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Caso Roggero: Calenda, "In Italia girano troppe pistole, non vogliamo vivere in Far West”

Ponza, 18 lug. (Adnkronos/Labitalia) - "Io penso in primo luogo che questa storia ci dovrebbe insegnare che in Italia girano troppe pistole, un numero sorbitante, rendendo molto più pericoloso per tutti noi guirare per strada. La prima cosa che farei se fossi al governo è fare una ricognizione molto approfondita sui detentori di armi, ovviamente non quella da caccia, ma quelle da cosiddetta difesa personale, perché quasi mai la difesa personale fatta con la pistola non si traduce in un disastro, un disastro anche per chi si difende. Noi non vogliamo, io spero che nessuno voglia, tolto forse Salvini, vivere nel Far West o negli Stati Uniti dove sono i privati cittadini si fanno giustizia da soli. Stiamo parlando di un caso molto particolare, di un atto criminale che si compie e un signore certamente esasperato, che però esce fuori e regola questo conto sparando. Quindi compie un reato. Questo non è discutibile, non è legittima difesa da questo punto di vista. Il problema è che per avere la grazia ci vuole il fatto che uno si sia pentito del reato, cosa che lui per il momento non ha fatto, anzi dice: 'Io lo rifarei'. E questo rappresenta un problema". Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in collegamento con Ponza d'autore, la rassegna ideata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, commenta la vicenda di Mario Roggero. 

"Un presidente di centrodestra? Noi siamo al centro...Non vorrei un estremista, non lo voterei mai. Vorrei che fosse una persona radicata nella cultura europea della dignità della persona. Poi se ha militato in un partito di centrodestra o centrosinistra non me ne frega tassativamente nulla". Così Calenda, risponde al leader di Forza Italia Antonio Tajani, che per il dopo Mattarella ha espresso la preferenza per un presidente di centro-destra. 

"Mi piacerebbe -ha sottolineato Calenda- che ci fosse un candidato alla presidenza della Repubblica che soprattutto difendesse la Costituzione. Il nostro Presidente della Repubblica ha il compito di difendere la nostra carta costituzionale, non perché non si cambi perché la Costituzione è previsto che si cambi e si deve cambiare, ma che i principi che sono fondamentali rimangano. La Costituzione italiana, a differenza di quella americana, considera una persona libera una persona che ha un lavoro decente, che viene curato gratuitamente e che ha una pensione. Non semplicemente che esercita il suo diritto di voto o la cui proprietà è preservata. Quindi noi abbiamo un'idea della libertà che è molto avanzata e devo dire che è un'idea europea. Ecco io vorrei un Presidente della Repubblica che continui a fare questo lavoro", ha concluso.

Caso Roggero, Tajani: "Mai pensato di candidarlo in Fi, ogni partito candida chi vuole”

Ponza, 18 lug. (Adnkronos/Labitalia) - "Non ho mai pensato di candidarlo in Forza italia, ogni partito candida chi vuole.  Ho solo detto che il presidente della Repubblica nella sua saggezza possa pensare di dare la grazia, anche se il Capo dello stato non può essere forzato nella sua scelta". Così il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a Ponza d'autore, la rassegna ideata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, risponde a Gianluigi Nuzzi sulla vicenda di Mario Roggero e l'annuncio di Salvini di pensare a una sua candidatura nella Lega. 

"Di tanto in tanto ci sono dei fenomeni di populismo, di ribellione -ha detto- fatti di slogan che possono in un momento piacere ma non rappresentano una soluzione, perché poi quando stai al governo i problemi li devi risolvere, non basta dire: 'Io farò, io farò, io farò, io farò', poi devi fare. Però io non mi preoccupo di quello che fa Vannacci, mi preoccupo semmai di quello che devo fare io come segretario di un partito di governo quale Forza Italia. Quale risposte posso e devo dare ai nostri cittadini”.

Adesso al Quirinale "c'è il presidente Mattarella che sta facendo bene ed è il simbolo di unità nazionale, è prematuro parlarne, ma mi piacerebbe che ci fosse dopo tanti anni un presidente della Repubblica di area di centrodestra". "Un presidente della Repubblica donna? Perchè no, abbiamo tante donne capaci. Non era mai accaduto che ci fosse un Presidente della Camera donna, un presidente del Consiglio, poi è accaduto. Abbiamo tante donne in politica capaci, di alto livello", ha dettoTajani.

