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Cina-Russia, il nuovo rapporto tra Xi e Putin: lo spostamento di potere con la guerra in Ucraina

Pechino, 14 lug. (Adnkronos) - "Un tempo Xi Jinping (che nel 2013 ha scelto Mosca come prima capitale da visitare da leader, ndr) ammirava Vladimir Putin, ora lo gestisce", scrive il Wall Street Journal. "Quattro anni di guerra e isolamento economico hanno ridotto il presidente russo a un supplicante in una relazione sempre più squilibrata, e a volte tesa", si sottolinea, citando il mancato accordo sul gasdotto Potenza della Siberia 2 nel corso della 14esima visita di Putin per incontrare Xi in Cina a maggio, contrariamente a quanto aveva poco prima anticipato come certo il Presidente russo. 

La delegazione russa arrivata a Pechino prima di Putin per definire l'accordo si è trovata di fronte a "un muro": Pechino ha spiegato a chiare lettere al ceo di Gazprom che avrebbe sottoscritto l'accordo ma solo a un prezzo del gas scontato come quello che viene venduto all'interno della Russia, "di fatto la richiesta che la Russia finanziasse il progetto", spiegano fonti al corrente del contenuto del negoziato. I cinesi hanno detto anche ai russi di non sollevare più la questione fino a che non saranno cambiate le condizioni, si precisa. 

Le relazioni bilaterali sono tutt'altro che sul punto di crollare e Pechino ha assicurato a Mosca il sostegno cruciale per portare avanti il suo sforzo bellico dal 2022. "Xi sembra aver capito la lezione degli anni sessanta, quando i sovietici trattavano con mano pesante la Cina, come "fratello minore", e come questo atteggiamento abbia fratturato l'alleanza precedente. Per ora, Xi è attento a trattare Putin con rispetto in pubblico anche se in privato cerca di stritolarlo con concessioni", si legge inoltre. 

Nel 2013, il presidente cinese considerava Putin come "un modello di ruolo", la sua capacità di imporsi con un ruolo al tavolo globale malgrado l'economia della Russia fosse altamente legata al petrolio e al gas e non una economia diversificata come già quella cinese o quella degli Usa. "La guerra contro l'Ucraina ha consegnato a Xi il potere di completare uno spostamento di potere strutturale già in corso, trasformando quella che una volta era una partnership fra quasi uguali in una relazione in cui la Cina domina in quasi tutti i settori". 

La partnership non poggia su solide basi ma solo su un antagonismo condiviso verso l'ordine mondiale a guida Usa e non su valori e cultura comuni. "E mostra segni di stress" che sono al centro dell'idea audace di quello che gli analisti hanno battezzato come "Reverse Nixon":  l'investimento Usa per allontanare la Russia dalla Cina, come Richard Nixon aveva usato le tensioni sino-sovietiche per aprire relazioni con Pechino negli anni Settanta. Ad acuire l'instabilità, la scoperta di sempre più tentativi di spionaggio cinesi fra funzionari di governo di medio livello in Russia che Mosca non rende pubblici nel timore di alienare i rapporti.

Conti pubblici: Bankitalia, a maggio nuovo record debito a 3.181 mld (+26,6 mld)

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - Lo scorso maggio il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.181,1 miliardi. Lo comunica la Banca d'Italia nel documento 'Finanza pubblica: fabbisogno e debito'. Ad aprile si era registrata un lieve limatura a 3.155 miliardi, dopo il recordo storico di marzo a quota 3.158,8 miliardi di euro.

L’incremento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (13,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 51,9), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,6 miliardi). Sulla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è riconducibile integralmente a quella delle Amministrazioni centrali.

La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. Da Via Nazionale si sottolinea come la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,2 per cento (dal 17,3 del mese precedente), mentre ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,7 per cento e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,6 per cento (dal 35,2 per cento e dal 14,5 per cento, rispettivamente).

Alzheimer, dal Vaticano l’appello a non lasciare soli pazienti e caregiver

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - La malattia di Alzheimer non è soltanto una sfida sanitaria ma una questione di dignità della persona, responsabilità collettiva ed equità sociale. È il messaggio emerso nel corso dell'incontro ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato ieri dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer. Filo conduttore dell’evento - informa una nota - è stato il richiamo espresso nei mesi scorsi da Papa Leone XIV, secondo cui la salute non può essere considerata un "lusso per pochi ma è una condizione essenziale”, un diritto che le società hanno il dovere di garantire, soprattutto alle persone più fragili. Un principio che assume un significato ancora più rilevante di fronte all'aumento dell’incidenza delle malattie neurodegenerative e al crescente impatto sociale della malattia di Alzheimer. 

"L'innovazione scientifica, che fa progressi decisivi, acquista il suo significato più profondo quando riesce a raggiungere le persone più fragili", ha affermato mons. Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere emerito della Pontificia Accademia delle Scienze. "L'Alzheimer è una sfida che riguarda non solo la medicina, ma anche il modo in cui la società si prende cura delle persone più vulnerabili. Interpella il senso più profondo della cura, intesa non solo come trattamento, ma anche come vicinanza, responsabilità e scelta di civiltà, umanità e fede. Significa rispetto e dignità soprattutto per chi soffre, e fare del principio di solidarietà un fatto concreto. E' una opportunità privilegiata per realizzare quella fraternità e amicizia che ci rendono canali della grazia di Cristo, sviluppando reti di fede, speranza e carità”.

In Italia oltre 600mila persone convivono con la malattia di Alzheimer e più di 3 milioni di familiari e caregiver sono coinvolti quotidianamente nell'assistenza: una realtà destinata a crescere con l'invecchiamento della popolazione e che richiede risposte nuove sul piano sanitario, sociale e organizzativo. Ma, dopo oltre trent'anni di ricerca, la comunità scientifica si trova oggi di fronte a un vero cambio di paradigma. Le nuove terapie anti-beta amiloide - si legge nella nota - hanno dimostrato la possibilità di intervenire sul decorso biologico della malattia nelle sue fasi iniziali, aprendo prospettive fino a pochi anni fa impensabili per pazienti e famiglie. Il tema è oggi al centro del dibattito scientifico e regolatorio, sia a livello internazionale che nazionale, dal momento che la Commissione scientifica ed economica del farmaco di Aifa-Agenzia italiana del farmaco si è recentemente espressa sulla non rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale di questa innovativa classe di farmaci per il trattamento dell’Alzheimer in fase precoce, riaccendendo il confronto sulle modalità più appropriate e sostenibili per garantire l'accesso all’innovazione.

