

BaxEnergy presenta Piano Industriale 2026/28, piattaforma industriale globale, ricavi ricorrenti

Roma, 18 giu. (Adnkronos) -  Con oltre 140 Gw di capacità rinnovabile connessa - tra le più ampie basi installate nel software energetico in Europa - una presenza in più di 30 Paesi e 15 anni di esperienza, BaxEnergy, società del Gruppo Yokogawa, colosso industriale giapponese globale quotato alla borsa di Tokyo, presenta il Piano Industriale 2026 - 2028, che punta all’evoluzione da azienda di alta ingegneria a piattaforma industriale globale scalabile, integrata e sicura. La strategia poggia su una crescita organica sostenibile e su una possibile accelerazione per linee esterne.

“Abbiamo definito un modello che coniuga disciplina operativa, crescita sostenibile e flessibilità strategica”, sottolinea Roberto Tundo, Ceo di BaxEnergy. “Il nostro obiettivo è rafforzare il ruolo di BaxEnergy, all’interno del Gruppo Yokogawa, come piattaforma industriale globale integrata, resiliente e sicura, partner di riferimento per la transizione digitale del settore.”

Il piano fissa per il 2028 un obiettivo di ricavi pari a circa 33 milioni di euro (+39% medio annuo rispetto al 2025) e un Ebitda in forte rafforzamento a circa 14 milioni di euro (+81% medio annuo). Gli investimenti complessivamente programmati nel triennio, al netto di eventuali operazioni per linee esterne, ammontano a circa 17 milioni di euro, con un organico in crescita da 140 a 210 persone.


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