16:49:56 Doveva essere un intervento utile per il territorio. Si è trasformato, invece, nell'ennesima prova di come un'opera pubblica possa diventare un incubo quando manca programmazione e rispetto per i cittadini.
Nel primo tratto di via Appia, a Maddaloni, il cantiere avviato da Enel è fermo da tempo, lasciando dietro di sé una strada dissestata, polvere che invade abitazioni e attività commerciali, viabilità compromessa e parcheggi cancellati. Chi non dispone di un garage è costretto ogni giorno a cercare soluzioni di fortuna, mentre molte famiglie sono costrette a tenere porte e finestre chiuse per limitare l'ingresso della polvere.
Ancora più grave è la sensazione di abbandono. Il Comune avrebbe diffidato Enel a intervenire e a ripristinare condizioni di normalità, ma, secondo quanto denunciano i residenti, la situazione resta immutata. Intanto il cantiere continua a rappresentare un disagio quotidiano, senza che vengano fornite spiegazioni chiare sui tempi di ripresa.
Nessuno contesta la necessità dell'opera. Le infrastrutture vanno ammodernate e i lavori sono spesso indispensabili. Quello che lascia perplessi è la gestione di un intervento affidato a una delle più grandi aziende del Paese, dalla quale ci si aspetterebbero organizzazione, tempi certi e soprattutto rispetto per chi vive il territorio.
I cittadini non chiedono privilegi. Chiedono di poter uscire di casa senza respirare polvere, di aprire le finestre, di poter parcheggiare, di percorrere una strada in sicurezza e di conoscere quando finirà un cantiere che sembra non avere più una scadenza.
Ogni giorno di ritardo aumenta il malcontento e alimenta la sfiducia verso chi dovrebbe garantire servizi efficienti. È il momento che alle diffide seguano i fatti e che Enel dia finalmente risposte concrete, riaprendo e completando i lavori nel più breve tempo possibile.
Perché un'opera pubblica non può trasformarsi in una condanna per chi vive quella strada.