“Le nuove terapie anti-beta amiloide rappresentano una nuova frontiera di speranza per le persone con Alzheimer e le loro famiglie - ha affermato Mario Zappia, presidente della Società italiana di neurologia (Sin) - La discussione in corso non può non concentrarsi sui pazienti che possono realmente trarne beneficio, attraverso esiti misurati sul piano clinico. In questa prospettiva, la Società Italiana di Neurologia ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con le istituzioni e gli enti regolatori per definire percorsi appropriati e sostenibili di accesso a queste innovazioni”.

Proprio l'arrivo delle nuove opportunità terapeutiche rende ancora più centrale il tema della diagnosi precoce. “Il tempo della diagnosi e della cura presentano una finestra ristretta al fine di ottimizzare il rapporto tra benefici e costi. Per questo è fondamentale garantire alle persone un accesso precoce alla diagnosi biologica e, quando indicato, alle terapie in grado di modificare il decorso di malattia, superando ritardi e disuguaglianze”, ha sottolineato il presidente della Società italiana neurologia delle demenze (Sindem), Marco Bozzali. Per una presa in carico tempestiva sono fondamentali le reti territoriali, come ribadito dal presidente della Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno), Pasquale Palumbo: “La sfida è rafforzare la capacità del sistema sanitario con una programmazione lungimirante, investendo in competenze, infrastrutture e integrazione con le cure primarie, per governare l'impatto del nuovo approccio diagnostico terapeutico attraverso l’implementazione di percorsi clinici assistenziali operativi”.

Gli esperti hanno poi ricordato il ruolo dei biomarcatori, strumenti oggi fondamentali per identificare la malattia nelle sue fasi iniziali e individuare i pazienti che potrebbero beneficiare di un trattamento tempestivo. “Le famiglie fanno proprie le parole del Papa, ‘Nessuno sia lasciato solo, la cura è segno di speranza e prossimità’, per rivendicare il sospirato accesso all’;innovazione, la diagnosi precoce e tempestiva, una presa in carico adeguata per tutte le fasi di malattia, senza differenze geografiche o economiche”, ha aggiunto Patrizia Spadin, presidente Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima). “È tempo che la responsabilità collettiva aiuti le famiglie a portare il peso di una malattia devastante e che le istituzioni investano nella costruzione di un ecosistema equo e rispettoso della vita di pazienti e caregiver”. Eppure, i dati più recenti - riporta la nota - mostrano che oltre l'80% delle persone con Alzheimer non riceve test diagnostici specifici basati sui biomarcatori e che meno del 20% dei pazienti viene sottoposto ad accertamenti in grado di confermare la presenza della patologia. Inoltre, i pazienti inviati a una valutazione specialistica arrivano mediamente alla diagnosi dopo circa cinque mesi di attesa.

“L'Alzheimer - ha sottolineato il vicepresidente di Airalzh Ets, Alessandro Morandotti - continua a rappresentare una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. Per questo riteniamo importante contribuire al dibattito con uno sguardo rivolto al futuro. La ricerca deve continuare a essere sostenuta con determinazione, perché ogni avanzamento scientifico rappresenta un passo verso nuove opportunità per le persone che convivono con la malattia e per le loro famiglie. Sta attraversando una fase di significativa evoluzione e creando prospettive concrete per diagnosi sempre più tempestive e per terapie capaci di incidere progressivamente sul decorso della malattia”.

Tra le diverse necessità emerse, sono di particolare rilievo: rafforzare le reti territoriali dedicate alle demenze; consolidare il Fondo Alzheimer e demenze e promuovere una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria, servizi sociali e sostegno ai caregiver, anche attraverso un Piano Europeo. “L'Alzheimer è una sfida che richiede una visione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra istituzioni, ricerca, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti” ha dichiarato l’onorevole Annarita Patriarca, segretaria di presidenza della Camera dei deputati e co-presidente Intergruppo Alzheimer. “Occorre trasformare questa consapevolezza in scelte concrete, a partire dal rafforzamento del Piano nazionale per le demenze e dalla stabilizzazione del Fondo per l’Alzheimer, affinché pazienti e famiglie possano contare su risorse certe, servizi omogenei sul territorio e percorsi di presa in carico tempestivi e continuativi. L’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer - ha proseguito - rinnova il proprio impegno a sostenere con determinazione queste priorità, promuovendo iniziative legislative e di indirizzo che mettano al centro la dignità delle persone e il supporto alle famiglie, e lavorando per rafforzare il coordinamento tra livello nazionale ed europeo”.

“L’aumento della longevità - ha osservato la senatrice Beatrice Lorenzin, co-presidente dell’Intergruppo Alzheimer - rappresenta una grande conquista ma porta con sé una sfida sempre più urgente. L’Alzheimer e le demenze sono destinate a crescere in modo significativo nei prossimi decenni. Dietro numeri che potrebbero più che raddoppiare entro il 2050, ci sono persone e famiglie che affrontano ogni giorno una malattia complessa e altamente invalidante. Per questo è fondamentale investire oggi in prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle terapie e sostegno ai caregiver, costruendo una rete di assistenza capace di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana”. L'incontro - svolto sotto il patrocinio della Pontificia Accademia di Teologia, del Coordinamento nazionale associazioni diocesane opere assistenziali e dell'Università Lumsa, con il contributo non condizionante di Eli Lilly, Eisai e Biogen - si è concluso con un appello condiviso a fare della malattia di Alzheimer una priorità sanitaria e sociale del Paese, rafforzando diagnosi precoce, accesso ai biomarcatori, ricerca, reti territoriali e sostegno ai caregiver.