Riguardo poi la vicenda dello spionaggio russo e della corruzione di ex 007 italiani: "Certo che ci sono attacchi non visibili nei nostri confronti. A volte questi attacchi poi vengono anche scoperti -il vicepremier ha evidenziato- tant'è che qualche giorno fa ho notificato tramite il segretario generale del Ministero degli Esteri all'ambasciatore russo la decisione del governo italiano di espellere due ufficiali addetti militari della Federazione Russa presso l'ambasciata a Roma per attività di spionaggio. Avevano tentato di corrompere due ex agenti della nostra intelligence. Poi bisogna vedere effettivamente cosa hanno ottenuto. Non credo che siano danni enormi, però -ha detto- ogni danno che si fa alla sicurezza nazionale è un danno che può aprire una porta. Basta una piccola crepa per poi far aprire qualche cosa di più. Ovviamente avevano cominciato un'attività di spionaggio e di corruzione per arrivare evidentemente a fini più alti". 

"Quello che mi preoccupa e che mi spaventa è quello che dice il leader del Movimento Cinque Stelle. Mentre espelliamo due spie russe, lui dice che la Russia non rappresenta un pericolo per l'Italia, citando un generale americano il quale, il giorno dopo, intervistato dal Foglio, ha smentito l'interpretazione delle sue parole data da Conte. Mi preoccupa che nel nostro Paese ci sia qualcuno che esplicitamente neghi questa situazione", ha detto.

"Stiamo lavorando per una strategia che porti alla riduzione della pressione fiscale. Innanzitutto credo che si possano abbattere le tasse sulle tredicesime, azzerare le tasse sulle tredicesime di chi ha l'Isee più basso per poi crescere. Credo che sia giusto ridurre l'Irpef dal 35 al 33% fino a 60.000 euro, oggi siamo a 50.000. -ha detto Tajani- Credo che sia giusto, per esempio, detrarre dalle tasse le spese sanitarie dell'anno in corso, perché se tu hai una malattia importante e hai bisogno di essere curato, detrarla l'anno successivo può essere anche un danno. Se le detrai l'anno in cui tu stai male, certamente puoi avere un'agevolazione. Io credo che si possa anche pensare a riflettere, ne stiamo parlando, sul bollo dell'auto, c'è un problema con le regioni. Dobbiamo trovare le coperture finanziarie", ha sottolineato. 

Tajani ha poi aggiunto "che stiamo lavorando per una soluzione. Ci sono circa 1.700, 1.800 miliardi di risparmio, di denaro privato fermi in Italia, fermi o con investimenti parziali. Io credo che se noi convinciamo, grazie alla stabilità che garantisce questo governo, grazie a dei buoni progetti infrastrutturali e di riforme, i privati, a cominciare dalle casse previdenziali, ad investire in progetti pubblici che possono rappresentare degli investimenti anche vantaggiosi per loro, potremmo permettere allo Stato di spendere di meno e così di ridurre la pressione fiscale. Se riduciamo la pressione fiscale, i cittadini - ha continuato Tajani - possono spendere di più, se aumentano i consumi, aumenta anche la produzione industriale. Noi che siamo un Paese industriale, credo che potremo crescere un po' di più di quanto stiamo crescendo oggi. Questo è un lavoro serio al quale ci stiamo veramente impegnando. La grande sfida, secondo me, è quella di coinvolgere i privati nella realizzazione del piano casa e delle infrastrutture", ha continuato. 

Il vice premier ha spiegato che "ci sono dei dialoghi in corso. Abbiamo cominciato con le casse previdenziali. Poi si può passare alle assicurazioni. Io credo che si possa arrivare ad avere 7, 8, 10, anche forse 15 miliardi", ha concluso.

'Linea Verde Illumina Sport e Salute', terza stagione su Rai 1 chiude con media share del 16%

Milano, 19 lug. (Adnkronos) - Si consolida il legame tra il pubblico di Rai 1 e il racconto dello sport come motore di sviluppo, salute e riqualificazione. Sabato 18 luglio alle 11.25 su Rai 1 è andata in onda la puntata conclusiva della terza stagione di 'Linea Verde Illumina Sport e Salute'. La trasmissione, realizzata da Rai in collaborazione con Sport e Salute, ha registrato ascolti eccellenti, con un trend stagionale caratterizzato da una media di share superiore al 16%, con picchi oltre il 18%. I dati Auditel confermano il successo di un format capace di valorizzare lo sport come linguaggio universale, opportunità di crescita, ponte generazionale e strumento per restituire ai cittadini spazi di aggregazione sicuri e accessibili. 

Un viaggio speciale in diciotto puntate attraverso alcune esperienze significative che stanno trasformando il Paese nel segno dello sport, inteso come motore di comunità, coesione e riscatto. Francesco Gasparri, con la partecipazione di Elisa Silvestrin, è stato accompagnato dai grandi campioni dello sport italiano del Team Illumina: fra gli altri J. Chechi, F. Magnini, M. Bortuzzo, G. Galanda e A. Savrajuk, testimoni dei valori dello sport e dei corretti stili di vita. Rigenerare gli spazi pubblici, promuovere il benessere attraverso lo sport e restituire alle comunità luoghi aperti, inclusivi e accessibili a tutti: la puntata conclusiva ha raccontato la visione e l'eredità costruita da Sport e Salute negli ultimi anni. Ad aprire il viaggio è stata l'intervista all'Amministratore Delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, che ha ripercorso i temi affrontati durante l'intera stagione: dalla filosofia racchiusa nello slogan 'Lo sport illumina tutto' ai nuovi Spazi Illumina in tutta Italia, dagli investimenti su impianti e spazi urbani ai progetti come 'Voucher sportivi' e 'Bici in comune', fino al ritorno dei Giochi della Gioventù e alle grandi sfide internazionali che attendono il nostro Paese. 

