10:53:12 A Caserta il problema, forse, non è nemmeno chi si candida.
Il problema è chi torna.
Perché mentre si avvicinano le amministrative e cominciano a comparire facce nuove appoggiate da cognomi antichi, reti di consenso ben rodate e geometrie già viste, una parte della città sembra farsi sempre la stessa domanda: ma stiamo scegliendo il futuro o rimettendo in moto il passato?
Attenzione: in politica i voti non sono una colpa e le alleanze non sono un reato. Ma esiste una questione che è tutta politica e tutta morale: quanto pesa il consenso quando arriva sempre dagli stessi ambienti, dagli stessi circuiti di influenza, dalle stesse relazioni che da anni accompagnano la vita pubblica cittadina?
Caserta negli ultimi decenni ha pagato un prezzo altissimo in termini di immagine, credibilità e fiducia.
E quando una città finisce troppo spesso associata a cronache giudiziarie, commissariamenti, tensioni e opacità amministrative, il problema non è soltanto capire chi abbia responsabilità individuali – quello spetta ad altri – ma domandarsi perché il modello continui a ripresentarsi.
Dentro questo scenario qualcuno individua in Ciro Guerriero l’unica candidatura realmente alternativa al meccanismo consolidato.
Non perché sia l’uomo della provvidenza o perché esista una patente di purezza politica.
Ma perché prova a costruire il consenso fuori dai circuiti tradizionali e senza chiedere il timbro di autorizzazione ai soliti tavoli.
È una lettura politica, discutibile come tutte le letture politiche.
Ma il punto vero è un altro.
Le prossime amministrative non sembrano una sfida tra destra e sinistra.
Sembrano una scelta tra continuità e rottura.
Tra chi sostiene che servano nuovi interpreti e chi pensa che basti cambiare manifesto lasciando intatti gli equilibri.
Perché Caserta, più che di nomi nuovi, sembra avere fame di meccanismi nuovi.
E questa volta, forse, il voto non dirà soltanto chi governerà.
Dirà se la città vuole davvero cambiare sceneggiatura o soltanto cambiare attori.
Lo dichiara Ciro Guerriero, unico candidato a sindaco certo in campo.