Bozzali (Sindem): "Diagnosi precoce è essenziale nell’Alzheimer”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “Nell’Alzheimer la diagnosi precoce è essenziale, indipendentemente da trattamenti che si possono mettere in atto. Diagnosi precoce significa riconoscere non solamente una sindrome, ma una vera e propria malattia che è stata ben codificata in termini di meccanismi fisiopatologici e che possiede elementi diagnostici e prognostici abbastanza precisi”. Così Marco Bozzali, presidente Sindem - Associazione autonoma aderente alla Società italiana di neurologia per le demenze, intervenendo all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, dedicato  alle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer.

“Di fronte a trattamenti farmacologici in grado di modificare il decorso della malattia - ha proseguito Bozzali - una diagnosi precoce aumenta la possibilità di successo rispetto a una tardiva. Questo perché i farmaci vanno a modificare il decorso, quindi la fisiopatologia e i meccanismi della malattia”. Negli anni è cambiato anche il modo di fare la diagnosi: “Siamo passati da una diagnosi di tipo sindromico, cioè un insieme di sintomi e segni, a una diagnosi di tipo neurobiologico. Significa che quello che stiamo osservando nel paziente è dovuto alla malattia di Alzheimer e non ad altre patologie”, ha concluso Bozzali.

Banche: Panetta, 'quadro solido, casi crisi limitati che confermano importanza buona governance’

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - Il quadro complessivo delle banche italiane "è solido, ma non sono mancati casi, per quanto limitati, di crisi tra gli intermediari di piccola dimensione. In un’economia di mercato non tutti i progetti imprenditoriali hanno successo. La Banca d’Italia opera per prevenire, per quanto possibile, le crisi e, quando esse si manifestano, per gestirle tutelando la clientela e la stabilità del sistema. Alcuni di questi episodi sono stati accomunati da condotte irregolari" e "confermano l’importanza di assetti di governo societario robusti e di una rigorosa etica dei comportamenti". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all'assemblea dell’Abi.

Bce: Panetta, 'su decisione tassi attenzione a energia e dinamiche prezzi’

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - "La politica monetaria si trova nuovamente a gestire un equilibrio delicato, con un’economia in rallentamento e un’inflazione superiore all’obiettivo del 2%. L’aumento dei tassi di interesse di 25 punti base deciso dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione di giugno ha rappresentato una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione. Nel vagliare le prossime decisioni, il Consiglio valuterà con attenzione l’andamento dei mercati energetici, l’evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche dei salari e dei prezzi di beni e servizi. L’obiettivo è preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione, limitando gli effetti indiretti e di secondo impatto degli shock". E' quanto ha affermato  il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all'assemblea dell’Abi.

Palumbo (Sno): "Possiamo utilizzare nuovi farmaci contro l’Alzheimer”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “Abbiamo davanti una sfida estremamente ardua ma anche appassionante perché si apre uno scenario con la possibilità di utilizzare nuovi farmaci, come gli anticorpi monoclonali, in grado di poter rimuovere l’amiloide, la proteina anomala che caratterizza la malattia di Alzheimer”. Così Pasquale Palumbo, presidente Sno - Scienze neurologiche ospedaliere, nel corso del convegno ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, dal titolo 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’.

“Si tratta di farmaci cosiddetti disease-modifying - ha spiegato Palumbo - cioè in grado di modificare il decorso della malattia. Ora i neurologi e i medici che si occupano di Alzheimer hanno a disposizione mezzi che fino a oggi non esistevano”. La malattia di Alzheimer “è molto complessa, non avere molecole in grado di agire sul decorso della malattia è stato estremamente frustrante - ha aggiunto - Ora l’attenzione dei clinici si sposta sulla precocità della diagnosi perché è fondamentale intercettare i pazienti quanto prima”.

Superata questa fase sarà necessario “organizzare dei percorsi clinici assistenziali - ha evidenziato Palumbo - e costruire documenti operativi attraverso i quali si può declinare il percorso del paziente condiviso con tutte quelle figure che ruotano intorno a una persona con Alzheimer come medici, infermieri, assistenti sociali. Come società scientifica - ha aggiunto - crediamo che debba esserci un neurologo che segue il paziente in tutto il suo percorso interfacciandosi con le altre figure. Il sistema sanitario non si è mai tirato indietro di fronte a sfide difficili, come quelle delle cure palliative per le cure oncologiche, per questo crediamo che, con uno sforzo, sarà possibile migliorare anche un settore complicato come quello dei malati di Alzheimer”, ha concluso Palumbo.

Caregiver Morutto: "Importante che le persone con Alzheimer non si sentano abbandonate”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “È importante, per i pazienti con Alzheimer, sapere che si continua a lavorare, a livello istituzionale, con gli aiuti previsti per le famiglie. Questo aiuta a non sentirsi abbandonati perché si sa che, dall'altra parte, c'è qualcuno che fa in modo che le cose inizino a girare per il verso giusto. Fino a qualche anno fa si parlava pochissimo delle malattie neurologiche degenerative”. Così Michela Morutto, protagonista del libro 'Un tempo piccolo', scritto da Serenella Antoniazzi, intervenendo all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva' presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana. Il volume racconta la storia della sua famiglia e del marito Paolo, colpito da Alzheimer precoce.

“Quando si è ammalato mio marito - ha raccontato Morutto -; si sapeva poco per le persone anziane e ancora meno per quelle giovani. Io e lui ci siamo impegnati a parlarne sempre più perché anche oggi ci sono persone che non sanno nulla” della patologia. Diventa quindi fondamentale “sentirsi accompagnati, accolti e supportati in qualche modo. Questo è importante per le famiglie. C’è molta disparità tra regioni e territori - ha osservato - e anche poca informazione tra le varie persone”.