“La prima cosa che facciamo in un impianto sportivo è togliere le recinzioni per renderlo più inclusivo e fruibile, dando a tutti la possibilità di creare una piazza in cui stare”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris. “Nei contesti urbani più trascurati nasce 'Illumina', grazie al Ministero per lo Sport e i Giovani: uno spazio dove le persone possono fare attività fisica, muoversi, ballare e stare insieme.” Lo sport è uno strumento straordinario di trasformazione sociale, “il nostro obiettivo è sostenere questa meravigliosa possibilità, cercando di portarla a tutti, perché lo sport è vita”. Dallo Stadio dei Marmi il viaggio ha poi fatto tappa a Villa Borghese, durante lo storico Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena, e a Colle Oppio con il Colosseo sullo sfondo, durante il Campionato del Mondo di Skateboarding. Francesco Gasparri, insieme ai campioni del Team Illumina, la fondista e campionessa olimpica Manuela Di Centa, l'atleta paralimpico Alessandro Ossola, il pallavolista Valerio Vermiglio, il rugbista Andrea Lo Cicero ed il velocista Stefano Tilli, ha raccontato come un grande evento internazionale possa diventare occasione per valorizzare il patrimonio ambientale e architettonico della città. 

Parallelamente, Elisa Silvestrin, accompagnata dal campione olimpico Massimiliano Rosolino, ha guidato il pubblico alla scoperta di come questi spazi, restituiti al vissuto della cittadinanza, permettano di vivere lo sport in un contesto dove natura e cultura convivono quotidianamente. Una puntata conclusiva che guarda al futuro attraverso luoghi simbolo della città di Roma, raccontando come lo sport possa trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro, partecipazione e benessere, lasciando una concreta eredità per le nuove generazioni.

Linea Verde Illumina Sport e Salute dà appuntamento al pubblico per la prossima stagione, confermando che lo sport non è solo competizione, ma un potente motore di coesione e rigenerazione territoriale. Tutte le puntate della stagione sono disponibili on demand sulla piattaforma RaiPlay.

Digital detox, la rivincita dei 'dumb phone' da 400 dollari e della Gen Z che sogna di disconnettersi dai social

Roma, 19 lug. (Adnkronos) - Se pensate che il desiderio di disconnettersi da social e cellulari sia ormai solo una fantasia per chi è più anziano, potreste rimanere sorpresi. Perché negli ultimi anni, sempre di più, sono proprio i giovani a cercare un modo per staccare. Ironia della sorte, le testimonianze si trovano sui social, dove ciclicamente torna la moda dei ‘dumb phone’, o feature phone.

Le vendite dei vecchi telefoni a conchiglia senza le tante funzioni degli smartphone che oggi troviamo essenziali non sono mai sparite dai dati di mercato, anzi. I vecchi telefono pieghevoli resistono nel nome del ‘digital detox’, la disintossicazione dal digitale, che di solito nella società moderna rimane irraggiungibile. Secondo un nuovo osservatorio dedicato di Ipsos Doxa e Factanza Media il 94% tra Gen Z e Millennial ha pensato almeno una volta di ridurre il tempo trascorso online e tra i giovani sta crescendo la voglia di mettere dei limiti al tempo trascorso su telefoni e social.

Nel report, basato su un campione di 3.500 persone, il 54% della Gen Z desidera spesso una disconnessione, ma il 23% teme l’isolamento sociale. Il 52% degli intervistati nella fascia 18-30 anni non riesce a diminuire il proprio utilizzo del digitale, contro il 39% della fascia 31-45 anni. La riduzione dello stress mentale è citata dal 54% e dal 46% di queste due fasce d’età, rispettivamente. 

Quest’anno il fenomeno del detox sembra avere una certa forza, visto che cresce la pressione sulle piattaforme social e i loro effetti sull’attenzione degli utenti. Una delle notizie più recenti in questo senso quella relativa alla posizione preliminare della Commissione europea, secondo cui Instagram e Facebook danno "dipendenza" e Meta ha violato il Digital services act a causa del loro design basato su scorrimento infinito, riproduzione automatica, notifiche push e contenuti raccomandati.