Banche: Giorgetti, 'possono e devono contribuire a crescita’

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - "Forti dalla rinnovata solidità, le banche possono e devono contribuire a portare l'economia italiana, nel quadro dell'integrazione europea del mercato dei capitali, verso un livello sostenuto di crescita. Con la stessa logica va affrontata la questione delle concentrazioni e degli assetti proprietari". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti all'assemblea dell’Abi.

Schillaci: "Alzheimer sfida che richiede competenze, sensibilità e impegno condiviso”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “L'Alzheimer e le altre demenze non rappresentano solo una questione sanitaria ma una realtà che coinvolge l'intera comunità. È una sfida che richiede competenze, sensibilità e un impegno condiviso. Oggi in Italia sono centinaia di migliaia le persone che convivono con questa malattia e milioni i familiari e caregiver che ogni giorno affrontano un percorso spesso complesso, difficile, fatto di sacrifici, responsabilità e preoccupazioni. Per sostenerle, il ministero della Salute ha messo in campo azioni concrete. Abbiamo rifinanziato il Fondo Alzheimer e demenze. Continuiamo a sostenere la ricerca scientifica, indispensabile per migliorare diagnosi e terapie. Allo stesso tempo stiamo puntando sul potenziare l'assistenza territoriale e sullo sviluppo della telemedicina, per facilitare la presa in carico anche con l'impiego delle nuove tecnologie e, soprattutto, garantire una maggiore vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie, specie nei territori più fragili”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel videomessaggio inviato ieri, all'incontro “Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva”, ospitato ieri dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer. 

Dopo aver rivolto il saluto a “sua eccellenza Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, a sua eccellenza Monsignor Antonio Staglianò, all'onorevole Ugo Cappellacci, al presidente Aifa Robert Nisticò, a tutti gli autorevoli ospiti e partecipanti”, il ministro ha affermato: “Non posso non ricordare quanto per queste patologie sia centrale il valore della prevenzione e della diagnosi precoce. Promuovere stili di vita salutari, individuare tempestivamente i primi segnali di declino cognitivo e accompagnare precocemente i pazienti verso percorsi assistenziali appropriati vuol dire offrire maggiori opportunità di cura e migliore qualità di vita. Per questo, anche sul terreno della prevenzione ci stiamo spendendo con tanta energia - ha aggiunto Schillaci - È un impegno che guarda al presente ma anche al futuro. L'obiettivo è offrire risposte sempre più efficaci e integrate, assicurare continuità assistenziale, prossimità e qualità delle cure”. 

In questa prospettiva, “assume valore fondamentale collaborare tra le istituzioni, il Servizio sanitario nazionale e tutti quelli che sono coinvolti - ha concluso il ministro - Solo facendo rete possiamo costruire modelli realmente vicini ai bisogni delle persone e ridurre le diseguaglianze nell'accesso ai servizi, perché nessuno deve sentirsi abbandonato. A chi è colpito dal morbo di Alzheimer o da altre demenze, così come a chi se ne prende cura, voglio dire di non sentirsi solo”.

Banche: Giorgetti, 'aggregazioni utili se rafforzano sistema Paese’

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - "Le dimensioni degli istituti e le aggregazioni non sono un valore in sè tranne forse per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando migliorano la capacità del sistema bancario di accrescere la proiezione internazionale delle aziende italiane e rafforzano le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza, innovazione". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti all'assemblea Abi.

Alzheimer, Lorenzin (Pd): "Urge linea Ue su prevenzione accesso a cure e supporto”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “Abbiamo assoluto bisogno di una linea di azione europea che permetta, da un lato, di strutturare la prevenzione, aumentare i centri per le demenze a livello europeo, potenziare le reti di diagnostica precoce con i biomarcatori e garantire l'accesso ai farmaci”, dato che “oggi abbiamo una prima linea di terapie e, speriamo, nel prossimo futuro altre. Dall’altro lato, è fondamentale sostenere la parte sociale: assistenza, supporto ai caregiver, luoghi idonei dove poter vivere e modi diversi di affrontare la malattia”. Lo ha detto la senatrice Beatrice Lorenzin, co-presidente dell'Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer, all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone colpite dalla malattia.

La senatrice ha posto l’accento sui “numeri dell’invecchiamento della popolazione europea e dell’inverno demografico” che rendono “ineludibile il fatto che il tema delle demenze e dell'Alzheimer diventi una questione europea, da affrontare con una strategia comune, così come è stato fatto in passato per il cancro: inserire l'oncologia tra gli obiettivi europei ha permesso a Paesi che non avevano accesso all'innovazione, alla ricerca e alle infrastrutture, di strutturare al proprio interno, anche attraverso linee guida condivise, opzioni di terapia, di cura e di diagnosi per milioni di persone”, ha puntualizzato.

“Oggi il tema delle demenze e dell’Alzheimer diventa ancora più importante perché ci troviamo di fronte a un doppio scenario - ha osservato - se da un lato abbiamo la fortuna di vivere tutti molto più a lungo, affrontando quindi il tema della longevità, dall’altro sappiamo già esattamente quante saranno le persone molto anziane e i grandi anziani nel 2050", equanti soffriranno di Alzheimer. "Oggi, tra gli over 65, abbiamo quasi 600mila persone con l'Alzheimer e 900mila con demenza. Per il 2050 parliamo di numeri più che raddoppiati”. Ma se i numeri sono importanti, ‘dietro i numeri ci sono le persone’, ha sottolineato. “Persone che si troveranno sole ad affrontare una patologia molto pesante, caratterizzata dalla perdita della cognizione. Anche le dinamiche familiari cambieranno, anzi, sono già cambiate, e ricordiamo che oggi è proprio la famiglia a prendersi cura delle persone con Alzheimer”, ha concluso.

Morandotti (Airalzh): "Investimenti in ricerca chiave per Alzheimer”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - “Per noi la ricerca scientifica e gli investimenti in essa rappresentano la chiave di volta per risolvere un problema enorme che, nel Paese, coinvolge milioni di persone: basti pensare che abbiamo un milione e mezzo di persone affette da demenza e circa 3 milioni di caregiver. Nel lungo periodo, chiaramente, la ricerca sarà in grado di produrre più risultati, gli unici capaci di tenere sotto controllo un fenomeno altrimenti destinato a esplodere”.  Lo ha detto Alessandro Morandotti, socio fondatore e vicepresidente Airalzh - Associazione italiana ricerca alzheimer onlus all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato  presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer.

“C'è un tema di investimento sociale sulla ricerca scientifica e c'è anche un tema di responsabilità collettiva. Ognuno di noi, all'interno della società, deve fare la propria parte per affrontare questa sfida”, ha concluso Morandotti.

Sostenibilità, quarta certificazione B Corp per Davines: "Si rafforza patto per ambiente”

Parma, 15 lug. (Adnkronos) -  Il Gruppo Davines, da oltre 40 anni attivo nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare 'Davines' e per lo skincare [ comfort zone ], è tra le prime aziende globali ad avere completato la ricertificazione B Corp con i nuovi e ancora più stringenti standard di sostenibilità ambientale e sociale introdotti dall’organizzazione no-profit B Lab. Certificata B Corp dal 2016, Davines Group negli ultimi 10 anni ha intrapreso un percorso evolutivo verso la sostenibilità e verso la transizione a un modello rigenerativo di crescita e sviluppo. Per il gruppo si tratta della quarta certificazione B Corp. "La sostenibilità - si legge in una nota - è profondamente radicata nei processi decisionali e industriali dell’azienda che si sta impegnando per estenderla progressivamente lungo tutta la catena del valore". Oltre all'adozione dello statuto di Società Benefit nel 2019 per le filiali italiana e nordamericana, nel 2022 Davines Group è stata tra le fondatrici della B Corp Beauty Coalition, l'iniziativa che riunisce più di 50 aziende di eccellenza nel settore della bellezza unite nello sforzo di migliorare le pratiche di sostenibilità in tutta l'industria cosmetica. 

"Affrontare questo percorso misurandoci con i nuovi criteri globali di B Lab - dice Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines - dimostra come la certificazione B Corp sia un percorso evolutivo di miglioramento costante. Abbiamo sposato il modello B Corp 10 anni fa, è stata e resta una vera e propria dichiarazione d'intenti che accomuna aziende determinate a lavorare in un modo nuovo, che non guarda solo al profitto: pur appartenendo a settori e mercati profondamente diversi, le B Corp condividono una visione comune, si riconoscono negli stessi valori e lavorano nella medesima direzione. L'obiettivo che possiamo raggiungere solo insieme è generare un effetto domino positivo in grado di scardinare i vecchi paradigmi per guidare un cambiamento sistemico verso un modello stakeholder-driven. Siamo un’azienda e naturalmente perseguiamo il profitto, ma elevando allo stesso livello la creazione e lo sviluppo di un impatto positivo sulle persone e sul pianeta”.

I nuovi standard di certificazione B Corp, lanciati da B Lab, sostituiscono il precedente sistema a punteggio in favore di sette aree d'impatto fondamentali: missione & stakeholder governance, azione per il clima, circolarità e tutela ambientale, lavoro equo, giustizia, equità, diversità e inclusione (Jedi), diritti umani e, infine, relazioni istituzionali e azione collettiva. Sono oltre 10.000 le aziende certificate B Corp nel mondo, distribuite in più di 102  Paesi e 163 settori. In Italia le imprese B Corp sono oltre 390 e generano un fatturato superiore a 23,5 miliardi di euro. Tra le azioni adottate dal gruppo spiccano l'aggiornamento dell'analisi di 'Doppia materialità' e il lancio della 'Stakeholder governance policy', per chiarire come vengono ascoltati gli stakeholder - lavoratori, clienti, fornitori, ambiente e comunità locali - nei processi decisionali. L'azienda ha aggiornato la policy su marketing & pubbliche relazioni responsabili per prevenire il greenwashing, in accordo con la nuova normativa europea in vigore da settembre 2026, e ha aperto pubblicamente il canale di segnalazione 'We Listen To You' (evoluzione del whistleblowing) per accogliere segnalazioni legate ad ambiente, diritti umani e impatti sociali.

Davines Group ha implementato la policy globale 'Fair & inclusive recruiting', garantendo annunci inclusivi, divieto di richiedere lo storico salariale ai candidati e strumenti di selezione oggettivi. Il Gruppo Davines monitora e analizza in modo organico i dati legati all'identità (genere, età, anzianità, tipologia contrattuale). Oltre a dichiarare pubblicamente i propri impegni rispetto alle tematiche Jedi, l'azienda ha creato un piano d'azione pluriennale e monitorabile per rendere concreto e significativo questo impegno per le persone, ad esempio attraverso il rafforzamento delle iniziative di formazione e consapevolezza sui temi di diversità, equità, inclusione e l’utilizzo di un linguaggio inclusivo nelle job description. A garanzia di condizioni di vita e lavoro dignitose lungo l'intera catena del valore, Davines ha definito una rigorosa policy di gruppo sui diritti umani. L'azienda ha mappato le criticità salienti in ambito di diritti umani e ha predisposto un processo per gestire le segnalazioni (supportato dal canale 'We Listen To You'). Gli obiettivi legati ai diritti umani sono stati inoltre inseriti in un Piano di ingaggio dei fornitori più strategici per monitorarne i progressi.

A sostegno degli sforzi globali per limitare il riscaldamento entro 1,5°C, Davines misura in modo rigoroso da anni la Carbon Footprint di organizzazione. Coinvolgendo tutte le filiali e le funzioni, le emissioni di gas serra vengono calcolate e certificate da un ente terzo indipendente (in conformità al GHG Protocol Corporate Standard e con garanzia ragionevole, come fatto nel 2024 e 2025) per poi essere pubblicate sul Rapporto di sostenibilità annuale. Il Gruppo applica poi un sistema strutturato di raccolta dati per monitorare consumi energetici e idrici. Vengono analizzati i materiali in ingresso, con focus su packaging e ingredienti, per valutare l’origine delle materie prime e favorire scelte più sostenibili e circolari. Inoltre, vengono raccolti i dati sui rifiuti generati dalle operazioni, e viene esaminato anche il contesto di fine vita degli imballaggi post-consumo attraverso studi sulle infrastrutture di recupero in 26 Paesi europei. Cruciale l'estensione di un Piano di coinvolgimento a 22 fornitori strategici con obiettivi sociali e ambientali condivisi al 2030, promuovendo così tracciabilità e riduzione degli impatti.