Ma mentre sulle aziende che gestiscono le piattaforme monta la pressione dall’alto, sembrano muoversi anche le preferenze dei consumatori. Negli ultimi mesi quel ritorno all’essenziale si sta trasformando in un fenomeno commerciale, con l’arrivo di prodotti che sono essenziali ma non tanto ‘stupidi’. È il caso del telefono a conchiglia Commodore Callback 8020: si scrive con il T9, i tasti sono fisici, ma ci sono anche Spotify e Uber. Instagram, invece, è bloccato. Prezzo originariamente considerato eccessivo dagli utenti, abbassato dopo le proteste alla cifra non modica di 400 dollari, e dati di vendita che la storica azienda dedicata ai prodotti retrò considera ottimi. Filosofia e costi simili al Light Phone III. “Sappiamo quanto possa essere difficile andare controcorrente di una cultura che sembra fatta su misura per distrarti, ecco perché abbiamo creato The Light Phone III”, si legge sul sito del produttore. “Che tu sogni ad occhi aperti una disintossicazione digitale, voglia prestare più attenzione al tuo bambino o stia comprando il tuo primo telefono, il Light Phone III è uno strumento per una vita migliore”.

Alla ricerca di quella vita migliore, alcune persone si affidano anche alle app specializzate. E una è italiana: si chiama Analogic Detox,  ideata dallo sviluppatore Matteo Piccirilli, pensata per aiutare le persone a riconquistare tempo e attenzione senza rinunce drastiche. In questo caso lo smartphone non viene eliminato, ma ‘usato meglio’, attraverso un percorso che prevede un coach Ai ma anche il supporto di uno psicologo, e poi quiz e sfide per trasformare la disintossicazione in un gioco. Creata a gennaio 2026, ad oggi l’app ha raccolto 3.000 utenti paganti, con un tasso di conversione del 21,7%, e integra al suo interno una partnership importante con Social Media Detox, un progetto che organizza ritiri ed esperienze immersive lontano dagli schermi.

Volley Nations League, l'Italia supera Cuba 3-1 e si qualifica per le Finals

Roma, 19 lug. (Adnkronos) - Altro successo per l'Italia di Fefè De Giorgi che si è imposta su Cuba e si è qualificata alle Finals della Volleyball Nations League che si svolgeranno a Ningbo in Cina dal 29 luglio al 2 agosto. Oggi gli azzurri all'Asue Arena di Osaka in Giappone si sono imposti su Cuba per 3-1 (17-25, 25-19, 25-21, 25-17). Con questo successo la nazionale italiana si è portata ad otto vittorie (26 punti) e al quarto posto momentaneo in classifica. 

Per la nazionale di volley maschile è la terza consecutiva a Osaka e l’ottava complessiva al termine delle tre week di VNL. Al termine di tutte le gara verrà stilata la classifica finale utile per l’abbinamento dei quarti di finale in Cina. 

Un successo arrivato grazie alla testa e alla tecnica di questa nazionale, capace di farsi trovare sempre pronta nei momenti chiave. Nella gara contro Thondike e compagni, gli azzurri hanno perso il primo set e poi in rimonta hanno conquistato i successivi tre. Una crescita importante per il gruppo guidato da De Giorgi, ritrovatosi al completo soltanto da due settimane e che lascia ben sperare in vista del rush finale in Cina.

Per la partita di oggi il commissario tecnico De Giorgi ha confermato il sestetto che ha battuto ieri l’Argentina con Giannelli e Romanò in diagonale, Lavia e Bottolo schiacciatori, Mati e Sanguinetti al centro, Balaso libero. Dall’altra parte della rete Cuba si è schiarato con: Gonzalez, Simón, Lopez, Yant, Thondike, Wilson e Garcia libero.

“Non era semplice vincere con Cuba. Loro sono una delle squadre più talentuose, con giocatori tecnicamente molto forti. Quando cominciano a giocare con certi ritmi, in difesa e in attacco, ti mettono in difficoltà. Il primo set è stato difficile per noi, però poi è venuta fuori la bontà del nostro gruppo, capace di reagire, trovare gli equilibri giusti e migliorare alcune situazioni. È stata una prova molto positiva da questo punto di vista", ha detto il ct azzurro Ferdinando De Giorgi dopo la partita. "Idealmente quest'ultima partita l'abbiamo giocata con tutti i ragazzi che hanno partecipato a queste tre settimane di VNL. Oggi era la partita per concretizzare gli obiettivi e la posizione in classifica. Ognuno di loro, giocatori e staff, ha aggiunto un mattoncino a questo percorso. In questa prima parte di stagione il presidente federale ci ha dato l'opportunità di poter allenare due gruppi e di fare poi un percorso in questa VNL con squadre diverse e questo è stato importante. Nel corso delle tre tappe abbiamo utilizzato 24 giocatori e quindi il raggiungimento di questa finale è stato il risultato di un lavoro corale di tutti”.


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