Davines consolida il proprio ruolo attivo nel dibattito pubblico promuovendo un approccio responsabile al lobbying. Impegnandosi nel Codice etico a sostenere solo organizzazioni basate su evidenze scientifiche e orientate a generare un impatto positivo, il Gruppo conferma le sue due azioni collettive fondamentali: il ruolo attivo nella B Corp Beauty Coalition e nel centro di ricerca europeo sull'agricoltura rigenerativa Eroc.

Il turismo del silenzio conquista la Valpolicella

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Tra i vigneti della Valpolicella, a Marano, piccolo comune di poco più di tremila abitanti, il turismo passa sempre più spesso da esperienze lontane dai circuiti tradizionali. Qui, tra due antiche torri medievali collegate da un passaggio sotterraneo, vive Mara Pasqualicchio, biologa oggi in pensione, che da undici anni accoglie viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Una scelta nata quasi per caso. Dopo un lungo intervento di ristrutturazione, una parte della casa è rimasta inutilizzata e Mara ha deciso di trasformarla in uno spazio dedicato all’ospitalità, mettendo a disposizione due ampie suite immerse nel silenzio e nel verde.

"Abbiamo girato in tutto il mondo e avevamo ben chiaro cosa cercavamo quando eravamo ospiti. - ci spiega Mara Pasqualicchio Host Airbnb, Pianaura Suites - Abbiamo pensato di offrire agli altri quello che noi stessi abbiamo sempre cercato: spazio, silenzio, cura dei dettagli e soprattutto privacy.”

Una filosofia precisa, che punta sulla qualità dell’esperienza più che sulla quantità. Non a caso, la proprietà è stata progettata per mantenere grandi ambienti e ampi spazi all’aperto, offrendo agli ospiti la sensazione di avere il paesaggio tutto per sé.

Un modello che intercetta un turismo sempre più orientato all’autenticità e alla scoperta del territorio. Gli ospiti arrivano da tutto il mondo: Stati Uniti, Germania, Olanda e Regno Unito - che scelgono la Valpolicella "Per noi il vero lusso è la privacy - continua Pasqualicchio - Volevamo che chi viene qui potesse trovare tanti spazi, pochissime persone e la sensazione di essere quasi da solo, immerso nella natura e nel silenzio." Secondo i dati diffusi da Airbnb, nei comuni veneti sotto i 30 mila abitanti la spesa turistica generata dagli ospiti ha raggiunto nel 2025 quasi 43 milioni di euro. Un dato che conferma come anche i piccoli borghi possano beneficiare di forme di ospitalità diffuse, capaci di portare visitatori e ricadute economiche sul territorio.

Il valore più importante però resta quello umano e la possibilità di far conoscere un angolo autentico della Valpolicella. "Sono molto contenta quando vedo le persone che stanno bene, che si sentono a casa e riescono davvero a capire il luogo. È questa la soddisfazione più grande." ha concluso la titolare. 

Alzheimer, monsignor Sánchez Sorondo: "Innovazione e accompagnamento vadano di pari passo”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) -  “Oggi l'Alzheimer ci impone di recuperare da un lato l'innovazione scientifica, che permette interventi diretti sulle cellule, sulle molecole e sui tessuti prima impossibili. Parliamo di farmaci straordinari, che vanno però usati con equilibrio, senza esagerazioni, perché si tratta di ambiti estremamente delicati. Dall'altro lato, accanto alla terapia medica, è necessario trovare un equilibrio con la cura intesa come accompagnamento del paziente, coinvolgendo la famiglia, la società e le istituzioni”. Così mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere emerito della Pontificia Accademia delle Scienze, intervenendo in occasione del convegno 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale.

“Dobbiamo accompagnare il paziente anche dal punto di vista della comunità cristiana e spirituale - ha aggiunto - Significa pregare insieme a lui: la sofferenza che sta vivendo è una partecipazione alla sofferenza di Cristo, un dolore che può avere un valore salvifico per se stessi e per gli altri. C'è una ricchezza enorme in questa sofferenza - ha sottolineato - Lo dico perché mi occupo anche di un'altra grave forma di sofferenza: la tratta di esseri umani. Quando si incontra una ragazza vittima della prostituzione, l'obiettivo è aiutarla a uscire da quella condizione anche attraverso un approccio religioso di fondo, che dia un senso al dolore subito. Credo - ha concluso - che si debba approfondire questa doppia strada: quella dell'innovazione medica e quella, più profonda, della cura e dell'accompagnamento della persona”.

Alzheimer, neurologo Di Lazzaro: "Si può prevenire fino a un caso di demenza su 2”

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) -  Una delle scoperte più importanti “è che oggi possiamo prevenire o rallentare l'Alzheimer. Attualmente siamo in grado di prevenire fino a un caso di demenza su 2: una prospettiva straordinaria, perché ci permette di intervenire direttamente sulla genesi della patologia. Sappiamo che correggere i fattori di rischio cardio e cerebrovascolari, come ipertensione, diabete e colesterolo alto, è efficace anche contro l'Alzheimer. A questi si aggiungono nuovi fattori recentemente identificati come cause di demenza, a partire dall'isolamento sociale. Anche la depressione nella persona anziana deve essere intercettata e trattata tempestivamente. Infine, i disturbi della vista e dell'udito, così comuni in età avanzata come la cataratta o l'ipoacusia, vanno curati con attenzione, proprio perché tendono a isolare la persona accelerandone il decadimento cognitivo”. Lo ha detto Vincenzo Di Lazzaro, direttore Neurologia, Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, al convegno 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l’Alzheimer.

“In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nel campo delle demenze e dell'Alzheimer in particolare - ha evidenziato l'esperto - qualcosa che ci rende meno rassegnati e decisamente più proattivi di fronte a questa condizione”. Tra gli elementi chiave a oggi disposizione “abbiamo la disponibilità di nuovi biomarcatori che ci consentono di formulare una diagnosi di precisione della malattia - ha chiarito il neurologo - Questi strumenti ci permettono di diagnosticare la patologia in una fase estremamente precoce e, al tempo stesso, di valutare in modo oggettivo la risposta ai nuovi trattamenti”.

Altra importante novità “è la disponibilità di farmaci in grado di rallentare il decorso biologico della malattia - ha illustrato Di Lazzaro - Certamente non parliamo di eradicare l'Alzheimer, ma sicuramente di ridurne in maniera consistente la progressione. Si tratta di farmaci che devono essere utilizzati in modo estremamente attento e oculato da parte di centri" dedicati "poiché, come tutti i trattamenti efficaci, possono presentare effetti collaterali - ha avvertito - Inoltre, rimane centrale il tema della sostenibilità economica, a causa dei costi significativi. Per questo motivo dobbiamo selezionare con estrema attenzione i pazienti: il trattamento va garantito a tutti coloro che possono effettivamente beneficiarne, individuandoli soprattutto tra i soggetti in una fase iniziale della malattia”, ha concluso.

Sinner al JMedical per controlli di routine

Torino, 15 lug. - (Adnkronos) - Il numero uno del mondo Jannik Sinner è stato questa mattina al JMedical di Torino per dei controlli di routine a tre giorni dal trionfo bis a Wimbledon. Il 24enne altoatesino è arrivato poco prima delle 8 di questa mattina e ha lasciato la struttura medica della Juventus intorno le 10.30. Prima di lasciare il JMedical Sinner si è intratttenuto con alcuni tifosi per le foto di rito. Ora il campione azzurro si concederà qualche giorno di vacanza per poi tornare ad allenarsi in vista dei tornei nordamericani sul cemento. Il vincitore di 5 titoli del Grande Slam è iscritto ai Masters 1000 di Montreal, in programma dal 3 al 13 agosto e Cincinnati, che si giocherà dal 13 al 23 agosto, che faranno da prove generali per l'ultimo major stagionale: lo Us Open, previsto dal 30 agosto al 13 settembre a New York. 

Estate, dilaga workation: la vacanza si allunga e la casa diventa ufficio

Roma, 15 lug. (Labitalia) - Non basta più una casa vicino al mare. Per una quota crescente di italiani, l’alloggio scelto per l’estate deve essere anche un luogo nel quale poter lavorare, studiare e vivere per periodi più lunghi della tradizionale vacanza. Cambiano così la durata dei soggiorni e le caratteristiche richieste agli immobili: secondo la rilevazione del Centro Studi SoloAffitti, in tre anni sono aumentate del 69% le richieste di elementi abitativi che consentano di lavorare da remoto. È uno dei segnali che accompagnano la diffusione della workation, la formula che combina soggiorno fuori dalla propria residenza e possibilità di continuare l’attività lavorativa a distanza. Un fenomeno che resta ancora una nicchia - la rete SoloAffitti registra un aumento specifico di questo tipo di domanda - ma che intercetta una trasformazione più ampia nel modo di vivere la casa durante i mesi estivi.

La vacanza, per una parte della domanda, si allunga e cambia natura. Nel 55% dei casi le richieste legate alla workation riguardano soggiorni di almeno un mese, fino a coprire l’intera stagione estiva. Nel 62% dei casi a cercare casa è un professionista o uno studente che viaggia da solo, mentre il restante 38% è rappresentato da famiglie. La durata rappresenta uno degli elementi più interessanti del fenomeno. La possibilità di lavorare a distanza consente infatti, a chi ne ha l’opportunità, di estendere la permanenza oltre il periodo tradizionalmente destinato alle ferie.

Non si tratta necessariamente di ‘andare in vacanza lavorando’, ma di spostare temporaneamente il luogo della propria quotidianità. La casa scelta deve quindi rispondere a esigenze differenti rispetto a quelle di un soggiorno di pochi giorni: deve essere confortevole per periodi prolungati, permettere di organizzare l’attività lavorativa e offrire spazi adeguati alla vita di tutti i giorni.

“La workation non è e probabilmente non diventerà un fenomeno di massa, ma sarebbe un errore guardare soltanto alle sue dimensioni attuali - commenta Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti -. Ciò che ci interessa è il cambiamento della domanda che porta con sé. Una parte delle persone non cerca più semplicemente una casa per trascorrere una o due settimane di vacanza, ma un luogo nel quale trasferire temporaneamente la propria quotidianità, continuando a lavorare o studiare”.

A cambiare è anche la gerarchia delle caratteristiche considerate essenziali nella scelta dell’immobile. Escludendo la vicinanza al mare o alle principali attrazioni della destinazione, l’aria condizionata è richiesta dalla quasi totalità degli interessati. Seguono la disponibilità di spazi esterni, come balconi e giardini, e la connessione wifi. Quest’ultima è considerata fondamentale dal 38% dei richiedenti. Un dato che non indica una minore importanza della connettività, ma riflette anche la diffusione di strumenti e connessioni mobili che consentono di lavorare senza dipendere necessariamente dalla rete fissa dell’abitazione. Tra le altre caratteristiche richieste emergono la flessibilità nella durata del soggiorno, la presenza di ambienti silenziosi e la vicinanza ai servizi. La casa estiva, insomma, viene valutata sempre più come uno spazio da abitare pienamente e non soltanto come base per la vacanza.

La composizione della domanda conferma la natura ancora selettiva della workation. Nel 62% dei casi le richieste provengono da professionisti o studenti singoli, mentre le famiglie rappresentano il restante 38%. La possibilità di spostarsi per periodi più lunghi resta infatti strettamente legata alla flessibilità professionale e personale. Ma proprio l’allargamento del lavoro da remoto sta contribuendo a creare una domanda abitativa che difficilmente può essere ricondotta alle categorie tradizionali del turista o dell’inquilino residente.

La workation si inserisce in un mercato nel quale i confini tra turismo, lavoro e abitazione temporanea stanno diventando meno rigidi. Un soggiorno di uno o più mesi richiede infatti caratteristiche diverse dalla vacanza tradizionale e avvicina la domanda a quella delle locazioni transitorie.

Per i proprietari, questo può tradursi nella necessità di ripensare l’offerta: non soltanto posizione e attrattività turistica, ma anche qualità degli spazi, comfort, silenzio, servizi e maggiore flessibilità nella durata.

“Il dato più interessante è la nascita di esigenze che stanno a metà tra la vacanza e l’abitare - conclude Spronelli -. Chi resta un mese o un’intera stagione non è più soltanto un turista, ma non diventa neppure un residente. È una domanda diversa, che cerca flessibilità e qualità dell’abitare e che può aprire nuove opportunità anche per immobili e territori capaci di intercettarla”.

Gasparri: "Campo largo? Diviso anche in Senato sulla missione internazionale per l’Ucraina"

Roma, 15 lug (Adnkronos) - I distinguo del centrosinistra nella politica estera approdano anche nelle aula parlamentari. Come racconta Maurizio Gasparri, il presidente della commissione Esteri-Difesa del Senato, M5s e Pd hanno mantenuto due posizioni diverse al momento del voto sulle missioni internazionali in cui è impegnata l'Italia che si è tenuto martedì a palazzo Madama. In particolare, la frattura si è concretizzata sulla missione internazionale per l'Ucraina. 

Presidente Gasparri, cosa è successo in commissione? 

"La minoranza ha chiesto, ed è loro diritto, la votazione per parti separate perchè molte missioni sono condivise anche dalle minoranze. Le opposizioni sono state unite nel votare contro la missione in Libia della Guardia di Finanza, hanno votato contro M5s e Pd ma sono risultati minoritari e la risoluzione è stata approvata. Poi c'è stata anche la richiesta di votazione per parti separate anche sull'Ucraina, i 5 stelle hanno insistito per votare per parti separate mentre il Pd no. Su questo punto specifico i 5 stelle hanno votato contro e il Pd non ha votato contro”.

Come giudica questo episodio? 

"C'è un distinguo grave su un tema centrale. Il sostegno all'Ucraina è un principio fondamentale che dovrebbe essere trasversale, riguarda l'Unione europea, i rapporti occidentali, è un punto incontrovertibile. Ma su questo c'è stata, ancora una vota, una divisione. Rilevando poi che su alcune cose, tipo la Libia, le opposizioni erano d'accordo mentre su questo punto si registra una divergenza tra di loro". 

 Come si inserisce questo episodio nel dibattito all'interno del Campo largo? 

"Conte, anche di recente, è intervenuto durante una manifestazione presunta unitaria del campo largo scandendo posizioni diverse sulla Russia e sulla minaccia al mondo occidentale. Questo voto è la prosecuzione in un atto formale parlamentare di una divisione evidente e non secondaria del campo largo, che è unito per modo di dire ma si divide in maniera clamorosa su un tema così rilevante e non secondario. La conferma è nel voto di martedì in commissione Esteri-Difesa del Senato". 

Mondiali 2026, Inghilterra-Argentina: sfida incerta ma Kane & Co leggermente favoriti

Roma, 15 lug. (Adnkronos) - L’Inghilterra va a caccia di una vittoria nel campionato mondiale che manca da 60 anni, l’Argentina di uno storico bis in due edizioni consecutive. C’è grande attesa per la seconda semifinale del Mondiale tra la nazionale di Tuchel e quella di Scaloni, una sfida che rievoca quella iconica di 40 anni fa in cui fu protagonista Maradona, prima con la famigerata 'mano de Dios' e poi con il cosiddetto gol del secolo, segnato partendo da metà campo. La rivalità tra le due nazionali non si è mai spenta, ecco perché il match si preannuncia ricco di significati e anche piuttosto incerto. Per gli esperti di Sisal saranno 90 minuti in equilibrio con l’Inghilterra favorita a 2,70 contro il 3,00 dell’Albiceleste e il 2,90 del pareggio. Incerto anche l’esito su chi conquisterà la finalissima, con gli inglesi avanti a 1,80 e gli argentini a 2,00. Nonostante l’esito sia in bilico, sembra difficile l’ipotesi che la seconda finalista si decida ai calci di rigore, proposti a 5,00. L'Inghilterra ha sempre segnato almeno due reti nelle ultime quattro partite consecutive, supplementari compresi, l’Argentina non ha mai mancato l’appuntamento con il gol in questo Mondiale, ecco perché è plausibile che entrambe segnino, idea a 1,80.

Dici Inghilterra - Argentina e subito pensi a Kane e Messi, grandi protagonisti di questo Mondiale: sei gol per l’inglese, 8 per l’argentino, capocannoniere del torneo insieme a Mbappé, su Sisal.it entrambi sono dati marcatori a 2,40. Ma non ci sono solo loro tra gli artefici dei successi delle due squadre. Jude Bellingham, protagonista con una doppietta è stato il trascinatore degli inglesi contro la Norvegia, mentre Julian Alvarez, con il gol ai supplementari contro la Svizzera, ha regalato la qualificazione ai suoi: nella sfida del gol tra i due comanda l’argentino a 4,50 contro il 5,50 dell’inglese, anche se l’esito più probabile è il pareggio tra i due, a 1,50. Sarà una semifinale ricca di tensione e pressioni, ecco perché non è da escludere un’espulsione, a 5,00 mentre l’eventualità di un rigore + espulsione è a 12,00. Nella classifica finale degli esperti Sisal, l’Argentina occupa l’ultima posizione con il bis della vittoria mondiale a 5,50, l’Inghilterra la precede a 4,50 alla pari con la Spagna, mentre la Francia è la favorita da sempre, con il trionfo a 2,40.


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